Dal 1850 al 1866 fu presidente della confederazione germanica. Francesco Giuseppe regnò dal 1867 sul nuovo Impero austro-ungarico e fino al 1866 sul Regno Lombardo-Veneto. Di fatto fu l'ultimo vero sovrano assoluto austriaco a governare per diritto divino fino alla sua morte.

Nel dicembre 1848 lo zio di Francesco Giuseppe, Ferdinando I, malato e ritenuto inadatto per affrontare una crisi politica, abdicò al trono presso la città di Olomouc, in Moravia, come parte del piano del principe Felix Schwarzenberg per domare le rivoluzioni scoppiate in quell'anno nei territori imperiali. Questo fatto favorì il diciottenne Francesco Giuseppe nell'ascesa al trono dopo che il padre Francesco Carlo aveva rinunciato a sua volta alla successione al regno. Egli fu incoronato imperatore il 2 dicembre 1848.

Il regno di Francesco Giuseppe durò in tutto quasi 68 anni e superò la durata di ogni altro sovrano della sua dinastia, ma le scelte di governo in politica interna ed estera, ritenute troppo reazionarie, lo indicarono alla fine come l'unico responsabile della dissoluzione dell'Impero austro-ungarico e del suo stesso regno. Di carattere autoritario, con l'immagine di una monarchia di stampo feudale, nel 1851 Francesco Giuseppe abrogò le concessioni costituzionali e instaurò un regime assolutista, centralista e austero, che perdurò per gran parte dei suoi anni di governo.

L'impero austriaco all'epoca di Francesco Giuseppe, ad ogni modo, visse un periodo travagliato per le spinte nazionalistiche scoppiate al suo interno. Le sconfitte militari del 1859 nella seconda guerra d'indipendenza italiana e del 1866 nella guerra austro-prussiana, videro Francesco Giuseppe costretto a scendere a patti con i magiari ungheresi e convertire l'Impero austriaco in una unione reale: l'accordo, noto col nome di Ausgleich, istituì la monarchia duale austro-ungarica tedesca, mediante la creazione di due stati, Cisleitania e Transleitania, distinti sul piano amministrativo e della politica interna, aventi tuttavia ministeri della difesa e degli esteri, nonché un ministero delle finanze competente per le spese associate a questi ultimi in comune e un comune sovrano, avente i titoli di Imperatore d'Austria e Re d'Ungheria. Sotto il regno di Francesco Giuseppe crebbe nel contempo l'opposizione verso la Russia, vista come la principale antagonista dell'espansione dell'Austria nella penisola balcanica, motivo per cui col tempo Francesco Giuseppe si avvicinò all'Impero tedesco, firmando infine la Duplice alleanza.

Il rifiuto di Francesco Giuseppe di avviare un processo di riforme in Cisleitania, nelle Terre della Corona di Santo Stefano, nonché il mancato riconoscimento dell'élite magiara ungherese e il sempre più ampio conflitto tra le diverse nazionalità che componevano i territori dell'impero, condussero lo stato al collasso. Le tensioni in atto nei Balcani, la sovrastimata forza militare dell'Austria-Ungheria ed infine l'assassinio del nipote di Francesco Giuseppe ed erede al trono, l'arciduca Francesco Ferdinando, a Sarajevo portarono quindi l'Austria, nell'estate 1914, a dichiarare guerra alla Serbia, atto che provocò, nel quadro degli automatismi dettati dalle alleanze tra le potenze europee, lo scoppio della prima guerra mondiale.

Nella vita privata Francesco Giuseppe visse molte tragedie che lo colpirono in prima persona: nel 1867 suo fratello Massimiliano, proclamato da qualche anno imperatore del Messico, venne fucilato dai rivoluzionari locali; nel 1889 morì il suo unico figlio maschio ed erede al trono imperiale Rodolfo; nel 1898 avvenne l'assassinio della moglie Sissi.

Alla morte di Francesco Giuseppe, avvenuta il 21 novembre 1916 a Vienna, fece seguito anche la sconfitta militare austro-tedesca nella Grande Guerra: i divergenti interessi nazionali dei popoli e la cacciata degli Asburgo-Lorena dall'Austria, tramite la proclamazione della Repubblica, il 3 aprile 1919 portarono alla definitiva dissoluzione dell'Impero.

Biografia I primi anni e la successione al trono

Francesco Giuseppe nacque nel Castello di Schönbrunn a Vienna, in Austria. Era il figlio maggiore dell'arciduchessa Sofia, e dell'arciduca Francesco Carlo d'Asburgo-Lorena (a sua volta figlio minore dell'imperatore Francesco II d'Austria e della moglie Maria Teresa di Borbone-Napoli).

Nel 1835 salì al trono imperiale lo zio di Francesco Giuseppe, Ferdinando I, ma fu colpito da malattia mentale e non riuscì a dare un figlio all'impero.

Francesco Giuseppe fu educato da due precettori, il diplomatico Heinrich Franz von Bombelles e il colonnello Johann Baptist Coronini-Cronberg che gli imposero un serrato programma di studi che a 16 anni comprendeva cinquanta ore settimanali. Le materie erano principalmente focalizzate sullo studio delle lingue: oltre al francese che era la lingua della diplomazia e delle corti, il giovane Francesco Giuseppe studiò latino e greco antico, ceco, italiano e polacco e ungherese che erano le principali lingue parlate nell'impero. Le restanti materie erano quelle tipiche dell'istruzione dei reali del suo tempo e comprendevano matematica, fisica, storia e geografia, oltre ad un programma apposito di diritto e scienze politiche dato il suo ruolo di sovrano. Il programma comprendeva inoltre delle ore di educazione fisica che andavano dagli esercizi ginnici, alle cavalcate sino alle esercitazioni militari. Durante i festeggiamenti di compleanno per i suoi 13 anni, Francesco Giuseppe venne nominato giovane colonnello del 3º reggimento Dragoni.. Da quel momento in poi la sua formazione iniziò a comprendere anche lezioni di strategia militare e di tattica, alle quali Francesco Giuseppe sembrava particolarmente portato. Si legò a tal punto al mondo militare da prendere ad indossare quotidianamente la divisa, tratto che rimarrà distintivo per tutta la vita.

Francesco Giuseppe aveva tre fratelli minori: Massimiliano (1832-1867), Carlo Ludovico (1833-1886), Ludovico Vittorio (1842-1919) e un'unica sorella, Maria Anna (1835-1839), la quale morì alla tenera età di quattro anni..

Con lo scoppio delle rivoluzioni risorgimentali del 1848, il cancelliere tedesco Metternich decise di consegnare al sovrano le proprie dimissioni e nel contempo Francesco Giuseppe venne proposto per la successione dello zio Ferdinando I, impossibilitato a governare, perché molto malato.

In quell'anno, il 6 aprile 1848, Francesco Giuseppe venne nominato governatore della Boemia perché iniziasse ad avere un ruolo attivo nella politica amministrativa dell'impero, ma non riuscì mai ad assumere effettivamente quell'incarico. L'élite di governo, infatti, preferì dare un'immagine più militaresca dell'erede al trono e pertanto il giovane arciduca venne inviato al seguito del feldmaresciallo Radetzky e delle sue armate col ruolo di osservatore nella sua campagna militare partita da Milano il 29 aprile 1848; assieme a questi vide lo svolgersi della battaglia di Santa Lucia il 6 maggio 1848 dal Bastione di Santo Spirito. In seguito alle rivolte del 1848 la corte di Vienna dovette fuggire dapprima a Innsbruck, in Tirolo dove Francesco Giuseppe raggiunse la famiglia a metà giugno, e poi verso la tenuta di Olomouc, in Moravia. Nel Tirolo, Francesco Giuseppe incontrò per la prima volta colei che sarebbe diventata poi sua moglie, Elisabetta di Baviera...

Le truppe militari comandate dal feldmaresciallo Alfred von Windisch-Graetz e quelle croate, al comando del Bano Josip Jelačić, diedero inizio il 26 ottobre 1848 al bombardamento dei quartieri popolari di Vienna, in Austria; azione che durò per una settimana e che si concluse con l'assalto alla baionetta delle ultime sacche di resistenza dei rivoluzionari. Oltre 2000 insorti furono trucidati e migliaia di altri cittadini furono condannati a morte o a lunghe pene detentive, tra cui anche Robert Blum che in spregio alla sua immunità parlamentare venne fucilato e gettato in una fossa comune. Il feldmaresciallo Alfred von Windisch-Graetz, forte del suo successo nell'avvenuta soppressione della rivolta, sostenne Francesco Giuseppe nella successione al trono al posto dello zio Ferdinando I.

A Olomouc in Moravia il 2 dicembre 1848, in seguito all'abdicazione dello zio e alla rinuncia di suo padre, il giovane Franz, com'era famigliarmente chiamato l'arciduca, poté assurgere al trono imperiale austriaco, assumendo il nome ufficiale di Francesco Giuseppe IIn Italia. Fu chiamato anche Cecco Beppe, dall'unione di due forme familiari dei due nomi Francesco-Cecco e Giuseppe-Beppe.: il primo, in memoria del nonno e il secondo, dell'antenato Giuseppe II, uno dei massimi riformatori dell'Impero nel corso del XVIII secolo..

L'assolutismo imperiale (1848-1860) La rivolta ungherese

Sotto la guida del nuovo primo ministro, il principe Felix Schwarzenberg, Francesco Giuseppe venne convinto a intraprendere una strada cauta, dopo la sua ascesa, concedendo allo Stato una Costituzione nel marzo del 1849. Allo stesso tempo si rese necessario condurre delle campagne militari per reprimere i disordini causati dagli insorti ungheresi, ribellatisi all'autorità centralista degli Asburgo in nome della loro antica indipendenza e dello spirito nazionalista. A questo si aggiungeva il fatto che già dal XIII secolo, il regno ungherese aveva delle norme specifiche che avevano limitato fortemente il potere regio a favore di quello del parlamento e che proprio in quell'anno, Francesco Giuseppe aveva revocato le cosiddette "leggi di aprile" che erano state approvate da suo zio Ferdinando per cercare di distendere il clima in Ungheria. A peggiorare la situazione, Francesco Giuseppe cercò di estendere anche all'Ungheria contro il parere del parlamento locale la cosiddetta "Costituzione Stadion" che era stata approvata dalla dieta imperiale. Per tutta risposta il parlamento ungherese non aveva voluto riconoscere il nuovo sovrano e, per la legge locale, nessuno poteva sedere sul trono d'Ungheria senza il consenso del parlamento dal momento che la successione non era vista come automatica alla morte del predecessore.Seppur in unione personale col trono asburgico, dunque, ogni imperatore sino a quel momento aveva dovuto ottenere l'approvazione del parlamento ungherese a sedere sul trono locale, senza il quale il trono veniva definito vacante. Lajos Kossuth prese le redini del governo ungherese ormai in rivolta.

Se in Austria le rivolte erano state represse velocemente, lo stesso non si poté dire in Ungheria dove Francesco Giuseppe cercò ed ottenne l'aiuto della Russia per "evitare che l'insurrezione ungherese divenisse una calamità di portata europea".G. Rothenburg, The Army of Francis Joseph, West Lafayette, Purdue University Press, 1976, p. 35. Con i russi dalla propria parte, la forza militare messa in campo dall'Austria divenne di notevole portata e lo stesso Francesco Giuseppe si incontrò con Nicola I, zar russo, a Varsavia il 21 maggio 1849 per compiere un gesto unico nel suo genere: gli baciò le mani in segno di riconoscenza.Paul Lendvai, The Hungarians A Thousand Years of Victory in Defeat, Princeton University Press, 2021, p. 236. ISBN 978-0-691-20027-9. Lo zar russo, dal canto suo, era intervenuto in nome della Santa Alleanza con l'invio di 200.000 uomini e 80.000 forze ausiliarie. Alla repressione dei rivoltosi, fece seguito un periodo di brutale repressione con una stringente legge marziale che contribuì a dipingere una pessima immagine di Francesco Giuseppe appena asceso al trono, unitamente al fatto che il sovrano ritirò tutte le concessioni fatte in precedenza.

La prima guerra d'indipendenza italiana