La farmacologia cinese è quella parte della medicina tradizionale cinese che si occupa dell'assunzione di farmaci di origine naturale. È molto meno nota dell'agopuntura pur condividendo con essa le antiche origini e una storia basata sull'osservazione di una pratica lunga migliaia di anni.
Le origini Uno tra i primi rimedi di cui viene lasciata traccia è il vino. L'ideogramma del termine jiu, che lo indica, è stato trovato inciso su ossa di bue e su gusci di tartaruga a identificare tutti gli alcolici ricavati dai processi di fermentazione della frutta o dei cereali. La parte superiore di questo ideogramma indica un uomo malato e la parte inferiore rappresenta il termine jiu, l'insieme a significare la stretta connessione tra vino e medicina.
Per l'agopuntura e per le basi di tutta la medicina tradizionale cinese, tuttora valide, il primo testo fondamentale, il Huang Di nei jing, il Classico di Medicina dell'Imperatore Giallo, risale al II secolo a.C. Narra la leggenda che a scriverlo fosse stato lo stesso Imperatore Giallo. Per la farmacoterapia il primo testo di grande rilevanza, lo Shennong Bencao Jing, risale ai tempi di Cristo e qui la leggenda vuole che fosse scritto dal fratello dell'Imperatore Giallo, l'Imperatore Rosso, il quale aveva le pareti della pelle e dello stomaco così sottili da poter intravedere tutti i processi di assorbimento e digestione che vi avvenivano. Un antico detto afferma che "il popolo cinese discende dall'Imperatore Rosso e dall'Imperatore Giallo", rendendo evidente la convinzione della contemporanea origine della medicina tradizionale cinese e della vita e della cultura cinese. All'Imperatore Rosso, chiamato anche il divino agricoltore, vengono fatte risalire l'invenzione dell'aratro, l'arte di dissodare e coltivare la terra, la scoperta delle proprietà curative di molte piante medicinali. In questo antico testo vengono descritte ben 364 sostanze medicinali, suddivise in piante, parti animali e minerali. Da lì in poi l'osservazione costante ha prodotto negli anni svariati libri che descrivono l'azione di moltissimi rimedi, confermando come per l'agopuntura e per le altre branche della medicina tradizionale cinese, la base sia la paziente e minuziosa osservazione empirica.
E l'osservazione attenta fece comprendere che questi rimedi possiedono delle caratteristiche energetiche in grado di orientare e determinare la loro azione. Secondo la farmacopea cinese esiste una natura, che può essere definita fredda, fresca, neutra, tiepida, calda, a seconda degli effetti che il rimedio determina nell'impatto con l'organismo umano. Questa caratteristica prescinde quindi dalla sensazione che il farmaco suscita in bocca e può essere solo marginalmente influenzata dalla temperatura a cui viene introdotto nell'organismo. A questo punto si ricorda uno dei principi basilari della terapia in medicina tradizionale cinese, già citato nello Shennong Bencao jing: "Bisogna trattare il freddo con le erbe calde e il calore con le erbe fredde". Questo vuol dire che, seguendo la stessa logica del Dao, il cerchio dove lo yin materia e lo yang energia si rincorrono e si completano e si trasformano l'uno nell'altro, in tutte le patologie caratterizzate da calore, si cerca di purificarlo con del freddo e, viceversa, in tutte le patologie caratterizzate dal freddo, noi cercheremo di compensarlo col calore. È questo quindi un primo principio di terapia in base alla natura delle erbe.
Parti utilizzate dei rimedi Nella farmacopea cinese tradizionale, i rimedi di origine vegetale sono la maggior parte (circa il 70-75 %), mentre più circoscritto è il numero dei rimedi di provenienza minerale e animale. Per ciò che riguarda i primi, va detto che nel corso della storia, ogni pianta veniva testata farmacologicamente in ogni sua parte, per cui di essa si poteva utilizzare ogni sua parte. Tuttavia la pratica clinica portava e porta tuttora all'impiego di sole poche parti di una pianta. Per alcune piante si utilizzano più parti e nella serie di ideogrammi che compone il nome del rimedio, è spesso inserito quello che identifica la parte specifica della pianta. Ecco l'elenco delle parti utilizzate delle piante Pianta intera Cao Radice Gen Stelo Jing Nodi Jie Foglie Ye Rami Zhi Fiori Hua Germi Ye Frutti Shi Semi Zi Semi oleosi Ren Corteccia Pi Spine Ci Cuore Xin Liana Teng
Dei rimedi appartenenti al regno animale si utilizzano varie parti di vari animali: Corpo Collagene Corna Ossa Conchiglie Pelle di muta
Dei rimedi del regno minerale si impiegano, principalmente, cristalli o il minerale grezzo.
Preparazione dei rimedi Prima della loro conservazione, i rimedi vengono spesso sottoposti a lavorazioni di vario genere, specie a carico dei rimedi che provengono dal regno animale e minerale. Queste lavorazioni portano all'ottenimento di risultati farmacologici altrimenti irraggiungibili (esempio classico è Zhi Gan Cao che non è altro che la radice di liquirizia trattata con Miele per ottenere un maggior effetto tonico sul Riscaldatore medio) o l'annientamento di proprietà tossiche del rimedio grezzo (classico è l'esempio di Fu Zi che viene trattato precedentemente con sale o zucchero e riso o con acqua e zolfo). Un rimedio qualunque può essere preparato: con l'uso di acqua con l'azione del fuoco con l'unione di acqua e fuoco.
Con l'acqua il rimedio può essere lavato, lavato con acqua corrente, umidificato, inzuppato, raffinato e decantato e macerato. Con la lavatura si asportano le impurità di superficie, con l'uso di acqua corrente si procede alla eliminazione degli odori e sapori intensi o sgradevoli, con l'umidificazione si mira alla lavorabilità del rimedio, con l'inzuppamento si ottiene l'asportazione delle cuticole, delle bucce e delle strutture superficiali. Con la raffinazione e la decantazione si trattano i minerali in modo da poter ottenere polveri molto fini. Con la macerazione si ottengono le acque medicinali. Con il fuoco il rimedio medicinale può essere abbrustolito per fare in modo che il rimedio si diriga alla Milza e, nel caso della carbonizzazione, si fa in modo che il rimedio divenga emostatico, abbrustolito con liquido di vario genere come miele, acqua di riso, aceto, succo di zenzero o sale, calcinato che consiste nel porre il rimedio a diretto contatto con il fuoco, torrefatto, cotto sotto la cenere, saltato in padella, seccato a fuoco dolce. Con l'uso di acqua e fuoco, il rimedio farmacologico può essere bollito, vaporizzato, temperato, immerso e distillato.
Conservazione dei rimedi Dopo aver subito l'opportuna preparazione, il rimedio deve essere conservato in modo appropriato e la conservazione è importantissima per due motivi principali. Un rimedio conservato inappropriatamente può essere inutile o pericoloso, qualora sia impiegato per la terapia. Un rimedio conservato male è un investimento andato a male. Il metodo unico impiegato in Cina è l'essiccazione. Questa viene intrapresa al fine di asportare, dal rimedio stesso, la maggior quantità di acqua che favorirebbe la proliferazione di agenti biologici destruenti (batteri, funghi, insetti) che porterebbero alla totale o parziale perdita del rimedio. Questa essiccazione può avvenire: sotto il sole all'ombra forzata Mentre il primo modo viene impiegato per parti consistenti dei rimedi quali radici, cortecce, tuberi, nodi legnosi, scorze, corni o piastre animali, il secondo viene utilizzato per fiori, steli e foglie. L'essiccazione forzata viene ottenuta in forni che raggiungono temperature non molto elevate e che garantiscono la idonea disidratazione per fiori, frutti, semi e rizomi e per tutti i rimedi ricchi di componente idrica e succosa. In ogni caso i rimedi vanno conservati successivamente, in luoghi bui, asciutti e ben ventilati di modo che non penetri umidità eccessiva che sancirebbe la rapida degradazione dei rimedi.
La Natura dei rimedi Ogni singolo rimedio della farmacopea cinese possiede una o più "Nature". La "Natura" del rimedio è una sua qualità e si riferisce alla capacità di quel rimedio di influire sulle attività energetiche dell'organismo in termini dinamici aumentando o accelerando, diminuendo o rallentando l'azione delle energie e delle funzioni corporee. Erroneamente alcuni potrebbero pensare alla sola azione sulla temperatura corporea, ma la Natura di un rimedio farmacologico può sì influire sulla temperatura corporea o sulla percezione soggettiva della variazione termica, ma agisce anche, e soprattutto, sulle funzioni energetico-funzionali dell'organismo. Alla lontana la Natura di un rimedio può farlo inquadrare tra i rimedi metabolico-stimolanti o tra quelli metabolico-riducenti. I rimedi che aumentano le azioni energetiche e funzionali hanno Natura Calda RE, mentre quelli che diminuiscono le azioni energetiche e funzionali hanno Natura Fredda HAN. I rimedi che ottengono effetti in un senso o nell'altro, ma più mitigati, avranno Natura Tiepida WEN o Fresca LIANG. I rimedi che non ottengono variazioni sull'andamento energetico e funzionale del corpo, hanno Natura Neutra PING. Nella dialettica YIN/YANG si avrà che i rimedi metabolico-stimolanti, quindi con Natura Calda o Tiepida, sono inquadrati nella fase YANG mentre i rimedi metabolico-riducenti, con Natura Fredda o Fresca sono appartenenti alla fase YIN. Naturalmente tra i primi e i secondi sono inseriti quei rimedi con Natura Neutra. Dal punto di vista pratico i rimedi di Natura Calda o Tiepida vengono utilizzati per le seguenti finalità: Espellere il Freddo Restaurare lo YANG Disostruire i Meridiani
I rimedi di Natura Fresca o Fredda sono impiegati per i seguenti motivi: Purificare il Calore e spegnere il Fuoco Rinfrescare il Sangue Detossificare l'organismo Nutrire lo YIN e i JinYe
I rimedi con Natura Neutra ottengono: Tonificazione Armonizzazione Regolarizzazione
Ogni rimedio interagisce, con la sua Natura, con l'organismo e ciò avviene indipendentemente dalla presenza di altri rimedi di Natura contraria. Se, ad esempio, si introduce un rimedio con Natura Tiepida e uno con Natura Fresca, si otterrà che ogni singolo rimedio interagirà indipendentemente dall'altro rimedio, sull'intero organismo. Ciò è tanto vero che in alcuni casi complessi la terapia consista in formule farmacologiche comprendenti al loro interno rimedi di Natura Tiepida e altri con Natura Fresca o Fredda o Neutra. È però da tenere in considerazione che la presenza, in una ricetta, di tutti rimedi con una precisa Natura creerà forte impatto energetico, talora eccessivo. Ciò è tanto vero che nelle formulazioni farmacologiche spesso i rimedi sono addizionati in modo da bilanciarsi evitando eccessive modificazioni energetico-funzionali. Classico è l'esempio delle ricette toniche dello YIN o dello YANG. Nelle prime vi sono molti rimedi di Natura Fresca ma è inserito sempre uno o più rimedi di Natura Tiepida per evitare un eccessivo sbilanciamento energetico. Nelle seconde, le quali sono maggiormente composte di rimedi di Natura Tiepida o francamente Calda, vi sono rimedi tonici dello YIN o rimedi di Natura Fresca per evitare una eccessiva produzione di Calore o la fuga dello YANG.
Il Sapore dei rimedi Altra caratteristica di primaria importanza, il Sapore è visto nella Farmacologia cinese, come uno dei fattori energetici che, insieme alla Natura, identifica il singolo rimedio farmacologico. Diversamente dall'occidente che considera il Sapore come un mero stimolante organolettico, la Medicina Cinese ritiene che il Sapore sia un agente energetico capace di influenzare, al pari della Natura, le funzioni organico-funzionali, sia dal punto di vista generale che specifico. Naturalmente il concetto di Sapore, nell'ottica della Medicina Cinese, non si riferisce solo alla sensazione gustativa evocata da piante, minerali o sostanze animali, ma soprattutto come patrimonio energetico preziosissimo posseduto dal singolo rimedio farmacologico, patrimonio in grado di determinare il risultato farmacologico.