Eventi Gennaio 1º gennaio l'Ungheria assume la presidenza di turno dell'Unione europea. Tallinn e Turku sono capitali europee della cultura, nominate dall'Unione europea. L'Estonia adotta l'euro come moneta corrente. In Irlanda divengono legali le unioni civili. Dilma Rousseff viene proclamata presidente del Brasile, prima donna a ricoprire tale incarico. Obbligo di installare l'ESP sulle vetture immatricolate nell'Unione europea. Un attentato terroristico uccide 21 persone davanti alla Chiesa dei Santi ad Alessandria d'Egitto, poco dopo la messa di Mezzanotte. L'attentato ha gravi conseguenze, perché fa esplodere la rabbia dei cristiani, che si scontrano con i musulmani nelle vie adiacenti alla chiesa. 2 gennaio –in Pakistan un attacco suicida in un campo sportivo uccide decine di persone. 3 gennaio. A seguito dell'aumento dei prezzi del pane e dei generi alimentari, inizia la protesta in Algeria. Violenti scontri ad Algeri tra cittadini e forze di polizia che causeranno tre morti. Inizia la sessione del Congresso negli Stati Uniti con nuova maggioranza alla Camera. 4 gennaio – Salman Taseer, il governatore del Punjab, viene assassinato. 5 gennaio – Inizia una nuova ondata di proteste anti-governative in Tunisia. 6 gennaio – La crisi politica tunisina inizia a ricevere ampia copertura internazionale. 7 gennaio – Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite discute della crisi in Sudan. 8 gennaio – a Tucson, in Arizona, avviene una sparatoria al comizio democratico della deputata dem Gabrielle Giffords. La politica viene ferita gravemente ed uscirà dall'ospedale solamente settimane dopo. 9 gennaio – in Sudan del Sud si svolge il referendum per l'indipendenza, con la quasi unanimità dei consensi. Il successivo 9 luglio nascerà il nuovo Stato. 10 gennaio – Apple annuncia il successo record delle vendite di iPhone. 11 gennaio – allagamenti e frane nello Stato di Rio de Janeiro uccidono più di 800 persone. 12 gennaio – Primo anniversario del terremoto di Haiti, con commemorazioni globali. 13 gennaio – Il presidente tunisino Zine El Abidine Ben Ali promette riforme dopo le proteste. 14 gennaio – In Tunisia, dopo violente proteste per i diritti civili e contro l'aumento dei prezzi dei generi alimentari, cade la dittatura di Ben Ali. 15 gennaio – Formazione di un governo di transizione in Tunisia. 16 gennaio – Si diffondono proteste in Egitto ispirate da quelle avvenute in Tunisia. 17 gennaio – Le proteste si estendono anche ad altri paesi del Nordafrica e del Medio Oriente. 18 gennaio – Il governo tunisino include membri dell'opposizione. 19 gennaio – Crescono le proteste popolari in Yemen. 20 gennaio – Il Fondo Monetario Internazionale aggiorna le previsioni economiche globali. 21 gennaio – Iniziano proteste antigovernative anche in Giordania. 22 gennaio – Viene fatta la prima richiesta di riforme costituzionali da parte della popolazione tunisina. 23 gennaio – in molte città del Belgio a causa della grave crisi politica che affligge il paese ormai da mesi migliaia di persone manifestano contro la politica e l'amministrazione. 24 gennaio – un attentato all'Aeroporto di Mosca-Domodedovo uccide 36 persone e ne ferisce più di 100. 25 gennaio – in Egitto, a causa anche della caduta del regime tunisino, iniziano delle sommosse popolari contro il regime trentennale del Presidente Hosni Mubarak. 26 gennaio – a Davos si svolge l'annuale Forum Economico Mondiale. 27 gennaio – Il governo dell'Egitto limita l'accesso a Internet per frenare le proteste. 28 gennaio – In Egitto ci sono proteste di massa, il giorno viene soprannominato "Venerdì della rabbia". 29 gennaio – Hosni Mubarak nomina un nuovo governo in Egitto. 30 gennaio – L'esercito egiziano rafforza la sua presenza nel Cairo per frenare le proteste. 31 gennaio – Milioni di persone continuano a scendere in piazza in tutto l'Egitto.
Febbraio
1 febbraio – In Egitto, centinaia di migliaia di persone manifestano in Piazza Tahrir contro Hosni Mubarak. 2 febbraio – Violenti scontri al Cairo tra sostenitori e oppositori di Mubarak durante la cosiddetta "Battaglia dei cammelli". 3 febbraio La ICANN ha assegnato gli ultimi blocchi di indirizzi IP. La BCE mantiene invariati i tassi d'interesse. 4 febbraio – Giornata di grandi proteste in Egitto contro Mubarak (“Day of Departure”). 5 febbraio – Il Partito Nazionale Democratico, in Egitto, sospende la sua leadership durante la crisi. 6 febbraio – A Dakar, in Senegal, si tiene il World Social Forum (fino al 11 febbraio). 7 febbraio – Viene liberato Wael Ghonim, simbolo della protesta egiziana. 8 febbraio – Nuove massicce manifestazioni al Cairo. 9 febbraio – Scioperi diffusi in vari settori dell'Egitto. 10 febbraio – Mubarak annuncia che non si dimetterà immediatamente. 11 febbraio – Contrariamente alle dichiarazioni del giorno precedente, si dimette dopo 30 anni di governo il presidente egiziano Hosni Mubarak. 12 febbraio – Il potere passa al Consiglio Supremo delle Forze Armate. 13 febbraio – Viene sospesa la costituzione egiziana. 14 febbraio – In Bahrein iniziano proteste popolari ispirate alla Primavera araba. 15 febbraio – Scoppiano proteste in Libia contro il leader Mu'ammar Gheddafi. 16 febbraio – Le proteste in Libia si intensificano, con aumento di violenti scontri. 17 febbraio – In Libia sono diffuse le manifestazioni ("Giorno della Rabbia"). 18 febbraio – Iniziano proteste in Yemen contro il governo. 19 febbraio – Le forze di sicurezza libiche reprimono duramente i manifestanti. 20 febbraio – I manifestanti prendono il controllo della città di Bengasi, in Libia. 21 febbraio – Vari diplomatici libici si dimettono in protesta contro Gheddafi. 22 febbraio – Un terremoto di magnitudo 6,3 della scala Richter colpisce la città di Christchurch in Nuova Zelanda provocando oltre 160 morti e 200 dispersi. 23 febbraio – L'Unione europea valuta sanzioni contro la Libia. 24 febbraio Il leader della Libia, Mu'ammar Gheddafi, risponde al sollevamento del popolo inviando l'esercito che spara sulla folla. Si contano almeno 6.000 morti nella sola Tripoli, mentre a Zuara (occupata dai ribelli) la stima della stampa libica è di 23 morti e decine di feriti. Gli Stati Uniti impongono sanzioni contro il regime libico. 25 febbraio – Il Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite condanna la Libia. 26 febbraio – Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite approva sanzioni contro Gheddafi. 27 febbraio – Nasce a Bengasi il Consiglio Nazionale Libico che si contrappone al regime di Mu'ammar Gheddafi. 28 febbraio – Proseguono i combattimenti tra le forze governative e ribelli in Libia.
Marzo
1 marzo – Escalation della Guerra civile libica con le forze di Mu'ammar Gheddafi che lanciano bombardamenti a Misurata ed attaccano Nalut. 2 marzo – un terremoto con epicentro in mare, di magnitudo 9,0 della scala Richter (tra i dieci più forti della storia della sismografia), colpisce la regione di Tōhoku in Giappone. Il terremoto e le onde anomale conseguenti causano circa 11.000 morti accertati e oltre 17.000 dispersi; gli tsunami hanno interessato anche tutto il resto del bacino del Pacifico, causando un'altra vittima negli USA. Inoltre, a causa del maremoto, segue un terribile incidente alla centrale nucleare di Fukushima, che provoca la fuoriuscita di materiale radioattivo. 3 marzo – Escalation della Guerra Civile Libica con tensioni diplomatiche, come la cattura di personale della Marina olandese da parte dei sostenitori di Gheddafi, e potenziali interventi internazionali con il presidente Obama che considera operazioni militari contro il regime. 4 marzo – Escalation della Guerra Civile Libica con le forze di Mu'ammar Gheddafi che lanciano bombardamenti su Marsa Brega, bloccano i giornalisti stranieri a Tripoli e sparano sulle manifestazioni anti-governative. L'Interpol emette un'allerta contro Gheddafi e i suoi complici. 5 marzo – Il Giappone affronta le conseguenze del devastante terremoto e tsunami concentrando gli sforzi sul soccorso e sulla gestone della crisi della centrale nucleare danneggiata mettendo in luce la sua vulnerabilità alle calamità naturali e le sfide nella gestione delle emergenze nucleari. 6 marzo – Inizia la Guerra Civile Siriana con l'arresto di 15 giovani per aver realizzato un graffito anti-governativo a Daraa scatenando proteste contro il presidente Bashar al-Assad segnando l'inizio del conflitto. 7 marzo – Escalation della Guerra Civile Libica che si intensifica con scontri fra le truppe di Gheddafi e i ribelli. I territori occupati dai quest'ultimi sono sottoposti a una grande pressione con l'avanzata delle forze governative verso Bengasi provocando appelli per un intervento internazionale. 8 marzo – Escalation della Guerra Civile Libica che si intensifica con l'esecuzione di un ufficiale dell'esercito che si è rifiutato si sparare sulle posizioni dell'opposizione e con le forze governative che lanciano un'offensiva contro la città di Zawiya mentre il Presidente Obama e il Primo Ministro Cameron concordano sull'obbiettivo di rimuovere Gheddafi. 9 marzo – Celebrazione del 150° Anniversario dell'Unità d'Italia. 10 marzo – Escalation della Guerra Civile Libica con le truppe di Gheddafi che rivendicano il controllo di Ra's Lanuf causando decine di vittime. 11 marzo – Un devastante terremoto di magnitudo 9.1, uno dei più potenti mai registrati e il più forte mai registrato in Giappone, ha colpito la costa di Honsu in Giappone generando uno tsunami che ha danneggiato le regioni costiere vicine causando 15.704 vittime. 12 marzo – Un secondo terremoto colpisce la costa del Giappone orientale questa volta di magnitudo 8,9 causando distruzione con 464 morti confermati e 725 dispersi. 13 marzo – Un terremoto di magnitudo 9.0 ha colpito la costa di Tohoku, in Giappone, scatenando uno tsunami che ha causato distruzione diffusa e una grave crisi nucleare. L'evento ha provocato ingenti perdite umane, danni alle infrastrutture e potenziali conseguenze ambientali a lungo termine, segnando uno dei più gravi disastri naturali della storia moderna del Giappone. 14 marzo – Un catastrofico terremoto di magnitudo 9.0 ha colpito la costa del Giappone, scatenando uno tsunami massiccio che ha causato distruzioni diffuse, incidenti nucleari e una significativa perdita di vite umane nel Giappone settentrionale. 15 marzo – Un devastante terremoto di magnitudo 9.0 colpisce il Giappone, scatenando uno tsunami che causa distruzione diffusa e porta al disastro nucleare di Fukushima Daiichi. Il sisma provoca 2.414 morti confermati e 3.118 feriti, segnando uno dei più gravi disastri naturali della storia moderna giapponese. 16 marzo – Escalation della Guerra Civile Libica che si intensifica con le truppe di Muammar Gaddafi che bombardano la città di Misurata e lanciano un attacco ad Ajdabiya, città strategica e ultima tappa prima della roccaforte ribelle di Bengasi. 17 marzo Viene proclamato festa nazionale per celebrare il 150° anniversario dell'Unità d'Italia. Il Consiglio dei Ministri delibera la chiusura di scuole e uffici, con disposizioni speciali per l'imbandieramento e il trattamento economico dei lavoratori. Il Consiglio di sicurezza dell'ONU approva, con l'astensione di Russia e Cina e senza alcun voto contrario, l'imposizione di una no-fly zone sulla Libia, oltre ad ulteriori sanzioni economiche. 18 marzo – La Primavera Araba continua a diffondersi nel Medio Oriente, con proteste diffuse che sfidano i regimi autoritari in molteplici paesi, tra cui Yemen, Siria, Bahrein e Giordania. Un movimento di massa che ha scosso gli equilibri geopolitici della regione. 19 marzo Incidente Nucleare di Fukushima: La Centrale Nucleare di Fukushima I subisce gravi problematiche, con livelli di radiazione in latte e spinaci che superano i limiti di sicurezza, sollevando significative preoccupazioni ambientali e sanitarie.