Il Partito Giustizialista (, PJ) è un partito politico di orientamento peronista e populista dell'Argentina, fondato nel 1947 da Juan Domingo Perón come Partito Peronista. Assunse l'attuale denominazione nel 1964.
Per gran parte del XX secolo è stato assieme all'Unione Civica Radicale uno dei principali partiti politici argentini creando una sorta di bipartitismo. L'ideologia del partito è il justicialismo (giustizialismo). I governi peronisti vennero travolti per ben due volte da golpe di militari e il partito venne messo al bando per ben due volte dai militari. Il giustizialismo vinse la Presidenza della Nazione Argentina: Juan Domingo Perón (1946 e 1952), Héctor José Cámpora (1973), Juan Domingo Perón (nuovamente nel 1973), Carlos Menem (1989 e 1995), Néstor Carlos Kirchner (2003) e Cristina Fernández de Kirchner (2007 e 2011).
Nel 2003 il partito subisce una scissione: la sinistra del partito si riunisce assieme ad altri movimenti socialisti e socialdemocratici nella fazione e coalizione Frente para la Victoria di Néstor Kirchner e di sua moglie Cristina Fernández, altri esponenti più a destra danno vita a Proposta Repubblicana e Fronte Giustizialista. Solo negli anni 2020 i kirchneristi rientrano nel partito.
Storia
Il Gruppo Ufficiali Uniti Precedente storico del PJ può essere considerato il GOU (Grupo de Oficiales Unidos), fondato nel 1943, organizzazione clandestina di militari contrari al governo di Ramón Castillo, espressione del cosiddetto decennio infame. Tra i fondatori del GOU vi furono Miguel A. Montes, Urbano de la Vega e lo stesso Perón.
Il GOU ebbe parte attiva nell'organizzazione del colpo di Stato militare del 1943.
Il Partito Laburista Il colonnello Perón nel novembre 1943 era divenuto segretario del Departamento nacional del Trabajo (ministro del lavoro) in un governo di militari, e in questa veste ottenne larghissimo appoggio dai sindacati operai, da lui favoriti con una vasta politica di concessioni. Quando fu arrestato nell'ottobre 1945 ci fu in suo sostegno la cosiddetta “marcia dei descamisados". Rilasciato poco dopo, fondò, con il sostegno dei sindacati della CGT il Partito Laburista.
Le due presidenze Perón
Il sostegno popolare portò Perón a essere eletto presidente dell'Argentina nel febbraio 1946, con l'appoggio anche dei sindacati e della Chiesa cattolica. Perón era appoggiato dal Partito Laburista, da Luis Gayguidato dell'Unione Sindacale Argentina, dall'Unione Civica Radicale Giunta Rinnovatrice - composta da esponenti dell'UCR vicini a Perón - e dal Partito Indipendente, conservatori.
Nel novembre 1946, dal Partido Laborista, Peron fondò il "Partito Unico della Rivoluzione" che fu chiamato dal gennaio 1947 "Partito Peronista". Nel dicembre 1947 si tenne il primo congresso nazionale del partito. Il Partito Indipendente entrò presto, a far parte del Partito Peronista.
La moglie Evita fu la promotrice il 26 luglio del 1949 della fondazione del Partito Peronista Femminile, di cui fu primo presidente fino al 1952. Al partito fu garantito il 33% degli incarichi ottenuti dal peronismo, mentre un altro 33% andava a esponenti del sindacato.
Perón perseguì una politica sociale a sostegno della classe operaia. Espanse il numero di lavoratori iscritti al sindacato e contribuì a rafforzare la Confederazione Generale del Lavoro (CGT). Definì questa come la «terza posizione» tra il capitalismo e il comunismo, essendo dichiaratamente anti-americano e anti-britannico da un lato e anticomunista dall'altro. Perón spinse molto anche verso l'industrializzazione del paese;
Nel 1952 Perón ottenne la rielezione alla presidenza, ma venne criticato, sia dai sindacati sia dalla Chiesa, per le limitazioni alla libertà di espressione, in particolare degli intellettuali che criticavano la difficile situazione economica. Nel 1955 Perón fu costretto da un colpo di Stato militare autodefinitosi "Revolucion Libertadora" ad abbandonare l'Argentina e il partito venne bandito dalla vita politica argentina, e non ammesso alle elezioni. Perón continuò a guidare il movimento peronista dall'esilio in Spagna.
Nel 1964 Perón ordinò la creazione di un nuovo partito, chiamandolo per la prima volta "Partido Justicialista".
Solo nelle presidenziali del 1973 furono riammessi i peronisti, per la prima volta con la lista del partito giustizialista, ma non Peron. Il 13 marzo fu così eletto presidente Héctor José Cámpora che revocò il bando per il generalisimo e si dimise convocando nuove elezioni. Peron ritornò dall'esilio in Spagna e in giugno venne rieletto presidente. L'anno successivo, però, morì e venne sostituito dalla moglie Isabel, che era stata eletta vicepresidente.
Nel 1976, Isabel venne deposta da un colpo di Stato militare. I militari governarono il paese fino al 1983, quando si ritornò alla democrazia.
Il dopo-dittatura Alle elezioni del 1983 il PJ venne battuto dall'Unione Civica Radicale, un tradizionale partito argentino liberale di centro-sinistra, e Raúl Alfonsín divenne il nuovo Presidente. Nel 1985 Isabel Perón lasciò la presidenza del partito.
Nel 1989 Carlos Menem, nuovo leader giustizialista, venne eletto presidente. Dopo una modifica della costituzione, che impediva la rielezione, Menem ottenne un secondo mandato. Menem guidò l'Argentina fino al 1999, si fece portatore di una politica neo-liberista, che allontanò il PJ dalle tradizionali posizioni di populista e solidarista.
Alle politiche del 1999 il PJ fu battuto dall'"Alleanza per il Lavoro, la Giustizia e l'Educazione", composta dall'UCR e dal Frepaso, composto a sua volta da socialdemocratici, democristiani e peronisti di sinistra, che avevano abbandonato il PJ in polemica con la linea liberista di Menem. L'Alleanza ottenne anche la vittoria del proprio candidato alle presidenziali, il radicale Fernando de la Rúa. De la Rua, però, fu costretto a dimettersi nel 2001, a causa delle manifestazioni popolari per la difficile situazione economica. Dopo presidenti ad interim durati pochi giorni (Ramón Puerta, Adolfo Rodríguez Saá, Camano, tutti di nomina parlamentare, fu Eduardo Duhalde a portare il paese alle elezioni generale dell'aprile 2003.
La fine dell'unità peronista Alle elezioni presidenziali del 2003, il PJ non presentò alcun candidato ufficiale alla presidenza della Nazione. Vi furono, però, ben tre peronisti, sui sei totali, a contendersi la presidenza: Menem, Adolfo Rodríguez Saá e Néstor Kirchner, peronista di sinistra, sostenuto dal Fronte per la Vittoria. Menem e Kirchner andarono al secondo turno e quest'ultimo risultò vincitore, dopo il ritiro di Menem al ballottaggio.
Alle legislative del 2005, il PJ ufficiale ottenne alla Camera appena il 6,75 dei voti ed elesse 9 deputati. Il deludente risultato fu dovuto alla presenza di altre due formazioni politiche entrambe "peroniste": il Fronte per la Vittoria, giustizialisti di sinistra, di Kirchner (29,9%) e il Fronte Giustizialista, centro-destra, di Duhalde e Rodríguez Saá (3,9%).
L'ex presidente Néstor Carlos Kirchner è divenuto presidente del partito nel 2008 e lo rimase fino al 2010. Tra le prime proposte di Kirchner come presidente del PJ è la fuoriuscita del partito dall'Internazionale Democratica Centrista e l'ingresso nell'Internazionale Socialista che ha come scopo di integrare il PJ all'interno del Socialismo dell'America Latina. Il progetto è in fase di trattativa ed è stato accolto favorevolmente da numerosi peronisti e dai dirigenti di numerosi partiti socialisti latino-americani. A seguito della sconfitta nel distretto della provincia di Buenos Aires alle elezioni parlamentari del 2009 Kirchner lascia la presidenza del partito ed è sostituito dal suo braccio destro Daniel Scioli. La morte di Kirchner nel 2010 ha indebolito la sua corrente (Kirknherismo o peronismo "K") a favore delle altre tendenze. Situazione attuale In vista delle elezioni presidenziali del 2011, le fratture all'interno del partito indicano una definitiva divisione con il peronismo "K" (nel "Fronte della Vittoria" che candideranno il presidente uscente, Cristina Kirknher che è stata rieletta, e il "Peronismo federal", all'opposizione, che negli anni ha raccolto le principali forze dissidenti, da Eduardo Duhalde ai fratelli Adolfo e Alberto Rodríguez Saá, oltre a Juan Carlos Romero, Felipe Solá e Francisco de Narvaez. A questa fazione è anche molto vicino Carlos Reutemann che, lasciato il partito, ha fondato nel 2009 un movimento locale Santa Fe Federal col quale è stato eletto nuovamente senatore.
Ideologia Il manifesto peronista del 1950 I 20 punti del "Manifesto del Partido justicialista" furono enunziati nel 1950 da Perón.
L'"eclettismo" del movimento peronista Il PJ dalla propria fondazione al 1983 si caratterizzò per un partito populista, legato molto alla figura del proprio leader fondatore. Il PJ raccoglieva forze politiche molto diverse, basti pensare al Movimento Peronista Montonero, un gruppo paramilitare di giovani estremisti di sinistra, cacciati poi da Perón nel 1974, e all'Alleanza Anticomunista Argentina (la Tripla A), movimento paramilitare di estrema destra vicino ai movimenti neofascisti italiani e ai gruppi franchisti spagnoli.
Presidenti N° Presidente Mandato Vicepresidente(i) Note Inizio Fine 1 Juan Domingo Perón 21 novembre 1946 1º luglio 1974 2 María Estela Martínez 1º luglio 1974 21 febbraio 1985 Deolindo Bittel3 Vicente Leonides Saadi Schulz, J. S. (2014). La transformación del Partido Justicialista, 1983-1995: Desindicalización, institucionalización, clientelismo y política territorial. In VIII Jornadas de Sociología de la UNLP 3 al 5 de diciembre de 2014 Ensenada, Argentina. Universidad Nacional de La Plata. Facultad de Humanidades y Ciencias de la Educación. Departamento de Sociología. 8 luglio 1985 10 gennaio 1988 4 Antonio Cafiero Labaqui, J. (2005). La Renovación Peronista (1983-1988). Mimeo. 10 gennaio 1988 6 agosto 1990 Carlos Menem 5 Carlos Saúl Menem 10 agosto 1990 13 giugno 2001 Eduardo Menem 6 Rubén Marín 13 giugno 2001 28 novembre 2001 ad interim (5) Carlos Saúl Menem 28 novembre 2001 11 giugno 2003 7 Eduardo Fellner 11 giugno 2003 29 marzo 2004 1°: Carlos Reutemann2°: Felipe Solá ad interim - Senza presidente 29 marzo 2004 6 settembre 2005 8 Ramón Ruiz 6 settembre 2005 23 aprile 2008 Controllo giudiziario 9 Néstor Kirchner 25 aprile 2008 29 giugno 2009 Daniele Scioli 10 Daniel Scioli 29 giugno 2009 11 novembre 2009 ad interim (9) Néstor Kirchner 11 novembre 2009 27 ottobre 2010 Daniel Scioli (10)Daniel Scioli 27 ottobre 2010 8 maggio 2014 ad interim (7) Eduardo Fellner 8 maggio 2014 3 maggio 2016 1°: Jorge Capitanich2°: Antonio Caló ad interim 11 José Luis Gioja 3 maggio 2016 10 aprile 2018 1°: Daniel Scioli2°: Antonio Caló3°: Lucía Corpacci4°: Leonardo Nardini 12 Luis Barrionuevo 10 aprile 2018 2 agosto 2018 1°: Carlos Campolongo2°: Julio Bárbaro Controllo giudiziario 13 José Luis Gioja 2 agosto 2018 22 marzo 2021 Daniel Scioli 14 Alberto Fernández 22 marzo 2021 17 novembre 2024 1°: Cristina Álvarez Rodríguez2°: Axel Kicillof3°: Analía Rach Quiroga4°: Juan Manzur5°: Lucía Corpacci 15 Cristina Fernández de Kirchner 17 novembre 2024 in carica 1º: José Mayans2º: Lucía Corpacci3º: Germán Pedro Martínez4º: Mariel Fernández5º: Ricardo Pignanelli
Note
Voci correlate Fronte per la Vittoria Juan Domingo Perón Kirchnerismo Peronismo Unione per la Patria
Collegamenti esterni
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