Nel 2023 è stato inserito fra i membri del Naismith Memorial Basketball Hall of Fame.

Biografia Nato da JoLinda Wade e Dwyane Sr, Wade vive i primi 9 anni della sua infanzia nella zona sud di Chicago, in un quartiere noto alle cronache per la forte presenza di gruppi di stampo criminale. Successivamente al divorzio dal marito, avvenuto nel 1982 (4 mesi dopo la nascita di Dwyane), la madre di Wade comincia a fare uso di droga ed alcol con sempre maggior frequenza, fino al punto di trascurare i suoi figli. Viste le enormi difficoltà della madre e le scarse prospettive per i suoi coetanei maschi, la sorella di Wade, Tragil, decide nel 1991 di portarlo a vivere con il padre sulla 79ª strada.

Wade affermerà poi che quella fu una fase cruciale della sua vita: la grande disciplina del genitore lo portò a lavorare duramente sia in campo che fuori, guadagnandosi un posto in squadra alla Richards High School. Nella nuova scuola, il giovane Wade mostrò subito la sua bravura affermandosi come leader della squadra; tuttavia, i continui paragoni con il fratellastro maggiore Demetris a cui veniva sottoposto, lo portarono a trascurare del tutto il basket per praticare il football (dove affermava di sentirsi più libero), tornando alla pallacanestro soltanto nel suo penultimo anno.

Nel 2002 ha sposato Siohvaughn Funches, sua fidanzata del liceo, con la quale ha avuto due figli: Zaire (4 febbraio 2002), anch'egli cestista, e Zion (29 maggio 2007). La coppia si è separata nel 2007 e ha divorziato nel 2010 dopo una lunga battaglia legale. Nel 2011 Wade ha ottenuto la custodia esclusiva dei suoi due figli. Nel 2013 ha adottato ufficialmente suo nipote Dahveon Morris, figlio di sua sorella Deanna, che già da qualche anno viveva con la famiglia Wade. Nel 2008 ha iniziato una relazione con l'attrice e modella Gabrielle Union. Nel 2013, durante una breve separazione dalla Union, ha avuto una fugace relazione con Aja Metoyer, con cui ha avuto il suo terzo figlio, Xavier Zechariah, nato il 10 novembre 2013. Il 21 dicembre 2013 Wade e la Union hanno annunciato l'intenzione di convolare a nozze e si sono sposati ufficialmente il 30 agosto 2014. Il 7 novembre 2018 la coppia ha avuto la sua prima figlia, Kaavia James, nata da madre surrogata. Nel 2020 la figlia dodicenne di Wade ha pubblicamente annunciato la propria transessualità e ha cambiato il proprio nome in Zaya.

Il 27 agosto 2016 la sua cugina di primo grado, Nykea Aldridge, è morta (come vittima accidentale) durante una sparatoria tra bande a Chicago.

Caratteristiche tecniche Considerato una delle migliori guardie di tutti i tempi, disponeva di una grande velocità e atletismo, che gli consentivano di essere molto bravo a concludere al ferro. Non eccelleva nel tiro da 3 punti, ma sapeva segnare canestri da oltre l'arco in momenti delicati delle partite. Aveva anche una buona visione di gioco ed era un ottimo difensore, con una buona propensione alla stoppata e a rubare palloni.

Carriera College Dopo l'high school, Wade sceglie di andare al college, precisamente a Marquette, ma dovrà aspettare un anno prima di scendere in campo: i suoi voti infatti non gli consentiranno di passare il test per entrare in squadra.

Nonostante tutto, il coach della squadra Tom Crean decide di allenarlo ugualmente e di farlo diventare un assistente in panchina. Grazie a questo, Wade riesce a comprendere meglio il gioco, e al suo secondo anno domina sin dall'inizio della stagione, collezionando una media di 17,8 punti, 6,6 rimbalzi, 3,4 assist, 2,5 recuperi e 1,1 stoppate in 32 uscite. L'anno successivo è quello della consacrazione definitiva: Wade arriva a 21,5 punti, 6,3 rimbalzi, 4,4 assist, 2,2 recuperi e 1,3 stoppate di media, viene inserito nel primo quintetto ideale degli All American e nominato MVP delle Midwest Regional Final, riportando Marquette alla Final Four. Dopo due stagioni di gioco, Wade prova ad entrare in NBA.

NBA I primi anni nella lega (2003-2005)

Wade si rese quindi eleggibile per il Draft 2003 e venne scelto dai Miami Heat con la quinta scelta assoluta, dietro a LeBron James, Darko Miličić, Carmelo Anthony e Chris Bosh.

Nel suo anno da rookie, un problema al polso lo ferma per le prime 21 partite ma successivamente Wade dimostra di essere una buona matricola, riportando i Miami Heat ad essere una squadra rispettabile. L'ombra gettata su di lui dalle due matricole più importanti, LeBron James e Carmelo Anthony, lo porta a lavorare ancora più duro e guida Miami a 17 vittorie sulle ultime 21 partite di stagione regolare, portando la sua squadra ai Playoffs NBA. I Miami Heat vinceranno la prima serie contro gli Hornets (da ricordare il canestro decisivo di Wade in faccia a Baron Davis in gara-1) ma perderanno contro gli Indiana Pacers al secondo turno; nonostante la sconfitta Wade si afferma come uno dei giocatori migliori della lega: le statistiche di Wade nei Playoffs NBA parlano di 18 punti, 5 assist e 4 rimbalzi.

Il rendimento di Wade nella sua prima stagione lo porta alla convocazione in Nazionale e, durante il ritiro, la dirigenza dei Miami Heat mette a segno il colpo di mercato che cambierà la storia della franchigia: la squadra della Florida cede Lamar Odom, Caron Butler e Brian Grant per avere Shaquille O'Neal dai Los Angeles Lakers. Il nuovo duo degli Heat, comincia subito a dare spettacolo e a dominare la Eastern Conference, supportati da compagni come Eddie Jones, Damon Jones ed altri; Miami vince 59 partite in stagione regolare, a fronte di sole 23 sconfitte; in una delle ultime gare di regular season però Shaq si procura un ematoma alla coscia in seguito ad una ginocchiata di Jermaine O'Neal. Iniziano i Play-off NBA e l'infortunio di O'Neal lo costringe a saltare la prima serie contro i Nets, spazzati via con un 4-0 grazie ad un Wade da 26,5 punti, 6,2 rimbalzi e 8 assist. La seconda serie vede il ritorno di O'Neal, che contribuisce ad un altro cappotto, stavolta ai danni degli Wizards: Wade realizza 31 punti di media con 7 rimbalzi e 8 assist. La finale di conference li porta davanti ai Detroit Pistons, campioni NBA in carica che vengono battuti in gara-5 e mandati sotto 2-3. A causa di un problema muscolare, Wade salta gara-6, persa 95-66, ed una gara-7 leggermente sotto tono (20 punti frutto di un 7/20, 4 assist, 1 rimbalzo e 5 palle perse) darà la vittoria per 88-82 ai Pistons. In seguito all'eliminazione gli Heat allestiscono un maxi-scambio (13 giocatori coinvolti, la più grande trade mai avvenuta) rivoluzionando la squadra: prendono Antoine Walker, Gary Payton, James Posey e Jason Williams.

Il primo titolo NBA e il premio di MVP delle Finals (2005-2006)

La stagione successiva, i pronostici vedono gli Heat favoritissimi ma dopo due partite O'Neal si infortuna e salta le successive 18; la squadra accusa il colpo e al rientro di Shaq, il record è di 10-10. È proprio in questo periodo che il general manager dei Miami Heat, Pat Riley, decide di prendere per mano la squadra diventando head coach, subentrando al posto di Stan Van Gundy. La squadra si riprende vincendo 9 delle successive 12 partite e conquistando i PO con un record di 50-32.

Al primo turno gli Heat trovano Chicago per una serie che sembra solo una formalità ma dopo un facile 2-0 a Miami, nella città del vento i Bulls pareggiano la serie e, complice un infortunio di Wade ad inizio partita, in gara-5 si portano in vantaggio e sfiorano la clamorosa rimonta; quando però nel finale torna Wade gli Heat rimontano e vincono la partita, chiudendo poi la serie 4-2 in gara-6. Il secondo turno vede gli Heat affrontare New Jersey, dai quali erano stati sconfitti 3 volte su 4 in regular season. In gara-1, a Miami, i Nets dominano e vincono 100-88. In gara-2 e 3 gli Heat fanno la voce grossa e si portano sul 2-1 ed in gara-4, con il punteggio in bilico, una tripla di Payton dà a Miami il 3-1. Tornati in casa, Miami si batte in una gara equilibratissima con New Jersey e a pochi secondi dalla fine è in vantaggio 106-105. Wade intercetta una rimessa di Kidd diretta a Carter e gli Heat portano a casa la serie in 5 partite.

In finale di Conference Miami incontra ancora una volta i Pistons, detentori del miglior record in stagione regolare. Gara-1 comincia con una partenza sprint degli Heat che vanno pesantemente in vantaggio ma dopo il primo quarto, il conto dei falli è pesante e Shaq e Wade sono costretti a vedere dalla panchina la rimonta di Detroit che si porta fino al -1, quando la reazione del supporting cast degli Heat affonda i Pistons al Palace. I Pistons reagiscono e vincono sul filo per 92-88 gara-2 ma a Miami gli Heat vincono gara-3 e 4 e, nonostante una grande prova in Prince in gara-5 (29 punti) che tiene a galla i Pistons, Miami domina gara-6 e chiude la serie 4-2

In Finale NBA arrivano i Dallas Mavericks, favoritissimi per il titolo, che a marzo avevano sconfitto gli Heat di 36 punti. Miami in gara-1 parte alla grande, andando sul +9 a inizio primo quarto ma nel secondo quarto Jason Terry si accende e con 20 punti nel primo tempo porta i Mavs in vantaggio. La ripresa è un massacro e Miami si riprende solo nel finale ma non basta per evitare la sconfitta 90-80. Gara-2 comincia più o meno nello stesso modo, un inizio di partita molto vivace ma nella ripresa, sotto i colpi di Stackhouse e Dirk Nowitzki, Miami affonda e i Mavericks portano a casa il 2-0. Tra gara-2 e gara-3, Pat Riley si cala nella parte del motivatore e in un allenamento, portando in spogliatoio un giornale di Dallas che dava gli Heat già per spacciati assicura alla sua squadra che il 20 giugno (giorno in cui si sarebbe dovuta disputare l'eventuale gara-6) avrebbero vinto il titolo. All'inizio di gara-3 la motivazione sembra dare i suoi effetti e a fine primo tempo Miami è sul +11, grazie ad una grande prova di squadra. Ancora una volta però Dallas reagisce e Dirk (30 punti alla fine per lui) porta i Mavs sul + 13 a 6 minuti dalla fine. Stavolta però si sveglia Wade che infila 12 punti in fila in 6 minuti (42 alla fine per lui) e, grazie a un 2/2 di Shaq dalla lunetta e a un tiro di Payton a pochi secondi dalla fine, Miami porta a casa la prima vittoria nella serie. Gara-4 è una dimostrazione di forza, dominata da Miami che vince 98-74 e pareggia la serie. La partita più bella della serie è senza dubbio gara-5, che vede Wade (42 punti alla fine) e Jason Terry (35) darsi battaglia. Sarà un tiro di Wade sul finire a mandare all'overtime la partita e a 1 secondo dalla fine metterà due liberi per il 3-2 di Miami. Si torna a Dallas per gara-6, dove i Mavericks cominciano alla grande, portandosi in vantaggio pesantemente. La risposta di Miami arriva con un pesante parziale e all'inizio dell'ultimo quarto gli Heat sono in vantaggio di tre punti. Il quarto quarto vede protagonisti lui, Alonzo Mourning, Udonis Haslem e Jerry Stackhouse. A 5 secondi dalla fine Dallas è ancora sotto di tre e Terry si incarica del tiro decisivo, che però sbaglia (0/5 da tre nell'ultimo quarto per lui), dando a Miami il primo titolo NBA. In questo stesso anno durante l'All-Star Weekend partecipa al suo secondo NBA All-Star Game, realizzando 20 punti e segnando il canestro decisivo. Inoltre ha partecipato all'NBA Skills Challenge dove ne è uscito vincitore.

Gli anni di transizione (2006-2010)