Un gangster (informalmente detto gangsta) è un criminale abituale che ha la propria occupazione in imprese o organizzazioni più o meno grandi e dedite ad attività economiche illecite, solitamente appartenenti alla criminalità organizzata o di stampo mafioso. Il termine è diffuso soprattutto negli Stati Uniti d'America, dove indica i membri di una banda criminale organizzata, ossia una gang.
Negli Stati Uniti i gangster sono anche chiamati mobster, un termine slang derivato da mob (malavita), che è più specificamente usato per indicare i membri della mafia italo-americana. In lingua italiana, il termine gangster è diventato sinonimo di bandito o delinquente.
A partire dal periodo del proibizionismo negli Stati Uniti (1920-1933) dominato dalle organizzazioni criminali impegnate nel contrabbando di alcolici, lo stile di vita e le "gesta" dei membri delle gang sono diventate un motivo ricorrente nella cultura popolare occidentale, soprattutto in una vasta gamma di romanzi polizieschi e pellicole cinematografiche, che hanno contribuito a plasmare l'immaginario comune della figura del gangster.
Etimologia Nell'uso moderno, la parola "gangster" è un'espressione gergale statunitense derivata dall'inglese gang, generalmente usato per indicare una banda criminale, e quindi il termine descrive invariabilmente un delinquente legato ad una gang. Una prima attestazione del termine si ha nel 1886 nel linguaggio politico per indicare il membro di una cricca che controllava l'amministrazione locale usando metodi criminali o clientelari. Nella moderna accezione di componente di una banda criminale, la parola è nota dal 1896 ma si diffuse in particolare durante il proibizionismo negli anni '20 e '30 del XX secolo negli Stati Uniti, quando le bande di contrabbandieri di alcolici acquisirono sempre più potere all'interno della criminalità organizzata, tanto che, specialmente in passato, in ambito giornalistico si è spesso usato il termine "gangsterismo" come sinonimo di malavita organizzata tipica del contesto urbano statunitense. Oggi il termine ha un significato leggermente più ampio e può essere usato per indicare criminali abituali in un ambito metropolitano, anche se non appartengono ad una banda. Ad oggi, quindi, le parole "gangster" e "gangsterismo" si riferiscono sia alla condizione di persona dedita alla delinquenza che allo stile di vita violento tipici di un ambiente criminale urbano.
Caratteristiche
Molto è stato scritto sull'argomento delle gang criminali, sebbene non vi sia un chiaro consenso su cosa costituisca una gang o quali situazioni portino alla formazione e all'evoluzione di una gang. C'è accordo sul fatto che i membri di una gang abbiano un senso di identità e appartenenza comune, che viene tipicamente rafforzato attraverso attività condivise e identificazioni visive come abbigliamento speciale, tatuaggi, colori o anelli. Alcuni preconcetti possono essere falsi. Ad esempio, l'opinione comune secondo cui la distribuzione illegale di droga negli Stati Uniti è in gran parte controllata dalle gang è stata messa in discussione.
Una banda può essere un gruppo relativamente piccolo di persone che cooperano in atti criminali, come nel caso della banda di Jesse James, che si estinse con la morte del suo capo nel 1882. Tuttavia, una banda può anche essere un gruppo più ampio con un'organizzazione formale che sopravvive alla morte del suo leader: ad esempio, ciascuna delle Cinque Famiglie appartenenti a Cosa nostra statunitense, fondate all'inizio del XX secolo, è sopravvissuta ai suoi fondatori ed è arrivata fino al XXI secolo. Bande grandi e ben strutturate come Cosa nostra statunitense, la 'Ndrangheta, i cartelli della droga sudamericani, le Triadi cinesi, i Crips, i Bloods o persino le bande di motociclisti possono intraprendere transazioni complesse che andrebbero ben oltre le capacità di un singolo individuo e possono fornire servizi come l'arbitrato delle controversie e l'applicazione dei contratti che sono paragonabili a quelli di un governo legittimo.
Il termine "criminalità organizzata" è stato spesso associato a bande e gangster, ma non è sinonimo. Una piccola banda di strada che si dedica a crimini sporadici di basso livello non verrebbe considerata come criminalità organizzata. Allo stesso modo, un'organizzazione che coordina bande in diversi Stati coinvolte nel traffico internazionale di droga o nello sfruttamento della prostituzione (ad esempio una Triade cinese o un cartello messicano) potrebbe non essere considerata una banda.
Storia Le prime bande di strada negli Stati Uniti del XIX secolo
La maggior parte dei gangster degli Stati Uniti era in attività per tutto il XIX secolo. Anche a causa delle caratteristiche di società multietnica dell'America settentrionale, c'era una grande varietà di gang, che erano utilizzate dalle organizzazioni politiche (come la potente Tammany Hall) per intimidire gli avversari politici, controllare i seggi e commettere frodi sistematiche durante le elezioni ma anche per reclutare futuri leader politici dai ranghi della malavita, tanto che il termine "gangster" si iniziò a diffondere per indicare i criminali membri delle fazioni politiche che si contendevano il governo locale. Le prime grandi bande nella New York del XIX secolo furono quelle irlandesi come i Whyos e i Dead Rabbits. C'erano anche bande "nativiste" anti-immigrazione come i Bowery Boys, guidati da William Poole, detto Bill the Butcher ("Bill il macellaio"), che era anche uno dei leader del movimento politico dei Know Nothing.Herbert Asbury, The Gangs of New York. New York 1928, Alfred A. Knopf, ISBN 978-1-56025-275-7 A queste seguirono la Five Points Gang, guidata dal criminale italiano Paolo Antonio Vaccarelli (conosciuto anche come Paul Kelly) che si contrappose ad una banda ebraica conosciuta come Eastman Gang, sotto il comando di Monk Eastman. Successivamente, a queste si affiancarono quelle gangs originarie dall'Italia, grazie alla grande emigrazione soprattutto dall'Italia meridionale, ed ebbero un grande impatto sociale in alcune aree degli Stati Uniti, specialmente a Chicago e a New York, originando il fenomeno della Mano Nera, consistente nell'estorsione di somme di denaro a titolo di "protezione" ai danni di persone o attività commerciali all'interno delle comunità italiane.Arrigo Petacco, Joe Petrosino, Milano, Mondadori, 1972; 2002.
1920-1933: l'epoca d'oro dei gangster negli Stati Uniti
I termini "gangster" e "mobster" iniziarono ad essere usati negli Stati Uniti per riferirsi ai membri di organizzazioni criminali coinvolte nel traffico di alcolici durante il proibizionismo. Nel 1920, il XVIII emendamento della Costituzione degli Stati Uniti vietò la vendita, la produzione e il trasporto di alcol per il consumo. Molte bande vendevano alcolici illegalmente a scopo di lucro e usavano una violenza estrema per difendere il proprio territorio e proteggere i propri interessi. Spesso, poliziotti e politici venivano corrotti o ricattati per garantire la continuità delle loro attività. Al Capone fu uno dei più famigerati gangster del periodo ed arrivò a controllare una parte importante delle attività illecite come il gioco d'azzardo, lo sfruttamento della prostituzione e il contrabbando di alcolici a Chicago, dove alla fine degli anni '20 si poteva contare la presenza di più di 1.000 gang. Durante il proibizionismo, la guerra tra le bande a Chicago causò più di 2.000 omicidi, culminati nella strage di San Valentino (14 febbraio 1929) ad opera della gang di Capone, considerato il più sanguinoso regolamento di conti nella storia della malavita statunitense.
A New York, alla fine degli anni '20, Lucky Luciano, uno dei gangster più potenti della città, preferì puntare, a differenza di Capone, ad una alleanza operativa tra le bande di maggior peso per evitare rivalità ed inutili spargimenti di sangue per il controllo dei traffici illeciti e quindi gettò le basi per la creazione di un cartello commerciale conosciuto come "Sindacato nazionale del crimine": ad esso aderivano i capi-banda Meyer Lansky e Bugsy Siegel per New York e il New Jersey; Joe Adonis per Brooklyn; Abner "Longie" Zwillman e Willie Moretti per Long Island; Charles "King" Solomon per Boston; Lou Rothkopf e Moe Dalitz per Cleveland; Enoch "Nucky" Johnson per Atlantic City;Felice Cavallaro, Mafia. Album di Cosa nostra, Milano, Rizzoli, 1992, ISBN 978-8817842242. la Murder, Inc. (Anonima assassini), una banda etnicamente eterogenea guidata da Louis "Lepke" Buchalter che includeva criminali ebrei ed italo-americani, fungeva da braccio armato del Sindacato ed era incaricata di eseguire omicidi e azioni punitive su commissione, come l'assassinio del potente gangster Dutch Schultz nel 1935.
L'emergenza criminalità nata con il proibizionismo e con la grande crisi del 1929 si manifestò anche con il proliferare delle gang impegnate in reati come rapine in banca, sequestri di persona, furti d'auto, gioco d'azzardo illegale, che stavano seminando il panico soprattutto nel Midwest: tra i più noti gangster del genere vi erano John Dillinger e la sua mutevole banda (composta da criminali violenti come George “Baby Face” Nelson, Harry "Pete" Pierpont e John "Red" Hamilton), la banda Karpis-Barker (guidata da Alvin Karpis e Arthur "Doc" Barker), George "Machine Gun" Kelly e la Barrow Gang dei famigerati Bonnie Parker e Clyde Barrow.
1934-1941: la repressione del gangsterismo Le bande di rapinatori del Midwest entrarono nel mirino dell'FBI di J. Edgar Hoover, che dichiarò i capi-banda più pericolosi "nemici pubblici" (public enemies) e molti rimasero uccisi in conflitti a fuoco con gli uomini delle forze dell'ordine (i cosiddetti "G-Men"), come nel caso di John Dillinger, John Hamilton, Bonnie e Clyde, "Pretty Boy" Floyd e "Baby Face" Nelson. Tuttavia Hoover continuò a negare l'esistenza di una criminalità organizzata a livello nazionale, il cui contrasto rimase appannaggio di integerrimi pubblici ministeri e di funzionari del Dipartimento del Tesoro che, non potendo dimostrare la colpevolezza dei gangster per i numerosi omicidi e i reati di contrabbando, riuscirono ad incastrarli per frode fiscale a causa dell'enorme reddito da loro non dichiarato. Nel 1930 Al Capone fu dichiarato "nemico pubblico numero uno" e il procuratore George E. Q. Johnson riuscì ad ottenere la sua condanna per evasione fiscale nel 1932. A Manhattan, dove fu nominato assistente procuratore capo nel 1931 e poi procuratore speciale nel 1935, Thomas E. Dewey scatenò una guerra contro i vertici del Sindacato nazionale del crimine, riuscendo a mettere sotto accusa i boss Irving "Waxey" Gordon (condannato per frode fiscale nel 1933), Dutch Schultz (ucciso nel 1935 dopo l'assoluzione in ben due processi per evasione fiscale) e Lucky Luciano, che fu condannato nel 1936 ad una pena detentiva da 30 a 50 anni per sfruttamento della prostituzione.Martin Gosch e Richard Hammer, L'ultimo testamento di Lucky Luciano, Milano, Sperling & Kupfer, 1975. Tra il 1940 e il 1941, l'ufficio del procuratore distrettuale di Brooklyn Willam O'Dwyer sferrò un colpo devastante alla Murder, Inc., il braccio armato della criminalità organizzata responsabile di centinaia di omicidi su commissione. Sfruttando le confessioni di Abe Reles ed Albert Tannenbaum (sicari della Murder, Inc. che avevano accettato di collaborare con la giustizia), O'Dwyer fece condannare a morte gli spietati killer Emanuel "Mendy" Weiss e Louis Capone e il capo dell'organizzazione, Louis "Lepke" Buchalter. Ad oggi, Buchalter rimane l'unico esponente di rilievo della criminalità organizzata ad essere stato giustiziato negli Stati Uniti.
L'attività delle commissioni d'inchiesta del Senato degli Stati Uniti e dell'FBI