I gruppi di acquisto solidale (GAS) sono gruppi d'acquisto, organizzati spontaneamente, che partono da un approccio critico al consumo e che vogliono applicare i principi di equità, solidarietà e sostenibilità ai propri acquisti (principalmente prodotti alimentari o di largo consumo). Tale obiettivo è realizzato primariamente attraverso la disintermediazione della filiera: anziché rivolgersi alla Grande Distribuzione Organizzata (GDO) o ad altre forme di intermediazione, i GAS acquistano direttamente dai produttori, precedentemente selezionati dai GAS stessi sulla base di criteri definiti internamente da ciascun GAS. Tra questi criteri vi sono solitamente la sostenibilità ambientale, la solidarietà verso il produttore e la qualità dei prodotti.

Economia solidale

L’economia solidale è il fondamento dei gruppi di acquisto solidale. Essa punta a valorizzare le relazioni tra i soggetti e a ripartire equamente le risorse con l’obiettivo di tutelare le condizioni dei lavoratori e rispettare l’ambiente, promuovendo al contempo uno stile di vita salutare, basato sulla produzione e il consumo di prodotti di qualità.

L’economia solidale inizia ad acquisire un certo rilievo a partire dagli anni ‘80 con il commercio equo e solidale per poi svilupparsi definitivamente a partire dagli anni ‘90 con la nascita dei gruppi di acquisto solidale (GAS) e con una maturazione legata al consumo critico e agli stili di vita.

Sull'esempio di reti straniere (in particolare da Francia, Spagna e Sud America), prende avvio nel 2002 il percorso per la costruzione di una rete di economia solidale, che porterà nel 2003 alla scrittura della “Carta per la Rete Italiana di Economia Solidale” (Carta RES).

La carta RES definisce i tre principi dell’economia solidale in particolare: cooperazione e reciprocità, valorizzazione del territorio, sostenibilità sociale ed ecologica. Essa indica inoltre il metodo della partecipazione attiva e la strategia della costruzione di reti a partire dai territori nella proposta dei distretti di economia solidale (DES).

Alcuni territori hanno effettivamente accolto questa proposta, avviando la sperimentazione e valutando nel concreto i punti di forza e le difficoltà di questa prospettiva di trasformazione sociale. Analizzando le caratteristiche di questo fenomeno ambientale, nel 2011 sono state definite le cosiddette “colonne dell’economia solidale” che evidenziano le azioni benefiche di essa.

In particolare: l’economia solidale promuove i beni comuni, si fonda sul rispetto della “Madre Terra” e sul “ben vivere” (bem viver) di tutti, propone modelli collaborativi, si basa sulle relazioni, promuove il legame con il territorio, incorpora il senso del limite, si sviluppa nelle reti, è trasformativa a livello sociale, difende i diritti e ridimensiona il ruolo del mercato.

Panoramica I gruppi di acquisto solidale (GAS) si basano su due aspetti fondamentali: la collettività, attraverso la quale si favorisce lo scambio di informazioni e idee e si conferisce maggior efficacia all’azione dei consumatori; la solidarietà, mediante cui si pongono in primo piano le valutazioni riconducibili al consumo etico senza però tralasciare gli altri driver tradizionali d’acquisto come qualità e prezzo. Il consumo critico promuove quindi uno stile di vita ispirato ad una "controcultura del consumo” ovvero una forma di consumo responsabile coerente sotto il profilo della sostenibilità ambientale e sociale.

I giudizi espressi nei confronti dei GAS sono però discordanti. Secondo alcuni sono semplicemente frutto di tendenze isolate e quindi destinati a non assumere un rilievo tale da essere davvero efficaci. Per altri, invece, sono da considerare come l’espressione di un disagio diffuso nei confronti degli attuali paradigmi (forme di associazionismo dei consumatori per certi versi affini ai GAS) e di conseguenza sono potenzialmente in grado di attivare un radicale cambiamento.

Nessuna delle due posizione esclude a priori l’altra. Infatti, se da un lato il volume di affari generato dai GAS induce a pensare che l’incisività della loro azione sia limitata, a livello culturale si può affermare che i GAS abbiano ricoperto un ruolo significativo nel processo di modificazione dei modelli esistenti, contribuendo alla diffusione di valori legati alla sostenibilità ambientale e alla giusta remunerazione dei produttori.

Criteri Il termine "solidale" è utilizzato dai GAS per distinguersi dai gruppi d'acquisto tout-court, «...che possono non presentare connotazioni etiche, ma essere solo uno strumento di risparmio».

L'aspetto etico, o solidale, di tali gruppi è quindi l'aspetto ritenuto più importante, che li connota come esperienze nel campo del consumo critico. Secondario, ma altrettanto fondante, è il richiamo all'importanza delle relazioni sociali ed umane, del legame con il territorio circostante e con le tradizioni agricole e gastronomiche.

I criteri che guidano la scelta dei fornitori (pur differenti da gruppo a gruppo) in genere sono: qualità del prodotto, attenzione all'ambiente, dignità del lavoro. In genere i gruppi pongono anche grande attenzione ai prodotti locali, agli alimenti da agricoltura biologica o equivalenti e agli imballaggi a rendere. I piccoli produttori vengono generalmente preferiti rispetto ai grandi produttori. Il Documento base dei GAS fa riferimento a quattro filoni per indicare motivazioni e linee guida per gli acquisti: sviluppare e mettere in pratica il consumo critico; sviluppare e creare solidarietà e consapevolezza; socializzare; l'unione fa la forza.

I principi di equità e solidarietà si estendono quindi: ai membri del GAS; ai produttori e loro lavoratori; ai popoli del sud del mondo; al rispetto dell'ambiente.

Strutturazione La struttura dei GAS è altamente flessibile e articolata. Nel vasto panorama dei GAS si trovano associazioni riconosciute, associazioni non riconosciute (fra cui numerosi sono i gruppi informali), cooperative del settore (botteghe del mondo) che trovano in questa forma un modo intelligente per acquistare quei prodotti che servono ai soci. I GAS possono essere organizzati territorialmente nei distretti di economia solidale. L'organizzazione degli acquisti e delle comunicazioni interne è altrettanto variabile, correlata ad esempio al numero o alla tipologia dei partecipanti, al luogo o alle scelte del gruppo. Spesso i GAS utilizzano software creati appositamente per gestire gli ordini (software gestionale GAS), di cui esistono varie tipologie e versioni. Altri effettuano gli ordini utilizzando file condivisi, altri ancora gestiscono gli ordini attraverso le email.

Storia

È un fenomeno tipicamente italiano. Un GAS è un’associazione libera di persone, le quali mettono in comune prodotti di largo consumo, in particolare fanno riferimento ai prodotti alimentari. La scelta dei fornitori (soprattutto produttori, preferibilmente piccoli e locali) non è guidata da criteri esclusivamente economici. Acquisire vantaggi di costo non è l’obiettivo primario dei GAS: le scelte che vengono effettuate all'interno di questi gruppi si basano, infatti, sui principi dell'economia solidale.

Attualmente i GAS assumono una certa diffusione territoriale e rappresentano un fenomeno da non trascurare. I GAS affrontano una molteplicità di temi, attraverso lo svolgimento di “azioni concrete” da parte dei partecipanti. I GAS non utilizzano manifestazioni di protesta, ma costituiscono una iniziativa con una sequenza precisa di azioni.

Sebbene forme di azione simili ai GAS fossero presenti già prima degli anni novanta, si fa risalire la nascita dei GAS ad un incontro dal titolo “Quando l’economia uccide…bisogna cambiare”, tenutosi nell’Arena di Verona nel 1993.

Poco dopo, nel 1994, nasce il primo gruppo: alcune famiglie di Fidenza (in provincia di Parma) decidono di impiegare il loro tempo libero per conoscere sul campo i produttori di cibi sani e biologici, per poi acquistarli e distribuirli all’interno del gruppo. L’idea diventa esemplare: il passaparola porta alla nascita di esperienze simili, una a Reggio Emilia e una a Piacenza.

Come abbiamo visto, una delle prime tappe della storia dei GAS è il 1994, quando nasce il primo GAS a Fidenza. La storia prosegue nel 1996, quando viene pubblicata la Guida al Consumo Critico dal Centro Nuovo Modello di Sviluppo, dove vengono rilasciate informazioni sul comportamento delle imprese al fine di guidare la scelta del consumatore. Nel 1997 nasce la rete dei gruppi d'acquisto solidali (retegas). Nel tempo si sono andate a delineare tre tendenze alla base dei gruppi di acquisto solidale: ricerca di alimenti di qualità, fattore che pesa maggiormente nell’ambito del processo decisionale; persistenza della crisi economica, la quale induce i consumatori a prestare molta attenzione al prezzo; graduale consolidamento dei profili potenzialmente favorevoli all’acquisto mediante GAS.

La pratica si diffonde molto velocemente, ogni gruppo nascente prende spunto da quelli pre-esistenti, ma ognuno è diverso dall’altro per la propria storia. Un boom di nascite si registra nel 2001, anno in cui si verifica un forte incremento delle persone interessate a queste iniziative, e prosegue in maniera significativa per tutto il decennio successivo. Non si può escludere l’importante aiuto di Internet, che fece il suo ingresso proprio negli stessi anni. Il contributo di Internet ai GAS può essere stato molteplice: la diffusione del nascente paradigma di consumo;

un vero e proprio strumento operativo per agevolare il funzionamento delle organizzazioni, soprattutto dal punto di vista della gestione degli ordini.

Dopo anni di forte espansione, la realtà dei GAS sembra incontrare una fase di crescita a ritmo più lento. Dal 2018 al 2020 l'acquisto tramite GAS risulta comunque in crescita (+2,3%), coinvolgendo nel periodo pre-pandemia, il 12,3% della popolazione italiana. Per ciò che riguarda la tipologia di prodotti acquistati si può dire che i beni alimentari rivestono un ruolo primario ed è ragionevole supporre che gli ambiti in cui i Gas potranno esercitare una pressione crescente appartengano principalmente al .

Con l'entrata in vigore della legge finanziaria 2008, i GAS sono stati formalmente riconosciuti come «soggetti associativi senza scopo di lucro costituiti al fine di svolgere attività di acquisto collettivo di beni e distribuzione dei medesimi con finalità etiche, di solidarietà sociale e sostenibilità ambientale»., comma 266

L’accesso al Bio nella transizione verso la sostenibilità dei sistemi agroalimentari

L’accesso agli alimenti è una delle dimensioni della sicurezza alimentare. Alcuni studiosi hanno rilevato che spesso fame e sotto nutrizione non dipendono dalla mancata disponibilità di alimenti, ma piuttosto dal mancato accesso al cibo, per ragioni economiche (povertà) o fisiche (isolamento dai mercati, mancanza d’infrastrutture).

Per ragioni naturali (prevalgono i supermercati, mancanza di cibo fresco, come il cosiddetto "food desert") o per ragioni economiche (cibo biologico troppo caro, riservato all'élite), si considera il motivo della limitazione dell'accesso al cibo sostenibile. Pertanto, i GAS si pongono come obiettivo di stabilire un sistema di approvvigionamento alimentare alternativo, che, dal punto di vista ambientale e lavorativo, possa garantire accesso a cibo di qualità ad un prezzo equo.