LA.S.D. Casale 1909, meglio noto come Casale, è una società calcistica italiana con sede nella città di Casale Monferrato. Milita in Eccellenza, la quinta divisione del campionato italiano.
Costituita nel 2023 come A.S.D. Città di Casale, è l'erede de facto della tradizione sportiva iniziata nel 1909 con la fondazione del Casale Foot Ball Club.
Il Casale annovera nel proprio palmarès lo scudetto 1913-1914, risultando pertanto una delle tre squadre espressione di una città non capoluogo di provincia ad aver vinto un campionato italiano (le altre due sono la , sempre della provincia di Alessandria, e la , la cui città di provenienza fece parte della provincia di Novara dal 1859 al 1927). È inoltre una delle quattro squadre (insieme a , Pro Vercelli e ) componenti il cosiddetto quadrilatero piemontese, protagonista del massimo livello calcistico italiano nei primi due decenni del XX secolo.
Storia Dalla fondazione al 1913 Nell'ottobre del 1909 il professor Raffaele Jaffe, docente presso l'Istituto Tecnico Leardi di Casale Monferrato, venne convinto da alcuni suoi studenti ad accompagnarli a Caresana per assistere ad una partita di calcio. Entusiasta dell'esperienza, propose agli studenti (segnatamente ai fratelli Cavasonza, Gallina e Varese) di fondare un proprio clubIl grande Casale: le origini, i primi trionfi, lo scudetto ilmonferrato.it.
Dopo alcune partite preparatorie, il Casale Foot Ball Club venne effettivamente fondato il 17 dicembre successivo, in un'assemblea celebrata presso l'aula 1 dell'Istituto Tecnico Leardi, con l'obiettivo dichiarato di contrapporsi alla Pro Vercelli, che in quegli anni era il club dominante del calcio italiano.
La scelta del colore delle maglie ricadde sul nero, sempre in contrasto con la Pro Vercelli (che vestiva le bianche casacche); il giocatore e socio fondatore Luigi Cavasonza provvide inoltre a ritagliare da un quaderno delle stelle a cinque punte di carta, applicandole rudimentalmente sul petto delle prime divise. Tale simbolo fu scelto in quanto ritenuto propiziatorio alla volontà di raggiungere il vertice del calcio nazionaleCASALE, veneziaunited.com, 20 set 2012..
In quel periodo il nord-ovest italiano era il centro del nascente movimento calcistico nazionale: il Genoa, la e le squadre di Milano e Torino erano all'epoca le formazioni più competitive. A questo gruppo riuscì presto ad aggiungersi il Casale, che venne ammesso alla Prima Categoria (all'epoca massima divisione) nel 1911.
In precedenza il Casale aveva già militato per due stagioni nei campionati minori: nel biennio 1909-1910 si iscrisse al campionato piemontese di Terza Categoria, vincendolo ed aggiudicandosi poi - nel mese di ottobre - la Coppa d'Argento, battendo in quel di Caresana la US Milanese e la Lambro. A seguito di tale successo, la dirigenza chiese l'ammissione alla Prima Categoria, ma la FIGC la rigettò. Il Casale si iscrisse quindi alla Seconda Categoria, all'epoca anche adottato come campionato delle squadre di riserva dei club più blasonati. Nella stagione 1910-1911 i nerostellati si classificarono al secondo posto nel girone piemontese, mancando di poco la qualificazione al girone finale. Dopo aver perso di misura contro l' (0-1), nel mese di marzo il professor Jaffe, frattanto diventato dirigente federale, chiese all'assemblea della FIGC l'ammissione del Casale al massimo campionato. Il Consiglio Federale si riservò di valutare la richiesta in occasione di un doppio test-match programmato contro la Libertas di Milano: i casalesi pareggiarono 1-1 in casa il 24 settembre e vinsero per 1-0 a Milano il 27 settembre, ottenendo quindi il benestare per l'iscrizione alla Prima Categoria.
La stagione di esordio nel campionato nazionale fu difficile e la squadra nelle prime giornate perse varie partite: tuttavia nella seconda parte del torneo il rendimento migliorò e il Casale concluse il girone nord-occidentale a dieci squadre al sesto posto. L'anno successivo il club nerostellato entrò a pieno titolo tra le squadre più forti della penisola, chiudendo il girone piemontese al secondo posto dietro soltanto alla Pro Vercelli (dopo una lotta accanita con e Piemonte FC), ottenendo la prima qualificazione al girone di finale dell'Italia settentrionale; qui il Casale trovò, oltre alla Pro Vercelli, anche Milan, Genoa e le venete Vicenza e Verona. I casalesi chiusero al quarto posto finale, dietro alla Pro Vercelli campione, Genoa e Milan.
Il 14 maggio 1913 il Casale divenne la prima squadra italiana a sconfiggere una squadra professionistica inglese, battendo il Reading col punteggio di 2-1. Il valore di tale vittoria fu evidenziato dal fatto che i Royals, impegnati in un tour italiano, vinsero tutte le altre amichevoli, sconfiggendo il Genoa, il Milan, la Pro Vercelli e la Nazionale di calcio italiana.Il tour del Reading, calcioromantico.it.Giancarlo Ramezzana, Una lezione al calcio inglese, "Il Monferrato", 16 maggio 2017, p. 22.
Lo scudetto del 1914
I nerostellati si presentarono al via della stagione 1913-1914 con una squadra competitiva e ben rafforzata.
Il Casale superò il girone ligure-piemontese, qualificandosi insieme al al girone finale dell'Italia Settentrionale (ed eliminando per un solo punto la Pro Vercelli, che così perse il titolo dopo tre successi di fila e sei finali consecutive).
Nel girone finale dell'Italia Settentrionale il Casale si trovò nuovamente di fronte il Genoa, nonché Internazionale e Juventus, che avevano a loro volta eliminato il Milan. Tuttavia nel girone a sei i nerostellati riuscirono a superare nell'ordine Genoa, Inter, Juventus, e Hellas Verona, qualificandosi alla finalissima nazionale contro la Lazio, vincitrice del campionato dell'Italia Centromeridionale. Contro la squadra laziale i piemontesi si imposero per 7-1 all'andata e per 2-0 al ritorno, vincendo così il loro primo e unico scudetto. Casale Monferrato divenne così (insieme a Novi Ligure, dove la Novese nel 1922 vinse il torneo della FIGC, il quale era però disertato da molte squadre importanti) la più piccola città d'Italia in termini di popolazione ad esprimere una squadra capace di vincere il campionato nazionale di calcio.
In massima serie: dalla Grande Guerra al 1934 Dopo lo storico scudetto, il Casale non riuscì a ripetersi. Nella stagione 1914-1915 riuscì a qualificarsi alle semifinali tramite il girone di qualificazione, ma fu eliminato nel girone di semifinale dal Genoa, alla fine campione. Gli scontri diretti tra genoani e nerostellati terminarono in parità, ma al Casale risultò fatale una sconfitta inflittale dalla Juventus, che permise al Genoa di chiudere in testa il girone con soli due punti di vantaggio sul Casale. Il campionato non fu però portato a termine per via dell'entrata in guerra dell'Italia e fu solo nel 1919 che la FIGC decise di assegnare il titolo di Campione d'Italia al Genoa.
Nel 1915-1916, al posto del campionato, fu indetta la Coppa Federale e il Casale riuscì a vincere il proprio girone eliminatorio, ma si ritirò dalle finali dopo aver perso alla prima giornata contro la Juventus. Da allora a fino al 1919 l'attività fu sospesa per cause belliche, riprendendo solo nel 1919-1920. Il Casale non era più l'ottima squadra del 1914 e, se nel 1919-1920 riuscì a qualificarsi ai gironi di semifinale, nei quali tuttavia non brillò chiudendo solo quarto, nel 1920-1921 non riuscì nemmeno a passare le eliminatorie regionali: essendosi classificato al terzo posto nel girone B della Prima Categoria Piemontese, fu costretto agli spareggi per l'ammissione alle semifinali contro l'U.S. Torinese, ma dopo un primo pareggio ad oltranza dopo 145°, perse a Vercelli la ripetizione, venendo così precocemente eliminata.
Il 24 luglio 1921, essendo stato respinto il Progetto Pozzo, piano di riforma dei campionati che prevedeva la riduzione delle squadre partecipanti al massimo torneo nell'Italia settentrionale a 24 società contro le 64 partecipanti nel 1920-1921, il Casale secessionò insieme alle altre 23 maggiori società, aderendo alla C.C.I.. Nel 1921-1922, dunque, il Casale non disputò il campionato federale, ma quello CCI. La stagione terminò con un discreto sesto posto nel girone B della Prima Divisione C.C.I.. Dopo la ricomposizione dello scisma, con il Compromesso Colombo, si stabilì che il campionato di Prima Divisione 1922-1923 sarebbe stato a 36 squadre (suddivise in tre gironi), da ridursi però a 24 tramite la retrocessione di quattro squadre per girone. Il Casale riuscì a salvarsi, con un sesto posto nel girone A. Nei campionati successivi, pur salvandosi, non riuscì mai a lottare per la vittoria del campionato, raggiungendo al massimo il terzo posto nel girone A nella stagione 1924-1925.
Nel 1926, con la promulgazione della Carta di Viareggio, il Casale fu ammesso alla Divisione Nazionale, il nuovo campionato di massima serie finalmente unificante Nord e Sud nello stesso campionato (anche se per l'arretratezza del calcio meridionale le rappresentanti del sud furono solo 3 contro le 17 del nord). Al suo primo anno in Divisione Nazionale il Casale disputò un buon torneo, sfiorando, con un 4º posto nel girone A, addirittura la qualificazione al girone finale a 6 squadre per l'assegnazione dello scudetto. Nella stagione successiva i nerostellati migliorarono il loro rendimento, riuscendo a qualificarsi al girone finale a otto squadre: nelle Finali ebbero però il poco gratificante ruolo di fanalino di coda del girone, chiudendo all'8º e ultimo posto, mentre lo scudetto venne vinto dal Torino capolista.
Nell'estate 1928, nel frattempo, la FIGC, condotta dal gerarca fascista Arpinati, decise di rendere finalmente il campionato di massima serie a girone unico, scindendo la Divisione Nazionale in una Divisione Nazionale Serie A e in una Divisione Nazionale Serie B; per raggiungere questo obbiettivo, il Direttorio Federale ripescò d'ufficio numerose società di Prima Divisione in Divisione Nazionale, allargando la massima serie per la stagione 1928-1929 ad addirittura 32 società; stabilì poi che il campionato di Divisione Nazionale 1928-1929 sarebbe stato di qualificazione: le migliori otto classificate dei due gironi avrebbero partecipato al nuovo campionato di massima serie a girone unico (Divisione Nazionale Serie A a 16 squadre), quelle tra la nona e la quattordicesima posizione avrebbero formato il campionato di Divisione Nazionale Serie B, sempre a girone unico, mentre le ultime due di ogni girone sarebbero retrocesse nel nuovo campionato di terza serie, la Prima Divisione. Il Casale, tuttavia, non riuscì a qualificarsi alla Serie A, chiudendo il girone A soltanto al 10º posto, e poco valse l'allargamento della Serie A a diciotto squadre, dato che non aveva concluso il torneo al nono posto.
La permanenza in Serie B durò tuttavia soltanto una stagione: vincendo il torneo cadetto 1929-30, ritornò in Serie A, dopo appena una stagione di astinenza. Il primo campionato di A a girone unico disputato dai nerostellati fu negativo, con un pessimo 16º posto e il ritorno tra i cadetti evitato per un soffio. Dopo una stagione discreta (12º posto in Serie A), il Casale evitò ancora una volta la retrocessione in B nella stagione 1932-1933, nella quale si salvò per poco con un altro pessimo 16º posto. La retrocessione fu però solo rimandata di un anno: al termine del torneo 1933-1934, con un 18º e ultimo posto, fu retrocesso in Serie B. Da allora, i casalesi non riuscirono più a tornare in A.
Sali e scendi: dal 1934 al 1943