Le lingue tibeto-birmane sono lingue sino-tibetane, parlate nell'Asia centrale e meridionale. Derivano, secondo la classificazione classica di James Alan Matisoff (1978), da una separazione del proto-sino tibetano/Trans-Himalayano (la famiglia sinotibetana è nata 7200 anni fa, cioè intorno al 5200 a.C. secondo Laurent Sagart, Guillaume Jacques e Yunfan Lai, 2019) in due branche, il proto-tibeto-birmano e lingue sinitiche (la prima attestata è l'Old Chinese/cinese antico grossomodo al termine del neolitico cinese; le ossa oracolari per la piromanzia più antiche risalgono al 1250 a.C.). Secondo una ricerca di William S-Y. Chang (1998), alcune lingue sino-tibetane hanno iniziato a mostrare segni di separazione intorno al 4000 a.C.
Distribuzione geografica Le lingue tibeto-birmane sono parlate in Birmania, Tibet, Thailandia settentrionale, Vietnam, Laos, parte della Cina centrale (Guizhou, Hunan), parte del Nepal settentrionale, parte del Bangladesh nord-orientale, Bhutan, Pakistan orientale (Baltistan), e varie regioni dell'India (Himachal Pradesh, Uttarakhand, Sikkim, Arunachal Pradesh, Assam, Nagaland, Manipur, Mizoram, Tripura, Ladakh e il Kargil regioni del Jammu e Kashmir).
Dalla lingua originaria, secondo la classificazione di Matisoff, dal proto-tibeto-birmano (Proto-Tibeto-Burman Language, PTB) deriva in primis il proto-tibetico (ricostruito da Nicolas Tournadre, 2013; da esso deriva l'Old Tibetan/tibetano antico, da cui derivano le lingue tibetiche: si pensi al tibetano classico e moderno) e successivamente il proto-lolo-birmano (Proto-Lolo-Burmese Language, PLB), da cui derivano le lingue lolo e il proto-birmano, da cui deriva l'Old Burmese/birmano antico (il birmano/Burmese si parla nel Myanmar, anticamente detto "Birmania/Burma"). Il proto-tibeto-birmano è stato ricostruito da Paul K. Benedict e la ricostruzione è stata raffinata da James Matisoff. "Burman", rispetto a "Burmese", significherebbe più precisamente "birmanico" e non "il birmano".
La famiglia sinotibetana, secondo il linguista Harald Hammarström, contiene circa 500 lingue, in gran parte lingue minori. Di queste, secondo James Matisoff, circa 250-300 sono tibeto-birmane e quasi metà di esse sono minori (solo 9 lingue hanno oltre un milione di parlanti). Secondo invece Ethnologue sono di più, 441. Il birmano è quella più parlata con circa 32 milioni di persone. Otto milioni di tibetani parlano una delle diverse lingue tibetane. Secondo lo stesso Matisoff, è difficile capire quante siano effettivamente le lingue tibeto-birmane siccome talvolta ne vengono scoperte di nuove e per la difficoltà in dei casi a dividere una "lingua" da un "dialetto".
I tibeto-birmani, secondo un articolo di Bo Wen, Xuanhua Xie et al. (Analyses of Genetic Structure of Tibeto-Burman Populations Reveals Sex-Biased Admixture in Southern Tibeto-Burmans, scritto nel 2003 e pubblicato nel 2004), derivano da una migrazione verso il sud di alcune tribù dalla Cina nord-occidentale. Queste tribù, le Di-Qiang, entrarono in contatto con le tribù native austroasiatiche e Mon-Khmer. Da questo studio genetico emerge che si sono anche mescolati geneticamente tra loro. La migrazione viene datata "nel periodo delle Primavere e Autunni, circa 2600 anni fa" (il periodo va da 771 a.C. al 476 a.C.). Siccome questo periodo è ricordato per le guerre sanguinarie tra 120 feudi, poi riuniti dalla prima dinastia imperiale, la Dinastia Qin, si può ipotizzare che siano avvenute per le guerre (in futuro, molte altre migrazioni avrebbero avuto come protagonisti dei profughi di guerra). L'avvenimento che dà inizio a questo periodo è la caduta della Dinastia Zhou, che è costretta alla fuga in un piccolo territorio, l'unico che controlla saldamente. La tribù che sconfisse gli Zhou, i Qianrong, era del gruppo Qiang e abitava proprio nella Cina nord-occidentale.
Uno strumento online utilizzabile per consultare le radici in proto-tibeto birmano e altre lingue sino-tibetane è lo STEDT (Sino-Tibetan Etymological Dictionary and Thesaurus), un dizionario curato da James Matisoff dell'Università di Berkley la cui versione finale è stata rilasciata nel 2015. Un paper di Laurent Sagart (2019) indica le correzioni di alcune etimologie sbagliate. Alla creazione dello STEDT hanno partecipato anche Nicolas Tournadre e William Baxter. La ricostruzione in Old Chinese non sembra essere quella più recente del 2014.
Classificazione Secondo Ethnologue, la classificazione delle lingue tibeto-birmane è la seguente:
Lingue sinotibetane Lingue tibeto-birmane Lingue careniche/Karen (21 lingue) Lingue ngwi-birmane (113 lingue) Lingue sal (122 lingue) Lingue tibeto-birmane centrali (24 lingue) Lingue tibeto-birmane nordorientali (23 lingue) Lingue tibeto-birmane occidentali (135 lingue) Lingua darlong (codice ISO 639-3 dln) Lingua khamba (kbg) Lingua koro (jkr) Lingua lui (lba) Lingua monsang naga (nmh) Lingua pao (ppa) Lingua tarao naga (tro) Lingua ranglong (rnl) Lingua sakachep (sch)
Suoni Suoni del proto-tibeto-birmano +SuonoTrascriz. IPASpiegazionea, a:/a/, /a:/È una "a" di albero. Ha anche una versione dotata di allungamento vocalico, segnalato in IPA da due punti.e, e:/e/, /e:/È una "e" di elmo, vocale chiusa. Ha anche la versione con allungamento vocalico.i, i:/i/, /i:/È una "i" di piccolo, vocale chiusa.o, o:/o/, /o:/È una "o" di occhio, vocale arrotondata chiusa. Una vocale si dice arrotondata se si pronuncia con le labbra arrotondate in un cerchiolino.u, u:/u/, /u:/È una "u" di ultimo, vocale arrotondata chiusa.w, -w/w/, /u̯/È una "u" di auriga e quaglia, semivocale arrotondata chiusa per formare dittonghi.y, -y/j/, /i̯/È una "i" di piatto e aitante, semivocale chiusa per formare dittonghi.ə/ə/È una vocale neutra schwa, che si ottiene immaginando di pronunciare le consonanti dell'alfabeto ("a, bi, ci, di, e, effe, gi...") senza il nome completo ("a, b, c, d, e, f, g...").w/w/È il segnale di una consonante labializzata, cioè pronunciata con le labbra già arrotondate. Simili consonanti si trovano pure nella ricostruzione dell'Old Chinese di Baxter-Sagart (2014)b/b/È una "b" di balena, consonante sonora. Una consonante si dice sonora se il palmo della mano intorno alla gola sente le vibrazioni delle corde vocali durante la pronuncia. Si paragonino "ffff" e "ssss" con "mmmm" e "vvvv".p/p/È una "p" di palla, consonante sorda.g/g/È una "g" di gatto, sonora.k/k/È una "c" di cane, sorda.d/d/È una "d" di dente, sonora.t/t/È una "t" di tavolo, sorda.h/h/È un'aspirazione sorda come nell'inglese have.l/l/È una "l" di leva, sonora. Questa consonante liquida si può trovare anche a fine radice come codina liquida.m/m/È una "m" di mano, sonora. Questa consonante nasale si può trovare a fine radice come codina nasale.n/n/È una "n" di nave, sonora. Si può trovare a fine radice come codina nasale.ng/ŋ/È una "n" di panca, pronunciata con il dorso della lingua sulla zona tondeggiante del palato, come nell'inglese king. Si trova anche come codina nasale.r/r/, /ɾ/È una "r" di parco, consonante polivibrante sonora. Si riduce in "r" monovibrante come in arare e nell'inglese statunitense city, better se prevocalica e intervocalica. Questa consonante nasale si può trovare a fine radice come codina liquida.s/s/È una "s" di senza, consonante sorda.z/z/È una "z" di zero, sonorizzata (cioè con l'aggiunta delle vibrazioni delle corde vocali come nel Norditalia) e senza contatto tra organi. In alternativa, si può immaginare come una "s" sonorizzata e senza contatto tra organi.ts/t͡s/È una "z" di zero, sorda.dz/d͡z/È una "z" di zero, sonorizzata come nel Norditalia.sy/ɕ/È una "sci" di scienza, sorda e palatale, cioè pronunciata con la lingua già in posizione di "gn" di gnomo.zy/ʑ/È una "gi" di giorno, sonora, senza contatto tra organi e palatale. In alternativa, si può pensare come la versione palatale di /z/. Come ultima possibilità, si può immaginare semplicemente come la sonorizzazione di /ɕ/. È rara.tsy/t͡ɕ/È una "ci" di ciao, sorda e palatale.dzy/d͡ʑ/È una "gi" di gelato, sonora e palatale.ny/ɲ/È una "gni" di gnomo, sonora.ʔ/ʔ/È uno stacco glottale/colpo di glottide (glottal stop), cioè una consonante che si può immaginare come un lieve colpetto di tosse effettuato con una valvola in fondo alla gola, la glottide. Si trova anche in arabo, thailandese, vietnamita moderno e antico, Old Chinese e Primo Cinese Medio, in dialetti cinesi come lo shanghainese, hokkien, fuzhounese, in guanhua, in Tardo Coreano Medio e in svariate lingue tibeto-birmane. -p/p̚/È uno stop senza rilascio udibile di suono. Questi suoni sono presenti pure in Old Chinese, Primo Cinese Medio, coreano, vietnamita, thailandese e in svariate lingue tibeto-birmane. Questo preciso stop si pronuncia immaginando di dire "cappello" e interrompendo chiaramente la /a/ serrando entrambe le labbra, senza più pronunciare nient'altro e fare nient'altro. -t/t̚/È uno stop senza rilascio udibile di suono effettuato con la lingua che interrompe la vocale o dittongo o trittongo in posizione di /t/ -k/k̚/È uno stop senza rilascio udibile di suono che interrompe il suono con il dorso della lingua in posizione di /k/.
Suoni del proto-lolo-birmano In tabella, si indicano i suoni del proto-lolo-birmano trattati in Matisoff, 2003: +LetteraTrascriz.