Origine Era figlio del re d'Inghilterra e duca d'Aquitania, Edoardo I e di Eleonora di Castiglia, figlia del re di Castiglia Ferdinando III il Santo e di Giovanna di Dammartin, Contessa di Ponthieu.

Biografia Edoardo crebbe insieme a Pietro Gaveston, un suo coetaneo, figlio di un gentiluomo guascone, buon servitore di suo padre. Gli anni giovanili e principe di Galles

Nel 1297 Edoardo I attraversò la Manica per unire le sue truppe a quelle del conte delle Fiandre, Guido di Dampierre, e dopo essere stato sconfitto da Roberto II d'Artois, il 13 agosto 1297, nella battaglia di Furnes, si ritirò a Gand. Durante l'assenza del padre, il tredicenne Edoardo presiedette il parlamento che approvò lo statuto che garantiva che nessun dazio doveva essere pagato se non con il consenso dei maggiorenti e degli uomini liberi e nessun prodotto poteva essere sequestrato contro la volontà dei proprietari.

Edoardo I a Gand pose il suo sigillo sullo statuto il 5 novembre. Poco dopo cominciò le trattative di pace con la Francia, che portarono, nel 1298, a combinare i matrimoni di Edoardo I, vedovo ormai da alcuni anni, con Margherita di Francia, sorella del re Filippo IV il Bello, e di suo figlio ed erede Edoardo (il futuro Edoardo II) con la figlia di Filippo IV, Isabella di FranciaIl matrimonio tra Edoardo II, re d'Inghilterra dal 1307, e Isabella di Francia fu celebrato nel 1308.; nel 1299 era stato celebrato il matrimonio tra Edoardo I e Margherita e la pace definitiva con la Francia fu firmata a Parigi nel 1303.

Edoardo II viene nominato principe di Galles a Lincoln il 1º febbraio 1301, all'età di 16 anni; in seguito riceve anche il titolo di conte di ChesterDopo Edoardo II tutti i principi inglesi eredi al trono ricevettero il titolo di principe di Galles, ad eccezione di suo figlio Edoardo III d'Inghilterra.. Nel corso del 1305 cadde in disgrazia presso il padre Edoardo I, molto probabilmente per la frequentazione con il suo amico d'infanzia (e in seguito amante) Pietro Gaveston, considerato da re Edoardo svagato, stravagante e frivolo. Comunque, nel 1306, Edoardo II fu investito cavaliere e duca d'Aquitania, e nel 1307 Pietro fu esiliato a Crécy, nella sua contea di Ponthieu.

Nello stesso 1307 Edoardo I dovette riprendere la guerra contro gli scozzesi guidati dal loro re, Robert Bruce, che il 27 marzo 1306 si era recato a Scone, sede tradizionale dell'incoronazione dei re scozzesi, da dove Edoardo I aveva portato via la pietra sacra che serviva alla cerimonia, e vi aveva innalzato lo stendardo reale, facendosi proclamare sovrano del Paese contro la volontà del re inglese.

Edoardo I morì a Burgh by Sands, nel Cumberland, mentre si apprestava a portare guerra agli scozzesi.

Il re d'Inghilterra

Edoardo II succedette al padre e come primo atto richiamò Pietro Gaveston dall'esilio, lo nominò conte di Cornovaglia e ne fece il suo consigliere di fiducia. L'anno dopo, quando Edoardo si recò in Francia per contrarre matrimonio, lasciò Pietro custode del regno.

Questo e altri favori che il re aveva concesso al suo amico, uniti all'ambizione e all'avidità di Pietro, suscitarono l'indignazione di parecchi nobili e nel maggio del 1308 Edoardo dovette accettare che Gaveston fosse esiliato per la seconda volta; l'esilio fu dorato perché Edoardo lo nominò governatore dell'Irlanda e dopo circa un anno convinse i magnati a permettere il suo ritorno a corte. Nel 1310 Gaveston fu esiliato anche dall'Irlanda, dal Galles e dalla Scozia da una commissione di nobili. Dopo due mesi però rientrò in Inghilterra e Edoardo revocò la decisione dei nobili.

La guerra civile Ai nobili non restò che ricorrere alle armi e Edoardo e Pietro si ritrovarono a fuggire da un luogo a un altro sempre inseguiti dai baroni. A Newcastle scamparono per poco alla cattura, ma dovettero abbandonare tutto, armi, cavalli e tutti i loro beni nelle mani del conte di Lancaster, Tommaso Plantageneto, cugino primo del re. Alla fine Gaveston si rinchiuse nel castello di Scarborough, una grande costruzione molto solida, dove però si rese conto di non avere uomini e provviste sufficienti per resistere a lungo. Allora Pietro si disse disponibile a trattare, purché avesse salva la vita, e, nel caso che la trattativa non si fosse conclusa, la garanzia di potere tornare al castello per riprendere la lotta. Il conte di Pembroke a nome della commissione accettò e lo condusse al castello di Deddington, vicino a Banbury, nell'Oxfordshire.

Approfittando dell'assenza del conte di Pembroke, il conte di Warwick catturò Gaveston e, il 19 giugno 1312, lo giustiziò. Questo assassinio gettò il re nella disperazione per la perdita dell'amico e nella determinazione di vendicarsi, tuttavia il comitato, pur dissociandosi, non poteva permettere la vendetta del re. Alla fine del 1312 fu raggiunto un compromesso: rinunciando il re alla vendetta la nobiltà si impegnava ad appoggiare Edoardo II nell'imminente guerra contro gli scozzesi, e a non presentarsi armata in parlamento. Un partito di nobili contrario al re continuò comunque a esistere e in questo partito primeggiò proprio il cugino di Edoardo, Tommaso, che nel 1311 aveva ereditato alcuni feudi ed era diventato il nobile più ricco e potente del regno.

Guerra contro la Scozia Robert Bruce, sconfitto in battaglia a Methven nel giugno del 1306, aveva cominciato azioni di guerriglia contro le guarnigioni inglesi sparse per la Scozia; quindi, ottenuto un forte consenso nazionale, cominciò a occupare numerose città e castelli, giungendo a occupare Edimburgo nel 1310. Nel 1314 Edoardo decise di intervenire, mentre Bruce assediava il castello di Stirling, e radunò un grande esercito nel Northumberland. Ma molti nobili inglesi rifiutarono di partecipare e inviarono solo piccoli contingenti, privando Edoardo II di forze di cavalleria, ma soprattutto di preziosi consiglieri. Con un esercito comunque imponente avanzò verso Stirling lungo un'antica strada romana. Lo scontro avvenne a Bannockburn, e fu disastroso per l'esercito inglese, mettendo Edoardo II alla mercé dei nobili. La guerra si protrasse, senza altre battaglie campali, con alcune tregue, come quella biennale del 1319, sino a che l'indipendenza della Scozia fu riconosciuta anche da Edoardo II.

Rapporti con il regno di Francia Dopo la morte (1314) del re di Francia Filippo IV il Bello, Edoardo non aveva mai reso l'atto di omaggio, come avrebbe dovuto in quanto duca d'Aquitania, al suo successore, Luigi X. E alla morte di Luigi X, nel 1316, non rinnovò l'omaggio neppure al nuovo re, Filippo V (il figlio di Luigi, Giovanni I, aveva regnato solo per cinque giorni), che cominciò a dare ascolto alle lagnanze dei sudditi della Guienna e del Ponthieu; quest'ultimo venne occupato dalle truppe francesi verso il 1318, mentre per il mal governo della Guienna il parlamento di Parigi condannò Edoardo II a pagare una multa. Nel giugno del 1319 Edoardo rese omaggio per procura a Filippo e l'anno dopo si recò ad Amiens, dove rese omaggio di persona al sovrano francese; riuscì anche, durante un soggiorno di sei settimane, a ristabilire un buon rapporto con Filippo V che gli restituì il Ponthieu, garantendo la pace con la Francia.

I Despenser Ugo Despenser il Vecchio era stato un collaboratore di Edoardo I e aveva aumentato le fortune della famiglia; il figlio Ugo Despenser il Giovane aveva frequentato Edoardo II durante la giovinezza, quando Edoardo era principe di Galles: erano stati fatti cavalieri lo stesso giorno e Ugo era diventato feudatario con l'eredità della moglie, Eleonora de Clare. Ugo Despenser il Giovane divenne ciambellano reale nel 1318; come cortigiano manovrò per entrare nelle grazie di Re Edoardo II, rimpiazzando il precedente favorito, Ruggero d'Amory. Nel 1320 la sua tirannia era senza limiti. Ugo si accaparrò le terre gallesi ereditate dalla moglie ignorando le pretese dei suoi due fratellastri. Nel 1321 si era ormai guadagnato molti nemici in ogni strato della società, dalla regina Isabella ai baroni e alla gente comune.

Alla fine i baroni prevalsero su Edoardo e costrinsero Ugo e suo padre all'esilio nel 1321. Il padre fuggì a Bordeaux, e Ugo divenne un pirata nella Manica. La coppia fece ritorno l'anno seguente ed Edoardo restaurò rapidamente Ugo come favorito reale. Il periodo d'esilio non era servito a placarne l'ingordigia, l'impudenza o la crudeltà. Edoardo e i Despenser sconfissero i baroni loro avversari, che furono esiliati o giustiziati; Tommaso Plantageneto fu decapitato il 22 marzo, mentre Ruggero Mortimer, primo conte di March, era stato chiuso nella torre di Londra. I Dispenser rimasero al servizio di Edoardo II, legando la loro sorte a quella del re.

Leggi ed economia sotto Edoardo II A partire dalla fine del regno di Edoardo I nel parlamento, che, per un'ordinanzaL'ordinanza fu redatta dai baroni (Lords' Ordinances) e Edoardo II fu costretto a firmarla. del 1311, si doveva riunire almeno una volta l'anno, i rappresentanti dei cavalieri, che inizialmente dovevano solo approvare sussidi, preparavano anche petizioni e, nel 1322, lo statuto di York stabilì che le leggi che riguardavano tutto lo Stato esigevano la loro partecipazione. Durante il regno di Edoardo II fu inoltre introdotta la distinzione tra il re e la Corona con conseguente controllo del parlamento sulla politica economica dello Scacchiere.

Nel 1303 Edoardo I aveva promulgato la Charta MercatoriaLa Charta Mercatoria concedeva ampi privilegi ai mercanti stranieri in cambio della promessa di pagare ulteriori tasse sulle merci importate o esportate. che fu osteggiata dai mercanti inglesi; durante il regno di Edoardo II il movimento xenofobo assunse dimensioni preoccupanti e colpì soprattutto i mercanti italiani, mentre i privilegi concessi dalla norma furono sfruttati soprattutto dai mercanti della Hansa, i quali da Edoardo, dietro pagamento, ottennero in discreto numero una lettera di naturalizzazione, che permetteva loro di continuare i propri traffici, utili all'espansione del mercato della lana inglese.

Durante il governo di Edoardo II il credito, dopo che suo padre Edoardo I aveva nel 1290 cacciato gli Ebrei, era ormai in mani straniere, in maggior parte italiane e soprattutto fiorentineLa compagnia dei Frescobaldi era talmente potente che un suo membro, Antonio Frescobaldi, faceva parte del consiglio privato di Edoardo II.. E quando i Frescobaldi si ritirarono dalla piazza inglese, subentrarono loro i Bardi e i Peruzzi.

Conflitto con la Francia Nel gennaio del 1322 a Filippo V succedette sul trono di Francia Carlo IV il Bello, che dopo avere atteso due anni l'omaggio di Edoardo lo convocò ad Amiens per il 1º luglio 1324, per riceverne l'omaggio. Edoardo cercò di guadagnare tempo lamentandosi per i soprusi francesi sulle sue terre aquitane e per le vessazioni subite dai sudditi francesi troppo devoti all'Inghilterra. Ma purtroppo per Edoardo, nel 1323, era scoppiato il caso di Saint-Sardos, dove funzionari francesi erano stati uccisi dal siniscalco di Guascogna, che si era poi rifugiato nel castello di Montpezat, che Carlo IV confiscò; poi il rappresentante francese che doveva prendere possesso del castello era stato arrestato. Quindi, non essendosi Edoardo presentato ad Amiens, Carlo IV sequestrò sia il Ponthieu sia la Guascogna.