San Maurizio o Villa San Maurizio (San Mavrési in dialetto reggiano, S. Mauritii in Suburbiis Regii in latino) è una ex villa del comune di Reggio Emilia, oggi quartiere della periferia orientale della città.
Collocato sulla via Emilia a levante della città di Reggio, ha ospitato sul suo territorio il frenocomio di San LazzaroIl San Lazzaro divenne parrocchia a sé stante l'8 dicembre 1967, stralciata da San Maurizio e, in minima parte, da Ospizio e Sant'Alberto. Eretta con il titolo di priorato fu affidata ai frati Cappuccini fino al 1983. e ha dato i natali al poeta Ludovico Ariosto.
Geografia fisica San Maurizio sorge a 3,7 km a est del centro storico di Reggio, nel punto in cui il torrente Rodano è attraversato dalla via Emilia. La parte della villa posta a sud della ferrovia Milano-Bologna è stata in gran parte urbanizzata, mentre quella posta a settentrione conserva ancora una forte vocazione agricola.
A nord della via Emilia, tagliata in due dalla tangenziale nord, è situata la località agricola di Villa Curta, un villaggio di case sparse immerso nella campagna. Caratterizzato da piccole e medie aziende agricole è luogo di produzione del celebre formaggio Parmigiano-Reggiano. La produzione e la vendita del celebre prodotto alimentare sono realizzate in un caseificio sociale situato a est del Campovolo e in un caseificio posto in località Ritiro.
L'ambito pullula di numerosi corsi d'acqua, la maggior parte canali di bonifica gestiti dal Consorzio di Bonifica dell'Emilia Centrale: il principale corso d'acqua è il torrente Rodano, il cui principale affluente è il rio Ariolo. Insieme lambiscono il complesso del Mauriziano, dimora dell'Ariosto, la chiesa parrocchiale e l'ex ospedale psichiatrico San Lazzaro. Sono inoltre presenti due importanti canali costruiti nella prima metà del Novecento: il canale di Calvetro, che segna il confine, a nord, con Gavassa e il canale di San Maurizio che collega il Rodano con il fiume Secchia a Rubiera. Altri corsi d'acqua minori sono la fossetta Marciocca, il canalino di San Maurizio, il condotto Varana, il condotto Ariosto, la fossetta di Villa Curta e il canale di via Emilia Est.
Confina a est con Masone e Roncadella, a sud con Gavasseto, a ovest con Buco del Signore, Pappagnocca, Villaggio Stranieri-Bazzarola, Reggio Emilia e Reggio Emilia e a nord con Gavassa.
Storia In epoca romana, presso l'attuale abitato, sorgeva la necropoli di Regium Lepidi, a testimonianza di ciò furono rinvenuti in zona numerosi reperti funebri di quell'epoca nonché materiali di derivazione dell'acqua, risalenti al Basso Impero o all'epoca alto-medievale. Il posto era conosciuto anche come Castrum Rhodani già dal 1021. Infatti, proprio nei pressi della chiesa, subito a sud dell'incrocio fra la via Emilia e l'attuale via Cesare Lombroso, era situato l'antico castello del Rodano che era di proprietà del monastero di San Tommaso di Reggio.
Il toponimo San Maurizio è citato per la prima volta nel 1126 anche se la fondazione della chiesa parrocchiale risale probabilmente al secolo prima ed era soggetta alle decime della basilica di San Prospero di Reggio. L'edificio fu ristrutturato nel 1770 e nuovamente nel 1800 a causa dei danni riportati dalla chiesa dovuto allo scontro fra le truppe napoleoniche e quelle austriache. Si dice che la palla di cannone conficcata a margine dell'immagine raffigurante il martirio di san Maurizio posta sulla facciata della chiesa risalga proprio a quegli scontri bellici.
La villa di San Maurizio e del Castello di Rodano era documentata, nel 1447, come comune autonomo. In quel periodo era citato in loco anche un cosiddetto "ponte Pelato" o "ponte Piatto" ripristinato nel XIII secolo e ampliato da Sigismondo Malaguzzi, cugino di Ludovico Ariosto. Può essere che il ponte in questione riguardi l'attraversamento del cavo Rodanello, un piccolo rigagnolo oggi tombato posto a ponente del complesso dell'ex ospedale San Lazzaro, e non il più importante torrente Rodano posto a ridosso della chiesa. Le cronache riportano, tuttavia, che nel 1326 a ridosso di questo ponte l'esercito guelfo inferì enormi danni agli abitanti di San Maurizio. Altri scontri nei pressi del ponte si svolsero nel 1345, in cui venne cacciato il marchese Niccolò d'Este che si stava portando verso Reggio e nel 1409 quando gli Este vennero alla riconquista di Reggio. Nel 1648 gli abitanti di San Maurizio furono depredati dall'esercito francese, di stanza a Reggio.
Nel 1814 la villa fu teatro di uno scontro armato tra le truppe franco-italiane, guidate dal generale Filippo Severoli, e quelle austro-napoletane, le quali miravano a occupare Reggio. Lo scontro volse in favore dei secondi che riuscirono a impadronirsi della città. Durante lo scontro, una palla di cannone andò a conficcarsi nella facciata della chiesa di San Maurizio, che si trovava proprio nel mezzo del campo di battaglia. Ancora oggi è possibile ammirare il residuato bellico posto accanto al grande affresco che orna la facciata dell'edificio.
Di fronte alla chiesa, a sud della via Emilia, sorge l'antico mulino di San Maurizio, risalente al Medioevo e operativo sino al XX secolo. Ottenuto da Valerio Malaguzzi Valeribisnonno dell'Ariosto da parte materna nel 1438, rimase di proprietà dei Malaguzzi fino al XIX secolo. I Malaguzzi, parenti di Ludovico Ariosto da parte materna, erano proprietari di diversi poderi e fabbricati a San Maurizio. Fra questi, oltre al mulino, figurava anche la villa del Mauriziano, soggiorno estivo di Ariosto per diversi periodi. Questa dimora venne menzionata dal sommo poeta nei versi 115 e 123 della IV Satira. Di probabile fondazione tardo-medievale include diversi dipinti risalenti al periodo fra il XVI e il XVIII secolo. I Malaguzzi erano originari di Reggio e la loro origine risalirebbe al 1144 quando un medico, tale Malaguzza, funse da garante in un atto fra i cavalieri templari e i canonici del Duomo di Reggio. Ludovico Ariosto è primogenito di Daria Malaguzzi figlia del medico Gabriele Malaguzzi, a sua volta coniugato a Taddea, figlia del conte Valerio Valeri di Parma.
A San Maurizio era presente anche il complesso degli Istituti ospedalieri neuropsichiatrici San Lazzaro, attivo per diversi secoli dapprima come lebbrosario e poi come manicomio e ospedale psichiatrico. Collocato fra la via Emilia e la ferrovia Milano-Bologna è stato chiuso con la legge Basaglia del 1978. Da allora ha ospitato diverse residenze psichiatriche, poliambulatori e uffici direzionali dell'ASL di Reggio Emilia, ancora oggi in funzione. Dagli anni 2000 è, inoltre, sede dell'omonimo campus universitario dell'Università di Modena e Reggio Emilia. Il plesso subì diversi danni a causa dei bombardamenti alleati avvenuti durante l'ultima fase della seconda guerra mondiale, in quanto adiacente alla ferrovia statale e all'aeroporto. Dagli anni 2000 il complesso dell'ex San Lazzaro è al centro di un progetto di rigenerazione urbana, tuttora in corso.
La frazione cessò di essere una zona prettamente agricola a partire dal secondo dopoguerra, complice anche la vicinanza al centro urbano di Reggio che aveva già assorbito la vicina Villa Ospizio e il Villaggio Stranieri. Da allora tutta la fascia a ridosso alla via Emilia si riempì di abitazioni, aree commerciali e industrie, fra cui RCF (oggi trasferita in toto a Mancasale) e Max Mara. Prima di allora le uniche aree residenziali erano collocate nelle piccole borgate di Venezia, Ancona e presso le cosiddette Case Vecchie (o Case Operaie) sulla via Emilia verso Masone. In questi borghi sorsero, da inizio Novecento, le prime cooperative di consumo poi diventate centri di aggregazione sociale in parte ancora oggi esistenti.
San Maurizio si caratterizza come una zona mista che alle residenze affianca aree produttive, terziarie e una vasta zona agricola che comprende le località rurali di Villa Curta, della Grastella e di Campo Alto. Permangono tuttavia importanti poli di aggregazione sociale. A livello di quartiere, testimone dell'associazionismo nato sulle ceneri dei circoli cooperativi di natura socialcomunista, è il centro sociale Venezia il quale, posto nell'omonima località, mette a disposizione dei soci strutture per il tempo libero nelle quali organizzare attività ricreative, culturali e sportive. Fra queste anche un'aula studio per gli studenti della vicina università. L'altro polo di aggregazione fa capo alla parrocchia, oggi parte dell'Unità pastorale Giovanni Paolo II. La parrocchia si contraddistingue per la forte vocazione sportiva: dal 1987 è attiva l'ASD San Maurizio, società sportiva parrocchiale di pallavolo. A San Maurizio sono presenti anche centri aggregativi di livello cittadino, incentrati soprattutto sulla danza sportiva e il benessere fisico. In futuro, presso il Campus San Lazzaro, si svilupperà l'attività sportiva per la sede di Reggio legata al CUS Modena.
San Maurizio ha dato i natali al poeta e cantante dialettale Gaudio Catellani (1952-2019), che raggiunse l'apice del successo negli anni novanta quando era a capo della band dialettale Trietto. Alla sua frazione natia Catellani aveva dedicato la canzone San Mavréssi.
Il quartiere rappresenta uno snodo importante della viabilità cittadina in quanto punto di congiunzione fra la via Emilia per Modena e il sistema tangenziale di Reggio Emilia.
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiesa parrocchiale di San Maurizio. La chiesa parrocchiale, da cui deriva il nome della Villa, è nota dal 1059. Incastonata nella facciata c'è una palla di cannone, ricordo dello scontro avvenuto tra le truppe napoleoniche e austriache nel 1814. Oratorio della B.M. Vergine della Ghiara dei Conti Malaguzzi, presso villa Adele. Oratorio di Sant'Antonio di Padova, località Villa Curta. Maestà di via Gattalupa, località ex Fornace Curti.
Architetture civili Il Mauriziano. Fu la residenza dove Ludovico Ariosto abitò per lunghi periodi durante la sua funzione di governatore di Reggio. È una villa quattrocentesca a cui si accede direttamente dalla via Emilia percorrendo il lungo viale alberato d'ingresso di pioppi cipressini. Particolarmente interessanti sono il Camerino dei Poeti, il Camerino degli Orazi e Curiazi e il Camerino dell'Ariosto, con alcuni pregevoli affreschi del XVI secolo. Villa Adele, via Montagnani Marelli Casino Curti e complessi rurali adiacenti, via Carlo Ruini La Grastella, via Jacopo Zannoni ex cantina sociale di San Maurizio, via Louis Pasteur
Siti archeologici
Lapidi romane, via Augusto Tamburini
Aree naturali
Giardini e ville
Villa del Mauriziano, con parco e fattoria didattica Giardino privato di Villa Adele-Malaguzzi
Parchi
Passeggiata naturalistica del torrente Rodano (greenway) Area di riequilibrio ecologico Rodano-Gattalupa Parco storico del San Lazzaro
Il quartiere è dotato di altre aree verdi minoriAltri piccoli parchi attrezzati sono collocati nelle vie: Angelo Cocconcelli, Abruzzo, Gattalupa, Giovanni Treccani, Pierre e Marie Curie, Cirillo Monzani e Augusto Tamburini.
Società L'ambito territoriale di San Maurizio, dopo una crescita di popolazione importante avvenuta fino agli anni 2000, fra il 2014 e il 2019 ha visto diminuire la popolazione del 2,54% portandosi oggi a circa 3 800 residenti. Vi è un indice di vecchiaia poco più alto rispetto al dato generale del comune (143,57 contro 137). Il tasso di natalità è, invece, sui valori della media comunale (8,35 contro 8). Il numero di componenti medi a nucleo famigliare è uguale a quello del comune (2,2 componenti a nucleo). La presenza di cittadini stranieri è sensibilmente inferiore al dato generale della città ed è pari all'11,8% (contro il 16,4% a livello comunale). Le prime tre nazionalità non italiane presenti sul territorio provengono da: Cina, Romania e Albania.
Tradizioni e folclore
Sagra di san Maurizio M., domenica precedente (o successiva) il 22 settembre Sagra di sant'Antonio di Padova, in località Villa Curta
Istituzioni, enti e associazioni