Sodoma e Gomorra (Sodome et Gomorrhe) è il quarto volume dell'opera di Marcel Proust Alla ricerca del tempo perduto (À la recherche du temps perdu).
Questo volume, l'ultimo dell'opera ad essere stato edito quando l'autore era ancora in vita, è stato pubblicato dall'editore Gallimard in due parti, di cui la prima, intitolata Sodoma e Gomorra I venne pubblicata nel 1921 nello stesso volume che conteneva I Guermantes (tomo 2), e la seconda, intitolata Sodoma e Gomorra II, nel 1922.
Tematiche Sodoma e Gomorra prende il nome dalle due città che, secondo il racconto biblico,Genesi, 19. vennero distrutte per volontà divina, a causa dell'empietà dei comportamenti omosessuali dei loro abitanti.
Tra i vari volumi ci sono dei temi ricorrenti, che sono: il tempo e la memoria, dunque il racconto da parte dell'autore di esperienze autobiografiche. Ma rispetto agli altri volumi, in questo viene data particolare importanza al tema dell'omosessualità, che è stato già affrontato nel volume precedente e sarà comunque affrontato anche in alcuni dei volumi successivi.
Trama
Tomo 1 Tramite un flashback che sospende la linearità della narrazione, il protagonista racconta di come, in un momento precedente della giornata, aveva visto il barone di Charlus parlare con Jupien nel cortile del palazzo dei Guermantes e, successivamente, fargli dei segni per attirarne l'attenzione. I due si appartano in un locale dell'edificio, e il narratore, di nascosto, si avvicina, sentendoli avere un rapporto sessuale e cogliendo la conversazione che ne è seguita. La scoperta dell'omosessualità di Charlus gli permette di comprendere il comportamento passato del personaggio e lo induce a una riflessione sulle persone omosessuali, la cui condizione paragona a quella degli ebrei in Europa alla fine del XIX secolo.
In serata, il narratore partecipa a un ricevimento presso la principessa di Guermantes. Vi incontra Swann e il medico che aveva visitato sua nonna poco prima della morte. Desiderando farsi presentare al principe di Guermantes, il narratore chiede aiuto a diverse persone, che lo eludono. Il narratore osserva le dinamiche relazionali dei membri dell’aristocrazia presenti e, al di là delle apparenze, decifra con precisione la gerarchia che li struttura. Ritrova il suo amico Robert de Saint-Loup. Swann si unisce a loro per discutere di informazioni riguardanti l’Affare Dreyfus, ma Saint-Loup, ormai antidreyfusardo, si allontana dalla conversazione. Swann rivela al narratore che il principe e la principessa di Guermantes sono dreyfusardi e che il processo ha presentato gravi irregolarità.
Il narratore riparte insieme al duca e alla duchessa di Guermantes, declinando il loro invito a un ballo in maschera: sa che Albertine deve passare da lui dopo avere assistito a una rappresentazione di Phèdre. Poiché tarda ad arrivare, il narratore la convince a non spostarsi inutilmente; già in quest'occasione, il protagonista sente una forte gelosia nei confronti di Albertine, e tra i due si innescano dinamiche di respingimento e riavvicinamento che caratterizzeranno tutto il loro rapporto.
Qualche settimana dopo, il narratore torna a Balbec. Una volta rientrato nell’albergo dove aveva soggiornato con la nonna, è colto da un sentimento di tristezza e nostalgia, realizzando davvero, per la prima volta, il fatto che è morta: questa sensazione lo tormenta e per un certo tempo gli impedisce di andare a trovare Albertine, che alloggia nelle vicinanze. Il dolore infine si attenua.
Una sera, il narratore osserva Albertine danzare al casinò con l’amica Andrée, e un’osservazione del dottor Cottard lo porta a immaginare che le due possano avere una relazione. Dopo una visita della marchesa di Cambremer, il narratore affronta Albertine, che nega di avere inclinazioni lesbiche. Egli sceglie di crederle. Una sera, incontrano la sorella del suo amico Bloch e l’attrice con cui ha una relazione dichiarata, comportamento che scandalizza la società di Balbec.
Tomo 2
Il narratore nutre crescenti sospetti nei confronti di Albertine, soprattutto dopo aver visto una donna sconosciuta farle dei segni vicino al casinò di Balbec. Proust introduce una riflessione sui membri di Gomorra dispersi nel mondo. Tuttavia, Albertine riesce più volte a fugare i sospetti del narratore.
Il narratore invita Albertine ad accompagnarlo quando deve prendere il treno per far visita a Saint-Loup. Sebbene i tre possano trascorrere insieme soltanto un’ora, l’atteggiamento di Albertine — che sembra preoccuparsi più di Saint-Loup che di lui — riaccende la gelosia del narratore, pur rassicurandolo sulle inclinazioni di lei verso gli uomini. Mentre aspettano il treno per il ritorno, il narratore incontra il barone di Charlus, che chiede di chiamare un giovane militare dall’altro lato del binario. Il narratore riconosce Charles Morel, figlio del valletto di suo zio Adolphe e noto per il talento da violinista.
Alcuni giorni dopo, il narratore prende il treno per la Raspelière, la dimora che i Verdurin hanno in affitto dal marchese e dalla marchesa di Cambremer. Sale su una carrozza dove ritrova molti habitué delle serate dai Verdurin e ne traccia i ritratti: il dottor Cottard, lo scultore Ski, Saniette — vittima ricorrente delle loro umiliazioni —, il professore Brichot, che spiega l’etimologia dei nomi di luoghi al narratore, e la principessa Sherbatoff, un’aristocratica russa divenuta amica di Madame Verdurin. Si tratta della seconda descrizione di un salotto, che segue quella delle serate dei Guermantes: sebbene l’autore non tracci esplicitamente un parallelo, il confronto tra i due mondi risulta illuminante per il lettore. Il narratore osserva la deferenza di Madame Verdurin verso l’aristocratica, che crede di alto rango sociale. Al loro arrivo, il narratore resta sorpreso di vedere entrare il barone di Charlus e Morel, giunti con lo stesso treno in un’altra carrozza.
Il narratore è accolto con favore dai Verdurin, che gli riservano attenzioni pur dispensando apertamente umiliazioni a Saniette. Durante la serata, Charlus scambia Cottard per una persona omosessuale e alcuni invitati ipotizzano tra loro l’omosessualità del barone. Mentre il marchese e la marchesa di Cambremer — anch’essi presenti — criticano ripetutamente lo stato della loro proprietà, Madame Verdurin mostra al narratore un quadro che Elstir aveva dipinto per loro quando erano ancora in buoni rapporti con lui. Charlus e Morel suonano insieme un brano. A fine serata, Madame Verdurin propone al narratore di tornare insieme ad Albertine, che lui ha presentato come sua cugina.
Il narratore prosegue il soggiorno a Balbec e vede spesso Albertine, che si dedica alla pittura di una chiesa normanna. I due intraprendono una relazione che non è ben vista dalla madre del narratore. Pur recandosi frequentemente dai Verdurin, noleggiano ogni giorno un’automobile con autista per le loro uscite. Lo stesso veicolo è utilizzato anche dal barone di Charlus e da Morel. Quest’ultimo, amante del barone, lo disprezza apertamente e cerca regolarmente di estorcergli denaro. Dopo una lite, Charlus inscena un falso duello per farlo tornare, e il narratore e Morel riescono a dissuaderlo dal perseguire le proprie intenzioni vendicative. Tuttavia, Morel trascorre la notte con uno sconosciuto di passaggio, che si rivela essere il principe di Guermantes, cugino di Charlus. Quest’ultimo cerca di tendere una trappola a Morel e, pur venendo a conoscenza della sua infedeltà, non riesce a scoprire l’identità dell’amante. L’omosessualità di Charlus e di Morel finisce per essere nota agli habitué delle serate dai Verdurin, che li deridono in loro assenza.
Nel frattempo, il sentimento che il narratore crede di provare per Albertine si attenua, e promette alla madre di lasciarla. Durante una conversazione con Albertine, viene a sapere che lei conosce Mademoiselle Vinteuil e la sua amica, che considera «le sue due sorelle maggiori». Allora, nel protagonista si riaccende con forza il sospetto che Albertine possa essere attratta dalle donne, fatto che scatena nuovamente la sua gelosia. Decide quindi di rientrare a Parigi e comunica alla madre l’intenzione di sposare Albertine.
Edizioni Traduzioni italiane Oggi le edizioni di riferimento di questo volume sono considerate quelle di Einaudi, a cura di Mariolina Bongiovanni Bertini, con la traduzione di Elena Giolitti, e quella di Mondadori, con il testo tradotto da Giovanni Raboni e la cura di Luciano De Maria.
1950 (e 1961), Elena Giolitti, Einaudi 1988, Maria Teresa Nessi Somaini, Rizzoli 1989 (e 1998), Giovanni Raboni, Mondadori 1990, Giovanni Marchi, Orsa Maggiore, poi Newton Compton
Note
Bibliografia
Voci correlate Marcel Proust Alla ricerca del tempo perduto Sodoma Gomorra (città)
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Sodome et Gomorrhe, trascrizione completa del volume in lingua originale (francese)
Categoria:Alla ricerca del tempo perduto