È considerato fra i cineasti più influenti del cinema di genere italiano. Oltre alla propria carriera cinematografica, Fulci fu attivo anche come paroliere, scrivendo alcuni classici della musica leggera quali 24.000 baci ed Il tuo bacio è come un rock (ambedue cantate da Adriano Celentano) e come autore di racconti brevi.

Inizialmente al lavoro con film comici e gialli, si dedicò alla fine degli anni settanta al genere horror, realizzando film come Zombi 2, la Trilogia della morte (Paura nella città dei morti viventi, ...e tu vivrai nel terrore! - L'aldilà e Quella villa accanto al cimitero), che gli fecero guadagnare da alcuni critici cinematografici francesi e americani gli appellativi di poeta del macabro e Godfather of gore..Perché Lucio Fulci?, in . Il giallo Non si sevizia un paperino del 1972 è considerato il suo capolavoro.. Altri film noti del regista sono i gialli Sette note in nero e Lo squartatore di New York.

I suoi film, affrontati con professionalità, senza pregiudizi e spesso a fronte di budget piuttosto ristretti, sono stati rivalutati solo dopo molti anni dalla critica italiana, e vengono oggi considerati dei capisaldi del genere splatter. Inoltre sono stati omaggiati da registi internazionali, tra i quali Sam Raimi, Eli Roth e Quentin Tarantino, che hanno inserito nelle loro pellicole varie citazioni dei film di Fulci.

Fulci si considerava un "terrorista dei generi", poiché dirigendo un classico film di genere (sia esso una commedia, un horror, un thriller o uno spaghetti western) vi inseriva temi e stili personali, con l'intento di provocare e scioccare lo spettatore:

Biografia Gli inizi Lucio Fulci nacque a Roma, nel rione popolare di Trastevere, il 17 giugno 1927. La madre, Lucia, una donna siciliana, si innamorò di un cugino, ma la sua famiglia si oppose alla relazione. La donna quindi lasciò la famiglia e lo raggiunse a Roma. I due si separarono prima della nascita di Lucio.Dalla sinistra di via Veneto alla destra di Steno (1927-1958), in . Lucio Fulci frequentò il Convitto Nazionale, quindi per tre anni si recò a Venezia, per frequentare il Collegio Navale, dove si dilettò calcisticamente nel ruolo di portiere nelle formazioni giovanili del Venezia. Tornato a Roma, si iscrisse al Liceo classico statale Giulio Cesare e iniziò a frequentare ambienti intellettuali ruotanti attorno al Partito Comunista Italiano.

Terminato il liceo, Fulci iniziò a interessarsi di arte, musica e cinema. La madre però avrebbe preferito che si iscrivesse all'università. Per accontentare la madre, Fulci si iscrisse così alla facoltà di medicina, non terminando però gli studi. Successivamente si iscrisse a Lettere e filosofia, ottenendo la laurea.La questione della laurea resta però controversa: stando infatti alle dichiarazioni della figlia di Fulci, il regista effettivamente si laureò, mentre un suo compagno di scuola affermava che Fulci non si iscrisse mai all'università. Queste dichiarazioni sono presenti nella monografia di . Fulci iniziò a frequentare il Gruppo Arte Sociale, fondato da alcuni pittori quali Renzo Vespignani, quindi iniziò a collaborare con Il Messaggero di Roma. Successivamente iniziò a scrivere per la Gazzetta delle Arti. Dato che i rapporti con la madre si fecero problematici, Fulci andò a vivere insieme a Vespignani, e iniziò a fare diversi lavori, tra cui anche il presentatore negli spettacoli di un fachiro. L'ingresso nel mondo del cinema avvenne grazie a una delusione d'amore. Dopo essere stato lasciato, Fulci infatti decise di iscriversi al Centro sperimentale di cinematografia. All'esame finale del CSC, sfidò Luchino Visconti, allora presidente della commissione d'esame, facendogli notare tutte le inquadrature che egli aveva preso da Jean Renoir per realizzare Ossessione. Dopo l'attentato a Palmiro Togliatti, Fulci venne arrestato per aver manifestato davanti alla sede del PCI e condannato a tre mesi di carcere con la condizionale. Dopo questo fatto, la madre decise di far rientrare il figlio a casa.

Fulci esordì nel cinema nel 1950, dirigendo la seconda unità di Gli ultimi giorni di Pompei, diretto da Marcel L'Herbier e Paolo Moffa, quindi realizzò tre documentari per la Settimana Incom: Una lezione di sistema con Fulvio Bernardini, Il sogno di Icaro e Pittura italiana del dopoguerra. Mauro Bolognini lo presentò a Steno, che, dopo averne discusso con Totò, lo prese in qualità di aiuto regista. Con Steno e Totò, Fulci iniziò una duratura collaborazione che lo portò a scrivere una quindicina di sceneggiature, tra le quali quelle di Totò a colori, Totò all'inferno e Totò nella luna. Ma Fulci scrisse anche le sceneggiature di film divenuti dei classici della commedia all'italiana, come Un giorno in pretura, in cui inventò il personaggio di Nando Mericoni, riproposto poi in Un americano a Roma, dove egli ha un ruolo minore, di un amico di artisti americani residenti a Roma. Mentre ascolta il giradischi Alberto Sordi gli dice: "Ammazza, ma che sei un porcospino?".

Le commedie, i musicarelli e il filone sexy L'esordio nella regia avvenne nel 1959, con I ladri, una commedia interpretata da Totò, che volle Fulci alla regia e per ottenere questo accettò di interpretare una piccola parte nel film.In principio era Totò, in . Poco dopo, però, i rapporti tra i due si ruppero a causa di una donna. Fulci dichiarò successivamente che accettò la regia de I ladri perché si trovava in gravi difficoltà economiche, e che avrebbe preferito continuare a fare lo sceneggiatore. Inoltre dichiarò: «Io mi ritengo un errore di Totò. Io ero tanto felice come sceneggiatore e mi toccò esordire alla regia». Fulci quindi diresse il suo primo musicarello, I ragazzi del juke-box, interpretato da Adriano Celentano, Mario Carotenuto, Tony Dallara e Fred Buscaglione, che lanciò Celentano come attore."I musicarelli", in . Nel 1960 Fulci diresse un altro musicarello, Urlatori alla sbarra, interpretato nuovamente da Carotenuto e Celentano e da altri nomi noti della canzone italiana quali Gianni Meccia, Joe Sentieri e Mina, che lanciò la canzone, scritta dallo stesso Fulci, 24.000 baci, poi portata al successo da Celentano.

Negli anni sessanta, Fulci conobbe, in un Festival dell'avanspettacolo, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia e, pur non essendo il primo a scoprirli, lanciò definitivamente il loro duo, Franco e Ciccio, disponendo che Ciccio doveva essere il serio e il colto, mentre Franco doveva essere la spalla e lo stupido.Attenti a quei tre, ovvero: Franco, Ciccio e Fulci (Parte Iª), in . Fulci in pochi anni diventò il regista preferito dal duo, dirigendo per la coppia una dozzina di film. Il primo fu I due della legione. Fulci diresse per il duo alcune parodie di grande successo, come 00-2 agenti segretissimi, I due parà e I due pericoli pubblici, fino a Il lungo, il corto, il gatto, che fu l'ultimo film del duo diretto da Fulci.

Nella fase delle commedie, Fulci diresse anche altri celebri attori della commedia all'italiana, come Raimondo Vianello, Sandra Mondaini, Vittorio Caprioli, Walter Chiari, Enrico Maria Salerno e Franca Valeri. Fulci tornò alla commedia nel 1972, dirigendo Nonostante le apparenze... e purché la nazione non lo sappia... All'onorevole piacciono le donne, interpretato da Lando Buzzanca e Laura Antonelli, che venne ostacolato dalla censura e dalla Democrazia Cristiana, poiché il protagonista, interpretato da Buzzanca, alludeva esplicitamente alla figura dell'allora presidente del Consiglio Emilio Colombo.Agli onorevoli non piacque il film, ovvero: Nonostante le apparenze... e purché la nazione non lo sappia... All'onorevole piacciono le donne, in . Nel 1975 diresse una parodia horror, Il cav. Costante Nicosia demoniaco ovvero: Dracula in Brianza, nuovamente interpretato da Lando Buzzanca, stavolta affiancato da Sylva Koscina ed Ilona Staller, e scritto da Pupi Avati e Bruno Corbucci.

Nel 1976 diresse un cult della commedia sexy italiana: La pretora, con Edwige Fenech.Quando "Giovannona coscialunga" incontrò "Un giorno in pretura, ovvero: La pretora (1976), in .

Gli spaghetti western Nel 1966 Fulci decise di cambiare genere, in quanto non voleva essere ricordato solamente come "il regista di Franco e Ciccio",Prove tecniche di crudeltà, ovvero: Le Colt cantarono e fu... tempo di massacro, in . e diresse quindi il suo primo spaghetti western, Le colt cantarono la morte e fu... tempo di massacro. Interpretato da Franco Nero, Nino Castelnuovo e George Hilton e scritto da Fernando Di Leo, è considerato uno dei western italiani più violenti di sempre. Il regista definì il film "artaudiano", riferendosi al celebre teatro della crudeltà teorizzato dal commediografo francese Antonin Artaud. Inoltre questo film è fondamentale nella carriera di Fulci, poiché segna il suo primo incontro con la violenza e la crudeltà.

Fulci tornò al western nel 1973, dirigendo Zanna Bianca e il sequel Il ritorno di Zanna Bianca (1974), due film tratti dal romanzo di Jack London e interpretati da Franco Nero e Virna Lisi che invece non avevano scene violente ed erano rivolti a tutta la famiglia; entrambi i film riscossero un ottimo successo tra il pubblico.Lupi finti e produttori veri, ovvero: Zanna Bianca (1973), in Squadra che vince non si cambia, ovvero: Il ritorno di Zanna Bianca (1974), in . Nel 1975 diresse I quattro dell'apocalisse, spaghetti western tardo e crepuscolare, considerato ancora più violento e feroce di Le colt cantarono la morte e fu... tempo di massacro.Quando il western incontrò il "road-movie", ovvero: I quattro dell'apocalisse (1975), in . Interpretato da Tomas Milian e Fabio Testi, il film presenta infatti scene splatter, come uno sceriffo scuoiato vivo, stupri e persino una scena di cannibalismo. Per questi motivi il film fu uno dei pochi spaghetti-western ad essere vietato ai minori di 18 anni. Nel 1978 diresse Sella d'argento, interpretato da Giuliano Gemma, un western classico senza scene estreme di violenza, dedicato alle famiglie proprio come i due film di Zanna Bianca.

I gialli Nel 1969 Fulci cambiò ancora una volta genere, dirigendo il suo primo giallo, Una sull'altra, interpretato da Marisa Mell, Elsa Martinelli e Jean Sorel. Ispirato a La donna che visse due volte di Alfred Hitchcock, è un giallo classico, senza scene violente ma con scene erotiche molto spinte per l'epoca. Sempre nel 1969, Fulci diresse Beatrice Cenci, interpretato da Tomas Milian, Adrienne La Russa ed Antonio Casagrande, dramma storico ispirato alla vera vicenda della nobildonna romana giustiziata nel 1599, che evidenzia i momenti violenti ed erotici della vicenda. Considerato uno dei migliori film del regista,Storia d'amore, incesti, persecuzioni, torture, omicidi e... serenate, ovvero: Beatrice Cenci (1969), in . è anche il suo film "maledetto", poiché quell'anno sua moglie si suicidò – per una diagnosi errata di un tumoreLa notte del Dr Lucio Fulci trasmesso su RAI 3 in Fuori Orario il 13 marzo 1996. – e l'anno seguente morì anche sua madre.