Il pesce pagliaccio occidentale o pesce pagliaccio ocellato (Amphiprion ocellaris ) è un pesce osseo appartenente alla famiglia Pomacentridae.

È la "specie gemella" del pesce pagliaccio orientale (Amphiprion percula).

Distribuzione e habitat È diffuso nelle barriere coralline tropicali dell'Oceano Indiano orientale e nell'Oceano Pacifico occidentale, nelle isole Andamane e Nicobare, in Birmania, in Thailandia, in Malesia, in Indonesia, nelle Filippine, a Taiwan, in Papua Nuova Guinea, in Australia settentrionale. Vive in acque basse costiere dalla superficie fino a 15-20 m di profondità.

Descrizione È molto simile al pesce pagliaccio orientale (Amphiprion percula) da cui si distingue a malapena in base al numero dei raggi delle pinne e per la colorazione leggermente meno vivace.

Raggiunge in media 5-8 cm, ma alcuni esemplari possono raggiungere anche 12 cm di lunghezza. Come avviene anche in molti altri pesci, le femmine sono più grandi dei maschi.Allen, G. 1997. Marine Fishes of Tropical Australia and South-East Asia. Perth: Western Australian Museum.

Presenta un corpo relativamente cilindrico, allungato, solo leggermente bombato sul dorso; il peduncolo caudale è robusto; la bocca, relativamente piccola, è in posizione terminale e rivolta verso l'alto, è dotata di labbra carnose protattili e di denti conici, piccoli ma aguzzi. La testa è piuttosto smussata.Tutte le pinne sono arrotondate e hanno la stessa colorazione rosso-arancione del corpo. La pinna caudale è lunga e tonda; la pinna dorsale, non particolarmente sviluppata, è nettamente divisa in due parti; la prima parte è sostenuta da dieci o undici spine rigide, delle quali le prime 5 sono molto più lunghe delle altre, e può essere inarcata a piacere o portata piatta sul dorso; la seconda parte, più sviluppata in altezza dell'anteriore e separata dalla prima da una profonda concavità ha 13-17 raggi molli che non possono essere abbassati e termina con una punta arrotondata che non supera l'inizio del peduncolo caudale; la pinna anale, a sua volta supportata da 2 spine rigide e da 11-13 raggi molli, è simmetrica alla seconda parte della pinna dorsale; le pinne pettorali e ventrali sono di forma trapezoidale, abbastanza sviluppate, sia in lunghezza che in altezza, e con il bordo molto arrotondato.La livrea è particolarmente appariscente e colorata, molto simile a quella del pesce pagliaccio orientale (Amphiprion percula) con cui viene spesso confuso. Il colore di fondo è un giallo-arancione molto brillante; sul corpo sono disegnate tre bande verticali chiare, bianche o leggermente turchesi, a volte bordate di nero, altre volte senza alcun bordo nero a circondarle. La prima di queste bande, a forma di parentesi tonda, avvolge quasi interamente la testa e, passando sulla fronte, si collega alla sua omologa dell'altro lato; rimane solo, sotto la gola, una piccola zona arancione. La banda centrale si protende in avanti lungo la linea mediana, avvolge anularmente il pesce all'altezza della divisione della pinna dorsale e presenta un dosso rivolto in direzione della testa. La terza banda avvolge quasi completamente il peduncolo caudale lasciandone solo una piccola parte arancione all'attaccatura della pinna caudale. La pinna caudale, la parte posteriore della pinna dorsale, la pinna anale e le pinne pettorali hanno un doppio bordo, nero internamente e bianco-turchese esternamente; la parte anteriore della pinna dorsale, le pinne pettorali e quelle ventrali hanno solo un bordo nero. Il centro dell'occhio è nero.

Ecologia

Come tutti i pesci pagliaccio, vive in simbiosi mutualistica obbligata con gli anemoni di mare, in particolare con le specie Radianthus magnifica, Stichodactyla gigantea e Stichodactyla mertensii. Si rifugia tra i tentacoli urticanti dell'anemone, al cui veleno il pesce pagliaccio è immune grazie al muco che ricopre la sua pelle, e oltre a proteggersi dai predatori si nutre degli avanzi e tiene pulito l'anemone dai parassiti. Inoltre, il pesce pagliaccio protegge attivamente l'anemone di mare che lo ospita da potenziali predatori (ad esempio i pesci farfalla), quindi entrambi gli organismi, sia l'anemone di mare sia il pesce pagliaccio, traggono un vantaggio da questa associazione, che è talmente forte ed importante per questi due organismi che entrambi non sopravviverebbero a lungo l'uno senza l'altro.Allen, G. 1997. Marine Fishes of Tropical Australia and South-East Asia. Perth: Western Australian Museum.

Riproduzione

Come tutti i pesci pagliaccio, è oviparo ed ermafrodita proterandrico: tutti gli esemplari nascono maschi; all'interno del gruppo l'individuo più grande si "trasforma" in femmina funzionale e si accoppia con il maschio secondo per dimensioni. Se si rimuove questo individuo dal gruppo, tra quelli rimasti, il maschio di dimensioni maggiori si trasforma in femmina e il maschio secondo per dimensioni corporee è l'unico maschio sessualmente maturo. Pertanto un singolo individuo può svolgere nell'arco del suo ciclo vitale sia la funzione di maschio sia quella di femmina in momenti diversi del proprio ciclo biologico. Sono ermafroditi proterandrici sequenziali, cioè un individuo può svolgere la funzione maschile nei primi periodi del ciclo biologico e quella femminile successivamente. Ibridazione È stata osservata in acquario l'ibridazione tra Amphiprion ocellaris e Amphiprion percula. In natura, si ritiene che Amphiprion ocellaris possa ibridarsi con Amphiprion sandaracinos.

Tassonomia La tassonomia delle specie Amphiprion ocellaris e Amphiprion percula è stata negli anni abbastanza controversa. Le specie si distinguono solamente in base alla distribuzione geografica e al numero dei raggi delle pinne (Amphiprion percula presenta normalmente 9-10 spine dorsali, mentre Amphiprion ocellaris 10-11). Timm et al. (2008) li definiscono come specie gemelle (sibling species), e le analisi molecolari indicano che la situazione genetica è più complessa della semplice divisione morfologica in due specie. Le analisi di DNA barcoding evidenziano ulteriore diversità criptica sia in Amphiprion ocellaris sia in Amphiprion percula, confermando che i limiti tassonomici del complesso non sono banali. Tang (2021) riconosce A. ocellaris e A. percula come due specie distinte e strettamente imparentate, appartenenti allo stesso clade, ma sottolinea che l'argomento necessita ancora di approfondimenti, proprio sulla base di Timm et al. (2008) e degli studi genetici precedenti.

Conservazione La Lista Rossa della IUCN (Unione internazionale per la conservazione della natura) considera Amphiprion ocellaris come specie a rischio minimo di estinzione.

Tuttavia, l'intensificarsi degli effetti dei cambiamenti climatici sull'ambiente marino può rappresentare una minaccia per questi pesci pagliaccio, in particolare può aumentare la frequenza dei fenomeni di sbiancamento (bleaching) degli anemoni di mare che offrono loro riparo, causando effetti negativi sulla fisiologia, sulla sopravvivenza e sulla riproduzione delle popolazioni di pesci pagliaccio.

Nella cultura di massa Il pesce è divenuto ampiamente celebre grazie al film d'animazione Alla ricerca di Nemo che lo ritrae come protagonista. Due pesci pagliaccio sono personaggi (uno è protagonista) del film (uno è appunto Nemo, l'altro è il padre Marlin).

Note

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Collegamenti esterni

Categoria:Pomacentridae Categoria:Taxa descritti nel 1830