La sonata per pianoforte n. 21, Op. 53 in Do maggiore, comunemente chiamata Waldstein (dall'omonimo conte a cui è dedicata) o L'aurora (per via del senso di trascendenza gioiosa che la caratterizza), fu composta tra il 1803 e il 1804, e pubblicata nel 1805.
Il pianista Wilhelm von Lenz la definì una «sinfonia Eroica per pianoforte», riconducendola quindi alla Terza sinfonia di Beethoven (anch'essa del 1803)..
Struttura La sonata Waldstein è composta da 3 movimenti:
Allegro con brio Introduzione: Adagio molto (in Fa maggiore) Rondò: Allegretto grazioso
L'iniziale Allegro con brio irrompe con una serie di accordi ribattuti in pianissimo, a cui segue un disegno melodico che sembra guizzare dall'indistinto sottofondo percussivo.
Il secondo movimento costituisce un momento di cupa pausa meditativa, di penombra, che nel suo breve sviluppo verso una toccante melodia, conduce al successivo Rondò (dal carattere fresco e leggero).
Inizialmente, al posto di questo movimento Beethoven creò un Andante in Fa maggiore di più ampio respiro che, secondo il racconto di Ferdinand Ries, alcuni amici gli sconsigliarono di pubblicare con la sonata. L'autore ebbe a risentirsi per questo parere ma in seguito lo accettò; il movimento originale venne pubblicato nel maggio 1806 con il titolo Andante favori (WoO 57).
Analisi del Primo movimento Il Primo movimento della sonata ha come metro quattro quarti nella tonalità di base di do maggiore. L'indicazione agogica (o tempo) indicata è “Allegro con brio”. La struttura formale è quella della forma-sonata: Esposizione – Sviluppo – Ripresa..
Esposizione LEsposizione si presenta con un carattere drammatico determinato anche dal primo tema ritmico e incisivo da una parte ma anche portatore di un fremito dall'altra. In realtà si tratta di una doppia esposizione in quanto tutto il materiale sia del primo che del secondo tema viene ripetuto integralmente prima di iniziare lo sviluppo. Da un punto di vista formale questa esposizione è divisa in tre parti: (1) esposizione del primo tema – (2) esposizione del secondo tema – (3) codetta dell'esposizione. Da aggiungere che dopo il primo tema un ponte di collegamento ha la funzione di preparare l'entrata del secondo tema.
Primo tema Il Primo Tema è nella tonalità della tonica del movimento (do maggiore), ma l'uso frequente di dominanti secondarie (o più esattamente sottodominanti– vedere in seguito) e di diverse modulazioni crea una certa instabilità tonale definita da altri commentatori come ”tonalità vagante di do maggiore”.. Da un punto di vista formale il tema si presenta con due frasi più o meno simili. Due elementi caratterizzano il primo tema: un continuo martellamento in pianissimo di crome ribattute (che può essere inteso come una parte introduttiva – Casella lo definisce appartenente «piuttosto all'ordine del rumore che a quello della musica») e un brevissimo inciso di una semiminima seguito da una breve cascata di semicrome (”un guizzo che lampeggia in una profondità remota”).. In realtà in questo primo tema possiamo individuare due incisi che avranno una notevole importanza nella fase di sviluppo: il primo della battuta 3 è formato da 4 note, il secondo della battuta 4 è formato da 6 note con un'acciaccatura iniziale.. Da notare inoltre come il basso (nella prima frase) scende cromaticamente dal do al si passando dall'armonia della tonica a quella della dominante (sol maggiore).. Ed è proprio in questo ambiente tonale (dove il do maggiore funge da sottodominante di sol maggiore – notare nel quarto movimento della seconda battuta l'accordo di re maggiore settima [e quindi settima di dominante di sol] in preparazione al sol maggiore.) che prende avvio il primo inciso del tema. [batt. 1-4]
Questa frase viene subito ripetuta un tono sotto (si bemolle maggiore): siamo quindi nella seconda frase. In poche battute (= 5) si giunge così alla sottotonica (bVII, interscambio modale con la parallela minore). Il basso analogamente alla prima frase scende di un semitono (verso la nota la – VII grado scala Do minore melodica ascendente e VI grado Do mag) per creare un accordo di fa maggiore (sottodominante di do). In questo modo la tonalità sul si bemolle risulta sottodominante di fa (notare anche qui nel quarto movimento della battuta 6 l'accordo di do maggiore settima - settima di dominante di fa).. Ma la discesa del basso non si ferma qui: dalla nota la si passa alla nota la bemolle (con un accordo di fa minore - interscambio modale) per approdare finalmente alla dominante (sol). Si entra così in una breve codetta di chiusura che inizia in ambiente tonale relativo alla settima di dominante (della tonalità di base ma minore: do minore), ossia sol maggiore settima, che termina (a misura 13) con una semibreve con corona sulla nota sol (semicadenza sulla dominante). L'indeterminatezza modale si mantiene sino alla fine della codetta: la misura 12 è decisamente in do minore. [batt. 5-13]
Il tema viene riesposto completamente con alcune varianti. Non si tratta di uno sviluppo, ma di un'ulteriore drammatizzazione del materiale musicale iniziale. Gli accordi ribattuti vengono sostituiti da un tremolo (”straordinaria trascrizione”) e suonati un'ottava sopra. L'armonia delle prime quattro misure (prima frase da battuta 14 a battuta 17) di questa ripetizione rimane la stessa, cambia invece con la seconda frase del tema che dal fa minore (vedi battuta 8) passa al la minore (armonia relativa minore). Questa inizia in re minore (intesa come sottodominante di la minore). Come conseguenza l'ultimo quarto della battuta 19 si presenta con un accordo di settima di dominante nella tonalità di la minore (mi maggiore settima) per far apparire quindi il tema in la minore alle battute 20 - 21. [batt. 18-21]
La ripetizione dell'inciso del primo tema (a misura 22) termina con un la diesis (anche l'accordo sottostante di la minore si presenta con il la alterato) che nella battuta successiva sale cromaticamente al si. Questo porta ad un nuovo ambiente tonale: mi, tonalità che caratterizza il ponte di collegamento o episodio di transizione verso la seconda idea. Il secondo tema infatti è esposto nella tonalità della mediante (mi maggiore) contrariamente alla norma che prevedeva la tonalità della dominante.. È interessante notare come Beethoven prepari questo diverso ambiente tonale partendo subito dalla ripetizione del primo tema; in particolare dalla seconda frase che, mentre nella prima volta si presenta abbassata di un tono (dal do al si bemolle – misura 5), nella seconda volta si presenta innalzata di un tono (dal do al re – misura 18). In questo modo il basso scendendo dal re al do (misura 20) imposta l'armonia di la minore, e successivamente scendendo ancora al si (quindi in modo del tutto naturale) a battuta 23 si arriva finalmente all'armonia del secondo tema (si è la dominante di mi maggiore). Quest'ultima risoluzione è anche aiutata (come già visto sopra) dalla voce di soprano che passa dal mi (nell'armonia di la minore) al la diesis (battuta 22) e quindi al si (battuta 23)..
L'episodio di transizione (misure 22 – 34) inizia in modo irruente e concitato e si calma solamente verso la fine passando, il ritmo, dalle semicrome alle crome. L'armonia, come s'è detto, gravita attorno a mi minore (vedi l'arpeggio del 3º e 4º tempo di misura 23): fin dall'inizio il basso è sul si (dominante di mi), che viene mantenuto per 8 misure; inoltre all'interno di ogni battuta, nella prima parte di questa transizione, l'armonia oscilla continuamente tra la settima di dominante (si maggiore settima) e la tonica (mi minore – secondo rivolto) per poi (da misura 29 in poi) fissarsi decisamente sulla settima di dominante. Come nell'opera 31 n. 1 anche in questo caso Beethoven prepara l'entrata della mediante maggiore passando per la mediante minore (tra il do maggiore e la mediante minore ci sono due note in comune: il sol e il mi).[batt. 22-34]
Secondo tema Il Secondo Tema (misure 35 - 42), dolce e lirico quasi solenne, contrasta decisamente con la prima idea. È formato da quattro semifrasi di due misure ciascuna. Ogni copia di semifrasi può essere vista anche come “domanda – risposta”. Il tema è composto da minime e semiminime che dalla tonica (mi = tonica provvisoria per questa fase) muovono verso la dominante (si) nella prima coppia di semifrasi e definitivamente alla tonica nella seconda coppia di semifrasi. Ma il carattere più interessante di questo tema da un punto di vista armonico è la continua alternanza di triadi di tonica (relativamente al mi maggiore) con settima di dominante, mentre la linea melodica si muove per gradi congiunti. Tutta la struttura armonica del tema è esplicitata nella tabella sottostante. La seconda coppia di semifrasi differisce dalla prima per le ultime due battute: la 41 è simile alla 38 (cadenza composta sul V grado), mentre l'ultima battuta (la 42) si chiude in modo risolutivo sulla tonica.
SemifraseBattutaNotaGradoTonalitàNote sull’accordoDomanda 35 MinimaI (tonica)mi maggiore triade della tonica in posizione fondamentale (basso = mi) SemiminimaV (dominante)si maggiore settima Settima di dominante in posizione fondamentale (basso = si) SemiminimaVI (sopradominante)do diesis minoreRisoluzione sul sesto grado (cadenza d'inganno). Provvisoriamente questo grado prende il posto del primo 36 MinimaV (dominante rispetto do #) / III (mediante rispetto mi)sol diesis maggiore settima Va visto come la Settima di dominante nella tonalità di do diesis minore Minima VI (sopradominante rispetto do #) / IV (sottodominante rispetto mi) la maggiore Risoluzione sul sesto grado di do # (cadenza d’inganno). Si ritorna alla tonalità di base e quindi va visto come quarto grado di mi Risposta 37 MinimaV (dominante)si maggiore settimaSettima di dominante di mi maggiore SemiminimaI (tonica)mi maggioreRisoluzione imperfetta: la tonica è presentata al primo rivolto (basso = sol #) SemiminimaII (sopratonica)fa diesis minore settima Settima di seconda specie sul secondo grado (primo rivolto; basso = la) 38 MinimaI (tonica)mi maggioreIn realtà questo accordo è “sentito” sul quinto grado di mi maggiore in quanto la nota fondamentale per tutta la misura è il si (quinto grado mantenuto per più accordi = cadenza composta) MinimaV (dominante)si maggiore settima Settima di dominante la cui risoluzione è nell’accordo di tonica della successiva battuta
Il tema viene riproposto dalla mano sinistra con la stessa armonizzazione, mentre nel soprano una serie di terzine rendono l'atmosfera meno solenne e più vaga.
Coda dell'esposizione La Coda dell'esposizione inizia a misura 50 e si conclude a misura 87 (l'ambiente armonico del mi maggiore prevale anche in questa fase). Questa coda può essere divisa in due parti: una prima parte dominata dal modo maggiore (in prevalenza mi maggiore – questa prima parte può essere considerata anche come codetta del secondo tema) fino a battuta 74 e una seconda parte comprendente due momenti o temi conclusivi di questa coda..
Nella prima parte la linea melodica prosegue per gradi congiunti sullo slancio finale del secondo tema. Ma soprattutto mantiene da un punto di vista armonico l'alternanza delle triadi di tonica (mi) e delle settima di dominante (si).. Questo episodio procede con frasi di quattro battute e ”presenta una progressiva intensificazione nella scrittura, nel ritmo e nella dinamica”. fino a raggiungere un'acme espressiva a battuta 62 con un cambio tonale (la maggiore). Questa nuova tonalità è preannunciata già a misura 60 con accordi di settima di dominante (mi maggiore settima in primo rivolto) di la maggiore.[batt. 50-60]