Lo Sposalizio della Vergine è un dipinto a olio su tela (310 × 190 cm) realizzato da Giovanni Francesco Barbieri, detto il Guercino, intorno al 1648-1649. L'opera, di proprietà della Cassa di Risparmio di Fano, è conservata presso la Pinacoteca San Domenico di Fano. Storia Carlo Cesare Malvasia, nella Felsina pittrice, ricorda il dipinto fra le opere eseguite nell'anno 1649: «[fece] lo sposalizio di san Giuseppe per la chiesa di San Paterniano vescovo, di Fano».
Nel Libro dei conti Il Libro dei conti è il registro amministrativo compilato dal fratello minore Paolo Antonio Barbieri dal 1629 al 1649, anno della sua morte, e proseguito dai familiari fino al 1666., alla data del 15 marzo 1649, è registrato un pagamento di 363 scudi e 10 lire, corrisposto dall'auditore Sperandio per lo Sposalizio della Beata Vergine con san Giuseppe.
Nel 1861 l'opera fu segnalata da Giovanni Battista Cavalcaselle e Giovanni Morelli sull'altare della famiglia Mariotti nella basilica di San Paterniano a Fano.
Rubato nel 1895, il dipinto fu successivamente recuperato. Nel 1935 Denis Mahon lo vide a palazzo Mariotti, dove si trovava in condizioni conservative assai precarie.
Fu accuratamente restaurato, con un ottimo risultato dalla Soprintendenza alle Gallerie nelle Marche nel 1967 e in fu acquistato dalla Cassa di Risparmio di Fano. Descrizione La scena raffigura il momento dello sposalizio tra la Vergine e san Giuseppe. Al centro della composizione, un sacerdote unisce le mani dei due sposi e assiste allo scambio dell'anello. Maria, posta sulla sinistra, china leggermente il capo e protende la mano destra verso Giuseppe; indossa una veste rosata stretta in vita e un ampio manto azzurro che ricade in larghe pieghe. Giuseppe, sulla destra, è raffigurato di profilo, con il capo inclinato verso la Vergine e la mano destra portata al petto; indossa una tunica azzurra coperta da un ampio mantello aranciato.
Il sacerdote occupa l'asse centrale del dipinto, in posizione leggermente arretrata rispetto agli sposi. Indossa una lunga veste chiara, un mantello scuro e una mitra; il volto barbuto è rivolto verso le mani dei due protagonisti. Alle spalle della Vergine compaiono due figure femminili, parzialmente nascoste.
La scena si svolge davanti a una solenne architettura, definita da pilastri e da una grande nicchia semicircolare che incornicia la figura del sacerdote. Nella parte superiore, ampi tendaggi rossi si aprono ai lati lasciando scoperto il centro dell'architettura e formando una sorta di quinta teatrale intorno ai personaggi. Stile Nello Sposalizio della Vergine il Guercino affronta il soggetto secondo un'impostazione pienamente classicista, costruendo una composizione rigorosamente equilibrata, frontale e concentrata in uno spazio ristretto di primo piano. La luce e il colore sono governati con grande controllo, contribuendo alla chiarezza e alla compostezza dell'insieme.
Particolarmente raffinata è la resa dei panneggi, che a una prima osservazione appaiono semplici e naturali, ma rivelano, a uno sguardo più attento, una costruzione assai complessa e accuratamente studiata. La qualità di questi brani lascia supporre un'elaborazione preparatoria particolarmente attenta, affidata anche a studi specifici della disposizione delle vesti.
Pubblicato da Luigi Salerno nel 1988, che segnale due disegni preparatore nella Staatsgalerie Stuttgart.
Note
Bibliografia
Categoria:Dipinti del Guercino Categoria:Dipinti sullo sposalizio della Vergine Categoria:Dipinti nelle Marche