Biografia Fabio Chigi nacque a Siena, nella Contrada Capitana dell'Onda, dal conte Flavio Chigi Ardenghesca e da Laura Marsigli, settimo di undici figli. I Chigi erano una nota famiglia di banchieri toscani; suo padre era discendente di Agostino Chigi e nipote di papa Paolo V. Fabio ricevette un'ottima istruzione da un precettore privato, sotto la supervisione della madre. Poi studiò all'Università di Siena, dove conseguì tre lauree (la prima in utroque iure, poi in filosofia e in teologia), conseguendo un vasto sapere che spaziava dalla letteratura alla filosofia, dalla storia locale all'architettura. Fin da giovane mostrò spiccate doti religiose e letterarie, essendo descritto come austero e zelante nella fede. Dopo la laurea, conseguita nel 1626, si trasferì a Roma, dove avviò la carriera nella Curia (dicembre 1626).
A Roma Fabio Chigi ebbe modo di conoscere alcuni tra i migliori intellettuali dell'epoca, tra cui Celso Cittadini e Giovanni Battista Borghese (circa 1554/55 – 1609). Frequentò le accademie dei Lincei, dei Virtuosi e degli Umoristi e personaggi quali Agostino Mascardi e Giovanni Ciampoli.
Iniziò la carriera diplomatica nel 1629, inviato da Urbano VIII come vice legato di Giulio Cesare Sacchetti a Ferrara; seguirono le sedi di Malta (dove svolse l'incarico di inquisitore) e Colonia.
Nel dicembre 1634 fu ordinato sacerdote. Nominato vescovo di Nardò, rimase nella diocesi fino al 1639, quando fu nominato nunzio straordinario a Colonia. Il Chigi rappresentò la Santa Sede alle trattative di pace tra le potenze coinvolte nella Guerra dei Trent'anni, che portarono ai Trattati di Westfalia. Davanti ai monarchi europei espresse apertamente le proprie opinioni contrarie alle modalità del trattato e si rifiutò di firmarlo, in quanto contrario agli interessi della Chiesa.
Creato cardinale nel concistoro del 19 febbraio 1652, papa Innocenzo X lo nominò Segretario di Stato.
Fabio Chigi fu autore di una raccolta di poesie in latino, Philomathi Musae iuveniles. Furono date alle stampe a Colonia nel 1645 e poi a Parigi nel 1656 sotto il titolo di Philomathi Labores Juveniles.
Cronologia incarichi 1626-1627: è referente del Tribunale della Segnatura Apostolica; 1627-1632: è vicelegato a Ferrara; 1634: è inquisitore e visitatore apostolico a Malta; 8 gennaio 1635 - 11 giugno 1639Mantenne la titolarità della sede fino al 1652.: è vescovo di Nardò (in Salento); 11 giugno 1639 - ottobre 1651: è nunzio apostolico a Colonia (Germania); ottobre 1651 - 7 aprile 1655: è Cardinale segretario di stato; 19 febbraio 1652: è creato cardinale presbitero; 12 marzo 1652: assume il titolo cardinalizio di Santa Maria del Popolo; 13 maggio 1652 - 7 aprile 1655: è a capo della diocesi di Imola con il titolo personale di arcivescovo; 7 aprile 1655: viene eletto romano pontefice.
Il conclave del 1655
Fabio Chigi fu eletto pontefice in Palazzo Vaticano il 7 aprile 1655 e fu consacrato il 18 aprile dal cardinale Giangiacomo Teodoro Trivulzio.
Il conclave si aprì il 18 gennaio; all'ultima votazione parteciparono 64 cardinali. Durato più di tre mesi, fu il conclave più lungo degli ultimi cento anni. I cardinali formarono quattro gruppi: uno guidato da Francesco Barberini, poi i due tradizionali gruppi: spagnolo (guidato da Carlo di Ferdinando de' Medici, cardinale decano) e francese (condotto da Rinaldo d'Este) e infine un gruppo di cardinali indipendenti (cioè non legati ad alcun monarca), guidato da Decio Azzolini.
Inizialmente prevalse il partito spagnolo, perché più numeroso ed attivo e composto da cardinali appartenenti a famiglie potenti (come quelle dei Medici, dei Colonna, dei Carafa, dei Capponi, dei Trivulzio). Spagna e Francia si scontrarono sulla nomina di Giulio Cesare Sacchetti: voluto dai francesi fu bloccato dagli spagnoli, che opposero il veto. Lo stallo tra le due potenze perdurò per molte settimane, finché il gruppo dei cardinali indipendenti si schierò per Fabio Chigi, risultando decisivo per la sua elezione.
Probabilmente il nuovo papa assunse il nome pontificale di Alessandro dietro suggerimento del cardinale Barberini (determinante per la sua elezione), che gli suggerì di ispirarsi a Papa Alessandro III (1159-1181).
Il pontificato
Relazioni con le istituzioni della Chiesa Decisioni generali ecclesiastiche Subito dopo la propria elezione, il 14 maggio 1655 Alessandro VII indisse un giubileo universale per un saggio governo (costituzione apostolica Unigenitus). Un secondo giubileo fu proclamato il 21 luglio 1656 per invocare il soccorso divino (costituzione E Suprema); un terzo, con le stesse intenzioni, fu indetto il 26 febbraio 1663Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica da S. Pietro sino ai nostri giorni, Tipografia Emiliana, 1845, p. 127..
Una delle prime decisioni del nuovo pontefice fu quella di abolire i privilegi dei familiari degli stessi pontefici. Alessandro VII vietò ai parenti persino di fargli visita a Roma; ma nel concistoro del 24 aprile 1656, annunciò che il fratello e i nipoti lo avrebbero raggiunto a Roma per assisterlo.
Nel 1655 assegnò al Magister Sacri Palatii, il prelato che aveva il compito di espungere dai libri le parti non conformi alla dottrina cattolica, il grado di uditore di Rota.
Con la costituzione Cum inter coeteras (15 giugno 1659) il pontefice istituì il Collegio dei referendari della Segnatura. La carica di referendario di Segnatura costituì, a partire da quell'epoca, il primo gradino della prelatura da cui si ascende ai gradi superioriLuigi Londei, L'ordinamento della Segreteria di Stato tra Antico regime e Età della Restaurazione in «Mélanges de l'Ecole française de Rome. Italie et Méditerranée», 1998, Volume 110, n. 2, pp. 461-473..
Nel 1662 Alessandro VII stabilì che, prima della nomina, i vicari dovessero sottoporsi ad un esame tenuto alla presenza di tre esaminatori (prelati superiori). Inoltre stabilì l'obbligo della laurea in diritto civile e canonico per accedere alla prelatura.
Curia romana Il 26 ottobre 1655 il pontefice abolì il collegio dei suddiaconi ed accoliti apostolici (o ceroferarii che servivano il Papa nelle Messe solenni e le loro cariche potevano essere vendute), sostituendoli con i membri della Sacra Rota, i quali possedevano l'antico titolo di “cappellani del Papa”Gaetano Moroni, Le cappelle pontificie cardinalizie e prelatizie.; Il gruppo dei Cappellani domestici del pontefice fu sdoppiato: nacquero i Cappellani segreti e i Cappellani comuniGaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica da San Pietro sino ai nostri giorni, 1841, p. 101. L'8 agosto 1661 il pontefice abolì il titolo cardinalizio di Santa Maria Nuova e lo trasferì alla nuova chiesa di Santa Maria della Scala (fondato il 14 gennaio 1664). Inoltre soppresse il titolo di Santa Maria in Portico Octaviae, la cui chiesa era in rovina, e lo trasferì a Santa Maria in Portico Campitelli (istituito il 26 giugno 1662).
Ordini e Istituti religiosi Cistercensi Riformò le costituzioni dell'Ordine (breve In suprema, 19 aprile 1666), ponendo fine a dispute che si trascinavano da decenni e che avevano diviso l'Ordine. Il pontefice unificò la disciplina, salvo il conferimento di una certa autonomia alla Stretta Osservanza. Barnabiti Trasferì la sede del capitolo generale dell'Ordine da Milano a Roma. Scolopi Ricostituì la congregazione delle scuole pie dell'Ordine (breve Dudum del 24 gennaio 1656). Ordine del Santo Sepolcro Confermò i privilegi accordati dal predecessore Alessandro VI (1492-1503).
Approvazioni Il 22 ottobre 1655 il pontefice approvò i voti dei Lazzaristi, fondati da San Vincenzo de' Paoli; Nel 1666 approvò i voti solenni delle Religiose ospedaliere di San Giuseppe, fondate nel 1634 Marie de La Ferre; Il 2 gennaio 1666 riconobbe la Congregazione di Gesù e Maria (Congregatio Iesu et Mariae), fondata dal sacerdote francese Giovanni Eudes.
Soppressioni Nel 1656 soppresse l'ordine dei crocigeri a causa della rilassatezza dei loro costumi.
Relazioni con le Chiese orientali Nel 1661 Alessandro VII indirizzò una lettera allo scià di Persia Abbas II e al Patriarca di Babilonia dei Caldei Shimun XII, assicurando l'aiuto del vescovo latino di Ispahan in favore dei cattolici caldei sudditi del monarca persiano.
Missioni Alessandro VII nominò i sacerdoti francesi François Pallu e Pierre Lambert de la Motte vicari apostolici rispettivamente del Tonchino (29 luglio 1658) e della Cocincina (17 agosto 1658), affidando loro l'incarico di evangelizzare l'odierno Vietnam. L'11 agosto 1664 la Santa Sede approvò la fondazione a Parigi di un seminario per la formazione dei missionari destinati all'Estremo Oriente. Fu il nucleo della nascente Società per le missioni estere di Parigi. Il pontefice approvò l'inviò di una missione di frati carmelitani in Siria.
Decisioni in materia dottrinale
Giansenismo
Alessandro VII ribadì la condanna del giansenismo, in continuità con i suoi predecessori Urbano VIII (bolla In eminenti) ed Innocenzo X (bolla Cum occasione). Firmò la bolla Ad sacram beati Petri sedem sulle cinque proposizioni eretiche contenute nellAugustinus di Giansenio (16 ottobre 1656). Successivamente l'assemblea generale del clero francese, con l'approvazione del pontefice e di re Luigi XIV, approvò un formulario di sottomissione. Però la decisione non sortì gli effetti sperati. Nove anni dopo la prima bolla il pontefice intervenne nuovamente: con la Regiminis Apostolici (15 febbraio 1665) ordinò al clero francese di riconoscere la condanna. Il 18 gennaio 1667 il pontefice denunciò cinque vescovi che non si erano uniformati alla condanna pontificia. Gallicanesimo
Nel 1665, con la bolla Cum ad aures il pontefice condannò gli orientamenti gallicani della Sorbona e del Parlamento di Parigi. Immacolata Concezione L'8 dicembre 1661 il pontefice pubblicò la costituzione apostolica Sollicitudo omnium con la quale rinnovò i decreti di Sisto IV, Paolo V e Gregorio XV, già favorevoli al riconoscimento dell'immacolata concezione come dogma di fede. I Domenicani, dal canto loro, fecero osservare al pontefice il fatto che l'Immacolata Concezione fosse già un'acquisizione di tutta la cristianità, una tradizione che si protraeva da secoli senza bisogno di una proclamazione ufficiale come dogma.
Decisioni in materia liturgica Controversia dei riti cinesi
Rispondendo a una richiesta dei missionari gesuiti impegnati in Cina, Alessandro VII approvò il loro operato (decreto del 23 marzo 1656). Con la bolla Super Cathedram Principis Apostolorum (9 settembre 1659) dispensò per un settennio il clero cinese dalla lettura di parte della liturgia delle ore in latino, che venne sostituita da preghiere in cinese (testo online). Cistercensi Rispondendo a una richiesta dei Cistercensi sulla regola dell'astinenza alimentare, il pontefice confermò la decisione del predecessore Sisto IV (1471-1484) secondo la quale l'astinenza dalla carne non è parte essenziale della regola monastica (novembre 1657). La controversia però continuò negli anni successivi, finché il 26 gennaio 1662 il pontefice convocò l'Ordine cistercense a Roma. Nel 1666 il pontefice permise all'ordine di consumare carne tre volte alla settimanaLeonardo Calabretta, Certosini e cistercensi. La certosa di Serra e i cistercensi 1192-1514, Pellegrini Editore, 2007, p. 47.. Altre decisioni Nel 1660 Alessandro VII proibì la pubblicazione del Liber Diurnus Romanorum Pontificum, una raccolta di atti pontifici redatti nella Cancelleria della Curia romana dal V all'XI secoloL'opera fu pubblicata vent'anni dopo in Francia.. Nel 1661 il pontefice proibì la traduzione del Messale Romano in francese.
Decisioni in materia morale