La chiesa di San Giovanni Battista è la chiesa matrice di Fasano, in provincia di Brindisi.

Storia La chiesa fu costruita sopra un “antico tempietto”, demolito intorno al 1330 per dare spazio a una struttura sacra più grande e degna della città, e fu dedicata a san Giovanni Battista, patrono della città. Venne aperta al culto nel corso del Seicento, dopo lunghi lavori di costruzione, con rifacimenti e decorazioni eseguiti anche in epoche successive.

Il campanile Il campanile, a sinistra della facciata, è alto 34 metri; è a base quadrata con tre piani, in stile barocco su disegno di Magaletti. Fu ultimato nel 1763 con un coronamento a cipolla, poi distrutto da un fulmine il 15 febbraio 1897: vennero quindi demoliti il secondo piano e il coronamento e furono iniziò la ricostruzione, che prevedeva una struttura più alta e massiccia, mai completata. Al suo interno sono custodite ben 9 campane, tra cui il cosiddetto "campanone" del 1763, dedicato alla Beata Vergine Immacolata e a San Nicola di Bari.

Esterno La facciata, in stile tardo-rinascimentale, è di tufo locale, divisa in tre sezioni da due ordini di semicolonne arricchita da 4 nicchie e da un rosone ricco di decorazioni, molto somigliante a quello della chiesa di San Domenico in Monopoli; infatti, le facciate delle due chiese presentano varie analogie. Il timpano è sormontato dalla statua in pietra di San Giovanni Battista, patrono di Fasano. Al culmine delle semicolonne sono, partendo da sinistra, le statue di San Francesco d'Assisi, San Nicola di Bari, un Santo Vescovo (Sant'Agostino?) e San Francesco da Paola. Il portale principale è interamente in pietra ed è formato da un telaio dalle forme classicheggianti, con ai lati due semicolonne poste su plinti. L'architrave è sormontata da un timpano, con al centro un bassorilievo della Madonna Odegitria con due cherubini ai lati. Sul portale è l'iscrizione "POPVLI CLERIQUE MAGNIFI-CENTIA EXTRVCTVM 1600", che attesta l'apertura al culto. Nello stemma al di sotto del rosone sono presenti il Faso e l'Agnello posti sotto la croce dei cavalieri di Malta, feudatari della terra, ai quali spettavano sia i poteri civili che quelli ecclesiastici. Il faso e l'agnello stanno a significare il forte volere della città (faso) e del clero cittadino ("Agnus Dei" da attribuire a San Giovanni Battista, in quanto titolare della terra e della chiesa priorale collegiata) di questo importante luogo di culto.

Interno La chiesa è lunga circa 53 metri, larga 12 e alta 13. L'interno è a croce latina a tre navate suddivise da pilastri, con doppio transetto. All'incrocio tra la navata centrale e il primo transetto, sorretta da quattro pilastri, la cupola ovoidale è alta circa 20 metri, con un diametro di 8. Ai margini della cupola, sulla volta della navata centrale, si conservano gli affreschi con Aronne che sacrifica il toro, Innocenzo III che compie il sacrificio eucaristico, Gesù che consegna le chiavi a Pietro, Mosè che riceve le tavole della legge. Le tele di artisti locali sono collocate lungo "i resti" degli altari laterali, nella cappella del Santissimo Sacramento e in sagrestia. Al di sopra del presbiterio si trova il cosiddetto "Cappellone", che ospita le canne dell'organo e, al centro, la statua della Madonna di Pozzo Faceto. Nelle decorazioni sono presenti lo stemma cittadino con la croce di Malta e raffigurazioni dell'Agnello, simbolo di San Giovanni Battista. Il pavimento di marmo, del 1910, copre i resti dell'antico cimitero: sotto la chiesa si trovano numerose camere sepolcrali. Al posto delle navate laterali, in origine si trovavano delle cappelle affidate a famiglie nobili o a confraternite, delle quali si conservano alcune tele ottocentesche di artisti locali e un grande altare ligneo, ricco di sculture e decorazioni, dove si racconta che i fasanesi si recavano a pregare la Vergine durante le invasioni turche.

Tra gli arredi musicali vi sono due organi a canne: uno realizzato negli anni 1960-1970 dalla ditta organaria "Ruffatti", a due tastiere e una pedaliera, collocato sul "cappellone" sopraelevato; l'altro realizzato nel 1914-15 dalla ditta "Petillo", collocato nell'oratorio/cappella del Santissimo Sacramento.

Restauro Gli ultimi lavori di restauro della chiesa sono stati fatti dal 1967 al 1970, sia per le modifiche dettate dal Concilio Vaticano II, sia per riportare alla vista le antiche cornici architettoniche della chiesa. Con questi interventi è stata cancellata gran parte delle stratificazioni storiche e artistiche e l’edificio ha perso quasi del tutto l'aspetto barocco.

Titoli ed Esercitazioni È attualmente chiesa parrocchiale. La chiesa matrice ha inoltre il titolo di chiesa priorale, in quanto vi esercitavano la giurisdizione ecclesiastica i balì di Santo Stefano, priori dell'Ordine di Malta: il balì o il suo vicario generale avevano diritto al seggio quando presiedevano alle cerimonie religiose più rilevanti.

Bibliografia Giuseppe Sampietro, Fasano, indagini storiche rielaborazione di Angelo Custodero; Vecchi e C., Trani 1922 ristampa anastatica Schena, Fasano 1979. Gianni Custodero, Fasano è così; Schena Editore, Fasano 1960 - 2ª edizione 1995. A.A.V.V. Fasano, Guida turistica; Faso editrice, Fasano 2004. Il Faso e l'Agnello. Fasano nella storia della sua chiesa Marice, a cura di A. LATORRE, Fasano, Schena 2012, 464 pp. Tavv. A col. e b.n.

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