La banconota da 50.000 lire è stata uno dei tagli di cartamoneta della lira italiana circolante prima dell'introduzione dell'euro, stampata in diverse emissioni dal 1967 fino al 1999.

Prima serie: Leonardo La contestuale emissione di biglietti da 50 000 e 100 000 lire venne decisa per la prima volta dal governo di Aldo Moro e dal ministro del Tesoro Emilio Colombo e autorizzata con la legge 29 maggio 1967, n. 359. A quei tempi il valore di 50 000 lire era alquanto elevato, corrispondente, secondo gli indici ISTAT, ad un controvalore odierno di circa 500 euro.

La banconota venne stampata tra il 1967 ed il 1974 presso l'Officina Carte Valori della Banca d'Italia, secondo le caratteristiche fissate con il decreto ministeriale del 27 giugno 1967 («tipo 1967»); fu incisa da Trento Cionini. Il biglietto, di 167 × 82 mm, reca al fronte il ritratto di Leonardo da Vinci e la firma del governatore Guido Carli, al retro una veduta della cittadina di Vinci. Nella filigrana è raffigurata la Sant'Anna di Leonardo. Dal 1970 la banconota è stata stampata su carta contenente fibrille fluorescenti. Dichiarata fuori corso con decreto ministeriale del 30 agosto 1978, questa banconota uscì di corso il 31 marzo 1979.

Seconda serie: volto di donna Nel corso degli anni Settanta la crisi petrolifera e la liberalizzazione del mercato internazionale dei cambi colpirono pesantemente la lira, che perse oltre la metà del suo valore. Fu così che il governo di Giulio Andreotti e del ministro del Tesoro Gaetano Stammati si trovarono nella necessità di emettere nuovi biglietti da 50 000 e 100 000 lire, essendo stati i vecchi pesantemente esposti all'inflazione e alla contraffazione.

Le caratteristiche del nuovo biglietto («tipo 1977») furono fissate con decreto ministeriale del 13 giugno 1977. La nuova banconota da 50.000 lire, di formato ridotto (150 × 70 mm), mostra al fronte un volto femminile, ripreso anche in filigrana; fu stampata su carta contenente fibrille fluorescenti presso l'Officina della Banca d'Italia dal 1977 al 1982. Dichiarata fuori corso con decreto ministeriale del 13 ottobre 1986, uscì di corso il 1º dicembre 1986. Il retro mostra un'elaborazione sul tema dell'architettura: vi si riconoscono, tra l'altro, un prospetto del Pantheon e uno della Cappella dei Pazzi a Firenze.

Terza serie: Bernini primo tipo Il fenomeno inflazionistico non diminuì, ma anzi si esacerbò nei primi anni 1980, raggiungendo un tasso del 20%. La somma di 50 000 lire del 1983 equivaleva in potere d'acquisto a quella di 7.500 lire del 1967. Il governo di Bettino Craxi e del ministro del Tesoro Giovanni Goria decise quindi di rinnovare tutte le banconote circolanti nel paese.

I distintivi e i segni caratteristici del nuovo biglietto («tipo 1984») furono fissati con decreto ministeriale del 6 febbraio 1984. Il biglietto, di 149 × 70 mm, reca al fronte il ritratto di Gian Lorenzo Bernini accanto alla Fontana del Tritone; il bozzetto si deve a Giovanni Pino, le incisioni ad Alberto Canfarini e Franco Zannotti. Aveva in filigrana la testa del Bernini ed il monogramma della Banca d'Italia, col verso decorato da una rappresentazione della Visione di Costantino, dello stesso artista, collocata presso la Scala Regia in Vaticano. Fu stampato dal 1984 su carta contenente fibrille fluorescenti presso l'Officina della Banca d'Italia. La banconota conteneva un filo metallico verticale di sicurezza. Il tipo 1984 fu dichiarato fuori corso con decreto ministeriale del 19 ottobre 1995.

Nel frattempo, comunque, la svalutazione non accennò a rallentare: nel 1990 le banconote da 50 000 e 100 000 lire arrivarono ad un valore d'acquisto pari a quelle da 5000 e 10 000 lire nel 1967.

Quarta serie: Bernini secondo tipo Nei primi anni Novanta si decise di apporre lievi modifiche a questa ed alla banconota da 100.000 lire (Caravaggio) per contrastare la falsificazione: i distintivi e i segni caratteristici del nuovo biglietto («tipo 1992») furono fissati con decreto ministeriale del 27 maggio 1992. Il biglietto è molto simile al precedente. I tipi principali sono identici (Bernini e statua di Costantino), mentre lo sfondo è più complesso per rendere più difficile la falsificazione. La filigrana ripropone la testa del Bernini e il monogramma della Banca d'Italia, con l'aggiunta delle lettere «LC» in elettrotipia. I fili metallici sono ora due e su uno è riportata la scritta BANCA D'ITALIA. Sotto al collo di Bernini, in microscrittura, c'è la scritta GIAN LORENZO BERNINI 1598-1680 ripetuta. Immessa in circolazione il 1º dicembre 1992, è fuori corso dal 28 febbraio 2002.

Come nel primo tipo, la Fontana del Tritone compare al fronte, accanto al ritratto del Bernini, mentre il verso raffigura la statua equestre della Visione di Costantino e la Scala Regia.

Note

Bibliografia

Voci correlate Lira italiana Banca d'Italia Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato

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