La Serie A 2004-2005 è stata la 103ª edizione della massima serie del campionato italiano di calcio (la 73ª a girone unico), disputata tra l'11 settembre 2004 e il 29 maggio 2005 e conclusa con la vittoria della : a causa delle successive sentenze di Calciopoli, il titolo fu revocato senza intercorrere in ulteriore assegnazione.
Capocannoniere del torneo è stato l'italiano Cristiano Lucarelli () con 24 reti.
Stagione Novità La riforma dei campionati varata dalla FIGC nel settembre 2003 in conseguenza del caso Catania decretò l'ampliamento della massima serie a 20 squadre, stabilendo al contempo 3 retrocessioni e altrettante promozioni nel ricambio con il torneo cadetto da par suo allargato a 22 club: l'ipotesi di play-out volti a determinare le retrocessioni fu invece scartata. Sotto il profilo statistico, un lotto di 20 partecipanti non si registrava dall'edizione 1951-1952.
L'organico vide il ritorno in massima serie di , , , , e , quest'ultima dopo uno spareggio interdivisionale con il .
Sul piano regolamentare fu introdotto il divieto di fumare all'interno dell'area tecnica per i tesserati, mentre divenne tassativa l'ammonizione per il calciatore che si fosse tolto la maglia in campo. Le divise da gioco poterono inoltre riportare un secondo logo commerciale, novità adottata da Messina, Palermo e . Infine, a partire da questo campionato, i campioni d'Italia vengono premiati direttamente in campo all'ultima giornata oppure – in caso di vittoria anticipata – nell'ultimo incontro casalingo.
Aggiornamenti Nell'agosto 2004 ebbe luogo un processo relativo a presunte combine verificatesi nel precedente campionato, col giudizio rimesso alla Commissione Disciplinare: e furono multate rispettivamente per e euro, in ragione dei lievi addebiti emersi. I tesserati bianconeri Roberto D'Aversa e Generoso Rossi subirono inoltre sei mesi e un anno di squalifica, col doriano Stefano Bettarini inibito invece per cinque mesi. Le sentenze vennero poi confermate dalla Commissione d'Appello nel settembre successivo.
Nessun provvedimento riguardò invece il , definitivamente prosciolto dalla Commissione Disciplinare nel febbraio 2005.
Calciomercato
Il campione in carica puntellò la difesa con l'ex laziale Stam, oltre a riportare in Italia il centravanti Crespo dopo una stagione al .
Sul fronte delle panchine, Fabio Capello e Roberto Mancini lasciarono la Capitale per accasarsi rispettivamente alla Juventus e all'Inter: i bianconeri strapparono alla anche il difensore Zebina e il centrocampista Emerson, completando il proprio mercato con gli acquisti last minute di Fabio Cannavaro dall' (cui fu dirottato in cambio il portiere Carini) e dell'astro nascente Zlatan Ibrahimović dall'. Mancini portò con sé alla Pinetina Favalli e Mihajlović, mentre il centrocampo nerazzurro si rafforzò con Cambiasso, Verón e Davids: in difesa l'ex tecnico biancoceleste ottenne anche Burdisso e Zé Maria.
L'estate turbolenta della Roma, con l'addio di Capello e le difficoltà economiche che resero necessarie le cessioni di Samuel ed Emerson, proseguì con le dimissioni del neoallenatore Cesare Prandelli pochi giorni prima dell'inizio del campionato. La dirigenza giallorossa, all'interno della quale il presidente Sensi aveva progressivamente lasciato la conduzione alla figlia Rosella, affidò così la panchina all'ex giallorosso Rudi Völler, completando poi il mercato con gli acquisti di Philippe Mexès strappato all' – che contestò poi la regolarità del trasferimento, portando la FIFA a decidere per una squalifica del calciatore –, di Simone Perrotta e dell'attaccante egiziano Mido. Sull'altra sponda del Tevere, la Lazio dovette affrontare un ridimensionamento ancor più difficoltoso, con l'arrivo del nuovo patron Claudio Lotito a scongiurare la procedura fallimentare a carico del club: ceduti numerosi big per ricavarne liquidità in ragione delle precarie finanze, i biancocelesti – che persero tra gli altri anche Fiore e Corradi – riaccolsero l'ex Di Canio, affidando la conduzione tecnica a Caso.
Vicissitudini similari riguardarono il , scampato al fallimento con l'amministrazione straordinaria di Enrico Bondi: scelto Silvio Baldini quale allenatore, i ducali si limitarono al piccolo cabotaggio.
Movimenti di spicco anche in provincia e tra le neopromosse, con l' a scommettere su Di Natale e la che tesserò Chiellini e Miccoli. Degno di nota, infine, l'ingaggio da parte di e di due nazionali ellenici laureatisi campioni d'Europa nella recente rassegna: il portiere Katergiannakis approdò in Sardegna, col centrocampista Zagorakis a rinforzare la mediana felsinea.
Tra gli allenatori esordienti in massima categoria Walter Mazzarri assunse il comando della , con Andrea Mandorlini a mantenere le redini di un' già condotta alla promozione e Daniele Arrigoni alla guida dei sardi.
Avvenimenti Girone di andata Accreditata dei pronostici come principale antagonista del Milan campione in carica, la Juventus di Capello intraprese un'immediata corsa solitaria. Il Milan e l'Inter faticarono a rimanere in scia, mentre la Roma dovette districarsi tra tensioni societarie e le seconde dimissioni stagionali del proprio allenatore, con Völler rimpiazzato da Delneri. Il Milan conobbe la prima vittoria casalinga solamente in ottobre, con l'Inter frenata invece da una lunga serie di pareggi. Molto stentato l'avvio di Lazio e Parma, notevolmente indebolitesi rispetto alla stagione precedente, ne approfittarono Cagliari e Lecce protagoniste di un'ottima partenza.
La sconfitta rimediata dalla Juventus a Reggio Calabria, condita da aspre polemiche arbitrali, favorì la rincorsa del Milan rimasto ben presto l'unico concorrente degli uomini di Capello: lo scontro diretto al Delle Alpi andato in scena a ridosso della pausa natalizia terminò a reti bianche quantificando in 4 punti il gap tra le due rivali, mentre in chiave-Champions la sorprendente Udinese di Spalletti sopravanzava l'Inter ancora imbattuta. Ottimo anche il cammino delle neopromosse Livorno e Messina – uscite entrambe indenni dalle trasferte al Meazza rossonero – lontane dai bassifondi della classifica che avevano risucchiato invece le blasonate Fiorentina e Bologna: con esiguo scarto a dividere Siena e Reggina dall'Atalanta fanalino di coda, molto deficitaria la classifica di Brescia e Chievo.
A fronte dei confini di una zona UEFA delimitati dalle vivaci Palermo e Sampdoria, il duello al vertice premiò una Juventus che svoltava al giro di boa lasciandosi il Milan a −2.
Girone di ritorno Repentine scosse alla classifica contraddistinsero l'inverno, segnalando il 30 gennaio 2005 un divario pari a 8 lunghezze per i knock-out rimediati dai rossoneri contro labronici e felsinei: la formazione bianconera inciampò tuttavia con blucerchiati e rosanero, fornendo ai campioni uscenti un'immediata occasione di recupero. Dopo un aggancio verificatosi il 19 febbraio, le contendenti diedero vita a una rincorsa ex aequo per l'intero marzo; mentre un'Inter notevolmente distanziata dalla vetta prese a consolidare l'ultimo gradino del podio, il crollo verticale della Fiorentina agevolò il tentativo dei bolognesi di trarsi d'impaccio.
Brevemente scioltasi in occasione del 31º turno – quando la sconfitta del Milan a Siena fruttò ai bianconeri l'allungo, vanificato però dalla sconfitta interna coi nerazzurri nel turno successivo infrasettimanale –, la coppia di testa si riunì procedendo a braccetto fino al confronto diretto di San Siro dell'8 maggio: una rete di Trezeguet, su assist in rovesciata di Del Piero, decise di fatto la partita e il campionato, col vantaggio ammontato addirittura a 5 punti dopo che la squadra di Ancelotti, nel successivo turno, impattò a Lecce. La Juventus poté fregiarsi del tricolore ancor prima di scendere in campo, stante il rocambolesco 3-3 colto dai milanesi nell'anticipo della penultima giornata contro un Palermo che, così facendo, si assicurò uno slot europeo.
Un'autentica bagarre infiammò la volata per la salvezza nella quale rimase invischiata la metà delle squadre, tutte racchiuse in pochi punti, compresa la rediviva Atalanta che tornò a sperare infilando una mini serie di risultati utili. La rimonta degli orobici fu vanificata dalla sconfitta interna alla penultima giornata contro la Roma (0-1) che assicurò ai giallorossi la salvezza dopo l'ennesimo cambio di panchina (Bruno Conti al posto del dimissionario Delneri). I neocampioni d'Italia contribuirono a propria volta alla salvezza del Livorno, pareggiando 2-2 nella trasferta del 22 maggio. La Lazio ottenne il punto-salvezza nel pari interno (1-1) con la Fiorentina mentre i viola dovettero aspettare gli ultimi infuocati novanta minuti del campionato per battere il Brescia al Franchi e scacciare lo spettro della retrocessione. La sconfitta condannò i lombardi ad accompagnare l'Atalanta in Serie B mentre la corsa-Champions premiò l'Udinese che sopravanzò di un punto la Samp, guadagnando una storica qualificazione. Con il Siena capace di garantirsi la permanenza per il secondo anno consecutivo, a farne le spese furono Bologna e Parma costrette dalla classifica avulsa a giocare uno spareggio salvezza.
A corollario della stagione ufficiale, la doppia sfida tra le due emiliane vide vincitori i parmensi, capaci di vincere per 2-0 al Dall'Ara, ribaltando così la sconfitta di misura tra le mura amiche e condannando i bolognesi alla retrocessione.
Nell'estate 2006, a seguito dello scandalo noto come Calciopoli – le cui indagini della giustizia sportiva riguardarono 19 partite della suddetta stagione –, lo scudetto vinto dalla Juventus fu revocato non incorrendo in ulteriore assegnazione. Le sentenze della giustizia ordinaria emesse negli anni seguenti, in contrasto con quanto detto poc'anzi, stabilirono che gli eventi accertati in sede sportiva non avevano determinato alterazioni nella classifica finale.
Squadre partecipanti Club Stagione Città Stadio Stagione Precedente dettagli Bergamo Stadio Atleti Azzurri d'Italia 5º posto in Serie B, promosso dettagli Bologna Stadio Renato Dall'Ara 12º posto in Serie A dettagli Brescia Stadio Mario Rigamonti 11º posto in Serie A dettagli Cagliari Stadio Sant'Elia 2º posto in Serie B, promosso dettagli Verona Stadio Marcantonio Bentegodi 9º posto in Serie A dettagli Firenze Stadio Artemio Franchi 6º posto in Serie B, promossoPromossa dopo la qualificazione interdivisionale contro il Perugia, quindicesimo in Serie A; cfr. nota 6. dettagli Milano Stadio Giuseppe Meazza 4º posto in Serie A dettagli Torino Stadio delle Alpi 3º posto in Serie A dettagli Roma Stadio Olimpico di Roma 6º posto in Serie A dettagli Lecce Stadio Via del Mare 10º posto in Serie A dettagli Livorno Stadio Armando Picchi 3º posto in Serie B, promosso dettagli Messina Stadio San Filippo 4º posto in Serie B, promosso dettagli Milano Stadio Giuseppe Meazza 1º posto in Serie A dettagli Palermo Stadio Renzo Barbera 1º posto in Serie B, promosso dettagli Parma Stadio Ennio Tardini 5º posto in Serie A dettagli Reggio Calabria Stadio Oreste Granillo 13º posto in Serie A dettagli Roma Stadio Olimpico di Roma 2º posto in Serie A dettagli Genova Stadio Luigi Ferraris 8º posto in Serie A dettagli Siena Stadio Artemio Franchi 14º posto in Serie A dettagli Udine Stadio Friuli 7º posto in Serie A
Allenatori e primatisti