La geografia della Sicilia e degli arcipelaghi adiacenti è caratterizzata da una vasta biodiversità e da un'ampia varietà geologica e morfologica.
Dati generali
La Sicilia è l'isola più grande del Mar Mediterraneo e la settima in Europa (EU). A nord si affaccia sul mar Tirreno, a est è divisa dalla penisola italiana dallo stretto di Messina ed è bagnata dal mar Ionio e a sud-ovest è divisa dall'Africa. Ha una forma approssimativamente triangolare i cui vertici sono: Capo Peloro (o Punta del Faro) a Messina al vertice nord-orientale, Capo Boeo (o Lilibeo) a Marsala al vertice nord-occidentale, e al vertice meridionale Capo Passero a Portopalo.
La Sicilia appartiene a due placche tettoniche: da una parte la placca africana, e nella parte nord-orientale alla placca euroasiatica. Lo scorrimento della placca africana che per subduzione si immerge sotto quella euroasiatica ha determinato la creazione dei rilievi montuosi della regione, nonché la presenza di frequenti attività sismiche sia di origine tettonica che vulcanica.
Tra 5.16 e 5.3 milioni di anni, durante il Messiniano (ultima fase del periodo Miocene), il Mediterraneo rimase isolato dall'oceano Atlantico probabilmente a causa di un aumento dell'attività tettonica. Ciò portò alla crisi di salinità: il mar Mediterraneo iniziò ad evaporare più velocemente e la concentrazione del sale aumentò. Carbonati e solfati vennero depositati in grandi quantità sui fondali e ne è rimasta traccia a lungo nelle miniere di salgemma e gesso che si possono trovare tuttora nei liberi consorzi comunali di Agrigento, Caltanissetta ed EnnaStefano Zanoli. Quando s'inaridì il Mediterraneo in TuttoScienze, 29 settembre 1999..
Un fenomeno geologico peculiare è il vulcanesimo sedimentario delle Macalube di Aragona, nel libero consorzio comunale di Agrigento. Questo raro fenomeno ha creato la cosiddetta collina dei Vulcanelli, un'area brulla, di colore dal biancastro al grigio scuro, popolata da una serie di vulcanelli di fango, alti intorno al metro. Il fenomeno è legato alla presenza di terreni argillosi poco consistenti, intercalati da livelli di acqua salmastra, che sovrastano bolle di gas metano sottoposto a una certa pressione. Il gas, attraverso discontinuità del terreno, affiora in superficie, trascinando con sé sedimenti argillosi ed acqua, che danno luogo ad un cono di fango, la cui sommità è del tutto simile ad un cratere vulcanico. Il fenomeno assume talora carattere esplosivo, con espulsione di materiale argilloso misto a gas ed acqua scagliato a notevole altezza.
Morfologia
Isole
Il territorio della Sicilia comprende anche diverse isole e arcipelaghi, quali l'arcipelago delle sette isole Eolie e Ustica a nord, e quello delle tre Isole Egadi ad ovest nonché, a sud, Pantelleria, e le Isole Pelagie. Poi vi sono altre isole minori, come le isole dello Stagnone.
Le isole Pelagie sono geograficamente legate al continente africano (in particolare Lampedusa e Lampione), ma amministrativamente fanno parte del libero consorzio comunale di Agrigento.
Infine, da un punto di vista geografico e storico costituiscono parte integrante dell'arcipelago siciliano anche Malta e le altre isole maltesi.
Orografia
È una regione prevalentemente collinare (per il 62% del territorio), mentre per il 24% è montuosa e per il restante 14% è pianeggiante (le pianure più grandi sono la piana di Catania e la piana di Gela). Il rilievo è vario: nella Sicilia settentrionale si articola nei monti Peloritani, Nebrodi e Madonie, che formano, nel loro complesso, l'Appennino siculoSono centinaia le fonti che considerano i monti della Sicilia settentrionale come "Appennino Siculo". Se ne citano qui alcune in ordine cronologico: Alfeo Pozzi L'Italia nelle sue presenti condizioni fisiche, politiche, economiche, e monumentali descritta alle scuole ed alle famiglie G. Agnelli, 1870 (pagina 84, testo consultabile su Google libri); Società italiana di scienze naturali, Atti della Società italiana di scienze naturali e del Museo civico di storia naturale in Milano, Volumi 37-38 (pagina 326); Theobald Fischer, La penisola italiana: saggio di corografia scientifica, Unione Tipografico-editrice, 1902 (pagina 312); Autori vari, Rivista geografica italiana, Volumi 77-78 edito dalla Società di studi geografici, 1970 (pagina 247) L. Vizzani L'appennino Siculo-Calabro-Lucano, in: Moderne vedute sulla geologia dell'Appennino, atti dell'Accademia Nazionale dei Lincei, 1973 (pagine 15-37); Adriana Pintori, Maribel Andreu, Adriana Pintori, Diamoci dentro!: cultura e civiltà italiana editore Univ. Autònoma de Barcelona, 1996 (pagina 138); Micaela Vissani, Regioni d'Italia dall'A alla Z Giunti Editore, 1999 (pagina 159); Giuseppe Maurici, Giuseppe Maurici Roby Manfrè Scuderi, Guide dei Monti d'Italia - Sicilia Touring Editore, 2001 (pagina 28) Touring club italiano, Sicilia: Palermo e la Conca d'oro, Agrigento, Siracusa, Catania, Taormina, gli arcipelaghi e le isole Touring Editore, 2002 (pagina 271); Domenico Ligresti, Dinamiche demografiche nella Sicilia moderna editore FrancoAngeli, 2002 (pagina 67) Ruggiero Scrofani, Turismo nautico e distretti turistici siciliani editore FrancoAngeli, 2009(pagina 99); F. Toppetti, Paesaggi e città storica. Teorie e politiche del progetto Alinea Editrice, 2011 (pagina 143). Inoltre, nel 2000, il Ministero dell'Ambiente ha incluso i monti della Sicilia settentrionale nella catena appenninica, nell'ambito del progetto "Appennino parco d'Europa". Vedi il documento dell'IUCN Territorial strategies and environmental continuity in mountain systems: the case of the Apennines (Italy) , di Roberto Gambino e Bernardino Romano., ideale continuazione dell'Appennino calabro, mentre i rilievi della Sicilia centrale e meridionale non sono compresi nell'Appennino e si articolano in monti Erei, gli Iblei e i Sicani.
I monti Erei si trovano al centro della Sicilia; su essi sorge, a 949 metri di altezza, la città di Enna. I monti Iblei si estendono invece nella fascia sud-orientale dell'isola, tra il libero consorzio comunale ragusano e quello siracusano. Nella Sicilia occidentale sorgono altri monti dall'altezza variabile, superiore ai 1.500 metri, come i Sicani, le cui cime più alte sono il monte Cammarata di 1.578 metri e la Rocca Busambra di 1.613 metri, e i monti di Palermo, che possono essere considerati una continuazione delle Madonie; essi circondano la Conca d'Oro, ai cui piedi si stende la città capoluogo di questa regione.
Si trova nelle Madonie la seconda vetta più alta dell'isola: il pizzo Carbonara (1979 metri). La maggiore vetta è infatti costituita dal massiccio dell'Etna (3340 metri nel 2011), un complesso sistema di vulcani estintiMonte Calanna, Trifoglietto I e Trifoglietto II, Mongibello Antico. su cui persiste attività vulcanica ad alta quotaMongibello recente: cratere centrale, cratere di Nord-est, Bocca Nuova, cratere di Sud-est..
Vulcani
A causa della sua posizione, a cavallo delle due importanti placche tettoniche, la regione e le isole circostanti sono interessate da un'intensa attività vulcanica. I vulcani siciliani più importanti sono: Etna, Stromboli e Vulcano.
Essi hanno la singolarità di appartenere a tre tipologie differenti: eruzioni di lave basaltiche intervallate a periodi di calma il primo; eruzioni continue, e fontane di lava, il secondo, le cui caratteristiche sono state prese come modello tipologico dagli scienziati del settore, che hanno coniato il termine tipo stromboliano per designare le attività similari dei vulcani terrestri; infine di tipo esplosivo o pliniano il terzo, caratterizzato da lunghi periodi di apparente calma ed eruzioni violente.
Tra i vulcani siciliani si considerano inoltre quello sottomarino Empedocle, attivo e situato nella zona del Canale di Sicilia oggi denominata "Banco di Graham", la cui attività eruttiva nel XIX secolo portò alla comparsa e successiva scomparsa dell'effimera Isola Ferdinandea, e quello al largo di Riposto, scoperto nel 2009 dai ricercatori della facoltà di Scienze geologiche dell'Università di Catania. Esso si troverebbe ad 80 metri di profondità, in un tratto di mare tra i paesi di Riposto e Acicastello; strutturalmente ricorda le linee dell'Etna, con uno sprofondamento che a partire dai 500 metri sotto il livello del mare continua ad inabissarsi fino ai 2500 metri di profondità. Il diametro massimo della caldera sommersa è di 20 chilometri: a paragone l'attuale Valle del Bove dell'Etna è di soli 7 chilometri.
Coste
Di forma approssimativamente triangolare, la Sicilia ebbe nell'antichità il nome di Trinacria e Triquetra. Ha una notevole estensione costiera (1.637 kmRegione Siciliana, Piano Stralcio di Bacino per l'Assetto Idrogeologico. Relazione Generale Anno 2004, p. 20.), con 1.152 km di coste dell'isola maggiore cui vanno aggiunti i 500 km circa delle isole minori: la Sicilia è la regione con il maggior numero di chilometri di costa balneabile (922,9 km) ed è, dietro la Sardegna, la regione con la più ampia estensione costiera; da sola rappresenta il 22% dell'estensione costiera dello Stato italiano, benché occupi solo l'8% della sua superficie.
Le coste settentrionali, alte e rocciose, si aprono sul Mar Tirreno con frequenti ed ampie insenature, come i golfi di Castellammare del Golfo, di Palermo, di Termini Imerese, di Patti, di Milazzo. Lingue di terra si protendono per molti chilometri sul mare, come nel caso di Capo San Vito e Capo Milazzo. Ad est la costa ionica è più varia; strette spiagge di ghiaia fin quasi a Taormina e fra la foce del fiume Alcantara e Riposto; frastagliata verso sud, con insenature e baie come quella di Giardini Naxos; laviche come ad Acireale, e di aspre scogliere basaltiche fino a Catania. L'ampio golfo di Catania presenta una spiaggia di sabbia dorata ma al suo termine la costa riprende ad essere rocciosa con una serie di fiordi tra cui quello di Brucoli. Quindi l'ampia baia di Augusta, che ospita il più grande porto commerciale della Sicilia, e il golfo di Siracusa nel quale la costa riprende ad essere sabbiosa fino quasi a Capo Passero. L'esteso litorale meridionale, caratterizzato prevalentemente da una costa bassa e sabbiosa, presenta un'unica rientranza di rilievo, il più esteso golfo dell'isola, il golfo di Gela sul quale si affacciano ben tre liberi consorzi comunali: Agrigento, Caltanissetta e Ragusa. Le spiagge del sud della Sicilia sono generalmente ampie, sabbiose e spesso dall'aspetto selvaggio, talvolta incorniciate da suggestive scogliere bianche, come nel caso di Scala dei Turchi o di Eraclea Minoa. Nel 2012 i comuni di Ispica, Lipari, Menfi, Pozzallo e Ragusa sono stati insigniti della Bandiera Blu della FEE.
Idrografia Fiumi e laghi
I fiumi siciliani sono tutti di portata ed estensione limitate. Quelli dei Nebrodi, delle Madonie e dei Peloritani a nord vengono chiamati fiumare, e sono a carattere torrentizio in quanto d'estate sono quasi perennemente in secca. Gli unici corsi d'acqua che raggiungono delle dimensioni apprezzabili sono il Salso o Imera Meridionale, il più lungo dell'isola, e il Simeto, quello con il bacino idrografico più ampio.
Sfociano sul litorale ionico: l'Alcantara, il Simeto e il suo affluente Gornalunga, l'Anapo, il San Leonardo. Il fiume Amenano è sotterraneo poiché è stato coperto dall'eruzione del XVIII secolo; scorre nelle profondità della città di Catania.