Piena comunione è un termine usato nell'ecclesiologia cristiana per descrivere la relazione di comunione, con la mutuamente riconosciuta condivisione delle stesse dottrine essenziali, tra una comunità cristiana e altre comunità o tra quella comunità e gli individui.On Receiving Anglican clergy into the Catholic Church; How to become a Catholic ; When an Orthodox joins the Catholic Church ;On Participants in RCIA and Confirmation ; My Return to the Catholic Church ; etc.

La Chiesa cattolica e il cristianesimo orientale intendono la piena comunione tra le Chiese locali come qualcosa che le unisce in una sola Chiesa. Altre denominazioni occidentali invece applicano questo termine ad accordi pratici in cui entrano Chiese e comunità che mantengono interamente le loro distinte identità.

Chiesa cattolica La Chiesa cattolica fa una distinzione tra la comunione piena e quella parziale. Dove c'è piena comunione, c'è una sola Chiesa. La comunione parziale, d'altra parte, esiste laddove vi siano alcuni elementi della fede cristiana in comune, ma manchi la completa unità sulle parti essenziali. Per esempio, la Chiesa cattolica si vede in comunione parziale con i protestanti e in comunione molto più stretta, ma ancora incompleta con le Chiese ortodosse.

Quest'idea è stata espressa in molti documenti. Il decreto sull'ecumenismo Unitatis Redintegratio del Concilio Vaticano II, afferma: "... comunità considerevoli si staccarono dalla piena comunione della Chiesa cattolica ... Coloro infatti che credono in Cristo ed hanno ricevuto validamente il battesimo, sono costituiti in una certa comunione, sebbene imperfetta, con la Chiesa cattolica". L'affermazione conciliare è citata nel Catechismo della Chiesa cattolica, che dice:

Nella sua enciclica Ut Unum Sint, papa Giovanni Paolo II scriveEnciclica Ut Unum Sint, 14:

La piena comunione richiede la completezza di "quei legami di comunione - fede, sacramenti e governo pastorale - che permettono ai fedeli di ricevere la vita di grazia all'interno della Chiesa."

Le Chiese particolari che formano la Chiesa cattolica sono viste non come corpi separati che sono entrati in accordi pratici che concernono le loro relazioni con ognuna delle altre, ma come l'accorpamento in una particolare regione o cultura dell'unica Chiesa cattolica.

La Lettera ai Vescovi della Chiesa cattolica su alcuni aspetti della Chiesa intesa come Comunione del 28 maggio 1992 esprime quest'idea con le seguenti parole:

Questo si applica nella Chiesa cattolica tanto alle Chiese locali come le diocesi o le eparchie quanto alle Chiese sui iuris al suo interno.

Infatti, la piena comunione è considerata una condizione essenziale per condividere insieme l'eucaristia, fatte salve alcune circostanze eccezionali, in linea con la pratica testimoniata nel II secolo da san Giustino il quale, nella sua Prima apologia , scrive: "A nessuno è permesso di prendere parte (all'eucaristia) fuorché a chi creda che le cose che insegniamo siano vere, e sia stato lavato con quel lavaggio che è per la remissione dei peccati, e fino alla rigenerazione, e in questo modo viva come Cristo ha comandato."

Allo stesso modo, "È vietato ai sacerdoti cattolici concelebrare l'eucaristia con i sacerdoti o i ministri delle Chiese o delle comunità ecclesiali, che non hanno la piena comunione con la Chiesa cattolica."Canone 908 del Codice di Diritto Canonico; cf. canone 702 del Codice dei Canoni delle Chiese orientali Il Direttorio per l'Applicazione dei Principi e delle Norme sull'Ecumenismo indica le circostanze in cui è permessa qualche forma di condivisione con altri cristiani della vita sacramentale, specialmente dell'eucaristia.

Le norme sopra indicate per amministrare l'eucaristia ad altri cristiani sono riassunte nel canone 844 del Codice di Diritto Canonico come segue: §3. I ministri cattolici amministrano lecitamente i sacramenti della penitenza, dell'eucaristia e dell'unzione degli infermi ai membri delle Chiese orientali, che non hanno comunione piena con la Chiesa cattolica, qualora li richiedano spontaneamente e siano ben disposti; ciò vale anche per i membri delle altre Chiese, le quali, a giudizio della Sede Apostolica, relativamente ai sacramenti in questione, si trovino nella stessa condizione delle predette Chiese orientali. §4. Se vi sia pericolo di morte o qualora, a giudizio del Vescovo diocesano o della Conferenza Episcopale, incombesse altra grave necessità, i ministri cattolici amministrano lecitamente i medesimi sacramenti anche agli altri cristiani che non hanno piena comunione con la Chiesa cattolica romana, i quali non possano accedere al ministro della propria comunità e li chiedano spontaneamente, purché manifestino, circa questi sacramenti, la fede cattolica e siano ben disposti.

Il Codice dei Canoni delle Chiese orientali indica che le norme del Direttorio si applicano anche al clero e ai laici delle Chiese cattoliche orientali.Codice dei Canoni delle Chiese orientali, canoni 908 e 1440

Chiese cattoliche in comunione con Roma Le Chiese cattoliche sui iuris in piena comunione con la Santa sede sono: di tradizione liturgica alessandrina: Chiesa cattolica copta Chiesa cattolica etiope Chiesa cattolica eritrea di tradizione liturgica antiochena: Chiesa maronita Chiesa cattolica sira Chiesa cattolica siro-malankarese di tradizione liturgica armena: Chiesa armeno-cattolica di tradizione liturgica bizantina (Costantinopolitana): Chiesa greco-cattolica albanese Chiesa greco-cattolica bielorussa Chiesa greco-cattolica bulgara Chiesa bizantina cattolica di Croazia e Serbia Chiesa cattolica greca di rito bizantino Chiesa bizantina cattolica in Italia Chiesa greco-cattolica macedone Chiesa cattolica greco-melchita Chiesa greco-cattolica rumena Chiesa greco-cattolica russa Chiesa greco-cattolica rutena Chiesa greco-cattolica slovacca Chiesa greco-cattolica ucraina Chiesa greco-cattolica ungherese di tradizione liturgica caldea: Chiesa cattolica caldea Chiesa cattolica siro-malabarese di tradizione liturgica occidentale: Chiesa latina Dei vari riti liturgici latini in uso nella Chiesa particolare latina, anche quelli non associati ad un ordine religioso, ma ad un'area geografica non costituiscono Chiese particolari separate. Di conseguenza non esiste una "Chiesa particolare ambrosiana" corrispondente al rito ambrosiano in uso a Milano e nelle aree circostanti italiane e svizzere, come non esiste una "Chiesa mozarabica" in quelle parti della Spagna in cui è praticato il Rito mozarabico. Nella Chiesa latina il governo è uniforme, anche laddove il rito liturgico non lo è.

Chiese ortodosse in comunione con Costantinopoli

I cristiani della Chiesa cristiana ortodossa hanno un concetto del significato della piena comunione molto simile a quello della Chiesa cattolica. Nonostante non abbiano una figura corrispondente a quella del papa, che svolga una funzione paragonabile al ministero petrino, costoro intendono ognuna delle loro Chiese autocefale come parti dell'unica Chiesa ortodossa. La piena comunione è considerata condizione essenziale per la condivisione dell'eucaristia. Il patriarca ecumenico di Costantinopoli, in qualità di primus inter pares tra le Chiese ortodosse autocefale e loro guida spirituale, benché non abbia un'autorità simile a quella del papa, funge da loro portavoce.

Il numero delle Chiese autonome e autocefale dell'ortodossia costantinopolitana è al centro di dispute fra le Chiese stesse. Normalmente è ritenuto valido il seguente elenco: Patriarcato ecumenico di Costantinopoli Chiesa ortodossa finlandese Chiesa ortodossa apostolica estone (autonomia non universalmente riconosciuta) Patriarcato di Alessandria Patriarcato di Antiochia Chiesa ortodossa di Gerusalemme Chiesa ortodossa del Monte Sinai (autonomia non universalmente riconosciuta) Chiesa ortodossa russa Chiesa ortodossa estone (semi-autonomia non universalmente riconosciuta) Chiesa ortodossa giapponese (autonomia non universalmente riconosciuta) Chiesa ortodossa cinese (autonomia non universalmente riconosciuta; virtualmente non esistente) Chiesa ortodossa ucraina (autonomia non universalmente riconosciuta) Metropolia dell'Europa Occidentale (autonomia non universalmente riconosciuta) Chiesa ortodossa moldava (autonomia non universalmente riconosciuta) Chiesa ortodossa Russa fuori dalla Russia Chiesa ortodossa serba Arcivescovado ortodosso di Ocrida (autonomia non universalmente riconosciuta) Chiesa ortodossa rumena Chiesa ortodossa bulgara Chiesa ortodossa e apostolica georgiana Chiesa ortodossa di Cipro Chiesa ortodossa greca Chiesa ortodossa polacca Chiesa ortodossa albanese Chiesa ortodossa ceca e slovacca Chiesa ortodossa in America (autocefalia non universalmente riconosciuta)

A queste Chiese si può aggiungere la comunità degli Edinovercy, un gruppo di Vecchi credenti rientrato in comunione con la Chiesa ortodossa russa, ma che non forma una Chiesa a sé stante.

Chiese ortodosse non in comunione con Costantinopoli Esistono poi una serie di Chiese che, pur rifacendosi alla tradizione ortodossa, non sono in comunione con quelle sopra elencate e che solo in alcuni casi sono in comunione fra loro: una comunione è formata da Santo Sinodo in resistenza Chiesa ortodossa rumena vecchio calendario Chiesa ortodossa bulgara vecchio calendario un'altra comunione è formata da Chiesa dei genuini cristiani ortodossi di Grecia (sinodo florinita) Genuina chiesa greco-ortodossa d'America una terza comunione esiste tra Chiesa ortodossa ucraina del Patriarcato di Kiev Chiesa ortodossa in Italia Chiesa ortodossa bulgara - Sinodo alternativo

Chiese ortodosse orientali Le Chiese autocefale e autonome dell'ortodossia orientale sono: Chiesa copta ortodossa Chiesa ortodossa britannica Chiesa ortodossa copta francese Chiesa apostolica armena Catolicosato d'Armenia e di tutti gli Armeni Catolicosato della Grande Casa di Cilicia Patriarcato armeno di Gerusalemme Patriarcato armeno di Costantinopoli Chiesa ortodossa eritrea Chiesa ortodossa etiopica Chiesa ortodossa siriaca Chiesa cristiana siriaca giacobita Chiesa ortodossa siriaca del Malankara

Altre Chiese Altre Chiese intendono la piena comunione tra loro come qualcosa che renda lecita ai loro membri la partecipazione ai riti delle Chiese in comunione, in particolare nella partecipazione all'eucaristia nelle denominazioni a comunione chiusa, e che comprende anche il riconoscimento dei reciproci ministri come validi e quindi, nella maggior parte dei casi, l'intercambiabilità dei ministri ordinati. È importante notare che l'esistenza di piena comunione, nel senso appena spiegato, non presume che non ci sia differenza nei riti o nella dottrina tra le Chiese implicate, quanto piuttosto che queste differenze non toccano punti definiti come essenziali. Talvolta per indicare questo tipo di accordi si usa la parola "intercomunione".

Accordi di comunione completati I seguenti raggruppamenti di Chiese hanno accordi riguardanti: il mutuo riconoscimento dei membri la celebrazione congiunta della cena del Signore/santa comunione/eucaristia (comunione aperta) il mutuo riconoscimento dei ministri ordinati il mutuo riconoscimento dei sacramenti un impegno comune alla missione.

Piena comunione tra la Comunione anglicana e Unione di Utrecht Chiesa siro-malankarese Mar Thoma Chiesa filippina indipendente. Comunione di Porvoo, comprendente: Chiesa anglicana Chiesa d'Irlanda Chiesa episcopale scozzese Chiesa in Galles Chiesa lusitana cattolica apostolica evangelica Chiesa spagnola riformata episcopale Chiesa evangelica luterana d'Islanda Chiesa di Svezia Chiesa di Norvegia Chiesa evangelica luterana di Finlandia Chiesa evangelica luterana estone Chiesa evangelica luterana di Lituania Piena comunione tra Chiesa anglicana del Canada Chiesa evangelica luterana in Canada Piena comunione tra Chiesa cristiana (Discepoli di Cristo) Chiesa unita di Cristo Piena comunione tra la Chiesa evangelica luterana in America e ognuna delle seguenti: Chiesa episcopale negli Stati Uniti d'America