La Prima Categoria 1909-1910 è stata la 13ª edizione del massimo campionato italiano di calcio, disputata tra il 7 novembre 1909 e il 29 maggio 1910 e conclusa con la vittoria dell', al suo primo titolo.

I nerazzurri, fondati appena due anni prima, sconfissero nello spareggio la al termine del primo campionato a girone unico disputato in Italia, formula che sarebbe stata introdotta stabilmente solo venti anni dopo.

Stagione Il torneo fu il tredicesimo campionato italiano di calcio organizzato dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC).

Novità L'Ausonia prende parte per la prima volta al campionato.

La grande riforma Nell'agosto 1909 l'Assemblea annuale della Federazione tenutasi a Milano mise in atto una storica rivoluzione nel campionato. Ispirandosi al modello della First Division britannica, vennero abolite le eliminatorie regionali istituendo un girone unico per l'assegnazione del titolo nazionale. La formula era molto semplice, perché ogni squadra avrebbe incontrato ogni sua avversaria due volte, una giocando in casa ed una in trasferta. Il risultato fu un drastico aumento delle gare e l'inizio del torneo in autunno. Escluse le formazioni del Veneto reduci da prestazioni fallimentari, vennero ammesse al torneo dieci squadre del Triangolo industriale, cioè le nove dei due campionati della precedente annata più i milanesi dell'Ausonia, accettata in virtù dei buoni risultati conseguiti nelle ultime amichevoli; tuttavia, la defezione del Piemonte per motivi economici, logistici e soprattutto sportivi, lasciò il torneo zoppo.Corriere della sera, 24 ottobre 1909, p. 3.

Nell'Assemblea federale del 1909 si decise inoltre di unificare i due tornei federale e italiano in un solo campionato nazionale a girone unico, pur continuando ad assegnare i due riconoscimenti di Campione Federale, promosso dopo la passata stagione a titolo assoluto di "Campione d'Italia", e di Campione Italiano, retrocesso invece a titolo "minore". Secondo l'articolo 2 del Regolamento dei Campionati della FIGC promulgato a Milano l'8 agosto 1909 (esattamente 3 mesi prima dell'inizio):

La suddivisione tra un campionato federale aperto a tutti e uno italiano riservato ai soli giocatori italiani, che caratterizzò le due stagioni precedenti, non fu, dunque, abolita de iureCome fece notare la Lettura Sportiva di Torino, «la famosa divisione netta, recisa, distinta delle prove di campionato in due categorie, federale e italiano, formalmente viene eliminata: non ne sussiste che la veste superficiale, la forma apparente per accontentare la maggioranza...» (Chiesa, p. 24). in quanto, pur disputandosi un unico torneo, vennero assegnati due titoli distinti. A chiarire il regolamento è un articolo del Corriere della sera datato 24 ottobre 1909:

A tal proposito, infatti, il settimanale Foot-ball, rivista ufficiale della FIGC, indicava ogni settimana con un asterisco «le squadre che partecipano al campionato italiano», cioè Pro Vercelli, USM, Doria e Ausonia, composte unicamente da italiani: la migliore classificata tra le quattro iscritte in base agli scontri diretti avrebbe vinto il titolo di campione italiano. Contrariamente a quanto stabilito nel 1908 e nel 1909, era dunque il campione federale a essere riconosciuto come "Campione d'Italia", mentre il titolo italiano assunse un valore secondario e venne per giunta disconosciuto a posteriori.Chiesa, pp. 24-25.

Formula Il campionato si giocò a girone unico.

Avvenimenti Il primo torneo a girone unico fu caratterizzato da un serrato testa a testa fra l' e i campioni in carica della , risolto da uno dei più controversi esiti nella storia del calcio nostrano. Dopo un brutto inizio, la formazione nerazzurra infilò una striscia record di undici successi consecutivi, ma un'inattesa sconfitta contro il avvenuta il 3 aprile 1910 precluse matematicamente ai meneghini la possibilità di sorpassare in classifica i vercellesi (già sicuri vincitori del titolo di "campione italiano"). Il 10 aprile l'Inter batté il per 7-2 e agganciò la Pro Vercelli in testa alla graduatoria, rendendo necessario uno spareggio per l'assegnazione del titolo federale. In virtù dell'articolo 8 del regolamento federale, che stabiliva che lo spareggio si sarebbe tenuto «sul campo della società che conterà al suo attivo il numero maggiore tra le porte fatte e perdute» (cioè con la miglior differenza reti), i piemontesi ottennero che la partita si svolgesse proprio a Vercelli.Il regolamento può essere consultato qui. Vedasi anche Foot-ball del 21 aprile 1910, p. 1 che afferma testualmente che il match si sarebbe svolto «sul campo di quella (Pro Vercelli) che aveva al suo attivo un maggior numero di goals netti (ossia sottratti da quelli guadagnati quelli subiti)». Nel caso lo spareggio fosse finito in parità sarebbe stato ripetuto in campo neutro.

Le controversie cominciarono quando la Federazione dovette stabilire la data della sfida: poiché il 5 e l'8 maggio si sarebbero tenuti dei match preparatori per l'esordio della Nazionale italiana del 15 maggio contro la Francia,Chiesa, p. 25. divenne necessario far giocare lo spareggio quando ancora si dovevano recuperare alcune gare di campionato ormai ininfluenti. Rimanevano, quindi, solo tre domeniche disponibili: il 17 aprile, il 24 aprile e il 1º maggio. Il 10 aprile, appena ottenuta la certezza matematica dello spareggio, il presidente vercellese Luigi Bozino comunicò alla FIGC la sua opposizione alle prime due date e richiese la disputa della gara al 1º maggio per motivi organizzativi: il giorno 17, infatti, vari giocatori della Pro Vercelli erano occupati in una competizione studentesca organizzata dal giornale milanese il Secolo,Vito Galasso, Il romanzo della grande Inter, Newton Compton Editori, Roma, 17 novembre 2016. mentre il giorno 24 era in programma un torneo tra squadre militari indetto anch'esso dal Secolo, a cui la Pro doveva fornire 3 giocatori: Fresia, Felice Milano e Innocenti. I piemontesi, inoltre, erano in trattativa con l'Ausonia per disputare, sempre il 24 aprile, un'amichevole a Caresana in occasione della festa patronale.Internazionale F.C., buona la seconda, calcioromantico.com La Pro Vercelli ricevette, quindi, assicurazioni verbali sul buon esito della richiesta dal presidente della Federazione Luigi Bosisio, sebbene la decisione finale riguardo alla data dello spareggio non spettasse direttamente a lui ma al Consiglio federale. L'Inter, però, manifestò l'11 aprile il suo rifiuto alla doppia posticipazione dell'incontro: i nerazzurri, infatti, fecero presente che dal 1º maggio dovevano disputare una tournée calcistica in Toscana ed Emilia,Filippo Grassia, Gianpiero Lotito. Inter. Il calcio siamo noi, p. 190. e che due calciatori, Zoller e Fossati, avrebbero avuto degli impedimenti lavorativi.Chiesa, p. 26.

La svolta in questa situazione di impasse giunse il 17 aprile, quando nessun calciatore della Pro Vercelli partecipò al succitato torneo studentesco. Nonostante i campioni in carica si giustificassero, sostenendo che fu il preside dell'Istituto Tecnico di Vercelli a osteggiare la presenza dei ragazzi alla manifestazione in assenza di una speciale autorizzazione dei genitori,Chiesa, pp. 25-26. il Consiglio federale sospettò che la posticipazione dello spareggio fosse stata chiesta dai vercellesi solo per consentire ai propri elementi un maggior riposo e per recuperare alcuni atleti acciaccati, decidendo il 19 aprile di programmare la gara per il giorno 24 e per il 1º maggio l'eventuale ripetizione da giocare in caso di pareggio. In effetti, un"ultim'ora" del 21 aprile pubblicata da Foot-Ball, la rivista ufficiale della FIGC, riportò che alcuni dirigenti della Pro, in visita a Milano presumibilmente per fare «pratiche per il rinvio del match», avevano confermato che un paio di giocatori vercellesi (Rampini e Corna) sarebbero stati indisponibili per motivi di salute.Foot-ball del 21 aprile 1910, p. 1 .

Il presidente Bozino, dopo aver proposto invano all'Inter di disputare lo spareggio il 1º maggio a Milano, si mantenne sulle sue posizioni ed annunciò il 23 aprile che aveva deciso in segno di protesta di schierare la formazione giovanile composta da ragazzini dagli undici ai quindici anni. I nerazzurri, invece, rispettando gli ordini della Federazione, giocarono con la prima squadra ottenendo uno scontato successo e la conquista del loro primo titolo nazionale, pur fra l'ostilità e gli sberleffi dei giovani giocatori avversari, nonché dei tifosi piemontesi e dei calciatori della prima squadra vercellese presenti in tribuna. A tal proposito, sempre la rivista FIGC Foot-Ball scrisse indignata:Foot-ball del 28 aprile 1910, pp. 1-2.

Il club interista emanò poi un durissimo comunicato in cui criticò aspramente il comportamento della Pro Vercelli e dei suoi sostenitori, giudicandolo gravemente antisportivo e minacciando di dichiarare l'anno dopo forfait ad ogni partita contro i vercellesi, dalla prima squadra alle giovanili.Foot-ball del 28 aprile 1910, p. 2. Lo stesso giorno della sfida la Pro Vercelli, su suggerimento di un socio del Milan, presentò ricorso alla Federazione per la presunta posizione irregolare del giocatore nerazzurro Ermanno Aebi, cittadino svizzero ma spacciato, secondo i vercellesi, dall'Inter per italiano: se il ricorso fosse stato accolto, l'Inter avrebbe perso a tavolino Inter-Torino del 10 aprile e il titolo sarebbe stato assegnato automaticamente alla Pro. Il ricorso venne però respinto, con la motivazione che, pur essendo Aebi svizzero «è di nascita italiana e in Italia dimora dalla sua nascita – salvo una breve interruzione per causa di studio – ciò che gli permette di non cadere in incompatibilità col disposto degli articoli [del regolamento]».Chiesa, pp. 32-33.

Il 1º maggio la Federazione punì la Pro Vercelli, comminando alla società una sanzione di 200 lire e squalificando i suoi calciatori e il suo campo da gioco per l'intero anno 1910, per aver fatto giocare la quarta squadra nonostante non potesse «subordinare le gare di campionato ad altre gare indette da società o da enti privati» e per avere «incitato i suoi giuocatori a beffarsi degli avversari, dando così nessun esempio di correttezza sportiva, né verso gli avversari, né verso i propri giuocatori».Foot-ball del 10 maggio 1910, p. 1. Il successivo 8 settembre, tuttavia, si tenne a Milano una competizione podistica che sancì la pace fra nerazzurri e biancocrociati, e la FIGC concesse una riduzione di pena agli atleti vercellesi, consentendo loro di prender parte da ottobre alla nuova stagione.

Squadre partecipanti Con un asterisco sono indicate le squadre iscritte al campionato italiano.

ClubDettaglio Città Stadio Stagione precedente*dettagliGenovaCampo sportivo della Cajenna Eliminatorie liguri del camp.federale di 1ª Cat. Semifinale liguria-piemonte del disconosciuto camp.italiano*dettagliMilanoCampo AcquabellaEliminata nel gir.milanese di Terza CategoriadettagliGenovaCampo sportivo di San GottardoSemifinale ligure-piemontese del camp.federale di 1ª Cat.dettagliMilanoCampo di Ripa Ticinese3º posto nel girone lombardo del camp.federale di 1ª Cat.dettagliTorinoStadio di Corso Sebastopoli Primo turno cittadino nel girone piemontese del camp.federale di 1ª Cat. Vincitrice del disconosciuto camp.italianodettagliMilanoCampo Milan di Porta Monforte2º posto nel girone lombardo del camp.federale di 1ª Cat.*dettagliVercelliCampo piazza Conte di TorinoCampione d'ItaliadettagliTorinoCampo di Piazza d'ArmiSecondo turno elim.piemontese del camp.federale di 1ª Cat.*dettagliMilanoCampo Cascina MojettaFinalista del campionato federale di 1ª Cat. Finalista del disconosciuto camp.italiano

Classifica finale Pos.SquadraPtGVNPGFGSDR 1.251612135526+29 2.251612134615+31 3.18168262920+9 4.17168174530+15 4.17167363123+8 6.13166192436-12 6.13166193553-18 8.111651101840-229.51605111654-42

Legenda:       Campione Federale (Campione d'Italia).

Note: Due punti a vittoria, uno a pareggio, zero a sconfitta. Pari merito in caso di pari punti.