Aiglun ( o Eiglù) è un comune francese di 92 abitanti situato nel dipartimento delle Alpi Marittime nella regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra. I suoi abitanti sono chiamati aiglenois in francese ed aiglenesi in italiano.
Geografia fisica Aiglun è un villaggio dell'alto paese grassese ed è situato nel centro-ovest delle Alpi Marittime, 20 km a nord di Grasse ed 11 km a sud di Puget-ThéniersCalcul de la distance entre Aiglun et d'autres communes [archive].
Il comune è servito dalla strada dipartimentale RD10 che l'attraversa da est ad ovesta et b Carte topographique d'Aiglun, IGN [archive] sur Géoportail.
Le sommità principali del comune sono il Mont Saint-Martin a 1.258 metri ed una cima secondaria del Pic de Fourneuby a 1.541 metri d'altezza.
Il comune è servito dalla linea numero 430 della rete "Sillages" (Vascogne - Saint-Auban)Horaire de la ligne Sillages à la demande n° 430 [archive].
Origini del nome Il nome del comune appare per la prima volta nei testi storici verso il 1200 sotto la forma Ayglezuni, che è costituita dalla parola latina Aquila, in francese "Aigle", e dal termine gallico "dunum", equivalente ad altezza, per cui significherebbe l'altura dell'aquila, da cui deriva il toponimo attuale di Aiglun↑ Ernest Nègre, Toponymie générale de la France: étymologie de 35 000 noms de lieux, Genève: Librairie Droz, 1990. Collection Publications romanes et françaises, volume CVCIII. Volume I: Formations préceltiques, celtiques, romanes, § 2725, p. 173.
Storia In una charta del 1039, l'abbazia di San Vittore di Marsiglia ricevette dei beni situati ad Aiglun. Non si trovano in seguito citazioni di Aiglesunum o di Aigledunum almeno fino al XIII secolo.
Isnardo di Bar, della casa di Grasse, commendatario dell'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, priore di Capua, gran siniscalco di Provenza, il 7 luglio 1348 ricevé dalla regina Giovanna I di Napoli, della casa d'Angiò, contessa di Provenza e di Forcalquier, in ricompensa dei suoi servizi, le terre di Le Mas e di Aiglun. Il 18 maggio 1349, egli fece donazione della terra d'Aiglun a suo cugino Pons de Les Ferres. La famiglia di Grasse perdé provvisoriamente i suoi feudi nel Nizzardo, al momento della dedizione del contado nizzardo alla Savoia (1388), poiché essa era rimasta fedele ai conti di Provenza.
Dal 1388 alla metà del XVIII secolo, il villaggio d'Aiglun si ritrovò sotto la protezione plurisecolare di Casa Savoia, come il resto della regione orientale della Contea di Provenza, formando così le Terre Nuove di Provenza, che divennero la Contea di Nizza nel 1526. Aiglun andò poi nel 1416 al Ducato di Savoia, sotto il conte Amedeo VIII, divenuto duca in quell'anno, ed infine fece parte, dal 1720 e poi per circa mezzo secolo, del Regno di Sardegna.
La famiglia di Grasse vendé il feudo d'Aiglun ai fratelli Giorgio e Claudio Malopera nel 1562. I fratelli Vincenzo e Bartolomeo Caissotti acquisirono i feudi di Le Mas e d'Aiglun nel 1584Enrico Costamagna, Michel Derlange, Les Niçois dans l'histoire, p. 47, Privat, Toulouse, 1988; p. 295. Il feudo d'Aiglun in seguito passò ai Fabri nel 1634, ai Claretti nel 1670, ai Bonetto nel 1673, ai Bianchi di San Salvatore nel 1754.
Al tempo del Trattato di Torino del 24 marzo 1760, il paese divenne francese, poiché il Regno di Francia e quello di Sardegna procedettero ad alcune rettificazioni di frontiera. Il comune dipese allora della vicaria di Grasse. Nel 1790, al momento della creazione dei dipartimenti, il villaggio andò a far parte del Dipartimento del Var.
Con l'annessione della Contea di Nizza alla Francia nel 1860, il comune di Aiglun, con l'insieme del circondario (arrondissement) di Grasse, fu riunito al nuovo Dipartimento delle Alpi Marittime (23 giugno 1860).
Simboli Lo stemma del comune di Aiglun è un "blasone d'azzurro all'aquila d'argento impiedante un pesce del medesimo (colore)".
Società Evoluzione demografica
Sport Il comune d'Aiglun è conosciuto dagli scalatori per le sue ripide pareti, alte più di 200 metri, che offrono itinerari di alta difficoltà. La "Paroi Dérobée" () è la più conosciuta, con grandi vie come Alì Babà od i "Quaranta Ladroni". La Chiusa d'Aiglun è ugualmente apprezzata dagli "amatori" della canoa estrema.
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