Anémic Cinéma è un cortometraggio d'avanguardia del 1926 di Marcel Duchamp, realizzato con la collaborazione di Man Ray; viene ritenuto una pietra miliare del dadaismo.
Trama Il filmato mostra nove dischi di cartone con delle spirali disegnate sopra che vengono fatti ruotare alternandoli a un altro gruppo di dieci dischi sui quali sono incise alcune frasi; i due gruppi di dischi si alternano sullo schermo girando in direzioni opposte e a velocità variabili. I dischi con le spirali producono un effetto ottico tridimensionale di una pulsazione che sembra entrare e uscire dallo schermo.
Le frasi scritte sono:
Caratteristiche Il titolo del film è composto da due parole che sono una anagramma dell'altra oltre che un quasi palindromo. Il "cinema anemico" era un cinema privo di senso svuotato, in linea con le idee sovversive del dadaismo. Il fatto che però venne girato dopo la fine del movimento (che si sciolse spontaneamente nel 1923) lo pone a metà strada tra le avanguardie e il cinema "puro", forse ascrivibile al movimento surrealista.
Il film però, contrariamente al titolo, non è debole, anzi ha la forza di stordire lo spettatoreBernardi, cit., pag. 109.. Leggere le frasi scritte risulta molto difficile, ma quando ci si riesce ecco che il loro senso si rivela beffardo, tipico dell'artista dissacratore.
Il copyright del film è di Rrose Sélavy, pseudonimo di Duchamp.
Curiosità Le spirali rotanti vennero citate da Alfred Hitchcock nei titoli di testa del film La donna che visse due volte, del 1958.
Note
Bibliografia Sandro Bernardi, L'avventura del cinematografo, Marsilio Editori, Venezia 2007. ISBN 978-88-317-9297-4
Voci correlate Cinema dadaista Cinema surrealista Marcel Duchamp Lamine a zona Dreamachine
Collegamenti esterni
Categoria:Film sperimentali e d'avanguardia Categoria:Opere di Marcel Duchamp