La necropoli delle Pianacce è una necropoli etrusca situata nel comune di Sarteano, in provincia di Siena, nell'antico territorio di Chiusi. In uso dalla seconda metà del VI agli inizi del II secolo a.C., è nota soprattutto per la Tomba della Quadriga Infernale, scoperta nel 2003, l'unica tomba dipinta del IV secolo a.C. nel territorio di Sarteano e una novità cronologica per la pittura funeraria dell'agro chiusino, le cui altre tombe dipinte appartengono quasi tutte alla fase tardo-arcaica....

Il sito La necropoli si trova a meno di un chilometro dal centro dell'attuale paese, lungo la strada che porta alla vicina cittadina di Cetona, all'estremità sud-orientale del pianoro occupato dall'abitato moderno. Il banco di travertino in cui sono tagliate le tombe scende a gradoni ripidi verso i torrenti Oriato e Astrone, che confluiscono nella Val di Chiana; nei costoni si aprono i lunghi dromoi, orientati tutti verso sud-est... Alessandra Minetti, che dirige gli scavi, sottolinea la posizione dominante del sito, che abbraccia con lo sguardo l'intera Val di Chiana, con Chiusi di fronte, il Lago Trasimeno e l'Appennino a nord-est, il monte Peglia sopra la valle di Orvieto a sud-est e il Monte Cetona a sud: una scelta di luogo, oltre che paesaggistica, strategica per il controllo degli assi viari fra nord e sud.

Le Pianacce e la vicina necropoli della Palazzina, distanti meno di un chilometro l'una dall'altra, sono i due nuclei sepolcrali il cui primo uso risale alla seconda metà del VI secolo a.C.; per Minetti potrebbero dipendere da un unico insediamento posto sul pianoro di Sarteano, oggi occupato dal centro moderno, di cui non si hanno dati diretti. La necropoli delle Pianacce continua senza soluzione di continuità, per quasi un chilometro, nell'area sepolcrale della Madonna del Belriguardo, dove si contano decine di tombe saccheggiate lungo i costoni e dove due scavi d'emergenza (2000 e 2004) hanno esplorato una tomba tardo-orientalizzante e una arcaica.

Storia degli scavi Le prime ricerche documentate sono le due campagne condotte nel 1954 e nel 1956 da Guglielmo Maetzke, ispettore della Soprintendenza toscana, che portarono alla luce due tombe scavate nel travertino, una delle quali di dimensioni monumentali (la tomba I), con un dromos di 27 metri; il suo corredo, databile fra la seconda metà del IV e gli inizi del III secolo a.C., è esposto nel Museo civico archeologico di Sarteano. Gli scavi Maetzke sono rimasti inediti, a eccezione delle due kylikes a figure rosse rinvenute nella tomba maggiore..

Dall'estate del 2000 il Museo civico archeologico di Sarteano conduce, su concessione ministeriale e con i volontari del Gruppo Archeologico Etruria, lo scavo sistematico dell'area, dove era nota la presenza di ipogei violati dagli scavatori clandestini ancora nel dopoguerra. Alla pubblicazione del 2006 erano state individuate dodici tombe, comprese fra la seconda metà del VI e gli inizi del II secolo a.C.. L'11 ottobre 2003 è stata scoperta la tomba n. 9, la Tomba della Quadriga Infernale, con un ciclo di pitture degli ultimi decenni del IV secolo a.C. (un demone alla guida di una quadriga di leoni e grifoni, un banchetto oltremondano, un serpente a tre teste e un ippocampo), aperta al pubblico dal 2005...

Nel 2007 è stata individuata e scavata una struttura monumentale di forma semicircolare, costruita in epoca arcaica in blocchi di travertino, adibita ai rituali funebri, quali la prothesis, cioè l'esposizione del defunto.

Le tombe

Nel settore occidentale della necropoli si trovano quattro piccoli ipogei (tombe 1-4), scavati nel 2000 e databili fra la seconda metà del VI e il V secolo a.C. La tomba 1, la sola sfuggita ai violatori, ospitava un'unica deposizione in una piccola urna di travertino chiusa da un coperchio a doppio spiovente in pietra fetida, con un corredo di circa dodici vasetti di bucchero e di piattelli acromi; nella tomba 2, molto sconvolta, si sono raccolti buccheri, frammenti di un'anfora a figure nere del Pittore di Micali e un'anfora «à la brosse».

Il settore orientale, fra le tombe 1-4 e la tomba I di Maetzke, appartiene invece alla fase ellenistica (tombe 6-11, seconda metà del IV-prima metà del II secolo a.C.) e ha restituito la più consistente serie di corredi del IV secolo a.C. documentata nell'agro chiusino: kylikes del Gruppo Clusium e del Gruppo Sokra, ceramica a vernice nera di forme ricorrenti, vasellame miniaturistico in argilla grigia, arancio o bruna, e sepolture in sarcofagi di travertino o in urne di gesso alabastrino. Qui le tombe raggiungono dimensioni monumentali: dromoi lunghi da 15 a 20 metri, talvolta con nicchie a più livelli lungo il corridoio, e camere quadrangolari mai uguali fra loro. Nella tomba 7, del III secolo a.C., la parete di fondo è segnata da un grande arco e da due gradini, e su banchine lungo tre lati stavano un sarcofago di travertino e due urne di gesso alabastrino con il defunto sdraiato sul coperchio; le tombe 10 e 12, molto ampie, avevano pareti intonacate in nero con righe rosse; la più tarda è la tomba 6, che ha restituito vernice nera del II secolo a.C.. I dromoi delle tombe 7, 8 e 9 convergono entro un raggio di dieci metri, come se l'insieme fosse stato progettato unitariamente; la 8 e la 9 sono coeve e precedono la 7. Molte delle tombe furono frequentate in età altomedievale..

Note

Bibliografia

Voci correlate Tomba della quadriga infernale Museo civico archeologico di Sarteano Pittura etrusca

Altri progetti