Bosco/Gurin (fino al 1934 Bosco-Vallemaggia; nel locale dialetto walser Gurin) è un comune svizzero di 46 abitanti del Canton Ticino, nel distretto di Vallemaggia. Dal 2020 il villaggio, grazie alla sua particolare bellezza architettonica ed alla sua storia è entrato a far parte dell'associazione "I borghi più belli della Svizzera".

Geografia fisica

Bosco/Gurin è situato a 1 504 m s.l.m. ed è il comune più elevato del Canton Ticino. È situato nella Val di Bosco, laterale della Val Rovana. La regione gode d'un buon soleggiamento con un numero moderato di precipitazioni annue; gli inverni sono freddi e molto nevosi.

Origini del nome Il paese in epoca medioevale (1244) è menzionato come Buscho de Quarino, ossia "bosco di Corino" (frazione di Cerentino situata all'imbocco della Val di Bosco). Fino al 1934 portò il nome ufficiale di Bosco-Vallemaggia, poi modificato in Bosco/Gurin, denominazione bilingue (Gurin è il nome locale in walser) che di fatto è usata comunemente in italiano.

Storia Bosco/Gurin venne fondato dai walser provenienti dalla Val Formazza nel 1240 circa; essi inizialmente ebbero in affitto i terreni della Val di Bosco dai nobili locarnesi e dalla comunità di Losone, poi ne divennero proprietari e già nel 1253 si costituirono in una parrocchia autonoma.

Nel 1253 la comunità di Bosco/Gurin era già consolidata e organizzata grazie all'arrivo di nuove famiglie. La figura più eminente tra i coloni è il console Enrico Bruchardi. Il suo nome lo si trova in un atto notarile di quegli anni, insieme a quello di altri coloni detti gli "uomini di Formazza". Nel 1302 le famiglie sono già diventate trenta, come attesta una pergamena dell'archivio di Bosco, il più ricco del Ticino e delle Alpi Walser.

Famiglie di Formazza continuarono ad arricchire la popolazione di Bosco/Gurin anche nei secoli successivi. Altre famiglie di Bosco si spostarono per andare a colonizzare altre aree con l'innato spirito dei "colonizzatori di ventura".

il 15 febbraio 1925, la località Verabar fu colpita da una slavina che abbatté numerose stalle presenti in loco..

Nell'inverno 1950-1951, la caduta di una serie di valanghe bloccò la strada di accesso a Bosco/Gurin dagli inizi di febbraio fino al 4 giugno 1951..

Monumenti e luoghi d'interesse

Chiesa parrocchiale dei Santi Giacomo e Cristoforo, consacrata nel 1253; Oratorio della Madonna della Neve, eretto all'inizio del XVIII secolo a seguito di alcune valanghe che avevano causato morti e distruzione di parte dell'abitato.; .

Società Evoluzione demografica L'evoluzione demografica è riportata nella seguente tabella:

Lingue e dialetti La popolazione locale ha conservato l'uso della lingua walser nella variante locale, detta GgurijnartitschBosco Gurin ticino.ch. La lingua ufficiale è però l'italiano.

AnnoTedescoItalianoTotale 1970 95 (81,9%) 18 (15,5%) 116 1980 61 (93,8%) 3 (4,6%) 65 1990 35 (60,3%) 20 (34,5%) 58 2000 23 (32,4%) 37 (52,1%) 71

Cultura Musei Museo Walser Museum Walserhaus Gurin, aperto nel 1938.

Amministrazione Ogni famiglia originaria del luogo fa parte del cosiddetto comune patriziale e ha la responsabilità della manutenzione di ogni bene ricadente all'interno dei confini del comune. Il territorio patriziale comprende i laghetti alpini di Pero e di Poma.

Sport

Bosco Gurin è un'importante stazione sciistica.

Note

Bibliografia

Tobias Tomamichel, Bosco Gurin. Das Walserdorf im Tessin. Mit Zeichnungen von Hans Tomamichel, Schweizerische Gesellschaft für Volkskunde, Basel 1953, 155. Adolfo Janner, 700 anni Bosco Gurin. Piccole notizie, Grassi & Co., Bellinzona 1956, 599. Virgilio Gilardoni, Il Romanico. Catalogo dei monumenti nella Repubblica e Cantone del Ticino, La Vesconta, Casagrande S.A., Bellinzona 1967, 27, 232. Guglielmo Buetti, Note Storiche Religiose delle Chiese e Parrocchie della Pieve di Locarno, (1902), e della Verzasca, Gambarogno, Valle Maggia e Ascona (1906), II edizione, Pedrazzini Edizioni, Locarno 1969. Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 184.

Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Pramo Edizioni, Viganello 1997.

Luciano Vaccaro, Giuseppe Chiesi, Fabrizio Panzera, Terre del Ticino. Diocesi di Lugano, Editrice La Scuola, Brescia 2003, 90. AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 237, 239, 253, 254.

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Collegamenti esterni

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