Il cimitero della Villetta è un complesso cimiteriale monumentale fondato nel 1817 a Parma, di cui da allora costituisce il principale camposanto;. sorge al termine dell'omonimo viale a sud-ovest del centro storico, non lontano da barriera Bixio.
Storia A partire dalla metà del XVIII secolo iniziò a diffondersi l'esigenza di spostare, per motivazioni igieniche, le sepolture, fino ad allora collocate all'interno o nei pressi dei luoghi di culto cittadini, in apposite aree all'esterno delle mura dei centri abitati. Per questo motivo la prima bozza di progetto di un cimitero a servizio della città di Parma fu redatta nel 1764, mentre cinque anni dopo fu proposta dalla congregazione degli Edili la costruzione di un camposanto nei pressi della chiesa di Santa Croce, per via della vicinanza con l'ospedale; negli stessi anni si occupò del problema, seppur senza risolverlo, anche il primo ministro ducale Guillaume du Tillot, al quale l'architetto Francesco Fontanesi presentò il progetto di un grande cimitero...
La situazione di stallo nelle decisioni proseguì fino agli inizi del XIX secolo, quando, dopo la promulgazione dell'editto napoleonico di Saint Cloud del 12 giugno 1804, nel 1811 il consiglio comunale cittadino, sollecitato dal prefetto Henri Dupont-Delporte, stabilì di edificare due cimiteri ai due capi ovest ed est della città, all'esterno rispettivamente di porta Santa Croce e di porta San Michele, senza tuttavia avviare i lavori.
Nel 1817, in seguito all'arrivo della nuova duchessa Maria Luigia, su suo impulso il consiglio degli anziani decise, per ridurre i costi, di erigere un unico camposanto, individuando nella tenuta di San Pellegrino il luogo ideale, in quanto prossimo alla città e già recintato; vi sorgeva infatti un elegante casino di villeggiatura del collegio dei Nobili, noto come "la Villetta", che era stato edificato dai gesuiti nel 1675 per ospitarvi parte degli studenti durante i periodi estivi..
Il 13 febbraio di quell'anno la Duchessa promulgò un rescritto, ordinando al Comune di Parma di acquistare l'area, e incaricò del progetto l'architetto Giuseppe Cocconcelli; prima ancora dell'avvio dei lavori, furono tumulati i primi defunti, tra i quali il poeta Angelo Mazza, morto nel mese di maggio.
Solo nell'ottobre dell'anno seguente, dopo una lunga serie di cambiamenti rispetto al disegno iniziale ispirato da uno studio realizzato da Nicola Bettoli, genero di Cocconcelli, l'architetto completò il progetto definitivo del cimitero, dalle forme neoclassiche, prevedendo di realizzare, intorno al campo centrale diviso in quattro settori da due viali incrociati e destinato alle sepolture dei comuni cittadini, un porticato di forma ottagonale di 156 arcate con cripte sottostanti, ognuna delle quali acquistata ed edificata da un ordine religioso, da un ente o da una famiglia nobile; la costruzione degli archi, eseguita a spese dei singoli proprietari, doveva seguire le regole della Risoluzione Sovrana emanata nel 1819 da Maria Luigia, prevedendo la completa uniformità nelle strutture e negli archi e l'obbligo di lasciare spazio libero per il passaggio, ma la libertà di scelta delle decorazioni, seppur previa approvazione del ministro dell'Interno su consulenza dell'accademia delle Belle Arti....
Il cantiere fu quindi avviato nel 1819, a partire dal muro quadrato esterno e dall'oratorio di San Gregorio Magno, che furono terminati quattro anni dopo; il 24 maggio 1823 si svolse inoltre, al cospetto della Duchessa, la solenne cerimonia di consacrazione della cappella. Molto più lentamente proseguirono i lavori di costruzione delle arcate del porticato, completate solo nel 1876, e dei quattro settori triangolari posti alle estremità e aperti direttamente all'esterno, che, ultimati nel 1856, furono inizialmente destinati ad accogliere i morti per suicidio e per effetto di condanne alla pena capitale a nord-ovest, i bambini defunti prima del battesimo a nord-est, l'ossario cimiteriale a sud-est e infine gli ebrei e i protestanti a sud-ovest; quest'ultimo spazio fu allargato nel 1865 e suddiviso in due distinte parti una decina d'anni dopo. Il viale rettilineo di collegamento tra porta San Francesco e l'ingresso del cimitero fu invece tracciato nel 1862...
Nel frattempo, però, gli spazi iniziarono a rivelarsi insufficienti, perciò, prima ancora del completamento delle arcate, nel 1872 l'ingegnere capo del Comune Marco Sante Bergamaschi progettò due simmetriche gallerie neoclassiche a croce latina, elevate su due livelli e poste a nord e a sud del porticato, con accesso nel mezzo dei due lati destro e sinistro dell'ottagono centrale. Dopo alcune modifiche rispetto ai disegni originari, nel 1876 partirono i lavori di costruzione della galleria sud, che fu completata nel 1884, anche se alcuni interventi proseguirono fino al 1891, quando nella pavimentazione del piano superiore furono aperti alcuni ampi squarci per illuminare il livello seminterrato...
Più complessa fu la genesi dell'opposta galleria nord, i cui progetti furono rifatti dal Bergamaschi nel 1880 e nel 1893, modificando le dimensioni, le strutture e lo stile, che divenne eclettico; il cantiere fu avviato nel 1888, ma subì presto un arresto a causa del rinvenimento dei resti di una villa romana, da cui fu recuperato un pavimento in mosaico, ricollocato nel museo archeologico nazionale di Parma; i lavori ripresero l'anno seguente e furono portati a termine nel 1905.
Nel frattempo, accanto alle sepolture singole, iniziarono a essere erette nei quattro settori dell'ottagono le tombe di famiglia a edicola; la prima fu, nel 1889, la tomba del violinista Niccolò Paganini, costruita in stile neoclassico su disegno del Bergamaschi, alla quale ne seguirono, soprattutto nei primi decenni del XX secolo, numerose altre dalle forme liberty, déco, neomedievali ed eclettiche, per volere di varie famiglie borghesi, che si rivolsero ai più noti architetti parmigiani dell'epoca. Nei primi anni del secolo, a causa della scarsità di spazio all'interno del campo centrale, cominciarono a essere utilizzati per le sepolture anche gli spazi esterni alle due gallerie...
Altre modifiche furono effettuate negli anni seguenti, a partire dal 1909, quando, sul luogo del cimitero dei bambini non battezzati a nord-est dell'ottagono, fu eretta la camera mortuaria, su disegno del geometra Ennio Monieri; nel 1913 fu ampliato nuovamente il cimitero ebraico e furono costruiti i due piccoli edifici liberty posti ai lati del portale d'ingresso centrale, progettati otto anni prima dall'ingegner Raffaele Villa; nel 1926, su disegno dell'ingegner Ugo Vitali Mazza, fu eretto il coro sul fondo dell'oratorio di San Gregorio Magno.
Gli spazi ancora scarsi comportarono nel 1931 la realizzazione di un altro ampliamento, con la costruzione, sul luogo dell'ossario a sud-est dell'ottagono, di una piccola galleria eclettica a croce latina su un solo livello, su disegno dell'ingegner Angelo Bay. A questa seguì pochissimi anni dopo la grande galleria perimetrale nord, progettata nel 1930 dall'architetto Moderanno Chiavelli in stile neorinascimentale e costruita a partire dal 1935; l'opera a pianta rettangolare, danneggiata dai bombardamenti alleati della seconda guerra mondiale, fu edificata poco alla volta, fino al completamento nel 1954..
Nel 1947 un altro antico spazio fu modificato, con la costruzione, sul luogo del cimitero per suicidi e condannati a morte, del chiostro di padre Lino, su progetto dell'architetto Amerigo Bonaconza.
La costante crescita di abitanti della città nel dopoguerra richiese nuovi ampliamenti, che da allora interessarono le aree a meridione del cimitero. Il primo a essere realizzato fu, intorno al 1950, il porticato del campo sud, posto a meridione della galleria sud e sviluppato attorno a un prato rettangolare..
A partire dal 1962 furono coperti gli spazi adiacenti alla galleria sud, realizzando il reparto A, completato nel 1966, e il reparto B, terminato nel 1977, mentre l'anno seguente fu edificato il reparto San Giuseppe, posto a sud-ovest dell'ottagono in adiacenza al cimitero evangelico.
L'ampliamento più significativo fu la costruzione nel 1979 del vasto e moderno settore San Pellegrino, posto a meridione del campo sud e accessibile attraverso un nuovo ampio ingresso su viale della Villetta; la sezione, sviluppata su una serie di lunghi edifici elevati su due livelli, fu progettata dall'architetto Claudio Guzzon. L'ultimo intervento fu la realizzazione nel 2009 di un ampio colombario su due livelli all'estremità sud del settore San Pellegrino, su disegno degli architetti Paolo Giandebiaggi e Gianluca Mora.
Nel frattempo furono avviati vari interventi di restauro e, in alcuni casi, di consolidamento strutturale, che riguardarono l'ingresso centrale nel 1980, la galleria sud nel 2007, la galleria sud-est tra il 2007 e il 2009, l'oratorio di San Gregorio Magno tra il 2011 e il 2012, la galleria perimetrale nord nel 2020 e nuovamente la galleria sud-est nel 2023.
Descrizione Il cimitero si articola su più sezioni differenti tra loro, sorte in epoche diverse.
Ottagono monumentale
L'area monumentale ottocentesca si sviluppa su un'ampia corte simmetrica, suddivisa in quattro settori da due viali ortogonali tra loro e circondata da un porticato ottagonale, con quattro lati più lunghi e quattro più corti; l'ingresso, affiancato da due piccoli edifici in aggetto, sorge nel mezzo del lato est, mentre all'opposto è collocato l'oratorio di San Gregorio Magno; al centro dei fianchi meridionale e settentrionale sono posti gli accessi alle gallerie sud e nord, mentre dai lati corti dell'ottagono si accede al chiostro di Padre Lino a nord-ovest, alla camera mortuaria a nord-est, alla galleria sud-est a sud-est e al cimitero ebraico ed evangelico a sud-ovest..
Ingresso
L'ingresso, collocato nel mezzo del lato est dell'ottagono, è costituito da una torretta centrale, affiancata simmetricamente da due piccoli edifici in aggetto.
La piccola torre in stile neoegizio, rivestita in mattoni, presenta una muratura con andamento a scarpa; al centro è collocata l'ampia arcata a tutto sesto d'accesso, chiusa da una cancellata; in sommità si staglia un'ampia epigrafe, a testimonianza della fondazione del cimitero, sormontata da un frontone triangolare, ornato con un uroboro nel mezzo e due acroteri alle estremità.
I due piccoli e simmetrici avancorpi in stile liberty, intonacati, presentano anch'essi murature con andamento a scarpa; ciascun edificio è illuminato frontalmente da un'ampia trifora, scandita da pilastri con capitelli dorici e sormontata da una lunetta a tutto sesto, mentre in sommità si allunga il cornicione in aggetto.
Porticato
Il porticato ottagonale, di stampo neoclassico, si affaccia sulla corte centrale attraverso 156 identiche arcate a tutto sesto, rette da pilastri coronati da capitelli dorici; all'interno delle campate, coperte da volte a vela, lo spazio è lasciato libero e le lapidi sono poste sulle pareti esterne, mentre al livello sotterraneo si trovano le singole cripte per l'inumazione dei cadaveri.