La narrazione del processo di Gesù è descritta nei quattro vangeli canonici (Matteo 26,57-27,26Matteo .; Marco 14,53-15,15Marco .; Luca 22,54-23,25Luca . e Giovanni 18,12-19,16Giovanni .).

Dopo la celebrazione dell'Ultima cena in compagnia degli apostoli, Gesù fu arrestato nell'orto del Getsemani, poco fuori Gerusalemme, con la complicità di Giuda Iscariota. In seguito fu interrogato dalle varie autorità politiche e religiose dell'epoca: Anna, Caifa, il Sinedrio, Pilato, Erode Antipa. Il tribunale ebraico gli contestò un'accusa teologica, la bestemmia, per essersi equiparato a Dio; alcuni storici dissentono sostenendo che in base alle leggi giudaiche non vi sarebbe stata alcuna bestemmia.Bart Ehrman, Il Nuovo Testamento, Carocci Editore, 2015, p. 111,119,145,170,195, ISBN 978-88-430-7821-9.Adriana Destro e Mauro Pesce, La morte di Gesù, Rizzoli, 2014, pp. 108-109,121-128, ISBN 978-88-17-07429-2. Davanti al tribunale romano venne formulata un'accusa politica, la sedizione e il reato di lesa maestà per essersi proclamato "re dei Giudei".. La condanna capitale fu emessa da Pilato ed eseguita mediante crocifissione..

Gli eventi, in sinossi, secondo quanto riportato dai Vangeli canonici I quattro vangeli canonici sono le uniche fonti storiche. che descrivano da punti di vista diversi gli avvenimenti del processo di Gesù. Dalle narrazioni è possibile evidenziare un doppio procedimento inquisitorio contro Gesù intentato prima dalle autorità ebraiche e poi dinanzi a quella romana, rappresentata da Ponzio Pilato, unico detentore dello "ius gladii".. Secondo alcuni studiosi vi sarebbe tra i vangeli una certa concordanza negli eventi narrati, ma altri studiosiCfr, ad esempio: Raymond Brown, École biblique et archéologique française (curatori della Bibbia di Gerusalemme), del "Nuovo Grande Commentario Biblico", John Dominic Crossan, l'interconfessionale Bibbia TOB, Rudolf Bultmann. ritengono - come riportato nella sottostante sezione "Storicità e attendibilità del processo"- che tali narrazioni non siano storicamente conciliabili e attendibili, sia nel quadro generale sia in molti dettagli, ma costituiscano la personale interpretazione teologica di ogni evangelista su precedenti materiali della tradizione cristiana.

+ Sinossi degli eventi del processo.Adriana Destro e Mauro Pesce, La morte di Gesù, Rizzoli, 2014, pp. 121-128, ISBN 978-88-17-07429-2.Bart Ehrman, Il Nuovo Testamento, Carocci Editore, 2015, p. 111, ISBN 978-88-430-7821-9. Matteo Marco Luca Giovanni Ultima cena e Arresto - - - Condotto prima all'(ex) sommo sacerdote Anna suocero di Caifa (), interrogatorio () Condotto al palazzo di Caifa, Prima riunione del Sinedrio (di notte), interrogatorio, Gesù si dichiara Figlio di Dio, condanna, maltrattamenti () Condotto al sommo sacerdote Caifa, Prima riunione del Sinedrio (di notte), interrogatorio, Gesù si dichiara Figlio di Dio, condanna, maltrattamenti () Condotto alla casa del sommo sacerdote Caifa (), maltrattamenti () Anna lo invia da Caifa () Seconda riunione del Sinedrio (al mattino) () Seconda riunione del Sinedrio (al mattino) () Prima ed unica riunione del Sinedrio (al mattino), interrogatorio, Gesù si dichiara Figlio di Dio, condanna () - Condotto da Pilato () Condotto da Pilato () Condotto da Pilato () Al mattino condotto da Pilato nel Pretorio () Interrogatorio di Pilato; "Sei tu il Re dei Giudei?" () Interrogatorio di Pilato; "Sei tu il Re dei Giudei?" () Interrogatorio di Pilato; "Sei tu il Re dei Giudei?" ; Pilato lo ritiene innocente () Interrogatorio di Pilato in privato; "Sei tu il Re dei Giudei?" ; Pilato lo ritiene innocente () - - Pilato lo invia a Erode, maltrattamenti da parte sua e dei suoi soldati, rinviato a Pilato () - Intervento della moglie di Pilato, liberazione di Barabba, la folla invoca la crocifissione, Pilato lo trova innocente e si lava le mani, flagellazione () Liberazione di Barabba, la folla invoca la crocifissione, Pilato lo trova innocente, flagellazione () Pilato lo trova innocente, annuncia di voler castigare severamente (flagellazione) Gesù e poi rilasciarlo, la folla invoca la crocifissione, Pilato ribadisce la non colpevolezza, liberazione di Barabba () Liberazione di Barabba, flagellazione () Maltrattamenti e coronazione di spine da parte della coorte (romana) nel pretorio () Maltrattamenti e coronazione di spine da parte della coorte (romana) nel cortile-pretorio () - Maltrattamenti e coronazione di spine da parte dei soldati (romani) () - - - Ecce Homo, nuovo colloquio privato Pilato-Gesù, i capi sacerdoti e le guardie invocano la crocifissione, ora sesta (mezzogiorno) () Esecuzione della sentenza per crocifissione

Altre fonti indipendenti Pur non riportando dettagli del processo Tacito mostra di conoscere gli avvenimenti, del processo e della condanna emessa da Ponzio Pilato, riferendo della decisione dell'imperatore Nerone di accusare i Cristiani dell'incendio di Roma del 64 d.C.:

Alcuni storici non considerano particolarmente significativa questa testimonianza in quanto Tacito scriveva nel 115 d.C. - dopo 85 anni dalla morte di Gesù, periodo in cui il cristianesimo aveva già iniziato a diffondersi e gli stessi vangeli erano già stati scritti - citando informazioni e credenze allora di pubblico dominioBart D. Ehrman, Gesù è davvero esistito? Un'inchiesta storica, Mondadori, 2013, pp. 55-58, ISBN 978-88-04-63232-0..

Una lettera scritta al figlio dal filosofo stoico Mara Bar Serapion, la cui compilazione è stata ascritta al periodo delle disfatte giudaiche del 70 o del 135 d.C. riporta l'esortazione alla pratica della saggezza e della virtù citando tre esempi di condanne deprecabili di uomini giusti quali Socrate, Pitagora e "il saggio re degli ebrei" identificabile con Gesù..

Un'altra testimonianza che attesta la condanna a morte mediante crocifissione del maestro giudaico Gesù da parte di Ponzio Pilato è quella fornita da Giuseppe Flavio nella sua "Storia universale del popolo giudaico" apparsa nel 93 d.C... La maggioranza degli studiosi ritiene che il testo, noto come Testimonium Flavianum, sia un'interpolazione successiva operata da copisti cristiani che non viene citata da alcun padre della Chiesa fino ad Eusebio di Cesarea nel IV secolo.Bart D. Ehrman, Gesù è davvero esistito? Un'inchiesta storica, Mondadori, 2013, pp. 52-68, ISBN 978-88-04-63232-0.

Anche se più tardiva come fonte, la Sanhedrin 43a del Talmud babilonese contiene un riferimento alla condanna di Gesù, giustiziato alla vigilia di Pasqua in quanto "colpevole" di stregoneria (o magia) e di indurre il popolo all'apostasia. Il testo, da alcuni non ritenuto riferibile a Gesù Cristo, riporta tuttavia una traccia dell'avversione dei maggiorenti di Israele al "Rabbi" anticonformista; costoro ritengono dubbia l'identificazione con il Gesù dei vangeli, in quanto YeshuAlcuni autori reputano che il nome sia piuttosto un acronimo di "ymmach shmò uzrichò" ("sia cancellato il suo nome e il suo ricordo") che indicava in modo spregevole chi cercava di portare i Giudei all'apostasia. fu lapidato e poi appeso ad un palo o ad un alberoLa crocifissione non era ammessa dalla Torah, mentre invece lo era appendere il condannato ad un albero, come ricordato anche in , tuttavia il supplizio irrogato era invece praticato presso i Romani e, inoltre, il brano riporta come questo predicatore avesse solo 5 discepoli - Matthai, Nakai, Nezer, Buni e Todah - i cui nomi peraltro non coincidono con i Dodici; la testimonianza è di periodo tardo, almeno del IV secolo, riportando un insegnamento del rabbi Abbaye, che visse a quel tempo Soncino Babylonian Talmud, editor I. Epstein, Tractate Sanhedrin, folio 43a, London, Soncino Press, 1935-1948.John P. Meier, A Marginal Jew. Rethinking the Historical Jesus, Vol.I, Doubleay, New York, 1991.

Per quanto riguarda le altre fonti, in genere vangeli apocrifi, esse sono di massima considerate inattendibili.; fanno eccezione il Vangelo di Pietro e il Vangelo di Nicodemo redatti in origine tra la fine del I secolo e l'inizio del secondo. che alcuni considerano utili per alcune deduzioni; il primo in particolare attribuisce la colpa della condanna interamente ai Giudei..

Considerazioni circa il processo Non vi è accordo tra gli studiosi sul fatto, se si sia trattato di uno o di due processi distinti.. Dai vangeli traspare il fatto che Gesù sia comparso di fronte a due tipi di autorità, quella sinedriale e quella legale romana. Dal punto di vista giuridico, essendo la Palestina occupata e sotto giurisdizione romana, un processo per reati che comportassero la pena di morte era competenza esclusiva del giudice supremo, il procuratore romano .(o nel caso specifico il praefectus).. Tale fatto è concorde con quanto attestato dal Vangelo secondo Giovanni: "A noi non è consentito mettere a morte nessuno.". Secondo la prassi giuridica in vigore, infatti, la procedura legale prevedeva che il processo fosse condotto mediante un atto preciso di accusatio, in questo caso da parte dei sacerdoti, che comportava l'interrogatorio, da parte del magistrato inquirente, dell'imputato e che questi si discolpasse, cosa che concorda con quanto riportato dai vangeli e avvalora la tesi del processo unico davanti a Pilato. L'operato descritto dai vangeli riporterebbe quindi la serie di interrogatori subiti da Gesù allo scopo di formulare un preciso libellus inscriptionis. Secondo la Lex Iulia iudiciorum publicorum di Augusto, l'accusa si doveva intentare con precise modalità in un documento scritto e firmato. Secondo opinioni autorevoli, il dibattimento contro Gesù dinanzi al Sinedrio riferito dai vangeli ebbe la funzione di approntare un atto di accusa da presentare al governatore romano e non rappresentò un "processo" vero e proprio..

Gesù era colpevole di due reati che la legge mosaica puniva con la pena di morte: essere un bestemmiatore perché si era proclamato figlio di Dio (), ed essere un falso profeta perché aveva promesso di distruggere e ricostruire il tempio in tre giorni ().

Cronologia degli eventi, dall'arresto alla crocifissione

L'arresto di Gesù non sarebbe stato legalmente fattibile senza alcuna motivazione o delibera; il solo Vangelo di Giovanni fornisce (aggiungendovi una sua riflessione teologica) la precedente decisione sinedriale sul "caso Gesù". Si preparava la maggiore delle ricorrenze che avrebbe fatto affluire pellegrini da ogni dove a Gerusalemme; il timore di possibili disordini innescati dalla stessa presenza del Rabbi galileo e della conseguente reazione dei Romani, spinsero i capi sacerdoti e il Sinedrio alla delibera e all'ordine di arrestare GesùGiovanni ..

Secondo Meier è corretta la cronologia ricavata dalla narrazione giovanneaJ.A.T. Robinson ritiene la narrazione giovannea la più coerente dal punto di vista storico oltre ché teologico . L'ultima cena non fu la cena pasquale ebraica e Gesù morì il giorno successivo, 14 nisan, vigilia della Pasqua. Le varie fasi del processo si svolsero tra la sera di giovedì 6 aprile e il pomeriggio di venerdì 7 aprile del 30 d.C. (o meno probabilmente tra il 2 e il 3 aprile del 33).; si propende di massima per l'anno 30., in cui la Pasqua (15 Nisan) corrispondeva al giorno 8 del mese di aprile e di sabato. È da tener presente che presso gli Ebrei il giorno veniva computato iniziando dal tramonto del giorno prima, venerdì 7, e terminava al tramonto del giorno dopo, non da mezzanotte a mezzanotte..