Biografia Secondo un'antica tradizione accolta da Gregorio di Tours nel primo libro della sua Historia Francorum, a metà del III secolo Trofimo sarebbe stato inviato nella Gallia Narbonensis da papa Fabiano insieme ad altri sei vescovi con l'incarico di evangelizzare quelle regioni della Gallia che ancora non avevano conosciuto il cristianesimo. Gli altri inviati sarebbero stati Graziano a Tours, Paolo a Narbona, Saturnino a Tolosa, Dionigi a Parigi, Marziale a Limoges e Austremonio a Clermont.
Nel 417 una lettera di papa Zosimo indirizzata al vescovo dei Galli, in favore di Patroclo, vescovo di Arles, avrebbe ricordato l'invio di Trofimo in una Gallia esposta all'eresia ariana, accolta dai Goti che in quel periodo ne detenevano il controllo.
A partire dalla metà del V secoloLa prima citazione di cui prese nota Sabine Baring-Gould: Vite dei Santi, sub 29 dicembre, risaliva al 450, allorché una delegazione ufficiale di Arles riferì a papa Leone I che Trofimo fu inviato da Pietro apostolo. la tradizione locale ha assimilato Trofimo di Arles al Trofimo menzionato negli Atti degli Apostoli come compagno di Paolo di Tarso. Nonostante il Martirologio Romano lo identifichi come discepolo di Paolo, questa identificazione è da ritenersi spuria.Vedi il caso di San Dionigi di Parigi, identificato con Dionigi Areopagita. San Trofimo, pur essendo venerato in Francia, non ha una biografia nella Enciclopedia Cattolica, tuttavia la chiesa di San Trofimo ad Arles, la cui erezione ebbe inizio nel XII secolo su di una cripta del III secolo, è fra i più famosi monumenti architettonici e scultorei del Romanico in Provenza. Nel chiostro, in un angolo del portico settentrionale vi è una figura, risalente al 1180 circa, che rappresenta Trofimo.Berhard Rupprecht, Romanische Skulptur in Frankreich, Monaco di Baviera, 1975, 132-35.
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Saint Trophime: foto della chiesa romanica dedicata al santo
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