La rifabutina è un antibiotico battericida del gruppo della rifamicina, dotata di un ampio spettro, viene utilizzata per curare la tubercolosi polmonare.
Farmacocinetica La rifabutina ha uno scarso assorbimento orale (20%). Essa ha un legame proteico del 70% circa e presenta un'ottima distribuzione nei tessuti polmonari, epatici e splenici. La rifabutina è metabolizzata per poi essere eliminata per via renale e biliare. Ha una emivita di 36h.
Farmacodinamica La rifabutina deriva dalla rifamicina e ne condivide lo spettro d'azione ma con una maggiore efficacia specie nei micobatteri. Il farmaco è attivo su Mycobacterium tuberculosis, molti micobatteri atipici con rilevanza per il Mycobacterium leprae e il Mycobacterium avium complex, gram+, gram -, clamidie e anche toxoplasma. Risulta spesso efficace in caso di resistenza alla rifampicina
Indicazioni Molto efficace per i micobatteri come Mycobacterium tuberculosis, spesso anche resistenti alla rifampicina, M. kansaii, M. celatum, M. haemophilus, M. xenopi e soprattutto Mycobacterium avium e Mycobacterium leprae. La rifabutina è anche funzionale su legionella, chlamydia trachomatis. Risulta efficace su toxoplasma e il virus del HIV perciò usata su infezioni da micobatteri in pazienti affetti da AIDS.
Meccanismo d'azione La rifabutina facente parte delle rifamicine agisce impedendo il processo di trascrizione dell'informazione genetica da DNA a RNAm.
Controindicazioni Controindicata in caso di allattamento e nei bambini
Effetti indesiderati Fra gli effetti collaterali più frequenti si riscontrano leucopenia, trombocitopenia, ittero, vomito, epatite e nausea.
Studi clinici dimostrano una riduzione dell'efficacia dei farmaci contraccettivi.
Note
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Categoria:Rifamicine Categoria:Antitubercolari Categoria:Medicinali essenziali secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità