Giocò un ruolo assai significativo nello sviluppo della filosofia (influenzando il pensiero religioso di Berdjaev, Florenskij, Bulgakov), della poesia russa della fine del XIX secolo (Belyj, Blok) e nel rinascimento spirituale dell'inizio del Novecento.
Biografia La famiglia Vladimir Solov'ëv nacque a Mosca nel 1853, nella famiglia del noto storico russo Sergej Michajlovič Solov'ëv (1820-1879). La stirpe di Vladimir già da cinque o sei generazioni apparteneva all'ambiente dei contadini, ma successivamente entrò a far parte del ceto intellettuale. Il padre del filosofo, pertanto, non seguì la linea degli avi, rivolgendosi piuttosto all'attività intellettuale. Con il proprio instancabile lavoro conquistò un posto nella società, diventando prima docente e poi Rettore dell’Università di Mosca. ma continuamente restava al di fuori della nobile cerchia professorale. Si distingueva nell'austerità del suo carattere, nella sua straordinaria sistematicità devota agli studi storici, nel vigore con il quale quasi ogni anno pubblicava i tomi della sua Storia della Russia (1851-1879), che gli storici contemporanei apprezzarono considerevolmente, dandone alle stampe ventinove. Nella sua famiglia, ogni cosa era sottoposta a regole ferree, che garantivano quella straordinaria produzione scientifica nel corso della sua esistenza. In gioventù ascoltò François Guizot e Jules Michelet, diede numerosi contributi alla storia dello sviluppo dello statalismo russo, fu predisposto al progressismo e al liberalismo, ebbe allievi come Vasilij Osipovič Ključevskij.
Per parte materna (la famiglia dei Poliksen Vladimirovič), Solov'ëv discendeva dai nobili ucraino-polacchi dei Romanov. Suo lontano cugino fu il celebre pensatore ucraino del XVIII secolo, Hryhorij Savyč Skovoroda (1722–1794).
Infanzia e adolescenza Vladimir Solov'ëv crebbe in una famiglia numerosa di impronta patriarcale, radicata nel cristianesimo ortodosso, nel rispetto dei valori tradizionali e caratterizzata da un alto livello culturale. L'atmosfera dei primi anni di Solov'ëv fu fortemente favorevole alla sua successiva crescita spirituale. All'età di nove anni, mentre partecipava in chiesa alla Liturgia dell'Ascensione, fu colpito dalla straordinaria bellezza di una fanciulla che gli suscitò un intenso sentimento amoroso. Questo evento fu considerato da Solov'ëv come il primo dei tre incontri mistici che ebbe nella sua vita con quella che finirà per identificare come la sua “eterna sposa”, la Sofia., la Sofia-Verità, colei che unisce cielo e terra, l'artefice della Divinoumanità..
Solov'ëv frequentò il ginnasio moscovita, facendovi ingresso nel 1864.
Il carattere straordinariamente dotato di Vladimir e le sue continue e, si potrebbe dire, passionali ricerche delle "più alte verità" si mostrano già in anni precoci, cominciando a leggere molto presto gli slavofili e i grandi idealisti tedeschi. Ma pochi sanno che negli ultimi anni del ginnasio e nei primi anni di università lesse anche "volgari" testi materialisti. Fu in quegli anni che gettò dalla finestra della sua camera le icone sacre ortodosseAdriano Dell’Asta, Cronologia della vita e delle opere di Vladimir Sergeevič Solov'ëv in ., scatenando la collera del padre. Sebbene Sergej Michajlovič Solov'ëv fosse un liberale, come spesso è ricordato, avvicinava tuttavia con forza i suoi figli alla religione. Il padre considerava le letture del giovane come una malattia della crescita del proprio figlio. Ma ciò che sufficientemente mostra il liberalismo presente nella sua famiglia è un episodio, un avvenimento che provocò lo sdegno sia del padre che del figlio: nel 1864 Černyševskij fu infatti condotto ai lavori forzati. All'epoca di questa ingiustizia, l'undicenne Vladimir era già in contatto con stimati scrittori e filosofi. La formazione A soli 16 anni Solov'ëv si iscrisse all'Università di Mosca, prima alla Facoltà di Lettere dove studierà con voracità tutta la filosofia occidentale e poi a quella di Scienze. Ma lo studio delle scienze naturali lo deluse presto per l'incapacità di quest'ultime di penetrare nel senso nascosto del mondo.. Tornò quindi di nuovo a Lettere. Tra i docenti da cui sarà maggiormente influenzato ci fu P. D. Jurkevic (1827-1874), al quale succederà alla cattedra universitaria a soli 21 anni, che gli fece conoscere le correnti teosofiche ed esoteriche e in particolare Emanuel Swedenborg (1688-1772), e il prof. Ivantsov-Platonov (1835-1894)..
Nel 1872, dopo che a 14 anni l'aveva abbandonato, riscoprì e ritornò al cristianesimo, non più a quello canonico dell'infanzia, ma ad una fede completamente calata nell'inquieto mondo moderno e contemporaneo in cui viveva.
Sempre in quell'anno, all'età di 19 anni, Solov'ëv ebbe una visione mistica mentre viaggiava in treno.
Nel 1873-74 s'iscrisse all'Accademia ecclesiastica di Mosca dove approfondì gli studi biblici e patristici.
Solov'ëv era assetato di conoscenza, si dedicava anima e corpo allo studio e alla ricerca della verità e in questo impegno si sentiva parte di una missione più grande di lui. Questo atteggiamento disinteressato e di impegno assoluto per la verità lo porterà a scontrarsi con il potere imperiale ed ecclesiastico, a dover subire privazioni e censure. e, dal 1881, a lasciare l'insegnamento universitario che aveva ottenuto a San Pietroburgo.. Mal tollerate e spesso censurate saranno per esempio le sue idee sui diritti umani, la libertà, i diritti delle minoranze etniche e religiose – come gli ebrei – e delle nazionalità – come i polacchi – la sua visione sulla Chiesa cattolica e le sue ardite posizioni in ambito teologico e religioso come quelle sostenute nella conferenza pubblica del 1891 dal titolo "Il crollo della concezione medievale del mondo".
Solov'ëv viveva una vita ascetica, era distaccato dal denaro, condivideva i suoi beni con i più poveri ed era vegetariano. Per tutta la sua vita rimase celibe.
Nel 1873 fece amicizia con Dostoevskij che lo influenzò profondamente. e gli fece conoscere, qualche anno più tardi, le idee di Nikolaj Fëdorov. Il "Socrate di Mosca", così era soprannominato Fëdorov, eserciterà un impatto così notevole su Solov'ëv che questi arriverà a definire il suo "progetto" di resurrezione e regolazione universale come "il primo avanzamento dello spirito umano sulla via di Cristo" dall’epoca della comparsa della cristianità...
Nel 1874 Solov'ëv coronò gli studi universitari con la tesi “La crisi della filosofia occidentale. Contro i positivisti” che attirerà l'attenzione dell'intellighenzia e dell'élite culturale russa..
Nel 1875 divenne professore universitario ma poco dopo chiese una dispensa per poter approfondire i suoi studi «sulle filosofie gnostiche, indiana e medievale» al British Museum di Londra. Qui, immerso nello studio dei testi religiosi, mistici ed esoterici, ebbe una nuova visione della Sofia che gli disse di andare a proseguire gli studi in Egitto, al Cairo. Sarà nel deserto egiziano, di notte, che Solov'ëv - così come racconterà nei "Tre incontri" - avrà l'ultimo incontro della sua vita con Sofia..
Dopo il soggiorno in Egitto, Solov'ëv ritornò a Mosca e nel 1877 rassegnò le dimissioni dall'Università.
Sempre in quell'anno tenne all’Università di San Pietroburgo, riscuotendo un grande interesse, le “Lezioni sulla Divinoumanità”, che saranno pubblicate tra il 1877 e il 1881..
A questa prima fase di formazione (1873-1880) la storiografia fa generalmente seguire, nella vita di Solov'ëv, una fase cosiddetta teocratica (1881-1890), caratterizzata dallo strenuo impegno - pur nei disagi e le tribolazioni dovute all'assenza di un'occupazione stabile a causa della perdita del lavoro a San Pietroburgo – volto alla trasformazione della società attraverso il sistema sociopolitico, da lui teorizzato, della "libera teocrazia" e per l'unione tra la Chiesa ortodossa e quella cattolica e nell'esplicazione del ruolo messianico della Russia.; e una fase teurgica e apocalittica (1890-1900) segnata, dopo il fallimento dei suoi progetti esteriori precedenti, da un ritorno alla dimensione filosofica, metafisica e mistica e negli ultimissimi anni, a quella escatologica e apocalittica, il tutto mentre le sue condizioni fisiche, ed anche economiche e finanziarie, peggioravano, ed era sempre più colpito dalla censura e dall'ostilità delle autorità..
Solov'ëv morirà in questo contesto, senza aver superato neanche i cinquant'anni, all'età di quarantasette anni, il 31 luglio del 1900.
La sua tomba si trova a Mosca, nel monastero di Novodevičij..
Il contributo al pensiero cristiano
Introduzione generale Nel 1881 Solov'ëv pubblica Lezioni sulla Divinoumanità, in cui difende il "simbolo" cristologico espresso durante il concilio di Calcedonia del 451, che definisce l'esistenza in Cristo - "vero Dio e vero uomo" - di due nature perfette, divina e umana, e delinea il suo concetto portante di Divinoumanità.
Un altro aspetto fondamentale del pensiero di Solov'ëv riguarda la cosiddetta "teosofia", chiamata anche "conoscenza integrale" o "libera teosofia", in cui scienza, filosofia e teologia (mistica inclusa) devono armonicamente essere riunite insieme - e non più divise in modo esclusivistico - per poter ottenere una conoscenza sempre più veritiera della realtà totale.. In Solov'ëv quindi il termine “teosofia” non rimanda certamente a Helena Blavatsky e alla sua Società Teosofica nei cui confronti non nutriva particolare simpatia considerandola solo come una forma di neobuddhismo., e va oltre al senso in cui comunemente è usato per indicare la religiosità espressa da quel filone spirituale che ha radici antiche e che nella Modernità ha trovato dei rappresentanti in Paracelso (1496-1541), Jacob Böhme (1575-1624) e Emanuel Swedenborg (1688-1772), che Solov'ëv ben conosceva e stimava, ma è piuttosto da intendere come espressione di quel processo gnoseologico di “integrazione cattolica” dei diversi saperi, riportati armonicamente all'unità, che Solov'ëv adottò e considerò come la via maestra nella ricerca della Verità..
Un'altra categoria portante del sistema filosofico di Solov'ëv - e di cui ebbe anche tre visioni mistiche - è la Sapienza Divina, la Sofia, che sta alla base di una speculazione “sofiologica” complessa, dai molteplici aspetti non sempre facilmente decifrabili e che influenzerà diversi pensatori russi successivi come Nikolaj Trubeckoj, P.avel Florenskij, Sergej Bulgakov e Nikolaj Berdjaev.. La "teosofia" di Solov'ëv individua nella Sofia il tramite tra Dio e gli uomini, l'umanità ideale "divinizzata", la Divinoumanità, "l'umanità ideale, perfetta, eternamente inclusa nell'essere divino integrale ossia in Cristo".. O ancora la Sofia è per Solov'ëv la "sostanza unica della Trinità"., "un essere spirituale vivo che possiede ogni pienezza di potenza e d’atto".. Questa sapienza, che si rivela pienamente in Cristo, si attua per Solov'ëv nella Chiesa universale, che è "l'eterna amica", "l'essere reale e femminile: la vera e pura e intera umanità". Nella sua dimensione materiale, la Chiesa assumerà il suo aspetto perfetto allorché realizzerà l'unione delle diverse denominazioni cristiane e la convergenza fra Chiesa e Stato.