La Sinfonia n. 2 in re maggiore Op. 36 di Ludwig van Beethoven, composta fra il 1800 e 1802, fu eseguita il 5 aprile 1803 al Theater an der Wien di Vienna diretta dal compositore. Il manoscritto originale è andato perduto.

La sinfonia venne dedicata al principe Karl Lichnowsky.

Beethoven passò diversi mesi a Heiligenstadt (oggi uno dei quartieri settentrionali del distretto di Döbling di Vienna, ma all'epoca era una località di campagna, nella quale recarsi d'estate in villeggiatura), tra la primavera e l'autunno 1802, nei quali portò a termine la sinfonia.

Analisi della sinfonia Beethoven utilizza per la prima volta un sapore eroico che verrà maggiormente ripreso nelle sinfonie successive. Non dobbiamo tuttavia dimenticare che si tratta degli anni della scoperta della malattia che lo porterà alla sordità; ecco quindi come i contrasti, sia ritmici sia melodici, senza tralasciare quelli metrici, sono ora spia della romantica "sofferenza" dell'autore.

Si potrebbe dire che il significato dei movimenti, da un punto di vista extramusicale, sia in correlazione chiastica; è infatti proprio nel primo e nell'ultimo movimento che Beethoven maggiormente vive queste cupe tensioni, in particolare negli allegri, sfruttando così introduzione e code per ristabilire quell'ordine che, a partire dalle successive sinfonie, verrà abbandonato sempre più.

Il primo movimento della sinfonia si apre con un breve e solenne Adagio molto, nel quale si può addirittura ascoltare un'anticipazione di quello che sarà, molti anni dopo, il tema principale della Sinfonia n. 9. Questa introduzione lenta sfocia in un ampio Allegro in forma sonata, dal carattere spigliato e gioioso. Il secondo movimento un Larghetto, anch'esso di ampie proporzioni, dalle caratteristiche di grande distensione e soavità. Il terzo movimento è uno scherzo ironico e grottesco: da notare come il minuetto cambi per la prima volta in Beethoven il nome in scherzo. Conclude la sinfonia un Allegro molto.

Analisi del primo movimento Il primo movimento della sinfonia ha come metro tre quarti nell'introduzione e metro quattro quarti nel resto del movimento; la tonalità di base è re maggiore. L’indicazione agogica (o tempo) indicata è Adagio molto per l'introduzione (prime 34 battute) e Allegro con brio in seguito. La struttura formale è quella di una forma-sonata. con le tre parti: esposizione - sviluppo - ripresa, precedute da una introduzione.

Introduzione L'introduzione (un Adagio molto in tre quarti) occupa le prime 34 misure del primo movimento dove, secondo Berlioz, "gli effetti più belli si succedono senza confusione e sempre in una maniera inaspettata".. Pur essendo una introduzione abbastanza lunga, molto opportunamente Beethoven con scale di semicrome e gruppetti ha reso questo Adagio iniziale fluido e scorrevole soprattutto nella distribuzione dei vari pensieri melodici "fra varie voci e vari timbri dell'orchestra, facendoli scaturire uno dall'altro fino ad una sosta improvvisa su uno scultoreo tema discendente in re minore"..

Questa introduzione può essere divisa in tre sezioni.. La prima sezione (da misura 1 a misura 12) si presenta con alcuni accordi di tutta l'orchestra inframezzati da brevi escursioni dei legni e dei violini. Il primo accordo presenta subito la tonalità di base: re maggiore.[batt. 1-9]

La seconda sezione (da misura 12 a misura 24) modula alla sopradominante (si bemolle maggiore) ed è costituita da alcune figurazioni di biscrome e semibiscrome in dialogo tra i legni e gli archi su un lento ma continuo crescendo. [batt. 12-13]

La terza sezione (da misura 24 a misura 34) è introdotta da un pedale di dominante (nota la) dei corni e si conclude con una rapida scala discendente di semibiscrome dei primi violini che incominciata sulla settima di dominante (la minore settima) si ferma sulla tonica (nota re). "L'introduzione è unita all'allegro colla forma classica, col ritorno cioè del tono di re a mezzo della dominante la". [batt. 25-34]

Esposizione Con la presentazione del primo tema (da misura 34 a misura 73 comprese le codette) cambia sia il metro in quattro quarti sia l’indicazione agogica (o tempo) in Allegro con brio. Il primo tema, il cui nucleo s'individua nelle battute 34-37 presentato dalle viole e dai violoncelli, incomincia alla tonica (nota re) e termina alla tonica dopo essere salito fino alla dominante (nota la) e si propone con un carattere quasi militare con una "andatura marziale e potentemente ritmata"..[batt. 34-37]

Dopo una misura di transizione sulla tonica (battuta 37) il tema si ripresenta (battute 38 - 41) con l'armonia della sottodominante (sol maggiore sesta) per terminare su un crescendo impostato sulla settima di dominante della dominante (mi maggiore settima). [batt. 37-43]

Il crescendo si risolve dopo 6 battute in una nuova figurazione (derivata dal tema principale) esposta alla tonica con tutto l'organico strumentale con la dinamica forte: è la codetta (o chiusura) del tema principale e termina a misura 57. [batt. 47-51]

A misura 57 incomincia un ponte modulante con la funzione di condurre il discorso musicale al secondo tema. Si tratta di una transizione che dalla tonica (nota re) porta alla tonalità della dominante (nota la) del secondo gruppo tematico attraverso un pedale di dominante di dominante (nota mi). Lo spunto per questa transizione, dopo alcuni accordi orchestrali sulla tonica terminati a misura 61 in un improvviso innalzamento di un tono (per raggiungere la dominante della dominante - nota mi), è dato "da una frase svelta e brillante, annunciata dapprima dai soli archi, e che sembra quasi una parodia della celebre marcia turca mozartiana"..[batt. 61-63]

Il secondo tema (da misura 73) è "come una dolce fanfara di vittoria". e consiste di una prima frase di 4 misure (domanda) nella tonalità della tonica (la maggiore) esposta in piano dai clarinetti, fagotti e corni, seguita da una seconda frase (risposta), sempre di 4 misure, esposta da tutta l'orchestra in fortissimo nella tonalità relativa minore (fa diesis minore).[batt. 73-80]

Se la prima parte dell'Esposizione guarda alla tradizione: l'Adagio molto introduttivo ricorda le lunghe introduzioni delle sinfonie haydniane, mentre l'Allegro con brio guarda ai modelli mozartiani delle ultime sinfonie; inoltre si può notare che l'andamento militaresco e risoluto del secondo tema è già tipicamente beethoveniano. Dopo una riesposizione integrale del secondo tema (misure 81 - 88) il discorso musicale si conclude con una consueta codetta (misure 88 - 101) o "perorazione" sulla dominante.

A misura 102 il tema principale (una sua variazione) ritorna con la tonica che con le cadenze conclusive termina l'esposizione (coda dell'esposizione). In questa fase "il motivo del primo tema viene ripetuto con insistenza dagli archi prima di sbriciolarsi contro fitti accordi collettivi caratterizzati da un continuo alternarsi di piano e fortissimo".[batt. 102-109]

Le ultime battute di questa fase modulano alla tonalità di la maggiore (dominante) per preparare il ritorno del tema principale sulla tonica.

Sviluppo Lo sviluppo occupa 77 battute (da misura 138 a misura 215) e utilizza il materiale tematico sia del primo tema sia del secondo tema. Questa fase può essere divisa in due parti: (1) sviluppo del primo tema (battute 138 - 181) e (2) sviluppo del secondo tema con la codetta finale (battute 182 - 215). Per la prima volta nella forma sonata della sinfonia lo sviluppo si presenta in modo sostanzioso nel quale viene elaborato adeguatamente sia il primo tema (come da tradizione) sia (e qui sta la novità) in modo approfondito anche il secondo soggetto. Lo sviluppo, dopo la seconda sinfonia di Beethoven, diventa così il cuore stesso della composizione dove il flusso drammatico si apre a soluzioni sempre più complesse e imprevedibili.

Nella prima parte dello sviluppo importante è il gruppetto di quattro semicrome della parte iniziale del tema principale. Prima viene presentato all'unisono dalle viole e violoncelli, "poi è ripreso isolatamente per stabilire sia delle progressioni in crescendo, sia delle imitazioni fra gli strumenti a fiato e quelli a corda".. La tonalità per l'inizio di questo sviluppo è la tonica minore (re minore).[batt. 156-165]

Nelle fasi conclusive di questa prima parte dello sviluppo (batt. 170) appare una nuova figurazione (sempre derivata dai temi fondamentali della sinfonia) presentata dai violini primi, mentre fanno da contrappunto le viole, violoncelli e fagotti con la stessa figurazione sfasata di mezza battuta; contemporaneamente i corni e le trombe producono un pedale sulla tonica (nota re). La figurazione consiste in una prima frase ascendente (dal re al do naturale) e poi discendente nuovamente fino al re. La funzione del pedale degli ottoni è quella di preparare l'ambiente armonico dello sviluppo del secondo tema: sol maggiore (sottodominante). La nota re, in questo modo, viene a poco a poco percepita come la dominante della sottodominante.[batt. 170-175]

A misura 182 nell'armonia della sottodominante (sol maggiore) appare il secondo tema ai violini I e II. L'elemento che viene utilizzato per questo sviluppo sono le quattro semiminime della parte conclusiva del tema. Per 10 misure questo gruppo rimbalza continuamente dai flauti e oboi agli archi bassi e il fagotto finché dopo alcune misure di crescendo ai violini appare una nuova figurazione (derivata però proprio dalla linea melodica delle quattro semiminime). L'armonia dal sol maggiore si sposta sul fa diesis maggiore (mediante rispetto alla tonica re). Un pedale di do diesis dei legni (a misura 198) accompagna questa nuova figurazione. Il do diesis riferito alla tonica (re) può essere interpretato come la dominante della mediante. [batt. 198-204]

Il pedale sul do diesis prosegue ai violini primi e secondi contrappuntati dai legni. Ora la dinamica di colpo diventa piano mentre gli archi bassi continuano con la nota do diesis tenuta. Un crescendo, favorito dall'entrata del corno, modula l'armonia dal do diesis al la maggiore (dominante della tonica - il do diesis inoltre è la mediante del la maggiore). Quindi su uno sforzando dell'intera orchestra ritorna il primo tema nella tonalità di partenza (re maggiore). [batt. 209-218]

Ripresa e coda La ripresa (misura 216) è relativamente tradizionale. Ritorna il tema principale alla tonica (re maggiore) ripetuto due volte (la seconda volta nella tonalità della sottodominante). Un breve crescendo (11 misure) porta direttamente al ponte modulante (da misura 233 a 244) in preparazione alla riesposizione del secondo tema (vedi le battute simili dell'esposizione da misura 61 e seguenti). L'ambientazione armonica è la dominante (la maggiore) individuata nel pedale dei corni in quanto il secondo tema (come da norma) deve essere riesposto nella tonalità di base (re maggiore). Quindi la codetta del secondo tema (da misura 253 a misura 273) chiude il secondo tema sul ritorno del primo in una ambientazione armonica dove prevale la dominante. Segue una ripresa variata del primo tema che porta direttamente alla coda della riesposizione nell'armonia della dominante.

A misura 304 incomincia la coda finale con la ripresa della figurazione iniziale dello sviluppo. La tonalità è consolidata ormai sulla tonica, armonia che non verrà più abbandonata fino alla fine del movimento. In un '"clima sempre più baldanzoso e quasi battagliero" si "arriva alla fine senza essersi concesso un minuto di tregua" anche se il finale perde un po' della spontaneità della prima parte del movimento e risulta "piuttosto convenzionale, rigida apoteosi dello spirito di marcia che ha animato tutto il movimento".

Schema riassuntivo ParteSezioneSottosezioneGradoTonalitàBattute:da-aIntroduzione Prima sezione I (tonica)re maggiore1 - 12 Seconda sezione VI (sopradominante)si b maggiore12 - 24 Terza sezione V (dominante) => I (tonica)la magg. => re magg.24 - 34 Esposizione Area del primo tema