Boffalora sopra Ticino (Boffalòra sora Tisin in dialetto milaneseortografia classica, AFI: , e semplicemente Boffalora fino al 1862) è un comune italiano di abitanti sul confine occidentale della città metropolitana di Milano verso il Piemonte, in parte all'interno del Parco Lombardo della Valle del Ticino. Il paese è attraversato nella sua parte centrale dal Naviglio Grande (che divide il paese in parte alta e parte bassa) e nella parte periferica dal Ticino e fa parte dell'hinterland ovest di Milano e del territorio del Magentino.
Geografia fisica Territorio
Il territorio dell'abitato di Boffalora sopra Ticino è diviso in due aree distinte dal corso del Naviglio Grande che attraversa la città nel centro abitato: la prima zona, nell'area nord-orientale del territorio comunale, definita popolarmente "Boffalora alta", comprende il centro cittadino; quella sud-occidentale, definita "Boffalora bassa", è contraddistinta da insediamenti meno fitti e dalla presenza di vegetazione boschiva in vallata, che si estende sino al parco naturale lombardo della Valle del Ticino. Le due zone sono sostanzialmente separate dal Naviglio Grande, e sono collegate tramite uno storico ponte in granito costruito nel 1603 (restaurato in occasione del IV centenario della sua costruzione nel 2003). Gli insediamenti residenziali più recenti si estendono alle estremità orientale e occidentale del paese, mentre la zona industriale è raccolta in una vasta area sul lato est dell'abitato.
Il territorio di Boffalora si trova all'interno di tre siti classificati come "di importanza comunitaria": i boschi della Fagiana e di Turbigaccio, i boschi di Castelletto e la lanca di Bernate. La zona dei boschi del Ticino è classificata come "Zona di protezione speciale" per la flora e la fauna. L'unica area umida sul territorio si estende in località Magnana, nella regione a sud del paese, dove si ravvisa anche una forte presenza di vegetazione tipica come la Phragmites australis.
Geologia e idrografia Morfologicamente, il territorio è caratterizzato dall'ambiente tipico della pianura padana ma è articolato tra alture, aree discendenti in corrispondenza delle rive dei corsi d'acqua ed aree paludose. L'altitudine media è di 142 m s.m.l..
Aspetto caratteristico dell'idrografia di Boffalora sopra Ticino è la presenza del Naviglio Grande e del fiume Ticino nella parte più ad ovest del comune.
Boffalora sopra Ticino fa inoltre parte del Polo dei Navigli istituito dalla Provincia di Milano.
Sismologia Dal punto di vista sismico Boffalora sopra Ticino presenta un rischio molto basso ed è stata classificata come il comune zona 4Rischio sismico per provincia su protezionecivile.it . (bassa sismicità) dalla protezione civile nazionale.
Clima Il clima di Boffalora sopra Ticino è quello continentale, tipico delle pianure settentrionali italiane con inverni freddi e abbastanza rigidi con diverse giornate di gelo, col fenomeno della nebbia accentuato dalla presenza del Naviglio Grande e della vallata del fiume Ticino; le estati, che risentono di elevate temperature che possono superare i 30 °C, presentano una umidità che può raggiungere l'80% causando quel fenomeno di caldo umido comunemente chiamato "afa". L'umidità non è comunque presente solo d'estate, ma è molto elevata tutto l'anno. I dati provenienti dalla vicina stazione meteorologica di Milano Malpensa, ad ogni modo, indicano, in base alla media trentennale di riferimento (1961-1990) per l'Organizzazione Mondiale della Meteorologia, che la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno a -4 °C; quella del mese più caldo, luglio, è appena sopra i +28 °C.
Il comune appartiene alla zona climatica E, 2470 GR/G. Boffalora sopra Ticino, come del resto gran parte dei comuni della Pianura Padana, soffre di scarsa ventilazione.
La piovosità si concentra principalmente in autunno e in primavera con un minimo relativo invernale e con una media annua superiore ai 1000 mm, con un minimo relativo invernale.
Mese Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Anno Temperatura max. media (°C) 5 8 13 17 21 26 28 28 24 18 11 6 16.25 Temperatura min. media (°C) -3 -2 2 5 10 13 15 15 12 7 2 -2 6.16 Piogge (mm) 59 73 95 104 127 82 55 85 72 110 83 50 82.91 Umidità relativa (%) 83 80 73 76 75 74 75 75 76 81 84 84 78 Eliofania assoluta (ore) - - - - - - - - - - - - - Venti (dir.-nodi) NW 4 SW 4 SW 4 SW 4 S 4 SW 4 SW 4 SW 4 SW 4 SW 4 N 4 SW 4 4
Origini del nome Ad oggi è ancora incerta l'etimologia del nome del paese, ma nel tempo sono state elaborate tre possibili interpretazioni: Dalla parola altomedievale di origine tedesca Wulfhari, nome con tutta probabilità di un capo locale. La parola sembrerebbe derivata dall'unione di Wulf ("lupo") e Hari ("armato"). Dalla fusione delle parole "Boffa l'ora", o "Boffa l'aura" che significa "Soffia il vento". Questa tesi è credibile anche per la particolare situazione geografica del paese, che si estende in parte su una zona rialzata della Pianura Padana. Dalla deformazione delle parole tardo-latine Bufalus Ora, "Zona dei bufali". L'area della città nell'alto medioevo era paludosa e con fitta vegetazione, per cui probabilmente vi poteva essere una presenza di questi animali. Nella mappa del 1581 che nella Galleria delle carte geografiche dei Palazzi Vaticani riguarda il Ducato di Milano, il toponimo risulta storpiato in Beſalorme.
Storia
Dalle origini al medioevo
I primi insediamenti nell'area risalirebbero al VI-III millennio a.C. come hanno dimostrato i ritrovamenti di selci scheggiate, lame di asce e materiale vario risalente al periodo neolitico rinvenuti in loco negli anni '80 del NovecentoGià nel 1874 erano stati realizzati alcuni scavi che avevano messo in luce alcuni reperti meno significativi all'altezza delle cascine Calderara e Cattabrega (quest'ultima posta nel vicino comune di Bernate Ticino, nella parte del paese digradante verso la piana del Ticino). Nei medesimi luoghi vennero anche ritrovati fittili e tegole di terracotta facenti parte di tombe di epoca romana.E. Tunesi, Boffalora un borgo sul Naviglio, La Scaletta, Boffalora Ticino, 1982
All'epoca celtica risalirebbero i primi scontri in loco tra gli uomini di Belloveso e quelli degli insediamenti etruschi stabilitisi qui attorno al VI secolo risalendo il Po e quindi il Ticino. In epoca romana, non lontano dal borgo, si ritiene si sia svolto lo storico scontro tra Annibale e Scipione del 218 a.C.
Il primo insediamento abitativo sorto nel luogo di Boffalora è documentato nel 1180, durante i lavori di realizzazione del Naviglio Grande. Probabilmente il paese è nato come cantiere stabile per gli scavi, e in seguito si è evoluto in un vero e proprio borgo grazie alla sua posizione strategica dovuta alla vicinanza alle acque del Ticino e ai suoi ricchissimi boschi, al passaggio del canale, ai terreni fertili e alla distanza intermedia tra i centri abitati di Milano e Novara.
Boffalora sopra Ticino è stato teatro di numerosi scontri anche nell'epoca medievale, tra cui quello tra Federico II e le forze milanesi del 1º novembre 1245, durante il quale i sostenitori della causa comunale capeggiati da Gregorio da Montelongo riuscirono a sconfiggere gli imperiali, impedendo loro di passare il canale a Boffalora per dirigersi alla conquista di Milano. Seppur non citate direttamente nelle cronache dello scontro, con tutta probabilità nella schermaglia ebbero un ruolo rilevante l'altura naturale su cui oggi sorge villa Giulini, oltre al torrione medievale di cui ancora oggi rimane traccia nell'abitato.
Il periodo visconteo e l'età moderna
Galeazzo II Visconti, signore di Milano, impose a Boffalora lo status di feudo nel 1341 e la cittadina venne quindi assegnata al politico e giurista napoletano Niccolò Spinelli.Questi era fuggito dal regno del sud per le lotte di successione seguite alla morte della regina Giovanna I di Napoli di cui era protetto. Emigrò a Milano dove divenne consigliere di Galeazzo II Visconti. Gli Spinelli furono ad ogni modo solo titolari del feudo, dove continuò ad imperare l'influente famiglia dei Crivelli che vi apportò importanti benefici, come la costruzione nel 1346 della Roggia Cornice, sfruttata nell'ambito agricolo ed artigianale locale anche nei secoli successivi. Nel 1396 il duca Gian Galeazzo Visconti accorpò parte delle terre del feudo ai possedimenti gestiti dai monaci della Certosa di Pavia.Balzarotti Andrea, Boffalora sopra Ticino - Arte e cultura lungo il Naviglio Grande, Magenta, 2008
Nel 1451, dopo l'estinzione in linea maschile della famiglia Spinelli, il feudo di Boffalora tornò al Magistrato Straordinario dello Stato di Milano senza ulteriori feudatari in quel secolo. Sempre su iniziativa dei Crivelli, venne costruita nel 1493 la prima chiesa parrocchiale locale per servire i 160 abitanti che popolavano il borgo all'epoca.
Nel 1545, venne aperta a Boffalora una stazione di posta e cambio cavalli presso la locale Osteria Grande, elemento che condizionerà l'economia del paese per tutti i secoli a seguire sino alla seconda metà dell'Ottocento: il borgo divenne luogo di passaggio obbligato per tutte le merci e le persone che transitavano in direzione Torino-Milano lungo l'allora Strada Regia.
Il 3 aprile 1570, il borgo di Boffalora venne visitato dall'allora arcivescovo di Milano, il cardinale Carlo Borromeo che decretò il primo significativo ampliamento della chiesa parrocchiale locale per far fronte alle esigenze degli abitanti, saliti ora di numero a 294. Nuovi lavori verranno indetti dal cugino Federico Borromeo in visita all'inizio del XVII secolo, mentre il cardinale Cesare Monti amministrerà per la prima volta la cresima nel borgo in occasione della sua visita pastorale del 1646.In precedenza il sacramento era amministrato per gli abitanti di Boffalora presso la sede plebana di Corbetta Due anni prima lo stesso arcivescovo milanese aveva istituito presso la "Pia Casa di Santa Pelagia" destinata ad accogliere prostitute redente e ragazze povere e senza dote, la quale si dotò di una propria sede a Boffalora grazie alla munificenza del nobile Giacinto Orrigoni.Talvolta l'iniziativa viene attribuita erroneamente al figlio di Giacinto, Giovanni Pietro, il quale divenne poi marchese di Ello
La storia del paese in questo periodo diviene sempre più strettamente legata al Barchètt, una barca corriera che effettuava un servizio di trasporto fluviale lungo il Naviglio, collegando il paese a Milano. Il servizio è documentato sin dal 1645, ed è continuato ininterrottamente sino all'inizio del XX secolo.
A partire dal 28 febbraio 1750, il borgo venne infeudato ai monaci della Certosa di Pavia a fronte del pagamento di 45.000 lire, i quali ne presero ufficialmente possesso dall'8 marzo successivo. Tale condizione di feudalità permarrà solo fino al 1786 quando, con la soppressione del monastero della Certosa, il feudo tornerà alla Regia Camera di Milano. Sempre nel 1786 Boffalora fu inserita nella provincia di Pavia.
Il Settecento è anche il secolo che vide il borgo di Boffalora al centro dell'interesse di numerose famiglie nobiliari milanesi, che vi stabilirono dimore di villeggiatura, lasciando ad oggi preziose testimonianze di questo fatto con le ville Calderari e Giulini, quest'ultima abitata in villeggiatura dal celebre storico milanese Giorgio Giulini.
L'Ottocento e la battaglia di Boffalora