Ladorazione eucaristica è una forma di preghiera della Chiesa cattolica durante la quale il pane consacrato nell'eucaristia viene esposto ai fedeli, solitamente mediante l'uso dell'ostensorio, ed adorato.
Durante l'adorazione eucaristica si eseguono preghiere e canti opportuni. Tradizionalmente al termine dell'adorazione e prima della benedizione eucaristica si eseguono le ultime strofe dell'inno latino Pange lingua. Nei luoghi dove l'esposizione dell'eucaristia è costante si parla di adorazione perpetua.
Storia
Nel II secolo, Giustino martire menziona l'uso fra i cristiani di inviare agli assenti porzioni del pane consacrato, e nel III secolo si menziona che un sacerdote, confinato a letto da una malattia, poté inviare l'eucaristia ad un moriente.Herbert Thurston, "Reservation of the Blessed Sacrament" in Catholic Encyclopedia (New York 1911) Nelle chiese si conservava il sacramento in vari tipi di recipienti: sotto forma di colomba, di torre, di scatola; sospesi sopra l'altare, collocati sotto, in un armadio laterale, una sagrestia... Al tempo della controriforma l'uso del tabernacolo diventa prevalente collocandolo sempre più centralmente o in vista per sottolineare la presenza reale di Cristo anche dopo la celebrazione eucaristica.Mauro Piacenza, "The casing of the Eucharist. The tabernacle and its history" in 30Giorni (edizione in inglese), giugno 2005John A. Hardon, The History of Eucharistic Adoration: Development of Doctrine in the Catholic Church (CMJ Publishers 1997)
La pratica di questo tipo di adorazione cominciò formalmente solo in Avignone (Francia) l'11 settembre 1226 per celebrare e ringraziare per la vittoria ottenuta contro i Catari nelle ultime battaglie che seguirono la crociata albigese; in quell'occasione il re Luigi VII di Francia comandò che l'eucaristia fosse esposta nella cattedrale della Santa Croce d'Orleans. La grande quantità di fedeli accorsi suggerì al vescovo, Pierre de Corbie, di continuare l'adorazione eucaristica in modo perpetuo.
La devozione ebbe impulso con il miracolo del SS. Sacramento del 6 giugno 1453, a Torino, ufficialmente riconosciuto dalla Chiesa. Accadde che in presenza di due ribaldi davanti alla Chiesa di san Silvestro, si sollevò da terra il sacro vaso contenente le ostie consacrate ed una di esse rimase sospesa in aria ed iniziò a risplendere di una forte luce, che accorsero a vedere il popolo, il clero locale e il vescovo Ludovico dei Marchesi di Romagnano, con l'approvazione del card. Lorenzo Gastaldi, arcivescovo di Torino. Nel luogo della teofania fu edificata la Basilica del Corpus Domini, l'arcivescovo Luigi Fransoni istituì la pia pratica delle Quarant'ore perpetue in tutti gli edifici di culto della metropoli, e Torino meritò il titolo di città del SS. Sacramento.
Al tempo della Riforma protestante, però, l'accezione comunitaria della celebrazione eucaristica quasi si sostituì al senso sacrificale di quest'ultima, difatti, secondo un'obiezione diffusa all'epoca, il pane eucaristico sarebbe stato donato da Cristo per essere mangiato e non per essere contemplato in adorazione; contrariamente a questa corrente di pensiero diffusa tra i protestanti, già sant'Agostino, nel suo libro Esposizioni sui Salmi, si era espresso dicendo che "[...] nemo autem illam carnem manducat, nisi prius adoraverit; [...] peccemus non adorando [...]", ovvero "[...] nessuno mangia questa carne senza prima adorarla; [...] peccheremmo se non la adorassimo".
Con la bolla Graves et diuturnae del 25 novembre 1592, papa Clemente VIII istituiva le Quarant'Ore perpetue in Roma, a cominciare dall'Ostensione "solenne entro il palazzo apostolico del Vaticano, nella Cappella Paolina, la prima domenica di Avvento di quell'anno" .
Con il permesso di papa Onorio III, l'idea si consolidò e l'adorazione continuò in maniera praticamente ininterrotta fino a che il caos formatosi durante la Rivoluzione francese la fermò nel 1792. Gli sforzi della Confraternita dei Penitenti GRIS la ricominciarono nuovamente nel 1829.
Pratica e contesto
L'adorazione eucaristica può essere celebrata sia quando l'Eucaristia è esposta alla vista, sia quando non lo è. Può avvenire nel contesto del rito liturgico dell'Esposizione del Santissimo Sacramento o durante una "visita" informale per pregare davanti al tabernacolo. La scrittrice Valerie Schmalz osserva che:
Dal Concilio Vaticano II, la Chiesa cattolica ha reso l'esposizione e la benedizione eucaristica un servizio liturgico a sé stante ed esercita una maggiore direzione sulla sua pratica; essa trae il suo significato primario dalla celebrazione eucaristica stessa. Il vicariato apostolico del Kuwait descrive così lo scopo dell'adorazione eucaristica: «Adorando Gesù Eucaristico, diventiamo ciò che Dio vuole che siamo! Come una calamita, il Signore ci attrae a Sé e ci trasforma dolcemente».
All'inizio dell'esposizione del Santissimo Sacramento, un sacerdote o un diacono estrae l'ostia consacrata dal tabernacolo e la colloca nell'ostensorio sull'altare, affinché venga adorata dai fedeli. L'ostensorio è il recipiente utilizzato per esporre l'Ostia consacrata durante l'adorazione eucaristica o la benedizione.
L'adorazione può avvenire anche quando l'Eucaristia non è esposta ma lasciata in un ciborio, che viene anch'esso posto su un altare o in un tabernacolo chiuso, in modo che i fedeli possano pregare in sua presenza senza che sia necessaria la presenza costante di volontari (come invece è richiesto quando il Santissimo Sacramento è esposto).
L'"Istruzione sul culto eucaristico", emanata dalla Sacra Congregazione dei Riti nella festa del Corpus Domini, il 25 maggio 1967, recita, nella parte pertinente: "L'esposizione del Santissimo Sacramento, per la quale si può usare un ostensorio o un ciborio, stimola i fedeli a prendere coscienza della meravigliosa presenza di Cristo ed è un invito alla comunione spirituale con Lui. È quindi un eccellente incoraggiamento a offrirgli quel culto in spirito e verità che gli è dovuto".
Rivolgendosi a un'assemblea a Phoenix Park, durante una visita di tre giorni in Irlanda, dal 29 settembre al 1º ottobre 1979, Papa Giovanni Paolo II disse:
Per quanto riguarda il modo in cui si svolge l'adorazione eucaristica, le “Istruzioni” affermano: “Anche la breve esposizione del Santissimo Sacramento[...] dovrebbe essere organizzato in modo tale che, prima della benedizione con il Santissimo Sacramento, sia previsto un tempo ragionevole per la lettura della Parola di Dio, inni, preghiere e preghiera silenziosa, secondo le circostanze."Sebbene salmi, letture e musica facciano parte del servizio liturgico, nella pratica comune tendono a prevalere la contemplazione silenziosa e la riflessione.
Quando una persona pratica l'adorazione eucaristica per un'ora ininterrotta, si parla di Ora Santa. L'ispirazione per l'Ora Santa è , quando nel Getsemani, la notte prima della sua crocifissione, Gesù chiede a Pietro: «Così non siete stati capaci di vegliare un'ora sola con me?».
Alcune confessioni cristiane che non aderiscono alla transustanziazione considerano l’adorazione eucaristica infondata e persino al limite dell’idolatria. Tuttavia, secondo la Conferenza episcopale statunitense, l’esposizione “serve ad accrescere la nostra sete di comunione con Cristo e con il resto della Chiesa”.
Tradizioni cristiane Cattolici
La dottrina cattolica afferma che al momento della consacrazione gli elementi del pane e del vino si trasformano (sostanzialmente) nel corpo, nel sangue, nell'anima e nella divinità di Cristo. Nella dottrina della Presenza reale, al momento della consacrazione, l'atto che si compie è un doppio miracolo: 1) che Gesù Cristo è presente nell'Eucaristia in modo vero, reale e sostanziale, con il suo corpo e il suo sangue, con la sua anima e la sua divinità; e 2) che il pane e il vino sono diventati veramente e sostanzialmente il corpo e il sangue di Gesù. Poiché i cattolici credono che Cristo sia realmente presente (corpo, sangue, anima e divinità) nell'Eucaristia, il sacramento riservato funge da punto focale dell'adorazione. Il Catechismo della Chiesa cattolica afferma che: «La presenza eucaristica di Cristo comincia al momento della consacrazione e perdura finché sussistono le specie eucaristiche».
La pratica dell'adorazione si è sviluppata in un clima di Protestantesimo, e in particolare di rifiuto della dottrina della presenza reale in certi gruppi. Pertanto, alcuni leader cattolici iniziarono a istituire la pratica dell'adorazione per infondere fiducia nei fedeli nella dottrina eucaristica cattolica. Divenne poi un elemento fondamentale della Chiesa occidentale.
Maria Faustina Kowalska affermò di aver ricevuto la chiamata alla vita religiosa mentre assisteva all'Esposizione del Santissimo Sacramento all'età di sette anni. Esempi notevoli di conversione sono Elizabeth Ann Bayley Seton e John Henry Newman, entrambi convertiti dall'anglicanesimo, e Hermann Cohen, OCD, dall'ebraismo, in seguito a un'adorazione eucaristica. Cohen contribuì poi a diffondere la pratica dell'adorazione notturna.
La pratica di un'"Ora Santa" quotidiana di adorazione è stata incoraggiata nella tradizione cattolica occidentale. Madre Teresa di Calcutta aveva un'Ora Santa ogni giorno e tutte le membre delle sue Missionarie della carità seguivano il suo esempio.
Fin dal Medioevo la pratica dell’adorazione eucaristica fuori dalla Messa è stata incoraggiata dai papi.
Nel pieno del Concilio Vaticano II, il 3 settembre 1965, pochi giorni prima dell'apertura della quarta sessione, Papa Paolo VI emanò l'enciclica Con ciò esortò alla Messa e alla comunione quotidiane e disse: «Durante il giorno i fedeli non omettano di fare la visita al SS. Sacramento, che dev'essere custodito in luogo distintissimo, col massimo onore nelle chiese, secondo le leggi liturgiche, perché la visita è prova di gratitudine, segno d'amore e debito di riconoscenza a Cristo Signore là presente».
In Papa Giovanni Paolo II affermò: «La Chiesa e il mondo hanno grande bisogno del culto eucaristico. Gesù ci aspetta in questo sacramento dell'amore. Non risparmiamo il nostro tempo per andare a incontrarlo nell'adorazione, nella contemplazione piena di fede e pronta a riparare le grandi colpe e i delitti del mondo. Non cessi mai la nostra adorazione». Ha aggiunto in «Il culto reso all'Eucaristia fuori della Messa è di un valore inestimabile nella vita della Chiesa.»[...] Più in concreto, questo compito ricade con particolare responsabilità sui Pastori della Chiesa, ognuno nel proprio grado e secondo il proprio ufficio ecclesiastico».
Fin dai primi anni della sua vita, l'Eucaristia ha occupato un posto centrale nella teologia di Joseph Ratzinger e nel suo ruolo di Papa Benedetto XVI. Nel suo libro Dio è vicino a noi: l'Eucaristia, il cuore della vita, egli incoraggiò fortemente l'adorazione eucaristica.
Cattolici orientali In generale, i cattolici orientali non praticano l’adorazione, poiché le circostanze che hanno portato a tale pratica nella Chiesa occidentale non erano presenti in modo così evidente in Oriente.
Ciononostante, la latinizzazione, il biritualismo e altri fattori hanno indotto alcune parrocchie e comunità cattoliche orientali ad adottare comunque tale pratica. Tra queste, alcune Chiese di tradizione liturgica rutena hanno talvolta osservato un servizio paraliturgico di supplica e adorazione, che era spesso congiunto a un servizio, che continua ad essere mantenuto in alcuni luoghi.
Preghiere al Santissimo Sacramento Preghiere cattoliche al Santissimo Sacramento Una delle preghiere di riparazione al Santissimo Sacramento più conosciute è attribuita all'Angelo del Portogallo, che si dice sia apparso a Fatima:
Una preghiera ideata da John Henry Newman per una breve visita al Santissimo Sacramento recita: