Lanarcocapitalismo, anche detto capitalismo della frammentazione o anarco-liberismo in Italia, è una teoria politica, economica e giuridica sviluppatasi nella seconda metà del XX secolo che ha il suo massimo esponente nell'economista della scuola austriaca Murray Rothbard (1926-1995). Gli anarcocapitalisti, spesso chiamati anche "" nel linguaggio informale, auspicano il superamento degli Stati nazionali proponendo come alternativa un sistema economico capitalista laissez-faire in cui tutte le decisioni sono lasciate all'iniziativa di singoli proprietari o ad associazioni di proprietari.

Nell'anarcocapitalismo i modi di acquisto della proprietà a titolo originario possono differire da quelli legali. La posizione maggioritaria fra gli anarcocapitalisti sostiene che i diritti di proprietà derivino dal "principio di homestead" (cioè, il diritto del primo utilizzatore), che trae ispirazione dalla teoria della proprietà di Locke. Questo principio sostiene che il diritto di reclamare un terreno come proprio derivi dal lavoro svolto su di esso (ad esempio, la coltivazione del suolo). Questo concetto ha sollevato dibattiti sulla legittimità di alcune proprietà legalmente acquisite e sulla possibilità di risarcimenti ai discendenti degli ex schiavi negli Stati Uniti. Alcuni anarcocapitalisti, tuttavia, sono favorevoli all'idea dell'acquiescenza (common law, estoppel). La proprietà come intesa dagli anarcocapitalisti è principalmente fisica; la maggior parte di loroMurray Rothbard, Jeffrey Tucker, Stephan Kinsella, Wendy McElroy, Hans-Hermann Hoppe e Walter Block non riconoscono la proprietà intellettuale.

Alcuni sostenitori di questa corrente, tra cui Hans-Hermann Hoppe, Stefan Molyneux e Murray Rothbard, sono noti per difendere la discriminazione come parte integrante dell'esercizio del diritto di proprietà. In particolare, Hoppe ha sostenuto in Democrazia: il dio che ha fallito (2001; Democracy: The God That Failed) che i proprietari dovrebbero avere il diritto di stabilire comunità private segregate in base all'etnia, agli stili di vita, all'orientamento sessuale o alle idee politiche, suggerendo i restrictive covenants (delle clausole contrattuali nei contratti di vendita) per la preservazione della segregazione residenziale e l'espulsione degli indesiderati. L'economista anarcocapitalista Walter Block ha criticato alcune delle idee di Hoppe, ritenendole incompatibili con un'ideologia libertaria e affermando che le sue proposte per limitare l'immigrazione nell'anarcocapitalismo siano in contrasto con il concetto di servitù prediale (common law, easement) e potrebbero impedire ad alcuni individui di esercitare il loro diritto di proprietà, poiché non sarebbero in grado di raggiungere i loro beni (o invitare altri al godimento).

Alcuni anarcocapitalisti supportano il lavoro minorile, la vendita di bambini e il diritto di abbandono degli stessi, come sostenuto da Murray Rothbard ne L'etica della libertà (1982; The Ethics of Liberty) o da Walter Block in Difendere l'indifendibile (1976; Defending the Undefendable) e in pubblicazioni di minore importanza come Sulla vendita di bambini (1979; On Baby Selling). Tuttavia, esiste una divisione riguardo alla possibilità di stipulare contratti di schiavitù. Alcuni, come Stephan Kinsella, ritengono che la persona sia inalienabile e quindi non possa essere oggetto di tali contratti. Relativamente alla schiavitù negli Stati Uniti, Rothbard sostiene anche che gli schiavi fossero legittimamente proprietari di qualsiasi terreno su cui erano, precedentemente, stati costretti a lavorare, in base al "principio di appropriazione originale" (homestead principle).

Esistono due principali approcci filosofici riguardo all'aborto. Levictionism, proposto da Walter Block, sostiene che la donna, essendo proprietaria del proprio corpo, ha il diritto di espellere il feto. D'altra parte, il departurism, sviluppato da Sean Parr, considera l'aborto una violazione del principio di non aggressione, poiché la rimozione del feto sarebbe letale per quest'ultimo.

Il tema della statualità del diritto nell'anarcocapitalismo è motivo di contenzioso. Gli anarcocapitalisti affermano che la costituzione di una società priva di Stati e governi è possibile favorendo le città private o adottando la legge policentrica, citando le esperienze dei goðar dell'Islanda medievale o i claim club del Far West. Gli obiettori affermano invece che ciò porterebbe alla costituzione di Città-Stato e governi de facto per via delle giurisdizioni territoriali che si verrebbero a formare.

Nonostante il nome, l'anarcocapitalismo non è considerato parte dell'anarchismo tradizionale. L'anarcocapitalismo è una realtà di nicchia nella politica degli Stati Uniti che i ricercatori tendono ad associare al "patriot movement" statunitense. Nel contesto del libertarismo è l'ala più estrema della destra . Il politilogo Andrew Vincent la considera parte della New Right, ma ci sono anche coloro che la definiscono un'ideologia di estrema destra o parte dell'alt-right.

Il concetto di "anarcocapitalismo" è diffuso in America Latina, dove è stato utilizzato in modo negativo per definire le Zone di occupazione e sviluppo economico (Zonas de empleo y desarrollo económico; ZEDE) in Honduras, mentre è stato accolto positivamente dal presidente argentino Javier Milei, il primo capo di Stato a dichiararsi "anarcocapitalista".

Onomaturgia Il termine "anarcocapitalismo" (in lingua inglese: anarchocapitalism o anarcho-capitalism) è stato coniato da Karl Hess, ex attivista degli Students for a Democratic Society poi convertitosi al libertarismo di destra. È apparso per la prima volta nel suo manifesto The Death of Politics, pubblicato sulla rivista Playboy nel marzo 1969. La parola "anarcocapitalismo" ha ottenuto un ulteriore riconoscimento quando Jarret B. Wollstein la ha utilizzata nella sua opera Society Without Coercion, pubblicata nell'agosto 1969. Wollstein, autore randiano, intendeva usare il termine per descrivere la sua idea di "società di consistente libertà razionale". Murray Rothbard adottò in seguito il termine per descrivere le sue idee, guadagnandosi così il titolo di "padre dell'anarcocapitalismo". Storia

Stati Uniti

L'alleanza secessionista Secondo lo storico canadese Quinn Slobodian, l'anarcocapitalismo ha origine da ciò che egli definisce "l'alleanza secessionista". Questa alleanza, formata alla fine del XX secolo, comprendeva due gruppi desiderosi di separarsi dagli Stati moderni: i radicali del mercato, sostenitori di un capitalismo senza democrazia, e i neoconfederati, che volevano ripristinare il "Vecchio Sud". I principi fondamentali di questa alleanza erano la competizione capitalistica decentralizzata e l'omogeneità etnica, che univano le idee di Leon Louw e Frances Kendall per il Sudafrica..

L'obiettivo di questa alleanza di destra era creare aree autonome per una apartheid localizzata ma su larga scala. Nonostante il fallimento nel raggiungere il loro obiettivo immediato, la visione di segregazione laissez-faire dei secessionisti ha continuato a esistere. Secondo loro, la secessione era il percorso verso un mondo socialmente diviso ma economicamente integrato, in cui si sarebbe creato un equilibrio tra separazione e globalizzazione. Murray Rothbard è stato una figura chiave dell'alleanza secessionista. Nato nel Bronx nel 1926, Rothbard si è avvicinato ai "think tank" neoliberisti e si è unito alla Mont Pelerin Society negli anni '50. Durante la sua carriera, ha sviluppato l'anarcocapitalismo, una versione estremamente radicale del laissez-faire capitalistico. Questa corrente ha respinto fermamente gli Stati repubblicani, considerandoli "banditismo organizzato", e ha etichettato le tasse come "un furto su vasta scala e senza controllo".

Nell'anarcocapitalismo, i governi tradizionali sarebbero stati completamente eliminati e tutti i servizi, come la sicurezza, i servizi pubblici, le infrastrutture e l'assistenza sanitaria, sarebbero stati forniti dal mercato, senza alcuna protezione per coloro che non potevano permetterseli. Questo avrebbe portato alla creazione di una società in cui i contratti avrebbero sostituito le costituzioni e le persone non sarebbero più cittadini, ma clienti di fornitori di servizi diversi. Queste entità politiche, definite da Slobodian come "antirepubbliche", si sarebbero basate sulla proprietà privata e lo scambio, in contrasto con il principio di sovranità popolare. Rothbard considerava la sua proposta come la più coerente con l'idea di secessione, poiché avrebbe potuto innescare una reazione a catena di disintegrazione o indebolimento degli Stati esistenti, offrendo un mezzo per sfuggire al sistema statale moderno da cui i secessionisti cercavano di fuggire.

Guerra del Vietnam: Rothbard e la New Left Negli anni '60, Rothbard sfruttò diverse opportunità per generare avversione verso i programmi e le istituzioni governative, al fine di minare la fiducia dei cittadini negli Stati esistenti. Egli individuò un'occasione nell'opposizione della New Left alla guerra del Vietnam. Secondo Rothbard, il ruolo dell'America come "poliziotto globale" era solo un pretesto per centralizzare il potere statale e favorire il clientelismo, lo spreco e l'inefficienza del complesso militare-industriale. L'esistenza di un esercito permanente finanziato dalle tasse, con il monopolio delle armi moderne, era contrario ai suoi principi, e considerava la coscrizione come "schiavitù di massa". Sebbene l'anarcocapitalismo di Rothbard fosse respinto dalla New Left socialista, si chiedeva se la loro opposizione ad alcune azioni dello Stato potesse evolversi in un odio nei confronti dello Stato stesso. Attraverso una rivista da lui contribuita a lanciare, chiamata Left & Right: A Journal of Libertarian Thought, Rothbard promosse la secessione come forma di prassi rivoluzionaria. Secondo lui i radicali non dovevano conquistare lo Stato, ma abbandonarlo per creare nuove politiche indipendenti.

Separatismo etnico e anarcocapitalismo

Abbandonando l'idea di un'alleanza fra anarcocapitalisti e New Left, Rothbard colse una nuova opportunità nel nazionalismo separatista che si basava su un senso comune di appartenenza etnica. Negli Stati Uniti era particolarmente interessato al potenziale del nazionalismo nero. Ammirava coloro che puntavano all'auto-aiuto comunitario e all'autodifesa collettiva e appoggiava l'appello di Malcolm X (1925-65) al separatismo rispetto a quello di Martin Luther King Jr. (1929-1968) fondato sull'integrazione. Rothbard e gli altri anarcocapitalisti ritenevano che la secessione dei neri dagli Stati Uniti sarebbe stata un'ottima soluzione.

L'anarcocapitalismo non avrebbe dovuto essere un'alleanza fra socialisti e liberisti ma un movimento contro l'uguaglianza sociale. Dopo aver contribuito a fondare il Cato Institute con Charles Koch nel 1976, nel 1982 contribuì al lancio di un nuovo "think tank" nel profondo Sud: il Ludwig von Mises Institute for Austrian Economics (acronimo: LvMI; ) di Auburn, in Alabama, che prende il nome dall'economista Ludwing von Mises (1881-1973) il mentore di Friedrich von Hayek (1899-1992), di quest'ultimo Rothbard aveva seguito i seminari a New York dal 1949 al 1959.