Bisturi - La mafia bianca è un film del 1973 diretto da Luigi Zampa, interpretato da Enrico Maria Salerno e Gabriele Ferzetti.
Fu presentato in concorso al 26º Festival di Cannes.
Trama Il professor Daniele Vallotti, famoso e valente chirurgo, è il tipico barone universitario con smanie di potere, ed è anche proprietario di una clinica privata dove seleziona i suoi pazienti in base alle loro disponibilità economiche. La sua équipe medica è composta da medici incapaci, veri e propri "yes men" presuntuosi e servili, tranne uno, il dottor Giordani, un uomo con il vizio degli alcolici ma allo stesso tempo onesto e preparato, la cui competenza e concretezza gli sono valse la stima di Vallotti, che lo conosce bene essendo stato altresì suo compagno di studi ai tempi dell'università. Tuttavia, malgrado la sua "onnipotenza", Vallotti non ha una vita privata del tutto felice: rimasto da tempo vedovo, vive nella sua lussuosa villa insieme all'anziana madre e al suo unico figlio.
Un giorno Vallotti, al fine di far insabbiare un improvviso accertamento fiscale nei suoi confronti, si allontana dalla sala operatoria tralasciando un delicato intervento proprio nel momento cruciale, causando la morte del paziente e, indirettamente, anche quella della moglie che, disperata e distrutta dal dolore, si toglie la vita. Sconvolto, Giordani si rintana in casa sentendosi moralmente corresponsabile dell'accaduto perché proprio lui aveva consigliato ai due di affidarsi alle cure di Vallotti. Una giovane suora, che lavora nello stesso ospedale come infermiera, si presenta a casa di Giordani, cercando di scrollargli da dosso i vari scrupoli di coscienza che lo tormentano, lo convince a riprendere il lavoro e, non ultimo, a smettere di bere. Giordani ascolta le parole della suora e ritorna in corsia.
Da qualche tempo, inoltre, cominciano a pervenire lettere e telefonate anonime a Vallotti nelle quali l'ignoto autore lo mette di fronte alle sue malefatte. Nel frattempo, nell'ospedale pubblico dove Vallotti lavora occasionalmente, è ricoverato d'urgenza un bambino: ha un blocco renale, e necessiterebbe dell'ausilio di un rene artificiale per essere prontamente soccorso, ma purtroppo muore perché l'apparecchiatura è stata da poco disattivata da Vallotti per favorire un suo collega che ne possiede una uguale nella propria clinica privata. Dopo qualche giorno Vallotti apprende di essere stato denunciato alla magistratura, ma questa volta l'autore vi ha apposto la propria firma: si tratta di Giordani che, esasperato, ha deciso di uscire allo scoperto.
Messo alle strette, Vallotti stringe un infame accordo con gli altri colleghi - anch'essi citati da Giordani - e ordisce un complotto contro di lui. Giordani viene quindi chiamato d'urgenza in sala operatoria con un pretesto, trovandosi di fronte a un intervento rischioso e complicato: proprio nella fase più difficile, uno dei presenti scambia furtivamente le lastre radiografiche, e Giordani viene così messo in condizione di sbagliare l'operazione il cui esito si traduce nella morte del malcapitato paziente. Giordani a questo punto non ha scelta: essere denunciato per omicidio colposo (la cui conseguenza inevitabilmente sarebbe l'ingloriosa fine della sua carriera), oppure nascondere la testa nella sabbia come gli altri suoi colleghi. L'uomo cede quindi al ricatto: ritirerà la denuncia, ma allo stesso tempo ammonisce il suo superiore nonché vecchio compagno di studi che non avrà il tempo di cantar vittoria: infatti, a Giordani non sono passati inosservati nel tempo i primi sintomi di una malattia che non lascerà scampo a Vallotti: la malattia di Parkinson. Per la prima volta, dunque, Vallotti si ferma a riflettere sul valore etico della sua professione, che ha sempre posto al di sotto dei suoi interessi personali, si immedesima in tutti i pazienti che avevano riposto nelle sue mani le loro speranze per poi rimetterci la pelle, e solo in questo frangente arriva a comprendere la loro disperazione e quella dei loro cari. Affranto dall'idea di poter lasciare suo figlio orfano, viene approcciato dalla madre, che lo prega di affidarsi alle competenze di qualcuno tra i molti suoi illustri colleghi, ottenendo però una secca e disillusa reazione da parte del figlio, che ora si trova a sperimentare sulla propria pelle cosa vuol dire trovarsi - come gli aveva testualmente detto Giordani - sull'altra sponda, "quella dei malati e delle vittime"...
Note
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Categoria:Film drammatici Categoria:Film diretti da Luigi Zampa Categoria:Film con composizioni originali di Riz Ortolani