Pola (in italiano e veneto: ; ; in istrioto Puola; ; ) è una città della Croazia di abitanti (stando al censimento del 2021), la maggiore dell'Istria nonché suo capoluogo storico.

Centro abitato fondato nell'Età del bronzo da popolazioni appartenenti alla cultura dei castellieri con il nome di Pola, divenne poi capitale e centro più importante degli Istri insieme a Nesazio (Nesactium). Conquistata dagli antichi Romani nel 177 a.C., fu rinominata Pietas Iulia, fermo restando che restò in uso anche il nome Pola. Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente, la città entrò nell'orbita dell'Impero romano d'Oriente, per poi costituirsi in libero comune nel 1177. La città fu annessa alla Repubblica di Venezia nel 1148, rimanendo nei suoi domini marittimi per sei secoli e mezzo, per essere in seguito annessa all'Impero austriaco. Rimase sotto il diretto controllo austriaco fino al 1918, quando fu annessa al Regno d'Italia, per poi passare nel 1947 alla Jugoslavia e infine, nel 1991, alla Croazia.

A causa di queste vicissitudini storiche, la composizione etnica di Pola cambiò nei secoli, soprattutto dopo la Seconda guerra mondiale, a cui seguì l'esodo della gran parte della popolazione italiana, che all'epoca costituiva la larga parte dei residenti a Pola. Oggi la maggioranza dei cittadini di Pola è croata (il 77,37% della popolazione totale, stando al censimento del 2011), seguita dai serbi (6,01%), dagli italiani (4,43%), dai bosgnacchi (3,5%) e dagli sloveni (0,9%).

Pola ha avuto un tessuto industriale molto forte, formato principalmente da cantieristica navale, industrie manifatturiere, industrie alimentari, industrie edili e industrie metallurgiche, che vede le sue origini nel periodo asburgico e il massimo sviluppo nel periodo dell'ex Jugoslavia; dall'indipendenza croata e dall'inizio della privatizzazione delle industrie statali, tuttavia, la città ha vissuto un periodo di progressiva decadenza, che ha determinato il fallimento di molte industrie del passato.

A Pola sono presenti numerose aree turistiche frequentate perlopiù nella stagione estiva, tra cui le isole Brioni. Pola è anche la destinazione finale dell'itinerario ciclistico EuroVelo 9, che inizia a Danzica, in Polonia. Il monumento più importante presente in città è l'Arena di Pola, che funge anche da simbolo della città e che è tra gli anfiteatri di età romana meglio conservati al mondo.

Pola è una delle sedi vescovili della Diocesi di Parenzo e Pola, suffraganea dell'Arcidiocesi di Fiume.

Geografia fisica Territorio

Pola è situata lungo la costa adriatica e fa parte della regione geografica italiana, per i cui confini orientali tradizionalmente si indicano solitamente la catena delle Alpi Giulie e il Golfo del Quarnaro, a cui fa riferimento anche Dante Alighieri nella Divina Commedia. La città si estende su sette colli come Roma, che in questo caso sono Castello, Zaro, San Michel, Castagner, Monte Ghiro, San Martin, Monte Paradiso, nella parte più interna di un vasto golfo.

L'area su cui si estende il comune di Pola misura 51,65 km2, di cui 41,59 km2 di terra e 10,15 km2 di superficie marina, che è costeggiata dagli isolotti disabitati di San Girolamo, Cosada e Veruda. Nel punto in cui è sorta la città è stato realizzato un porto ben protetto dalle insenature circostanti, la cui profondità massima è di 38 metri, che è aperto verso nord est grazie a due imbocchi, uno verso il mare e l'altro verso il canale di Fasana.

Clima Protetta dai venti freddi provenienti da nord grazie alla catena delle Alpi, che distano circa 200 km e che ne mitigano le escursioni termiche grazie anche alla presenza del mare, Pola ha un clima subtropicale umido (Classificazione dei climi di Köppen) con temperature gradevoli d'estate e non troppo gelide d'inverno. Le estati sono spesso calde durante il giorno e relativamente fresche alla sera, sebbene siano relativamente comuni picchi di caldo.

L'umidità è consistente, e la temperatura media d'estate è di +23 °C durante luglio e agosto, mentre in inverno è di +6 °C durante gennaio e febbraio, con 240 giorni all'anno dove la temperatura è superiore a +10 °C. Ci sono due venti che soffiano su Pola: la bora, vento catabatico freddo di provenienza est/nord-est che soffia d'inverno con particolare intensità; lo scirocco, vento caldo proveniente da sud-est che porta piogge. Su Pola soffia anche il maestrale, vento estivo che spira dal mare verso l'entroterra.

Quelli che seguono sono i dati climatologici salienti di Pola:

Storia Epoca preistorica

Le prime prove di presenza umana nei pressi di Pola hanno una datazione che si aggira a circa un milione di anni fa. Tali testimonianze si riferiscono a fossili di Homo erectus rinvenuti a San Daniele (cro. Šandalja), località poco distante da Pola. Sempre nei dintorni della città istriana, sono state rinvenute delle ceramiche neolitiche databili tra il 6000 e il 2000 a.C., dimostrando la presenza di un insediamento abitato stanziale.

I reperti trovati a Pola ascrivibili a un periodo storico successivo a quelli precedentemente citati risalgono ell'età del bronzo medio, che sono databili tra il 1800 e il 1000 a.C. e che appartengono alla cultura dei castellieri, la quale si sviluppò in Istria per poi espandersi successivamente in Friuli (chiamati cjastelîr in friulano), Venezia Giulia, Dalmazia, Veneto e nelle loro zone limitrofe. Gli insediamenti dei castellieri trovati vicino a Pola, che sono chiamati "gradina" (cr. gradište), sono delle tombe a tumulo. Di questa cultura preistorica sono stati trovati oggetti, nei dintorni di Pola, in osso lavorato, oggetti che servivano a lisciare o a perforare vari materiali, come ad esempio pelli, aghi per cucire e pendagli in bronzo a spirale.

Il tipo di materiale archeologico trovato nei dintorni di Pola dimostra che i castellieri stanziati in questa zona avessero contatti commerciali con diversi insediamenti umani situati lungo le sponde del Danubio. Gli abitanti dell'Istria che vissero nell'età del bronzo hanno poi dato origine agli Illiri, tant'è che sono conosciuti come "proto-illiri", ovvero una delle popolazioni che hanno poi dato origine agli Illiri propriamente detti.

Epoca antica

Ceramiche risalenti all'epoca dell'antica Grecia che appartenevano a una statua di Apollo sono state trovate nei dintorni di Pola a testimonianza che i suoi antichi abitanti avessero contatti costanti con la cultura greca. La mitologia greca vorrebbe, senza però che si siano state trovate prove storiche, che Pola fosse stata fondata da Giasone con il nome di Polai durante il suo tentativo di fuga, il cui percorso si sviluppò anche nel mare Adriatico settentrionale.

In età preromana la zona di Pola era popolata dagli Istri, tribù "venetica", che aveva legami con gli Illiri e che è ricordata da Strabone nelle sue opere come una popolazione vissuta in Istria fino al I secolo a.C..Wilkes, J. J. The Illyrians, 1992,,page 183,"... We may begin with the Venetic peoples, Veneti, Carni, Histri and Liburni, whose language set them apart from the rest of the Illyrians...." In particolare, su Pola, Strabone scrive:

Capitale e massimo centro degli Istri era Nesactium, che era situata a una decina di chilometri dal moderno abitato di Pola, e che a sua volta era sorta sull'antica capitale dei castellieri già nota come Pola. La penisola istriana venne conquistata dagli antichi Romani nel 177 a.C., dopo di cui iniziò il processo di romanizzazione della regione. La capitale degli istri Nesactium fu in seguito ridenominata dai romani Alba Julia, fermo restando che restò in uso anche il nome Pola, antica denominazione usata ai tempi dei castellieri e poi giunta sino a noi. Il centro abitato di Alba Julia fu poi elevato al rango di colonia intorno al 46 a.C..

Durante la guerra civile romana combattuta durante il triumvirato di Marco Antonio, Marco Emilio Lepido e Ottaviano contro gli assassini di Cesare, ovvero Bruto e Cassio, Alba Iulia prese le parti di quest'ultimo. Dopo la vittoria di Ottaviano, Alba Julia fu demolita e poi subito ricostruita con il nome di Colonia Pietas Iulia Pola Pollentia Herculanea, poi semplicemente conosciuta come Pietas Iulia, venendo inclusa nella regione augustea della Regio X Venetia et Histria, che nell'insieme formavano la cosiddetta "Italia romana".

A partire dall'elevamento al rango di colonia la città crebbe costantemente toccando l'apice con il raggiungimento dei abitanti. Alba Julia diventò un importante porto con una vasta area sotto la sua amministrazione diretta. Pola fu città fiorente, dotata di prestigiose strutture urbane (fra cui un ampio foro, un arco trionfale, un anfiteatro e due teatri) e ornata di templi a cui si aggiunsero, nei primi secoli dell'era volgare, alcune basiliche paleocristiane. La presenza romana della zona di Pola è testimoniata da numerose epigrafi latine, che ci offrono un'idea della prosperità raggiunta da questo centro nell'antichità.

Degne di nota sono la costruzione dell'Arena di Pola, che avvenne tra il 27 a.C. e il 68 d.C., quando fu completata, nonché la realizzazione del Tempio di Augusto e della dea Roma, dell'acquedotto, della fognatura e di imponenti mura cittadine con dieci porte cittadine, di cui solo tre sono giunte sino a noi: l'Arco dei Sergi (originariamente chiamato Porta Aurea), la Porta Erculea e la Porta Gemina.. Durante il principato dell'imperatore Settimio Severo il nome della città fu cambiato in Res Publica Polensis, quindi con un richiamo a Pola, antico nome all'epoca dei castellieri. Nel 326 d.C. a Pola fu giustiziato Crispo, mentre nel 354 d.C. venne ucciso Costanzo Gallo.

Epoca medievale

Dopo le invasioni barbariche del V secolo e la caduta dell'Impero romano d'Occidente, di cui Pola faceva parte, la città entrò, durante il secolo successivo, nell'orbita dell'Impero romano d'Oriente. Pola si costituì in libero comune nel 1177, anche se la città era già nell'ambito della sfera di influenza della Repubblica di Venezia, cui doveva pagare un tributo annuale.

Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente Pola fu prima conquistata dagli Ostrogoti, divenendo foederate civitatem nel 493 d.C. e restandoci nel 538 d.C., quando entrò a far parte della Venetikà, distretto dell'Esarcato d'Italia costituito nel 584 dall'imperatore Maurizio, scorporandolo dalla precedente eparchia Annonaria. Così, Pola accrebbe gradualmente la sua importanza, fino a diventare il maggior porto militare dell'Impero bizantino.

In tale periodo fu realizzata la Concattedrale dell'Assunzione della Beata Vergine Maria nello stesso punto in cui in epoca romana sorgeva un tempio dedicato a Giove Conservatore, poi trasformato in una piccola chiesa e infine, nel V secolo, nella moderna basilica, che fu dotata di tre navate, grande il doppio rispetto alla chiesetta precedente.

Nel 751 Pola, insieme al resto dell'Istria, venne conquistata dal re dei Longobardi Astolfo. Con la conquista del Regno longobardo da parte di Carlo Magno nel 774, l'Istria, in virtù della sua posizione periferica, rimase un territorio autonomo fino a che non venne riannessa da Pipino, figlio di Carlo, nel 788. In età carolingia, Pola entrò a far parte del Regnum Italiae, che era parte dell'Impero carolingio. Con il regno di Berengario I, la marca d'Istria entrò nell'orbita della più potente marca di Verona.

Sceso in Italia a seguito della chiamata della regina Adelaide, il 10 ottobre 951 Ottone I di Sassonia assunse a Pavia il titolo di rex Francorum et Italicorum e l'anno successivo assegnò la marca di Verona al fratello, il duca di Baviera Enrico. A causa delle ripetute ribellioni di Enrico, l'imperatore Ottone II assegnò la marca di Verona al duca di Carinzia Ottone di Worms. Nel 1040 l'imperatore Enrico III assegnò la marca d'Istria al margravio di Carniola Poppo I.

Il periodo veneziano (1331-1797)