La tigre (Panthera tigris ). è un mammifero carnivoro appartenente alla famiglia Felidae, nonché il più grande dei cosiddetti "grandi felini" che costituiscono il genere Panthera (tigre, leone, giaguaro, leopardo e leopardo delle nevi).

È un predatore alfa, ovvero che si colloca all'apice della catena alimentare, non avendo predatori in natura, a parte l'essere umano. Oltre che dalle dimensioni notevoli, la tigre è caratterizzata dalla particolare colorazione del mantello striato che serve a far mimetizzare l'animale più facilmente; il disegno del mantello varia leggermente da sottospecie a sottospecie. Vi sono, tuttavia, delle varianti al colore del mantello, principalmente nella sottospecie nominale Panthera tigris tigris (tigre indiana "del Bengala"); la più comune tra queste è quella con strisce nere su sfondo bianco.

Etimologia, denominazione e semantica

Il termine tigre deriva dal latino tigris, dal greco antico tígris, a sua volta d'origine iranica (zendo tiγris, "saetta" avestico tigrā "dardo").

Il legame col nome del Tigri, proposto già in epoca classica sulla base della velocità del corso del fiume, è, secondo Ernout e Meillet, paretimologico.

Con il nome scientifico Felis tigris, la tigre è stata una delle molte specie descritte per la prima volta nel XVIII secolo da Linneo nella sua opera Systema Naturae.

In zoologia, il termine "tigre" è stato utilizzato per estensione per definire molte specie di grandi felini maculati o a strisce. Ad esempio, i termini "tigre d'America", "tigre della Guyana" e "tigre nera", in passato, sono stati utilizzati per indicare il giaguaro (Panthera onca), chiamato ancora in molti paesi del Sud America e dell'America centrale "el tigre".. "Gatto tigre" è anche un nome alternativo del gatto giaguaro, noto inoltre con il nome scientifico di Leopardus tigrinus.

Molti altri animali hanno un nome composto dalla parola "tigre", dovuta alla caratteristica striatura che li contraddistingue, come lo squalo tigre, la tigre della Tasmania, la zanzara tigre e il serpente tigre.

Anche nel campo dei minerali si riscontra l'utilizzo del nome, come per l'occhio di tigre, una pietra semipreziosa della famiglia dei quarzi.

Il nome viene anche utilizzato in alcune espressioni per indicare una persona aggressiva. Ad esempio, si dice che un uomo feroce e spietato sia come una tigre o possa essere "geloso come una tigre". Al contrario, si parla di "tigre di carta" per descrivere qualcosa di spaventoso in apparenza, ma innocuo nella realtà.

Morfologia e anatomia

La tigre è il felide più grande che esista in natura ed è anche uno dei più grandi predatori terrestri; solo alcune sottospecie di orso bruno e l'orso polare sono in grado di superarne la stazza. Le dimensioni della tigre variano notevolmente da una sottospecie all'altra: una tigre di Sumatra di sesso maschile non pesa più di 140 kg per 2,3 metri di lunghezza, mentre una tigre siberiana può superare i 300 kg per 3,3 metri di lunghezza o più. Anche l'altezza al garrese della tigre è molto variabile a seconda della sottospecie, da 85 cm a 1,2 m, così come anche la sua lunghezza totale, con la coda, da 2 a 3,7 metri, e il peso, che può variare dai 65 agli oltre 300 kg.

Le orecchie della tigre, arrotondate, hanno la superficie esterna di colore nero con una macchia bianca al centro. Le pupille sono rotonde; il colore dell'iride varia dall'oro al verde, ma, a volte, può essere anche azzurro. Il naso è di colore rosa, caratterizzato a volte dalla presenza di macchie nere. Le vibrisse (i cosiddetti "baffi") sono molto folte e poste su un muso corto, e la fronte è arrotondata. Il collo è coperto da un pelo fitto e una pelle più spessa, soprattutto nei maschi. I canini della tigre sono i più lunghi tra tutti i felini e possono raggiungere una lunghezza di circa dieci centimetri. Come in tutti i membri del genere Panthera, l'osso ioide è parzialmente ossificato e permette all'animale di ruggire.

La tigre siberiana è la sottospecie più grande; un maschio selvatico ucciso nei pressi del fiume Songhu in Cina nel 1943 misurava 3,50 m e pesava più di 300 kg. Il naturalista russo Vyacheslav Sysoyev descrisse il caso di una tigre siberiana maschio del peso di 384 chilogrammi, che fu uccisa sui monti Sichotė-Alin', territorio della Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa (attuale Federazione Russa), nel 1950. Nikolai Baikov, membro onorario della Società per lo Studio del Territorio della Manciuria e dell'Accademia delle Scienze Russa, riportò esemplari della Manciuria che pesavano 390–400 kg; lunghezze fino a sedici piedi (4,87 m) e pesi fino a novecento libbre (408 kg) sono stati citati in pubblicazioni rispettabili. Il record della tigre più lunga è detenuto da un maschio siberiano lungo 4,17 m, ucciso nell'Unione Sovietica. C'è motivo di credere che individui così grandi siano ormai un ricordo del passato, a causa della caccia eccessiva delle tigri più grandi e della riduzione delle prede nel tempo. La seconda sottospecie più grande è la tigre del Bengala, il cui record appartiene a un esemplare ucciso nel 1967 che pesava ben 389 kg. Ai giorni d'oggi, la popolazione di tigre siberiana in natura è assai inferiore rispetto a quella del Bengala, e si ritiene che abbia sofferto maggiormente il rimpicciolimento genetico della sottospecie (più una specie è perseguitata dai cacciatori, più si rimpicciolisce in quanto gli esemplari più grandi sono uccisi); le tigri siberiane odierne, infatti, sono più piccole del passato e di dimensioni comparabili a quelle del Bengala.

Come accade per altri animali, anche la tigre in cattività, a causa della mancanza di esercizio e di un'alimentazione sregolata, può andare incontro a episodi di obesità che la portano a raggiungere dimensioni abnormi: è il caso, ad esempio, di Brutus, una tigre siberiana ospite di un santuario che ha toccato il peso record di 1100 libbre (quasi 500 kg). Si tratta di dimensioni, ritenuti da tutti gli esperti, impossibili da raggiungere per una tigre, anche perché andrebbero a scapito dell'animale che faticherebbe a cacciare.

Organi sensoriali La tigre può fare affidamento su due sensi sviluppatissimi, ovvero l'udito e la vista. Gli occhi, che le consentono di osservare anche il più piccolo movimento della preda prescelta, sono strutturati secondo le esigenze di un predatore notturno. Grazie alla particolare conformazione dell'occhio, è in condizione di sfruttare i più tenui raggi di luce e di muoversi con disinvoltura nelle tenebre notturne.

Origini ed evoluzione I più antichi resti di un felide simile alla tigre sono quelli della Panthera palaeosinensis, trovati in Cina e a Giava. Questa specie era presente nel primo Pleistocene (circa 2 milioni di anni fa), ed era di dimensioni più piccole rispetto alla tigre moderna..

I più antichi resti fossili di vere e proprie tigri sono datati fra 1,6 e 1,8 milioni di anni fa, trovati a Giava e appartenenti a una sottospecie, oggi estinta, chiamata tigre di Trinil (P. tigris trinilensis) e visse per circa 1,2 milioni di anni, sempre nel territorio di GiavaVan den Hoek Ostende. 1999. Javas Tiger - Ruthlessly hunted down. .

Non è noto con certezza quale sia la regione d'origine della tigre; essa si diffuse durante il Pleistocene in gran parte dell'Asia, incluse la Beringia (da cui però non transitò nelle Americhe), l'India, Sumatra, Giava e Bali. Fino all'Olocene, la tigre era diffusa anche nel Borneo; sono state trovate tracce di fossili anche in Giappone e sulle isole del Borneo.

Per molto tempo, si è creduto che lo smilodonte fosse l'antenato della tigre e, quindi, lo si nominò "tigre dai denti a sciabola", errore che i non esperti continuano a commettere. In realtà, lo smilodonte, così come gli altri felini del genere ribattezzato più propriamente "felini con i denti a sciabola", non erano gli antenati diretti di alcun felino moderno. Di questi, solo il macairodo assomigliava probabilmente alla tigre, avendo, secondo gli esperti, una lunga coda e un corpo striato. L'antenato più antico della tigre è la tigre di Longdan, originaria della Cina e della taglia di un giaguaro. In seguito, tale specie si diffuse nel resto dell'Asia, dove generò diverse sottospecie tutte antenate delle tigri attuali. Di queste, le più impressionanti erano la tigre di Wanhsien e la tigre di Ngandong, che potevano raggiungere rispettivamente i 350 e i 490 kg di peso. Quest'ultima rappresenta, quindi, il felino più grande mai esistito dopo lo Smilodon populator.

Albero filogenetico L'albero filogenetico comprendente Panthera tigris appartenente al genere Pantherabasato su

e.

Sottospecie Sulla base dell'analisi morfologica e filogenetica (mediante analisi molecolare), sono state distinte nove differenti sottospecie di tigre.

La tabella comparativa riportata più sotto evidenzia le differenze di taglia e peso tra esemplari adulti divisi per sesso delle diverse sottospecie. Per alcune di queste, come la Panthera tigris altaica, questi valori sono stati ridimensionati successivamente (Mazák, 1983; Miquelle (in Thapar, 2004); Matthiessen & Hornocker, 2001; Prynn, 2002). Sottospecie Peso (kg) Lunghezza totale (m)[esclusa la coda] Lunghezza cranica (mm) (esistenti) (maschi) | (femmine) (maschi) | (femmine) (maschi ) | (femmine) Panthera tigris altaica 200-300 | 100-180 2,7-3,3 | 2,4-2,75 341-383 | 279-318 Panthera tigris amoyensis 130-175 | 100-115 2,3-2,65 | 2,2-2,4 318-343 | 273-301 Panthera tigris corbetti 150-195 | 100-130 2,55-2,85 | 2,3-2,55 319-365 | 279-302 Panthera tigris jacksoni 100-120 | 80-100 -2,2-2,4 | 2,1-2,2 - 200-237 | 180-200 Panthera tigris sumatrae 100-140 | 75-110 2,2-2,55 | 2,15-2,3 295-335 | 263-294 Panthera tigris tigris 200-300 | 100-180 2,7-3,1 | 2,4-2,65 329-378 | 275-311 (estinte) (maschi) | (femmine) (maschi) | (femmine) (maschi ) | (femmine) Panthera tigris balica 90-100 | 65-80 2,2-2,3 | 1,9-2,1 295-298 | 263-269 Panthera tigris sondaica 100-141 | 75-115 2,48 | — 306-349 | 270-292 Panthera tigris virgata 170-240 | 85-135 2,7-2,95 | 2,4-2,6 316-369 | 268-305 FONTE: Vratislav Mazák, 1981(in K. Nowell, P. Jackson, , IUCN/SSC Cat Specialist Group, Gland 1996, p. 56) Nel 2017, uno studio sulla tassonomia dei felidi ha analizzato una serie di articoli scientifici sulle sottospecie di P. tigris, concludendo che la specie comprende due sole sottospecie: Panthera tigris tigris, che include P. t. virgata, altaica, amoyensis, corbetti e jacksoni, presente nell'Asia continentale Panthera tigris sondaica, che include P. t. balica e sumatrae, presente a Sumatra e in passato a Java e Bali.

Un anno dopo, un'ampia analisi genetica, condotta sequenziando il genoma di 32 individui, ha riconfermato la presenza di sei sottospecie viventi e tre estinte, in accordo con precedenti studi. Lo studio evidenzia come il flusso genico tra le varie popolazioni è globalmente basso, corroborando la distinzione tra le varie sottospecie.

Estinte Tre sottospecie della tigre si sono estinte nel XX secolo, ovvero la tigre del Caspio, la tigre di Giava e la tigre di Bali, e purtroppo un'altra sottospecie rischia di entrare in questa lista, ovvero la tigre della Cina meridionale. Le maggiori cause sono da imputarsi al fatto che la tigre è sempre stata vista come una minaccia per l'essere umano, considerandola un animale nocivo da perseguitare. Un caso molto simile è sicuramente quello del lupo grigio, con il quale ha in comune la fama di animale cattivo e feroce.