Il termine astrazione indica il procedimento mentale attraverso il quale si sostituisce un insieme di oggetti con un concetto, più generale, che descrive gli oggetti in base a proprietà a loro comuni. Per esempio, a partire dall'insieme di tutte le automobili esistenti, si può ricavare il concetto generico di automobile in base alle caratteristiche condivise da tutte le auto (hanno quattro ruote, un volante, ecc.). La parola deriva dal latino abstrahere, che significa "rimuovere, separare, scostare"..
Astrazione nell'arte visuale Strettamente parlando, con il termine di "astrazione" ci si riferisce ad un concetto per cui lo scopo primario dell'arte non è quello di rappresentare fedelmente il mondo visibile ma che può, comunque, riferirsi ad un oggetto o immagine presa dal mondo reale o, in alcuni casi, da altre opere d'arte. L'arte che plasma la forma della natura per i suoi scopi espressivi è detta arte astratta; ciò che ne deriva, ma che non descrive un soggetto riconoscibile, è chiamata astrazione non oggettiva. Nei primissimi anni del XX secolo la tendenza verso l'astrazione coincide con gli avanzamenti e le scoperte in ambito scientifico, tecnologico e urbano, riflettendo eventualmente un certo interesse nelle teorie della psicanalisi.. In seguito, l'astrazione divenne manifesto di termini molto più formali, come il colore, la libertà dal contesto oggettivo e la riduzione delle immagini a forme geometriche basilari.
Nella musica Il termine astrazione può essere usato per descrivere gli approcci dell'improvvisazione musicale all'interpretazione e indicare, in alcuni casi, l'abbandono della tonalità. L'atonalità musicale non possiede alcuna armatura di chiave, essendo caratterizzata dall'esplorazione delle relazioni numeriche interne.
Note
Bibliografia Hertz A., Die Kultur un den persischen Golf und ihre Ausbreitung ("La Civiltà dell'Area del Golfo Persico e la sua espansione"). Klio Beiheft XX, Lipsia 1930; p. 130. Leroi-Gourhan A., Il gesto e la parola. Einaudi, Torino 1977; pp. 221–254,421-472 e 224. Worringer W., Astrazione e empatia. Einaudi, Torino 1975; p. 76. Müller-Karpe H., Storia dell'età della pietra, Roma-Bari 1984; p. 210. Eliade M., Trattato di storia delle religioni, Torino 1999; p. 408. Gimbutas M., Il linguaggio della Dea. Longanesi & C., Milano 1989. Rudolf Arnheim, Arte e Percezione Visiva, Feltrinelli, 2008 .
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Categoria:Psicologia cognitiva