Gli eventi aeronautici gravi occorsi nel capoluogo ligure, nel suo golfo e nel suo entroterra, dall'epoca degli idrovolanti alla pista sulla penisola artificiale di Sestri Ponente.
L'attività di volo si è svolta prima sullo specchio d'acqua del porto e poi su una pista costruita interamente sul mare. Questa geometria si riflette nella casistica degli incidenti: quasi tutti gli eventi documentati appartengono a due famiglie, le uscite di pista che finiscono in acqua e gli impatti contro il rilievo durante avvicinamenti in cattive condizioni meteorologiche.
Sono 15 gli eventi documentati fra il 1929 e il 2025. Nove sono avvenuti nell'area genovese in senso stretto (città, aeroporto, golfo, Città metropolitana) con un bilancio complessivo di 17 vittime; gli altri sei hanno riguardato voli in partenza da Genova o diretti a Genova, precipitati altrove, e sono riportati separatamente perché costituiscono parte integrante della storia aeronautica cittadina pur non essendo incidenti «genovesi» dal punto di vista geografico.
Contesto e storia
L'esigenza di un aeroporto a Genova era stata riconosciuta già nel 1920, ma le difficoltà tecniche e orografiche ne rinviarono a lungo la realizzazione. Nel frattempo il traffico aereo commerciale si servì di uno scalo per idrovolanti attivo nel bacino portuale: dal 1926 alla Calata Giaccone, fra Ponte Rubattino e Ponte San Giorgio, e dal 1931 in una nuova sede a ponente della Lanterna, dotata di un pontile a pettine con quattro ormeggi e due hangar. Il primo servizio di linea, inaugurato il 7 aprile 1926, collegava Genova a Roma, Napoli e Palermo e impiegava i veivoli Dornier della SANA, riducendo a dodici ore un viaggio che in treno ne richiedeva quarantotto.
I lavori dell'aeroporto terrestre, avviati nel 1938 e interrotti dalla guerra, ripresero nel 1954: la pista fu ricavata su una penisola artificiale costruita in mare con 16,8 milioni di metri cubi di riporto. Lo scalo, intitolato a Cristoforo Colombo, aprì nel 1962 con una pista di 2 285 m, poi progressivamente allungata; l'aerostazione definitiva fu inaugurata il 10 maggio 1986. Oggi la pista 10/28 misura 2 916 m e sorge a 4 m sul livello del mare, con entrambe le testate a ridosso dell'acqua. Fino alla rinumerazione conseguente alla deriva della declinazione magnetica la pista era designata 11/29: è con questa sigla che compare nei documenti relativi agli incidenti del Novecento.
Era degli idrovolanti (1929–1956)
Short S.8 Calcutta City of Rome G-AADN 26 ottobre 1929: L'idrovolante della Imperial Airways in servizio sulla rotta Napoli–Genova fu costretto a un ammaraggio forzato nel Mar Ligure al largo della Spezia per vento forte e maltempo. L'apparecchio affondò durante i tentativi di rimorchio verso la costa: perirono tutti e sette gli occupanti, due membri d'equipaggio e cinque passeggeri. È l'evento più antico documentato fra quelli riferibili allo scalo genovese e tra quelli con il più elevato numero di vittime.
de Havilland DH.60X Moth I-ABEB 27 febbraio 1932: Il velivolo dell'Aerocentro Ligure da Turismo andò distrutto in un atterraggio a Genova avvenuto in circostanze non chiarite. Entrambi gli occupanti rimasero feriti, senza conseguenze mortali.
Savoia-Marchetti S.80 (morte di Edoardo Agnelli) 14 luglio 1935: Il più noto degli incidenti genovesi non fu un disastro aereo in senso stretto, ma un incidente in ammaraggio con una sola vittima di enorme risonanza pubblica. Edoardo Agnelli, quarantatreenne figlio del fondatore della FIAT e presidente della Juventus, rientrava da Forte dei Marmi sull'idrovolante di famiglia pilotato dall'asso Arturo Ferrarin. In fase di ammaraggio nello specchio d'acqua dell'idroscalo genovese i galleggianti urtarono un tronco alla deriva e l'apparecchio si ribaltò. Agnelli, sopravvissuto all'impatto, si alzò in piedi in cabina e fu colpito alla nuca dall'elica ancora in rotazione, morendo sul colpo. L'episodio indusse il costruttore a rivedere la posizione del motore sul velivolo.
Short S.45 Solent 3 City of Funchal G-ANAJ 27 settembre 1956: L'idrovolante della britannica Aquila Airways, che operava il collegamento stagionale Southampton–Santa Margherita Ligure per la clientela turistica inglese, ruppe il cavo d'ormeggio alla boa durante una mareggiata e si arenò sulla spiaggia di ghiaia della cittadina. Non vi furono vittime, ma l'episodio è considerato uno degli atti conclusivi dell'esercizio idroviario in Liguria: il servizio cessò definitivamente nel 1958 e la sua inaffidabilità operativa rafforzò le ragioni di chi chiedeva un aeroporto terrestre.
Incidenti all'aeroporto Cristoforo Colombo
Yakovlev Yak-40EC I-JAKE 28 maggio 1977: Il trireattore della compagnia genovese Avioligure, giunto in Italia nell'aprile 1972 e reduce da un periodo di noleggio alla Olympic Airways, urtò la pista con la semiala sinistra al contatto, perse il controllo direzionale, uscì di pista e finì in mare. Nessuno dei quattro occupanti perse la vita, ma tutti riportarono ferite; il velivolo, mai riparato, fu radiato. L'incidente segnò di fatto la fine della carriera italiana dell'esemplare e precedette di poco la cessazione dell'attività della compagnia, chiusa per difficoltà finanziarie.
Aermacchi MB-339 dell'Aeronautica Militare 17 novembre 1997: Un addestratore a getto MB-339 in volo da Cameri (Novara) verso Genova precipitò sulla pista dell'aeroporto. Persero la vita entrambi i piloti: il capitano Pierluigi Rigotti, 31 anni, di Milano, e il sergente Luca Antelmi, 27 anni, di Anzio. È l'unico incidente militare documentato sul sedime dello scalo.
Volo Alitalia 1553 — Dornier 328-110 D-CPRR
25 febbraio 1999: È il più grave incidente avvenuto in territorio genovese. Il turboelica, immatricolato in Germania e operato da Minerva Airlines per conto di Alitalia, proveniva da Cagliari Elmas con 31 persone a bordo. Alle 11:30 UTC toccò la pista 29 in presenza di un vento in coda stimato fra 15 e 18 nodi, con un contatto molto avanzato rispetto alla soglia; l'aeromobile rimbalzò più volte, deviò a destra, urtò un muro di contenimento, cedette il carrello anteriore e finì in mare a circa 300 metri dalla costa.
Morirono quattro persone: due passeggeri nell'impatto, un terzo in ospedale e un'assistente di volo per annegamento. L'inchiesta individuò come fattore predominante l'errore del pilota (velocità di atterraggio superiore a quella prevista, mancata correzione della componente di vento, uso inadeguato di freni e comandi). Il comandante Alessandro Del Bono perse il brevetto e fu condannato a due anni e otto mesi per omicidio colposo; l'appello del 2002, imperniato sulla tesi di un malfunzionamento degli invertitori di spinta, non modificò la condanna. Minerva Airlines cessò l'attività nel 2003.
Incidenti in avvicinamento e nel Golfo di Genova
Volo Itavia 115 — DH.114 Heron 2 I-AOMU 14 ottobre 1960: Il quadrimotore delle Aerolinee Itavia, battezzato non a caso Città di Genova, era decollato da Roma-Urbe con destinazione Genova-Sestri. Alle 15:50 urtò il versante del Monte Capanne, all'isola d'Elba, a 728 metri di quota. Nessuno degli undici occupanti (sette passeggeri e quattro membri d'equipaggio) sopravvisse. L'inchiesta attribuì l'evento a un'indicazione falsa del radiogoniometro, influenzata da un cumulonembo, combinata con l'improvvisa perdita di visibilità esterna, in una condotta di volo a vista mantenuta nonostante il meteo avverso. Con undici morti è il più grave incidente mai occorso a un volo diretto a Genova.
Cessna 421B Golden Eagle II I-STMO 30 settembre 1993: Il bimotore da trasporto esecutivo della Aermar, partito da Olbia per Torino-Caselle, dirottò su Genova per il peggioramento delle condizioni meteorologiche. Con visibilità ridotta il pilota non riuscì ad allinearsi sul localizzatore dopo diversi tentativi; durante una riattaccata in circuito a vista l'aeromobile urtò il pendio di un rilievo. Morirono tutti e cinque gli occupanti. L'inchiesta rilevò che il pilota non era abilitato al volo in condizioni meteorologiche strumentali e disponeva di esperienza limitata.
Learjet 35A I-AVJG 24 ottobre 1999: A otto mesi dal disastro del volo 1553, un bireattore executive della Avioriprese Jet Executive partito da Napoli precipitò in mare nel Golfo di Genova durante la discesa verso lo scalo ligure, in presenza di nubi basse e pioggia intensa. Dopo una prima riattaccata l'equipaggio scese sotto il profilo di avvicinamento nel corso del secondo tentativo e l'aeromobile impattò l'acqua a circa 8 km dalla soglia pista, nel tratto di mare al largo di Camogli. Le tre persone a bordo (il comandante Michele Palma, 50 anni, il copilota Vincenzo Cosmo, 36, e un terzo occupante) morirono. Il procedimento penale a carico del titolare della società di noleggio si concluse nel 2003 con l'assoluzione perché il fatto non sussiste.
Voli da e per Genova precipitati altrove Tre eventi comunemente associati a Genova nelle banche dati aeronautiche pur essendo avvenuti a distanza, perché lo scalo ligure era l'origine o la destinazione del volo.
CMASA Wal I-CITO 25 maggio 1933: L'idrovolante della SANA impegnato sulla rotta Marsiglia–Genova precipitò in circostanze non chiarite durante il decollo dall'Étang de Berre, presso Marsiglia, causando due vittime.
Canadair CL-215-1A10 I-CFSV 6 agosto 1991: Il velivolo antincendio della Società Italiana Servizi Aerei Mediterranei SISAM, decollato da Genova per una missione di spegnimento con rientro previsto allo stesso scalo, perse il controllo subito dopo lo sgancio del carico d'acqua e si schiantò contro un pendio nell'entroterra savonese, in Val Bormida, a circa 29 km a nord-ovest di Savona. I due piloti morirono. L'inchiesta non poté stabilire con certezza la causa, anche per l'assenza di un registratore delle comunicazioni di cabina; risultò che ai comandi come pilota responsabile si trovava il copilota, all'epoca in addestramento per l'abilitazione a comandante.
Learjet 45 I-ERJC 1º giugno 2003: Il bireattore della Eurojet Italia decollò da Milano-Linate con destinazione Genova. In salita iniziale impattò uno stormo di volatili che investì entrambi i motori; l'aeromobile perse quota e cadde su un capannone industriale a Peschiera Borromeo, a circa 750 metri dalla pista. Morirono le due persone a bordo. L'inchiesta dell'Agenzia nazionale per la sicurezza del volo indicò come cause il bird strike e l'errore umano.
Aviazione generale e entroterra
Ultraleggero Promecc Freccia — Isola del Cantone 2 aprile 2025: Un ultraleggero decollato da Mazzè, nel Torinese, dove era appena stato venduto, e diretto verso il Lazio, precipitò in località Montessoro, nel comune di Isola del Cantone, nell'alta Valle Scrivia. Testimoni riferirono di un velivolo in volo bassissimo, quasi a sfiorare le chiome degli alberi in una nebbia fittissima, seguito da un boato. Morirono entrambi gli occupanti: Riccardo Muci, 38 anni, sovrintendente della Polizia di Stato in servizio a Roma, e l'istruttore di volo Giuseppe Gabbi, 64 anni. L'inchiesta della magistratura ha valutato l'ipotesi di un'avaria tecnica o di un tentativo di atterraggio d'emergenza in condizioni di visibilità nulla.
Note
Categoria:Incidenti e disastri aerei in Italia