Barletta (, AFI: , Barlett in dialetto barlettano) è un comune italiano di abitanti, capoluogo insieme ad Andria e Trani della provincia di Barletta-Andria-Trani in Puglia.
Rilevante centro manifatturiero della Puglia Settentrionale, la città domina la Valle dell'Ofanto, essendone la città più popolosa.
Il comune di Barletta, oltre alle frazioni di Fiumara e Montaltino, comprende la località di Canne, sito archeologico ricordato per la storica battaglia vinta nel 216 a.C. da Annibale.
Geografia fisica Territorio Il territorio di Barletta, esteso su oltre ettari e con circa di costa, si affaccia sul mare Adriatico all'imboccatura sud-est del golfo di Manfredonia, nell'area costiera in cui il litorale roccioso della Terra di Bari modifica le sue caratteristiche giungendo alle sabbie della foce del fiume Ofanto. La città è situata sulla costa a sud-est dalla foce dell'Ofanto ed è ubicata su un bassopiano che varia dai 10 ai 30 metri sul livello del mare mentre il territorio comunale risulta compreso tra lo 0 e i 158 metri sul livello del mare. Il centro abitato si estende per una lunghezza da est ad ovest di circa , da nord a sud per circa ed un perimetro di circa .
Il terreno su cui insiste il territorio di Barletta è caratterizzato dalla presenza di arenarie, calcareniti, sabbia, argilla e tufo.. Le trasformazioni antropiche del suolo hanno però modificato il suo paesaggio soprattutto nel periodo compreso tra il XIX e il XXI secolo. L'area protesa verso Canosa, calcarenitica, precedentemente adibita a prato per il pascolo, a vigneti e ad alberi da frutta oggi è caratterizzata da vigneti e oliveti. Stessa sorte è toccata alla zona verso Canne, argillosa, che non mostra più cerealicoltura e vegetazione spontanea, tipica delle sponde dell'Ofanto, ma vigneti e oliveti, e la costruzione di argini che hanno permesso di evitare i danni delle inondazioni avvenute fino al XIX secolo.. Il territorio verso Trani, in precedenza paludoso, è stato bonificato con una conseguente scomparsa delle specie faunistiche fino ad allora presenti nei pressi delle acque stagnanti. La zona compresa tra Barletta e Andria non mostra invece segni di sostanziali modifiche, conservando la sua tipica vegetazione ricca di oliveti..
Il pericolo sismico risulta di entità media, qualificato come territorio in cui possono verificarsi forti terremoti: il comune è stato infatti classificato dal dipartimento della Protezione Civile come «zona 2» («sismicità media»).Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274/2003, aggiornata con la Delibera della Giunta Regionale della Puglia n. 153 del 2.03.2004.
Clima Il clima del territorio barlettano è riconducibile a quello mediterraneo, tipico della fascia costiera adriatica meridionale, caratterizzato da inverni non troppo freddi e da estati calde e secche, con scarse precipitazioni. La neve cade raramente con accumuli degni di nota. Negli ultimi vent'anni, tuttavia, si registrano alcuni episodi nevosi di un certo rilievo: il 15 dicembre 2007 quando 15 centimetri di neve ammantarono la città, il 6-7 febbraio 2012 ed il 30-31 dicembre 2014. La piovosità è bassa: la media pluviometrica si aggira sui 550 millimetri annui ed è distribuita in circa settanta giorni, con maggiori afflussi di pioggia in autunno ed inverno e minimi tra la seconda metà del mese di giugno e la prima metà del mese di agosto.
Classificazione climatica di Barletta: Zona climatica: C; Gradi giorno: 1306.
Origini del nome
Il primo nome della città di Barletta, come testimoniato dalla Tabula Peutingeriana, è stato Bardulos, trasformato in seguito in Barduli. Il toponimo derivava, secondo un'ipotesi ottocentesca,Francesco Costantino Marmocchi, Dizionario di geografia universale, volume I parte II, Torino 1858, pp. 893-894, che cita a sua volta Nicola Corcia (Storia delle Due Sicilie dall'antichità più remota al 1789) come il primo a formulare questa ipotesi dal nome della popolazione transadriatica che, intorno al IV secolo a.C., era approdata sulle coste barlettane: i Bardei. Durante il primo Medioevo, la denominazione subì una nuova modifica, diventando Baruli, che negli atti dell'epoca assumeva anche la forma Barulum. In volgare la città era detta Varolum o Varletum, da cui deriverebbe il nome della città in dialetto barlettano, ossia Varrétt. Solo dall'XI secolo la città è stata chiamata con l'attuale denominazione di Barletta e sul finire del XIV secolo il nome di Barletta è trascritto in una pergamena del 1387 appartenente al Codice Diplomatico Barlettano. Tuttavia, nel Decameron di Giovanni Boccaccio risalente alla metà del XIV secolo, la città è ancora detta Bàrolo.Giornata nona, Novella decima: «Donno Gianni ad istanzia di compar Pietro fa lo 'ncantesimo per far diventar la moglie una cavalla; e quando viene ad appiccar la coda, compar Pietro, dicendo che non vi voleva coda, guasta tutto lo 'ncantamento.»
Storia
Storia antica Le prime testimonianze su Barletta, citata come Bardulos nella Tavola Peutingeriana, risalgono al IV secolo a.C. Tra il IV e il III secolo a.C. fu lo scalo marittimo di Canusium, centro di maggior rilievo dell'entroterra che risultava più appetibile, oltre che per le risorse naturali, per via del clima salubre, lontano dalle acque stagnanti e paludose dei fiumi che scendevano a valle.. Nel 216 a.C. nei pressi della vicina Canne, durante la seconda guerra punica si tenne l'omonima battaglia che determinò la pesante sconfitta dei Romani da parte dell'esercito di Annibale. Prima di finire nell'orbita di Roma l'antica Bardulos si trovava in un crocevia tra la strada che conduceva nell'entroterra sannitico passando per Canne e Canosa e la via litoranea che, costeggiando l'Adriatico, collegava il Gargano con Barium e Brundisium.
La città, fino ad allora vissuta all'ombra della vicina Canosa, dopo la distruzione di Canne, nel 547, ricevette una prima ondata migratoria di superstiti cannesi; in seguito all'arrivo dei Longobardi, nel 586 accolse un secondo esodo, questa volta degli stessi canosini, che si stabilirono lungo le principali direttrici di traffico verso i paesi limitrofi.. L'incursione saracena dell'848 e la devastazione dell'875 decretarono la fine della supremazia di Canusium e la definitiva fuga dei suoi abitanti presso la vicina Baruli, che così poneva le basi per diventare una vera e propria civitas..
Storia medioevale
La città fiorì di fatto però solo nel Basso Medioevo come fortezza dei Normanni, diventando una delle tappe importanti per i crociati e per tutto il traffico commerciale verso la Terra santa.. Gli ospitalieri di San Giovanni di Gerusalemme istituirono una domus priorale, Priorato di Barletta, in sostituzione di quella di Bari, demolita a seguito della ribellione del 1156.
A causa della sua forte vocazione commerciale, che portava in città persone di ogni luogo, nel Codex calixtinus, scritto nel 1173, Barletta viene individuata fra le otto città in cui si può imparare a rubare e a imbrogliare, assieme a Lucca, Piacenza, Tours, Roma, Puy, Saint Gilles e Bari.
Nel 1194 terminò il periodo normanno ed iniziò quello svevo, dominato dalla figura di Federico II: divenuto imperatore nel 1220, quattro anni dopo avviò la costruzione della sua domus nel castello barlettano, allora costituito unicamente dal fortino costruito dai Normanni. L'importanza attribuita alla città dal sovrano svevo è testimoniata dall'annuncio, nel 1228, della sesta crociata durante la Dieta tenutasi proprio nella domus federiciana.. Agli svevi succedette, nel 1266, la dinastia angioina. Barletta continuò, con Carlo I, a beneficiare di ricchezza economica e di attenzioni, tanto che tre dei sette membri del Consiglio dell'Imperatore erano barlettani.. La dinastia aragonese subentrò nel 1442 a quella angioina e nel 1459 il nuovo re, Ferdinando I, fu incoronato proprio nella cattedrale di Barletta..
Durante il XV e XVI secolo Barletta ospitava una florida comunità ebraica mercantile, che nella Terra di Bari fu l'unica a beneficiare di uno statuto dedicato a disciplinare i suoi rapporti con gli altri cittadini del regno. Lo statuto fu approvato da Ferdinando I d'Aragona.
Terra Baroli Il termine Terra Baroli identificava il comune medievale di Barletta, che originariamente estendeva i suoi confini ben oltre l'attuale perimetro urbano. Questa giurisdizione includeva le aree di San Ferdinando di Puglia, le Saline di Barletta, oggi Margherita di Savoia e Zapponeta, formando un unico agglomerato urbano, politico ed economico. Solo nel corso del XVII secolo secolo, con la spinta all'autonomia dei centri rurali e delle colonie agricole, queste località si separarono amministrativamente da Barletta, pur conservando ancora oggi una identità storica comune.
Storia moderna All'inizio del XVI secolo, durante la seconda guerra italiana che vide coinvolte Francia e Spagna, la città fu teatro della celebre Disfida di Barletta. Lo scontro tra cavalieri italiani e francesi, avvenuto a seguito di provocazioni di parte francese, si tenne il 13 febbraio 1503 nell'agro tra Andria e Corato, nel territorio della città di Trani e si concluse con la vittoria della compagine italiana, guidata dal capitano Ettore Fieramosca.. La città divenne roccaforte degli spagnoli, che ne ampliarono le mura ed il castello. Nel 1528, già lacerata da divisioni interne, fu devastata dai francesi, che perpetrarono saccheggi e incendi tali da portare alla distruzione chiese ed edifici conventuali. Da quel momento cominciò il declino di Barletta, favorito dal malgoverno spagnolo e dalle calamità naturali susseguitesi per tutto il XVII secolo: nel 1627 e nel 1629 due sismi danneggiarono numerosi edifici barlettani, senza intaccare il castello cittadino; la peste del 1656 colpì la città e il numero dei suoi abitanti passò così dai ventimila di quell'anno agli ottomila del marzo 1657;. nel 1689, 1731, 1743 ulteriori terremoti ridussero in ginocchio la popolazione. Nel 1800 la sua costa fu teatro della guerra tra Inghilterra e Francia, scontrò che cumino con la presa della Pugliese (goletta), nel settembre del 1809.
Storia contemporanea
Segnali di rinascita si registrarono soltanto alla fine del XVIII secolo, in particolare durante i regni di Giuseppe Bonaparte e di Gioacchino Murat. Proprio durante il periodo murattiano, nel 1809, gli ordini religiosi presenti in città furono soppressi, con la conseguente confisca di tutti i loro beni. Tuttavia Barletta restò un attivo centro culturale e religioso e, nel 1860, fu elevata a sede arcivescovile da papa Pio IX col nome di arcidiocesi di Barletta..
Il XX secolo si aprì con lotte contadine e scioperi che videro coinvolto il cerignolano Giuseppe Di Vittorio.. Il 24 maggio 1915 fu colpita dalla nave austriaca S.M.S. Helgoland, che centrò, con sei colpi di cannone, il fronte settentrionale del castello, la ferrovia marittima ed alcune abitazioni nei pressi della Cattedrale. Con il fascismo, nascono nuovi edifici pubblici, tra cui Palazzo Criscuoli, Casa Rizzi, Palazzo Calò. La città non subì ulteriori colpi grazie all'intervento del cacciatorpediniere "Turbine".. Durante la seconda guerra mondiale, a partire dall'8 settembre 1943 la città fu sotto attacco da parte nazista. Dopo giorni di Resistenza il colonnello Francesco Grasso dichiarò la resa, ma da quel momento si ebbero numerosi episodi di rappresaglia che produssero trentadue vittime civili, oltre a decine di feriti. L'episodio più grave avvenne il 12 settembre, quando undici vigili urbani e due netturbini furono fucilati per rappresaglia presso il Palazzo delle Poste, erroneamente incolpati dell'uccisione di un tedesco, avvenuta il giorno precedente. Per questi motivi la città di Barletta è stata insignita, unico caso in Italia, con la medaglia d'oro al valor militare ed al merito civile.