I Colli Albani (o Monti Albani) sono un gruppo di rilievi, appartenenti all'Antiappennino laziale, che si innalzano nella campagna romana a sud-est di Roma, costituiti dalla caldera e dai coni interni di un vulcano quiescente: si tratta del cosiddetto Vulcano Laziale, attorno al quale si sviluppa la zona dei Castelli Romani.
Originario del Quaternario, ha protratto le sue eruzioni fino a poche migliaia di anni fa e ne rimangono tracce ben visibili nei laghi di Albano e di Nemi, formatisi da due dei suoi numerosi crateri; sfiorano i mille metri di quota con i coni di scorie di Monte Cavo (950 m) e Maschio delle Faete (956 m).
Geografia fisica Territorio
Il territorio dei Colli Albani è un'area di natura vulcanica, originata dal collasso del Vulcano Laziale alcune centinaia di migliaia di anni fa. La bocca principale del Vulcano Laziale occupava l'intera aerea della cintura interna dei Castelli: in seguito collassò dando origine a varie bocche secondarie, di cui la più importante era l'attuale Monte Cavo (949 ). Le altre bocche minori del Vulcano sono divenute dei bacini lacustri tra i 100.000 ed i 20.000 anni or sono, e in gran parte sono stati prosciugati nel corso dei secoli.
Secondo la classificazione data dal Servizio Geologico d'ItaliaCarta Geologica d'Italia, foglio 150 (Roma), edizione 1967. la maggior parte del territorio dei Castelli Romani è composta da terreni classificati come v2Vedi: Carta Geologica d'Italia, foglio 150: "Manifestazioni eruttive finali. Brecce piroclastiche d'esplosione con lapilli, proiettili leucocrati, ultrafenici, pirosseniti biotiche, più enoliti di cave leucitiche e del substrato, facies cineritiche superiormente straterellate, in strati e banchi consolidati (peperino) rapidamente assottigliatosi allontanandosi dai centri d'emissione (v7)., cioè materiale eruttivo finale che ha dato origine al famoso peperino. Le zone di estrazione più note del peperino sono a Marino, ad Albano Laziale, ad Ariccia e in alcune aree della Valle Latina.
Classificazione sismica: zona 2 (sismicità medio-alta), Riclassificazione sismica del territorio della Regione Lazio 2003Anche secondo le categorie sismiche stabilite dal D.M. LL.PP. 1984 e la successiva ordinanza P.C.M. n° 3274 20 marzo 2003 Albano era in zona sismica 2. Sono nella stessa zona sismica tutti i Colli Albani.
Orografia
La cime più elevate dei Colli Albani sono le seguenti:
MontagnaAltitudineComuneMaschio delle Faete956 Rocca di PapaMonte Cavo950 Rocca di PapaMonte Peschio939 VelletriColle Jano938 Rocca di PapaMaschio dell'Ariano891 LarianoMonte de' Ferrari886 Velletri Rocca di PapaMalepasso864 Rocca di PapaMonte Vescovo822 Rocca di PapaColle la Gigna820 Rocca di PapaMonte Sarapullero816 Rocca di PapaMonte Artemisio812 VelletriMonte Ara785 Rocca di PapaMonte Salomone778 Monte CompatriRocca Priora768 Rocca PrioraMonte Ceraso766 Rocca PrioraLa Montagnola750 Monte CompatriColle dei Guardiani747 Rocca di PapaMonte Spina731 NemiColle Marcone726 Rocca PrioraMonte Fiore723 Rocca PrioraColle Tondo686 Rocca di PapaTuscolo670 Monte Porzio Catone Grottaferrata Frascati Monte CompatriColle della Mola640 Rocca PrioraMonte Tagliente625 Rocca PrioraColle dei Cappuccini615 Albano LazialeColle Capo Rosso600 Rocca PrioraColle Bello600 Velletri
Tuttavia, sotto i 600 si elevano un po' dovunque altre alture importanti, come Colle Tondo (596 ) e Colle Caldaro (467 ) nel comune di Genzano di Roma, Monte Gentile (580 ) nel comune di Ariccia, l'altura del centro storico di Nemi (521 ), le alture del centro storico di Castel Gandolfo (426 ) e di Villa Vaselli (381 ) nel comune di Castel Gandolfo, Monte Crescenzio (379 ) e Belpoggio (376 ) nel comune di Marino, il Colle dei Cappuccini (380 ) e Colle degli Olmi (405 ) nel comune di Velletri e Monte Savello (325 ) nel comune di Albano Laziale. Sono da menzionare anche le altitudini dei centri storici di Monte Compatri (576 ), Monte Porzio Catone (451 ) e Lanuvio (324 ).
Idrografia
La principale risorsa idrica dei Castelli è rappresentata dai due laghi vulcanici Albano e di Nemi. Entrambi i laghi, insieme ad altri bacini in seguito prosciugati, sono nati durante la "fase idromagmatica" del Vulcano Laziale, dall'incontro del magma e dell'acqua nel sottosuolo avvenuto tra 100 000 e 6 000 anni fa.
Oltre al lago Albano e al lago di Nemi vanno menzionati i laghi prosciugati di Campovecchio a Grottaferrata, del laghetto di Turno o di Pavona detto anche laghetto di Giuturna ad Albano Laziale, di Vallericcia ad Ariccia, del Pantano della Doganella a Rocca Priora, di Pantano Secco e di Prata Porci a Monte Porzio Catone, di Castiglione presso Osteria dell'Osa e del leggendario Lago Regillo a Frascati.
Tutto il territorio dei Castelli Romani è bagnato da piccoli corsi d'acqua a carattere torrentizio, chiamati fossi o marane. Fra questi ricordiamo: Marana delle Pietrare o di Patatona, che interessa i comuni di Rocca di Papa e Marino; Fosso della Torre o di Montelungo, che interessa i comuni di Castel Gandolfo e Marino; Fosso di Cancelliera, che interessa i comuni di Albano Laziale e Ariccia; Fosso di Montagnano, che interessa i comuni di Albano Laziale, Genzano di Roma e Ariccia; Fosso di Valle Caia, che interessa i comuni di Genzano di Roma e Velletri; Fosso di Anatolia, che interessa il comune di Velletri; Marana di Valle Marciana, che interessa il comune di Grottaferrata.
Il territorio castellano abbonda di acque sorgive: tra le sorgenti idriche più conosciute ricordiamo quelle di: Acqua Algidiosa, nel territorio di Rocca Priora, che assicura l'approvvigionamento idrico a Frascati e all'area tuscolana; Squarciarelli, nel territorio di Grottaferrata, che dà origine alla Marana dell'Acqua Mariana e assicura l'approvvigionamento idrico a Grottaferrata; Caput Aquae Ferentinum, nel territorio di Marino, che dà origine alla Marana delle Pietrare e assicura l'approvvigionamento idrico a Marino; Acqua Preziosa, nel territorio di Grottaferrata; Malafitto, nel territorio di Ariccia, che assicura l'approvvigionamento idrico a Castel Gandolfo, Albano Laziale ed Ariccia; Acqua Donzella, nel territorio di Lariano; Faiola, nel territorio di Velletri, che assicura l'approvvigionamento idrico a Genzano di Roma e Velletri.
Clima Dal punto di vista termico il territorio rientra nel dominio del clima temperato mediterraneo con inverni miti, temperature autunnali superiori a quelle primaverili, estati ventilate. Fanno eccezione alcuni altopiani e conche presenti nel territorio, come i Pratoni del Vivaro dove in notti serene possono registrarsi minime anche di -12 °C causa il fenomeno dell'inversione termica. Qui il clima risulta assai rigido nella stagione invernale e le nevicate sono frequenti. Le precipitazioni si aggirano, mediamente, sui 900 – 1000 mm annui con una diminuzione da gennaio-febbraio a luglio-agosto e un brusco aumento a settembreS. Ciccacci, L. D'Alessandro, L. Davoli, G.B. La Monica, E. Lupia Palmieri, Caratteristiche Climatiche, Geomorfologiche, Sedimentologiche e Idrogeologiche in Vincenzo Carunchio (ed.), Valutazione della Situazione Ambientale del Lago di Nemi, Roma: Università degli Studi di Roma "La Sapienza" e Provincia di Roma, 1987, pp. 17-45.. Tuttavia si va da un minimo di 750 mm (Ciampino, Grottaferrata, Frascati, Marino) ad un massimo di 1500 mm (Velletri). Ai Colli Albani si presenta il fenomeno detto stau, che consiste nella riduzione del vapore acqueo nelle nuvole man mano che il terreno si alza. Perciò la piovosità maggiore si avrà sulle prime alture dei Colli Albani, rivolte verso il mare, come Velletri, Genzano di Roma, Aprilia, Pomezia, Ardea ed Ariccia, ciononostante anche le alture dell'anello interno (Monte Cavo e Rocca di Papa) e quelle settentrionali intercettano ottimi quantitativi di pioggia.
Normalmente la zona è battuta da venti di scirocco e libeccio, ma talvolta compare anche il ponente. Durante l'inverno invece si ha la presenza di tramontana e grecale. La velocità del vento può superare i 100 km/h come in diverse circostanze è stato rilevato dalla stazione meteorologica di Velletri
Mineralogia Nelle cave e miniere del Colli Albani sono stati rinvenuti diversi minerali; i più rilevanti, per i quali è definita località tipo, sono: Gismondina Haüyne Latiumite Phillipsite-K Spadaite
Geografia antropica
Aree geografiche I Castelli possono essere suddivisi in diverse sottozone: larea Tuscolana (Frascati, Monte Porzio Catone, Monte Compatri, Rocca di Papa, Rocca Priora, Colonna) facente perno su Frascati, larea Appia o Albana (Castel Gandolfo, Albano Laziale e Ariccia) facente perno su Albano Laziale e larea Lanuvina (Lanuvio, Genzano di Roma, Nemi) facente perno nominalmente su Lanuvio, ma effettivamente su Genzano di Roma. Velletri e Lariano, che potremmo chiamare area Artemisia dove si potrebbe aggiungere anche Cisterna di Latina, sono un'area a sé stante, così come Marino, che rappresenta l'anello di raccordo tra area Tuscolana e Albana.
È ancora in corso un dibattito accesso sull'esatta determinazione dei confini dei Castelli Romani. Elio MiglioriniMemoria illustrativa della carta dell'utilizzazione del suolo nel Lazio, in La carta dell'utilizzazione del suolo in Italia, CNR 1973. elenca quattordici comuni includendo anche le due località di Colonna e Lanuvio, specificandole come estremità periferiche che presentano già elementi di separazione; anche Lidia PiccioniI Castelli Romani, Laterza 1993. elenca quattordici comuni. Entrambi gli autori escludono Velletri che tuttavia condivide alcune prerogative dei Castelli, pur avendo una storia sostanzialmente differente. Armando RavaglioliI Castelli Romani, in Alla scoperta del Lazio, Newton Compton Editori 1995. invece elenca tredici comuni menzionando anche Velletri e Lanuvio per la tendenza contemporanea ad includerli.
Comuni
Ad ogni modo possiamo affermare che i comuni "storici" dei Castelli Romani sono quattordici:
ComuneEstensionePopolazioneAlbano Laziale23,80 km²40.774Ariccia18,36 km²18.683Castel Gandolfo14,71 km²9.042Colonna3,50 km²4.077Frascati22,41 km²21.332Genzano di Roma18,15 km²24.358Grottaferrata18,36 km²21.105Lanuvio43,91 km²13.200Marino26,10 km²40.482Monte Compatri24,38 km²10.769Monte Porzio Catone9,36 km²9.016Nemi7,36 km²2.032Rocca di Papa40,18 km²16.255Rocca Priora28,07 km²12.114
A questi quattordici, se ne aggiungono ormai altri sei:
ComuneEstensionePopolazioneLariano27 km²13.068Velletri113,21 km²53.730Apriliain parte74 210Pomeziain parte61.983Ardeain parte42.879Cisterna di Latinain parte36.049
Velletri è dubbiosamente accolta tra i Castelli perché dal Medioevo fino al XVI secolo la città mantenne sempre lo status di libero comune, distinguendosi dunque dalla totalità della località della zona e non essendo mai infeudata a nessun signore, dunque non essendo mai un "castello".
Lariano invece, pur essendo stata un importante castello infeudato alla famiglia Colonna, dal 1436, anno della sua distruzione, fino al 1967 rimase una frazione di Velletri. Tuttavia convenzionalmente le due località, geograficamente parte dei Colli Albani, sono considerate Castelli a tutti gli effetti. Cisterna di Latina accoglie anch'essa dei rilievi dei Colli Albani dai 50 situati sia a Nord che a Nord Ovest in quanto si diramano sino al Monte Artemisio di Velletri.
Aprilia, locata alle pendici di Colli Albani, accoglie, con le sue frazioni di Casalazzara, Campoleone e Carano, solo i rilievi che arrivano da Lanuvio, Velletri e Genzano di Roma, a Nord del comune. Ardea invece, con la sua frazione di Montagnano, accoglie i rilievi che arrivano da Albano e Ariccia. Pomezia accoglie invece rilievi di Albano Laziale e Castel Gandolfo. Altri considerano anche la città di Ciampino, che nel 1974 si distaccò dal comune di Marino, nonostante Ciampino sia nata, anche come toponimo, solo nel XVII secolo da una tenuta di monsignor Giovanni Giustino Ciampini (1633-1698), chiamata appunto vigna Ciampini e ubicata nel territorio di Marino.