Biografia Figlio del condottiero Giovanni, fu il membro più celebre della famiglia dei Mauruzi, originaria di Tolentino, discesa secondo la tradizione da Maurizio imperatore di Costantinopoli ma documentata solo dal secolo XIII.Vittorio Spreti e collaboratori. Enciclopedia Storico-Nobiliare Italiana. Famiglie nobili e titolate viventi riconosciute dal R° Governo d'Italia. Vol. IV. Bologna: Forni Editore, 1928–1935.Elvira Vittozzi. Mauruzzi, Niccolò. Dizionario Biografico degli italiani. Roma: Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2008..
Per dissapori con la seconda moglie del padre fuggì di casa nel 1370 ed entrò al servizio di vari capitani di ventura. Dal 1406 al 1407 fu al soldo di Cabrino Fondulo, signore di Cremona, e da quest'ultimo anno fu al servizio di Pandolfo III Malatesta, vicario di Fano, signore di Cesena e di Brescia che lo nominò suo Siniscalco e lo investì di vaste terre presso Chiari.
Dopo aver ottenuto dal Malatesta il titolo di conte con il feudo della Stacciola, castello sulla riva destra del fiume Metauro (in data 1º agosto 1412, titolo poi confermato da papa Eugenio IV nel 1431), fu al servizio di vari Stati italiani. Signore di Sansepolcro dal 1431 per volere papale, perse il feudo l'anno seguente, quando passò al servizio della Repubblica di Firenze, della quale fu capitano delle armate dal giugno 1423 al maggio 1434, sebbene con alcuni intervalli: fu infatti condottiero dell'esercito della lega pontificio-napolitana nel 1424 (al servizio della regina Giovanna II di Napoli combatté alla difesa dell'Aquila con Jacopo Caldora, scontro nel quale morì Braccio da Montone), e in seguito capitano dell'esercito del Ducato di Milano dal 1428 al 1432.
In particolare con i fiorentini espugnò Brescia e vinse la battaglia di Maclodio (12 ottobre 1427). Per i successi riportati fu nominato capitano generale dei fiorentini nel 1431 e nel maggio dell'anno seguente fu mandato a fronteggiare Francesco Piccinino, che vinse nella battaglia di San Romano (1º giugno 1432), scontro che diventerà poi tema di un famoso ciclo di tavole dipinte di Paolo Uccello.
Il 24 giugno 1433, festa di San Giovanni Battista, patrono di Firenze, Niccolò da Tolentino ricevette solennemente il bastone e le insegne del comando come capitano generale della Repubblica Fiorentina che, in segno di riconoscenza, lo iscrisse tra i suoi cittadini e gli donò un elmo ricoperto di rose e gigli d’oro, un cavallo coperto di broccato cremisi e le bandiere del Comune. In quella occasione l'umanista Leonardo Bruni, allora Cancelliere di Firenze, recitò un’orazione in suo onore.
L'anno successivo, combattendo per i Fiorentini contro Filippo Maria Visconti, fu fatto priogioniero presso Castel Bolognese (26 agosto 1434). Rifiutatosi di tornare al servizio del duca, durante uno spostamento verso Milano, a Bardi fu scaraventato intenzionalmente in un burrone, dall'alto di una rupe. Raccolto moribondo da alcuni passanti, venne da essi condotto a Borgo Val di Taro, dove morì il 20 marzo a seguito delle gravi ferite riportate.
Fu sepolto nella Cattedrale di Santa Maria del Fiore, a Firenze, con solenni esequie alle quali presenziarono papa Eugenio IV e gli ambasciatori di tutti gli Stati italiani.
Sulla sua tomba il comune fiorentino commissionò nel 1456 ad Andrea del Castagno un celebre affresco commemorativo.
Mecenatismo Tra il 1432 e il 1435 commissionò a Nanni di Bartolo, scultore allievo ed interprete di Donatello, allora operante a Venezia, il portale della Basilica di San Nicola da Tolentino nella sua città natale, in stile gotico fiorito. Il nome del committente è onorato nelle iscrizioni poste sui basamenti laterali dei contrafforti che chiudono il portale, mentre lo stemma di Niccolò da Tolentino occupa i pennacchi dell'arco da entrambi i lati.
Discendenza Niccolò Mauruzi ebbe tre figli naturali, in seguito tutti legittimati: Giovanni, il quale sposò Isotta Sforza, figlia naturale di Francesco Sforza. Fondò il ramo di Milano della famiglia, estintosi nel 1838; Baldovino "Baldo", che fondò il ramo di Montenovo, tuttora fiorente a Palermo e Roma; Cristoforo, stabilitosi a Venezia dove la famiglia era nota con il nome di "Tolentini", si imparentò con i Gabrielli e ricevette in feudo Aviano.
Note
Bibliografia
Voci correlate Mauruzi (famiglia) Giovanni Mauruzi Cristoforo Mauruzi Guerra dell'Aquila Battaglia di Zagonara Battaglia di Maclodio Battaglia di Soncino Battaglia di San Romano (1432) Battaglia di San Romano di Paolo Uccello Guerre di Lombardia Monumento equestre a Niccolò da Tolentino
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Niccolò