La provincia di Taranto è una provincia italiana della Puglia meridionale di abitanti. Istituita nel 1923 in seguito allo scorporo dell'antica Terra d'Otranto, è la quarta provincia pugliese per popolazione.

Affacciata a sud sul mar Ionio, confina a ovest con la provincia di Matera (regione Basilicata), a nord con la città metropolitana di Bari, a est con la provincia di Brindisi e a sud-est con la provincia di Lecce.

Geografia fisica La Provincia di Taranto, con un’estensione di 2 467,35 chilometri quadrati, è la quarta per superficie della Regione. Il territorio è eterogeneo, sia da un punto di vista geografico, che culturale. Parte dell’antica Terra d’Otranto, è in gran parte pianeggiante e per il resto collinare.

Costa La provincia ha uno sviluppo costiero pari a 144 chilometri, e si affaccia interamente sull’omonimo golfo, nel Mar jonio. La costa occidentale è quasi del tutto sabbiosa, con importanti sistemi dunali che possono raggiungere anche i 15 metri. Nell’entroterra è presente una vasta pineta dal grande valore naturalistico, essendo una delle più estese formazioni di Pinus Halepensis d’Italia.

La costa viene interrotta dalla città di Taranto, costruita su una penisola che delimita i bacini interni del Mar Piccolo e quello esterno del Mar Grande, delimitato a sua volta dalle Isole Cheradi. Partendo dal Capo San Vito, inizia la costa orientale, o costa salentina, che nella sua prima parte è rocciosa e frastagliata, interrotta in alcuni punti da una serie di piccole insenature sabbiose e piccole calette costiere. Le più importanti sono quelle di Lido bruno, Baia di Tramontone, Baia di Saturo, Baia di Porto Pirrone, Gandoli, Montedarena e Lido Silvana. Proseguendo verso est, dopo Torre Zozzoli, nell’isola amministrativa del comune di Taranto, la costa prosegue nella forma di vaste insenature e lunghi tratti rettilinei sabbiosi, contornata dai cordoni dunali ricchi di macchia mediterranea della costa di Lizzano, sulle cui spiagge sfocia il Fiume Ostone. Proseguendo ancora, si incontrano le spiagge e i centri abitati delle marine di Torricella fino a Torre dell’Ovo, nel comune di Maruggio, caratterizzato anche esso da importanti cordoni dunali. Nella tratta fino a San Pietro in Bevagna, caratterizzata da piccole scogliere frastagliate e spiagge sabbiose dove sono presenti nell’omonima località troviamo le dune di Campomarino, un importante sistema dunale che si estende per diversi chilometri. Infine nella zona di San Pietro in Bevagna sfocia il fiume Chidro, una zona umida costiera protetta di 60 ettari circa. Il litorale tarantino termina a Torre Colimena, nel comune di Manduria.

Territorio Le pianure si sviluppano a nord parallele alla costa ionica dalla foce del Bradano al confine con la Basilicata fino alla città di Taranto spingendosi a circa 15 chilometri verso l'interno, dove si innalza il modesto altopiano calcareo delle Murge. Si tratta della piana dell'Arco ionico tarantino che altro non è che una continuazione della piana di Metaponto.

La zona sud-orientale della provincia è parte del Salento, ed è caratterizzata da ondulazioni morfologiche più lievi denominate Murge tarantine, prosieguo dell'altopiano murgiano, dove i rilievi non superano i 150 metri. Questi rilievi, superata la soglia messapica, degradano infine nella pianura salentina, compresa nelle province di Taranto, Brindisi e Lecce. Orografia

Il territorio della provincia è caratterizzato da modesti rilievi che talvolta possono superare i 500 metri. Si possono distinguere due principali aree: la porzione centro-occidentale della provincia caratterizzata da rilievi abbastanza elevati e ripidi, che comprende la Valle d’Itria e le Gravine, profonde incisioni di origine erosiva profonde anche più di 100 metri, e la zona centrale e orientale, caratterizzata da rilievi denominati serre, assai più modesti che degradano dolcemente verso la pianura salentina, dopo la Soglia messapica.

I rilievi più alti si riscontrano nel territorio di Martina Franca, con il Monte Sorresso che raggiunge i 524 m s.l.m., mentre altri superano abbondantemente anche i 400 m s.l.m.

Modesti i rilievi nella zona delle serre, ad est, con la Serra di Sant’Elia, nel comune di Roccaforzata, che raggiunge i 145 m s.l.m.

Idrografia

La provincia di Taranto, a causa di fattori quali la modesta altimetria, scarsità e irregolarità delle piogge e la natura carsica del territorio, non ha un apprezzabile sviluppo idrografico. A causa della natura carsica del territorio però, lo stesso ha sviluppato un’importante idrografia sotterranea (vedi carsismo), che in prossimità della linea litorale le acque possono emergere in risorgive carsiche. Queste possono essere sottomarine come nel caso del Mar Piccolo (i cosiddetti citri, che rendono quest’ambiente sottomarino unico) o posso dare vita a veri, seppur brevi e modesti, corsi d’acqua. I più importanti, da ovest verso est, il Lato, il Lenne, il Patemisco, il Tara, il Galeso, il Cervaro, l’Ostone, il Chidro e il Borraco.

La convergenza di caratteristiche geologiche e fattori climatici delle aree litoranee della provincia, hanno dato forma a un fenomeno diffuso dell’impaludamento stagionale, ora quasi del tutto bonificate, che durante la siccità che caratterizza la stagione estiva in queste aree, dava vita a vere e proprie saline. Le più importanti la Salina grande e piccola, ora prosciugate e quasi inglobate dal tessuto urbano della città di Taranto, le saline del Lato, all’interno della lama della Gravina di Castellaneta, e la Salina dei Monaci, nei pressi di Torre Colimena. Tra le zone umide rimaste ancora intatte, si segnalano la Palude La Vela, nel secondo seno del Mar Piccolo di Taranto, e quella della già citata Salina di Torre Colimena, entrambe aree naturali protette.http://www.perieghesis.it/saline.htmhttp://www.perieghesis.it/fiumi_e_paludi.htm

Clima

Il clima del territorio, data la sua posizione, latitudine e centralità nel mar mediterraneo, è di tipo mediterraneo, con inverni miti e piovosi ed estati calde e siccitose. Data la sua variabilità orografica, presenta però differenze significative all’interno del suo territorio.

Col crescere dell’altitudine e della distanza dal mare, il clima assume caratteri più continentali, specie sulla Murgia, dove rispetto al capoluogo, registra temperature medie più basse e precipitazioni annue maggiori. Per esempio, il capoluogo registra una temperatura media annuale di 17.4°C e una piovosità media di 596 mm annui. Martina Franca una temperatura media annuale di 15.3°C e una piovosità media di 632 mm annui. Manduria, sull’estremo versante orientale della provincia, e situata nell’entroterra, una temperatura media annuale di 17.4°C e una piovosità media annuale di 620 mm.https://it.climate-data.org Nonostante ciò, il massimo di piovosità si registra in entrambi i casi nel tardo autunno, mentre il minimo a luglio.

Non rari sono i fenomeni climatici estremi che colpiscono il territorio. Le irruzioni occasionali di aria fredda continentale dai vicini Balcani possono provocare un crollo delle temperature e precipitazioni anche di carattere nevoso sulla Murgia e Valle d’Itria, che raramente possono raggiungere la costa, senza però particolari accumuli su quest’ultima. Questi fenomeni sono però di breve durata.

Più frequenti e durature le ondate di caldo, che possono aggravare ulteriormente il deficit idrico estivo della provincia, con punte anche abbondantemente sopra i 40°C e lunghi periodi siccitosi e particolarmente afosi, specie sulla costa, dove le temperature notturne spesso non scendono sotto i 25°C.http://www.perieghesis.it/vegetazione.htm

Storia

Le origini

Il 2 settembre 1923 venne emanato il decreto che il 21 dicembre fece divenire Taranto provincia per scorporo del circondario di Taranto dalla provincia di LecceRegio Decreto 2 settembre 1923, n. 1911., in parte quale riconoscimento dell'importante ruolo che la città ricoprì sia nell'epoca antica che in quella moderna, ma soprattutto in ottemperanza del principio fascista della proiezione marittima dello Stato italiano ben rappresentato dall'Arsenale militare marittimo di TarantoLo stesso identico principio valse la contemporanea erezione a capoluogo di Pola e La Spezia.. Fino a luglio del 1951 ebbe il nome ufficiale di Provincia dello IonioCfr. ..

Le prime elezioni provinciali furono celebrate nel 1951, al ristabilimento della democrazia amministrativa.

Simboli Come stemma da utilizzare si pensò all'antico emblema della città di Taranto suggerito da Pirro, intervenuto come alleato dei tarantini nella guerra contro Roma: uno scorpione con tre gigli effigiati sul dorso, reggente la corona del Principato di Taranto tra le chele. Il re dell'Epiro infatti, osservando la città dalle alture che la circondano, ebbe l'impressione che la conformazione urbana ricordasse la figura di uno scorpione. Questo stemma avrebbe funto anche da deterrente psicologico: i nemici avrebbero reputato i magno-greci pericolosi come uno scorpione.

Fu così per oltre 17 secoli, fino a quando lo scorpione fu sostituito da uno stemma raffigurante un uomo coronato a cavallo di un delfino, con un tridente nella mano destra e con uno scudo decorato con uno scorpione nella mano sinistra. Più tardi, lo stemma cittadino fu nuovamente sostituito da un altro raffigurante un giovane nudo a cavallo di un delfino, con un tridente nella mano destra e con il braccio sinistro avvolto in una clamide, il mantello di origine greca utilizzato in battaglia. Pur trattandosi di un'immagine che si ispira a quella raffigurata sulle monete magno-greche del periodo di massimo splendore della città, l'identità del giovane non è chiara, in quanto le fonti letterarie in merito sono discordi: secondo Aristotele si tratterebbe di Taras, figlio del dio Poseidone e della ninfa Satyria; secondo Pausania invece, si tratterebbe di Falanto, il fondatore della città che secondo la tradizione sarebbe stato portato in salvo da un delfino sulla terraferma.

Come emblema della Provincia di Taranto fu invece scelto lo stemma con lo scorpione, concesso ufficialmente il 24 febbraio 1927 con decreto firmato da Vittorio Emanuele III e Benito Mussolini, registrato alla Corte dei Conti il giorno 11 marzo 1927, Reg. 3 Fin., foglio 347 e trascritto nel Libro araldico degli enti morali.

Il nuovo significato non fu più quello di arma araldica destinata a intimorire gli avversari, ma segno di una continuità ideale di storia e di civiltà. L'esemplare più antico di quel blasone conservato a Taranto risale al IV secolo.

Il gonfalone è un drappo partito di azzurro e di rosso.

Gli eventi storici