Il campionato mondiale di Formula 1 1974 organizzato dalla FIA è stato, nella storia della categoria, il 25° ad assegnare il campionato piloti e il 17° ad assegnare il campionato costruttori. È iniziato il 13 gennaio e terminato il 6 ottobre, dopo 15 gare, lo stesso numero di gare della stagione precedente. Il titolo dei piloti è andato per la seconda volta a Emerson Fittipaldi e il titolo costruttori per la prima volta alla McLaren.

Da quest'anno i numeri delle macchine rimasero fissi per tutta la stagione. Prima venivano assegnati gara per gara.

La pre-stagione Il calendario Solo a gennaio venne confermata la tenuta del Gran Premio di Monaco, per il 26 maggio, dopo che, per la crisi petrolifera, era stato invece cancellato il Rally di Montecarlo.

Gara Nome ufficiale del gran premio Circuito Sede Data OraDiretta TVLocaleUTCITA 1 Gran Premio de la República Argentina Autodromo Municipal Ciudad de Buenos Aires Buenos Aires 13 gennaio16:3019:3020:30Non trasmesso 2 Grande Prêmio do Brasil Circuito di Interlagos San Paolo del Brasile 27 gennaio11:3014:3015:30 3 Lucky Strike South African Grand Prix Circuito di Kyalami Midrand 30 marzo14:3012:3013:30 4 Gran Premio de España Circuito permanente del Jarama San Sebastián de los Reyes 28 aprile12:0011:0012:00 5 Bang & Olufsen Grote Prijs van Belgie Circuito di Nivelles Nivelles 12 maggio15:3014:3015:30Secondo Programma 6 Grand Prix Automobile de Monaco Circuito di Monte Carlo Monaco26 maggio 15:3014:3015:307 Texaco Sveriges Grand Prix Scandinavian Raceway Anderstorp 9 giugno15:3013:3015:30 8 Grote Prijs van Nederland Zandvoort Park Zandvoort 23 giugno13:0012:0013:00Non trasmesso9 Grand Prix de France Circuito di Digione-Prenois Prenois 7 luglio12:0011:0012:00Secondo Programma 10 John Player British Grand Prix Circuito di Brands Hatch West Kingsdown 20 luglio14:3014:3015:30 11 Großer Preis von Deutschland Nürburgring Nürburg 4 agosto13:3012:3013:30Non trasmesso 12 Memphis Großer Preis von Österreich Österreichring Spielberg bei Knittelfeld 18 agosto15:0014:0015:00Secondo Programma 13 Gran Premio d'Italia Autodromo nazionale di Monza Monza 8 settembre15:3014:3015:3014 Grand Prix Labatt's 50 du Canada Mosport International Raceway Bowmanville 22 settembre 15:30La gara era prevista per le 14:30, ma venne posticipata di un'ora. 20:3021:30Non trasmesso15 United States Grand Prix Watkins Glen International Watkins Glen 6 ottobre 15:40La partenza del Gran Premio degli Stati Uniti era prevista alle 15:20, ma venne posticipata di venti minuti. 20:4021:40

Accordi e fornitori La scuderia Hill proseguì a impiegare vetture costruite da altri, ma non più una Shadow, bensì la Lola T370, con cui il costruttore britannico rientrava in F1, dopo aver costruito il telaio per la Honda nel .

La Scuderia Ferrari si accordò con l'Agip, per la creazione di un rapporto di collaborazione sia nel settore tecnico-industriale che per le competizioni; la casa italiana sostituì la Shell quale fornitrice dei carburanti.

Scuderie e piloti Scuderie Prima del Gran Premio del Brasile Rikky von Opel, che non aveva preso parte al primo gran premio della stagione, decise di abbandonare definitivamente l'Ensign, che così non partecipò alla gara, e decise di rinviare il suo ritorno in F1 alla stagione europea.

Dal Gran Premio del Sudafrica la Hesketh partecipò, per la prima volta in una gara valida per il mondiale, quale costruttore, abbandonando così l'uso di vetture costruite da altre case. In Spagna esordì nel campionato mondiale la Amon col modello AF101. Fece il suo esordio in una gara iridata anche la Trojan-Tauranac Racing, scuderia legata alla casa automobilistica britannica Trojan, con la T103: si trattava originariamente di una vettura di Formula 5000, adattata alla F1, concepita da Ron Tauranac.

Nel Gran Premio del Belgio fu il turno per l'esordio nel mondiale per la Token. La vettura, la RJ02, era stata concepita da Ray Jessop, su richiesta di Ron Dennis, manager della scuderia di Formula 2 Rondel. Dennis dovette poi abbandonare l'idea di debuttare in F1, ma la vettura, ormai costruita, venne acquistata da Tony Vlassopoulo e Ken Grob, che decisero di proseguire l'impegno nella massima formula fondando la Token. Alla gara non prese parte la Amon, mentre partecipò la Scuderia Finotto, che disponeva di una Brabham privata. Per la gara di Montecarlo si decise di limitare a solo 28 vetture il parco degli ammessi. Non si presentarono così la Lyncar, la Token, nonché la scuderie private Finotto e AAW; la Williams iscrisse una sola vettura, per Arturo Merzario, mentre la Brabham limitò la sua presenza a sole due vetture. Dichiarò forfait anche la scuderia nipponica Maki, che avrebbe dovuto esordire nel mondiale. Si rivide, invece, la Amon, che aveva saltato la gara di Nivelles.

Alla gara in Svezia non presero parte la Maki, la Amon, la Trojan, la Token e la Lyncar. Anche la Scuderia Finotto non prese parte all'evento.

Dal Gran Premio d'Olanda, dopo essersi vista rifiutare l'iscrizione in diverse gare, al fine di non superare il limite di 26 vetture, la Trojan ottenne, dalla Federazione Internazionale, l'ampliamento del numero di scuderie ammesse a una singola gara. Il numero di vetture iscritte al gran premio salì così a 27. La Trojan saltò, comunque, l'impegno seguente, in Francia.

Nel Gran Premio di Gran Bretagna ci fu l'esordio, in una gara valida per il mondiale di Formula 1, per due nuovi costruttori: uno era la Maki, il primo costruttore giapponese dai tempi della Honda, che aveva corso l'ultimo gran premio nel 1968. Il modello si chiamava F101, concepito da Kenji Mimura e Masao Ono, dotato del tradizionale motore Ford Cosworth DFV e pneumatici Firestone; l'altro era la Lyncar, costruttore britannico, già iscritto, ma non presente al Gran Premio del Belgio. Il modello era denominato 006, concepito da Martin Slater, era anch'egli spinto dal Ford Cosworth DFV, montava un cambio Hewland e gomme Goodyear.

Il team britannico di Formula 5000 Dempster International Racing Team iscrisse una March 731, utilizzata l'anno precedente dalla Hesketh. Il team Harper prese invece in gestione la Token. Nella gara successiva, in Germania, il costruttore britannico concesse la sua vettura alla scuderia Chequered Flag. Non si rividero la Lyncar, il Dempster International Racing Team, il AAW Racing Team. Quest'ultimo rientrò in Austria, così come la Scuderia Finotto. Non partecipò alla gara austriaca, invece, la Maki.

Molte scuderie decisero di rinunciare alla trasferta nordamericana. La Trojan, le scuderie private AAW Racing e Scuderia Finotto non presero parte alle gare, così come la Amon. In compenso fecero la loro prima apparizione nel mondiale di Formula 1 due costruttori statunitensi: la Penske e la Parnelli. La prima aveva una lunga esperienza in diversi campionati nordamericani, ed aveva riportato la vittoria nella 500 Miglia di Indianapolis del 1972. La Penske aveva sponsorizzato una McLaren nel 1971, nelle due gare del Nord America, ottenendo anche un podio con Mark Donohue. Anche la Parnelli aveva ottenuto grandi risultati nell'campionato USAC, con tre vittorie assolute per i piloti, e due vittorie a Indianapolis, nel 1971 e 1972.

Si ripresentò la scuderia privata Chequered Flag (che impiegava una Brabham BT42), dopo aver mancato la gara di Monza. Un altro team privato, Team Canada F1 Racing, utilizzò lo stesso modello di Brabham. Quest'ultimo team mancò, invece, l'ultima gara stagionale, a Watkins Glen.

Piloti Il campione del mondo 1972, il brasiliano Emerson Fittipaldi, passò dalla Lotus alla McLaren, ove fece coppia con Denny Hulme. Una terza McLaren venne affidata al team semiufficiale, sponsorizzato dalla Yardley, con pilota Mike Hailwood. La Lotus sostituì Fittipaldi con Jacky Ickx, proveniente dalla Iso-Williams.

Alla Scuderia Ferrari arrivarono due piloti impegnati nella stagione 1973 con la BRM: il ticinese Clay Regazzoni (che aveva corso per la scuderia italiana tra il 1970 e il 1972), e l'austriaco Niki Lauda. Anche la Tyrrell dovette sostituire i due piloti titolati del 1973, a causa della morte di François Cevert e del ritiro di Jackie Stewart: arrivarono Jody Scheckter, dalla McLaren, e Patrick Depailler, già impiegato in un paio di gare nel 1972, che aveva corso nel 1973 in F2.

Carlos Reutemann venne confermato alla Brabham, dove fece l'esordio in F1 il pilota britannico Richard Robarts, proveniente dalla F3. Il nordirlandese John Watson, impiegato nel 1973, trovò un volante ancora con una Brabham, del team privato John Goldie Racing with Hexagon. La BRM presentò un trio di piloti francesi: al confermato Jean-Pierre Beltoise si affiancarono Henri Pescarolo, che nel 1973 aveva corso 3 gare con March e Iso, e François Migault, che nel 1972 aveva esordito in F1 con la Connew.

La scuderia statunitense Shadow modificò la sua coppia di piloti: Peter Revson, che arrivava dalla McLaren, e Jean-Pierre Jarier, che nell'anno precedente era stato impiegato dalla March. Quest'ultimo team schierò due monoposto ufficiali: una per l'esordiente tedesco, figlio d'arte, Hans Joachim Stuck, e una per Howden Ganley, che arrivava dalla Iso-Williams. Il Team Hesketh proseguì a impiegare una March privata, sempre guidata da James Hunt.

La Surtees confermò Carlos Pace e il pilota tedesco Jochen Mass, mentre Arturo Merzario guidava la sola Williams iscritta. La Hill, oltre al veterano Graham Hill, portò l'esordio il britannico Guy Edwards.

Da questa stagione la numerazione dei piloti fu fissata ad inizio campionato. Ad ogni scuderia vennero attribuiti dei numeri, che non cambiavano da gara a gara. Il numero 1, non potendo venir assegnato a Jackie Stewart, campione uscente, ma non ripresentato in campionato, non venne però riservato alla sua ex scuderia, ovvero la Tyrrell, ma venne attribuito al Team Lotus, che aveva vinto la Coppa Costruttori 1973. Fu Ronnie Peterson a fregiarsi del numero 1, unico caso nella storia del mondiale, dall'introduzione dei numeri fissi, in cui tale numero non fu attribuito, per la stagione, a un campione del mondo uscente.

La settimana prima del Gran Premio del Sudafrica il circuito di Kyalami. A causa della rottura di una sospensione della sua Shadow, il pilota statunitense Peter Revson uscì di pista alla Barbecue, alla velocità di circa 200 km/h. La monoposto di infranse contro le barriere e prese fuoco; malgrado l'intervento di Graham Hill, Emerson Fittipaldi, Eddie Keizan e Denny Hulme, poté essere estratto dall'abitacolo solo dopo qualche minuto, e dopo l'arrivo di un mezzo antincendio. Estratto ancora vivo dalla fiamme, ma in gravi condizioni, morì poco prima dell'arrivo in ospedale. Revson aveva disputato 30 gran premi validi per il campionato mondiale di F1, in cui aveva colto due vittorie e una pole position. Revson era il primo pilota a morire in F1, dopo il decesso di François Cevert, avvenuto nelle qualifiche del Gran Premio degli Stati Uniti d'America 1973. La Shadow decise di non partecipare alla gara, in segno di lutto. La gara vide la solita presenza di una pattuglia di scuderie e piloti locali. La Scribante Lucky Strike Racing utilizzò una McLaren M23 per Dave Charlton e una Lotus 72A per l'esordiente John McNicol (quest'ultimo non parteciperà alle prove in quanto la scuderia preferì concentrarsi sul solo Charlton). Il team Gunston impiegò, invece, due Lotus72E per Paddy Driver (già presente nell'edizione del 1963, anche se non partito) e Ian Scheckter, all'esordio nel campionato, fratello più anziano di Jody, pilota della Tyrrell. Il team Blignaut, sostenuto dall'Embassy, sponsor anche della scuderia di Graham Hill, iscrisse Eddie Keizan, su una Tyrrell 004. A sua volta il team di Hill impiegò una sola vettura, per il solo titolare, lasciando così a piedi Guy Edwards. In compenso la Iso-Williams iscrisse una seconda macchina, guidata dal pilota danese Tom Belsø. Belsø era già stato iscritto a un paio di gare dalla stessa scuderia inglese, nel 1973, senza prendere però parte a nessun gran premio.