La Jesina è una squadra calcistica di Jesi in provincia di Ancona, Italia. I colori sociali sono il bianco ed il rosso, mentre lo stemma, come quello della città, reca un leone rampante. Milita nel campionato di Eccellenza Marche.
Storia Origini e dopoguerra L'Unione Sportiva Jesina nasce 15 marzo 1927 dalla fusione di due società già presenti in città quali Juventus Aesina e S.S. Mazzini Jesi, e nei primi anni partecipa a campionati regionali. La prima gara amichevole, giocata contro il Loreto, termina per 2-2. La prima partita ufficiale viene giocata contro il Fano in Terza Divisione, partita terminata in parità per 6-6. Nel dicembre del 1930 il club cambia nome e diviene Associazione Sportiva Jesi; il 1932 rappresenta una data storica per la giovane società biancorossa: l'attuale campo di terra dell'antistadio viene sostituito dal nuovo impianto comunale che sorge in via Cavallotti. La capienza è di 1000 persone grazie alle 2 tribune presenti. Nel 1933-1934 partecipa alla Prima Divisione (la terza divisione di allora) e quando viene istituito il campionato di Serie C gli jesini vengono ammessi a parteciparvi; qui affrontano avversari come Taranto, , , Vicenza, , , , e . La squadra composta da giocatori locali si fa rispettare e disputa ottimi campionati. Nella stagione 1939-1940 la società entra in crisi e nei due anni successivi il calcio cittadino è inattivo anche a causa della seconda guerra mondiale.
Nel 1945-1946 riprende le attività agonistiche con il nome Società Sportiva Jesina e si piazza bene nel girone di 1ª Divisione Marche, potendo partecipare alla Serie C dell'anno successivo. Fino alla stagione 1959-1960 la squadra partecipa tra alti e bassi ai campionati di Serie C, IV Serie e Promozione Regionale; in quell'annata la federcalcio istituisce la Serie D e vi iscrive anche la Jesina. Dopo alcuni anni i marchigiani scendono nuovamente in Promozione. I leoncelli risalgono subito in IV serie e poi superano nella stagione 1964-1965 dopo un grande duello il Città di Castello tornando in C: qui rimangono per quattro anni per poi tornare in D e infine, nel 1975-1976, retrocedere in Promozione.
Gli anni d'oro Sotto la presidenza di Emilio Mencarelli arriva il momento migliore della società biancorossa. Nel 1978-1979 arriva la promozione dal campionato regionale al termine di una stagione memorabile: il torneo vide la grande lotta tra i leoncelli ed il Montemarciano da molti indicato come favorito per la vittoria finale. Ma la Jesina sbanca il campo dei rivali nella gara di andata di fronte ad un pubblico da record di circa 3.000 persone e poi nel girone di ritorno regola gli avversari in una partita giocata di fronte a 6.000 spettatori e sotto ad un diluvio incessante. Alla resa dei conti le due vittorie negli scontri diretti saranno decisive per ottenere la vittoria del torneo e la promozione. La stagione successiva in Serie D si chiude con un posizionamento di metà classifica mentre nel 1980-1981, la squadra viene inserita nel girone C della Serie D. In un girone che comprende anche la futura squadra di Serie A e partecipante alla Champions League del ChievoVerona è la Vigor Senigallia a vincere con 50 punti, davanti al Riccione ed ai biancorossi che terminano appaiati a 47 lunghezze. Si rende così necessario uno spareggio per la promozione in C2, che si disputa ad Arezzo davanti ad una massiccia presenza di 5000 tifosi leoncelli che compiono un vero e proprio esodo spingendo la squadra al successo finale per 1-0. La squadra tornò in Serie C, che nel frattempo si era divisa in due categorie. La Jesina partecipa nel 1981-1982 al campionato di Serie C2, arrivando settima con 34 punti. L'anno successivo la C1 sfugge per un punto: il campionato viene vinto dal Francavilla al Mare, seconda è la , terzi i biancorossi, che preparano in questo modo lo storico salto in Serie C1.
La stagione 1983-1984 è quella della magnifica promozione in Serie C1. La squadra arriva prima con 45 punti battendo la concorrenza del Monopoli, del Teramo, del Giulianova e della Maceratese. Bellissimo il teatro della promozione: la Jesina espugna Cattolica per 2-1 davanti a 6000 sostenitori. La stagione seguente vede la società sfidare avversari come , , , Brescia, Vicenza, , Reggiana, , , . Proprio con i romagnoli arriva il debutto nella nuova terza serie, uno 0-0 esterno. La stagione vive di alti e bassi e vede tra l'altro il successo al Dorico per 1-0 contro gli odiati anconetani. La squadra si comporta bene davanti ad un Comunale sempre gremito da 5000 persone (con la promozione in C1 si rese necessario ampliare il Comunale dotandolo di una curva di 1500 posti e ristrutturando le tribune) ed arriva a giocarsi la salvezza all'ultima giornata contro il già promosso Brescia. I leoncelli sono obbligati a vincere, ma il portiere delle rondinelle in giornata di grazia non permette alcuna marcatura nonostante il caloroso tifo e i commoventi tentativi della squadra. La Jesina chiude con 30 punti a pari con la S.P.A.L., ma gli scontri diretti contro la squadra di Ferrara la penalizzano (vittoria 1-0 a Jesi, sconfitta 3-0 a Ferrara), classificandola al quindicesimo posto che significa immediata retrocessione in Serie C2.
L'anno dopo la squadra è forte abbastanza per tornare in C1 ma non va oltre il quarto posto dietro , Martina Franca e Maceratese. In Coppa Italia di Serie C la squadra giunge fino alla finale poi persa contro la Virescit Boccaleone (1-1 a Jesi, 3-2 dopo i tempi supplementari all'Atleti Azzurri d'Italia). Con questa stagione si chiude il ciclo Latini.
Nel 1987-1988 la squadra retrocede in Serie D ma viene ripescata; dopo 2 stagioni vissute a metà classifica nel 1990-1991 la C2 viene riformata con la decisione di portare la categoria da 4 a 3 gironi. La Jesina paga ciò con il quartultimo posto che in quella stagione non basta per ottenere la salvezza. La discesa di categoria diviene ufficiale dopo la sconfitta nello spareggio salvezza disputato a Chieti contro l'Altamura (1-1, 6-5 dopo i calci di rigore). Anche l'Altamura sarebbe poi retrocesso dopo il girone playout finale, a conferma della difficoltà di poter salvarsi in quella stagione. Alla retrocessione segue una crisi finanziaria, con il club che si autoretrocede in Eccellenza.
Tra Serie D ed Eccellenza Dopo un paio di stagioni terminate nella parte alta della graduatoria, i leoncelli nell'annata 1993-1994 riescono a vincere il girone marchigiano d'Eccellenza, tornando così a calcare i campi interregionali della Serie D. Vi partecipa fino ai primi anni del 2000 con campionati anonimi, esclusi quello del 1996-1997: con in panchina il tecnico autoctono Ferretti la squadra trascinata in campo dal bomber Juvalò e dai senatori Coltorti e Tridici sale al comando del campionato e sogna il ritorno nel professionismo. Le prime battute del torneo sono dominate dalla che arriva ad avere un vantaggio anche di 13 lunghezze sui biancorossi autori di una partenza non entusiasmante, il cui simbolo è un pesante 5-0 subito dall'Astrea. Col passare delle giornate però la Jesina emerge dal gruppo degli inseguitori insieme ai laziali e complice il vistoso calo della squadra rivierasca si sviluppa un duello a tre per la vittoria del campionato. La vittoria sulla squadra della polizia penitenziaria per 1-0 porta i leoncelli per la prima volta in stagione al comando della classifica, vetta che viene mantenuta fino alla cruciale quintultima giornata di campionato quando dopo essersi trovata in vantaggio per 2-0 dopo pochi minuti la squadra viene rimontata dalla Samb, che gela il Comunale in pieno recupero, mentre contemporaneamente l'Astrea allenata dal dorico Andrea Agostinelli vince una partita incredibile per 4-3 contro la Pontevecchio e sale al primo posto. È un colpo psicologicamente letale per i ragazzi di Ferretti che la settimana successiva proprio contro gli umbri crollano e vedono terminare la striscia utile di risultati, iniziata in seguito alla pesante sconfitta contro la nuova capolista, che durava da 20 partite. Il sogno svanisce definitivamente alla penultima giornata con una inopinata sconfitta sul campo del Guidonia, lasciando l'ambiente con l'amaro in bocca. Altra stagione degna di nota è quella del 2000-2001 chiusa in settima posizione dopo un ottimo girone d'andata che vide i leoncelli battagliare per il primo posto ancora una volta contro i rivali della , società appena acquistata dalla famiglia Gaucci che si avvierà al termine della stagione a vincere il girone. Inoltre nel corso dell'anno, a dicembre, lo stadio Comunale viene intitolato alla memoria dell'ex sindaco e presidente della Jesina Pacifico Carotti. Nel 2001-2002 la Jesina vive una stagione travagliata e si salva sul campo all'ultima giornata sconfiggendo il Tolentino al Carotti. I festeggiamenti vengono però interrotti pochi giorni dopo la conquista della salvezza da un illecito commesso dal Forlì ai danni della formazione cremisi che così ottiene una vittoria a tavolino con la quale ottiene i punti necessari a scavalcare la Jesina che così si ritrova retrocessa in Eccellenza, mentre paradossalmente il Forlì esecutore della retrocessione, verrà ripescato addirittura in C2. Il ritorno in Eccellenza si chiude con un mesto piazzamento di metà classifica e nella seconda stagione la squadra perde in semifinale dei playoff crollando ad Urbisaglia. Nell'estate del 2004 rischia il fallimento ma la famiglia Bocchini salva la squadra dalla radiazione e riesce a far continuare il calcio nella città. La stagione 2004-2005 viene dominata dalla Maceratese, la Jesina può dunque solo sperare nei playoff dove però perde in finale regionale con la Vigor Senigallia per 3-2. Nel 2005-2006 la vittoria del campionato sfuma per pochi punti a favore del Centobuchi, mentre nei playoff arriva un boccone amaro in semifinale con la sconfitta contro la Cingolana che viola il Carotti costringendo la Jesina ad una nuova stagione di calcio regionale.
L'era Polita