Treviso (AFI: ) è un comune italiano di abitanti, capoluogo dell'omonima provincia in Veneto. È il quinto comune della regione per popolazione.
La città, di origine paleoveneta-pre romana, sorge su tre alture poste nei pressi del Fiume Sile, in un territorio caratterizzato da numerose risorgive. La vicinanza ad alcune importanti arterie, come la strada Postumia, e le stesse vie d'acqua, ha reso la città, sin dai tempi più antichi, un vivace centro commerciale.
Detta anche "la città dei portici" e "Urbs picta"
Geografia fisica
Territorio La città sorge sulla bassa pianura veneta, in una zona ricca di risorse idriche: numerose sono le sorgenti risorgive, localmente dette fontanassi. Entro lo stesso territorio comunale nascono numerosi fiumi di risorgiva dei quali il più importante è il Botteniga. Quest'ultimo, dopo aver ricevuto le acque di Pegorile e Piavesella, oltrepassa le mura all'altezza del Ponte de Pria e si divide poi nei diversi rami, detti cagnani (Cagnan Grande, Buranelli, Roggia), che tanto caratterizzano il centro storico.
Un altro, più modesto corso d'acqua risorgiva, nasce all'interno della cinta muraria, il Cantarane (0,447 km, in gran parte interrato). Il corso d'acqua principale è comunque il Sile che, dopo aver lambito le mura meridionali, riceve le acque dei cagnani del Botteniga. Altri fiumi rilevanti, tutti affluenti del Sile, sono lo Storga, il Limbraga (da sinistra) e il Dosson (da destra). La città poggia su un terreno composto di materiali fini e limoso-sabbiosi. La distribuzione dei vari livelli stratigrafici è molto irregolare a causa delle frequenti divagazioni e variazioni di corso subite dai fiumi durante l'ultima era geologica.
L'altitudine minima è di 6 m s.l.m. e si riscontra all'estremità sudorientale del territorio comunale, in località Sant'Antonino; di contro, il punto di massima, 31 m s.l.m., corrisponde all'estremità nordoccidentale, nei pressi di Santa Bona. Il municipio, Ca' Sugana, si trova invece a 15 m s.l.m. Per quanto riguarda il rischio sismico, Treviso è classificata nella zona 3, ovvero a bassa sismicità.
Clima
Il clima di Treviso è di tipo subcontinentale, presentando caratteristiche analoghe a quanto riscontrato in generale nella pianura Padano-Veneta, pur con le dovute e molteplici variazioni microclimatiche a seconda delle zone. Gli inverni sono moderatamente freddi e le estati calde e afose. La media delle temperature minime nel trimestre invernale è inferiore allo zero, con frequenti gelate, specie nei periodi di stabilità atmosferica con cielo sereno. In tali situazioni le temperature minime possono scendere di diversi gradi al di sotto dello zero.
Non mancano gli episodi nebbiosi, talvolta persistenti per tutto il giorno, segnatamente nelle aree a sud del Centro Storico. La neve a Treviso non è certo un fenomeno raro, dato che di solito si presenta, con o senza accumulo nella maggior parte delle stagioni invernali, anche se la pianura trevigiana è solitamente meno nevosa rispetto ad altre aree della pianura Veneta e spesso la neve muta rapidamente in pioggia. Va inoltre considerato che Treviso si trova nella parte orientale della Pianura veneto-friulana ed è esposta alle masse di aria continentale da est che, se sufficientemente intense, possono portare a giorni di ghiaccio.
Nonostante questo fenomeno sia stato meno frequente negli ultimi anni, nel dicembre 2009 la città ha visto una nevicata molto intensa.
Le estati sono calde ed afose, con un evidente fenomeno di "isola di calore" che specie in certi periodi affligge il Centro Storico. Durante le fasi caratterizzate dalla presenza dell'Anticiclone Subtropicale, che negli ultimi 15 anni si presentano praticamente ad ogni stagione estiva, durante le ore notturne il caldo nell'area all'interno delle Mura può essere consistente e determinare valori di temperatura superiori anche di 4-5 gradi rispetto alle zone periferiche. Durante l'estate le fasi calde possono essere bruscamente interrotte da infiltrazioni di aria fresca che spesso causano fenomeni anche violenti, con grandinate e downburst. Le precipitazioni medie annue superano i 900 mm e i valori massimi si riscontrano in autunno ed in primavera.
Origini del nome La prima menzione di Treviso, seppur indiretta, compare nel III libro della Naturalis historia di Plinio il Vecchio in cui è citato il «Fluvius Silis ex montibus Tarvisanis». Bisognerà aspettare il De vita sancti Martini di Venanzio Fortunato per avere una prima citazione del toponimo «Tarvisus», seguito, poco dopo, dall'Anonimo Ravennate con «Trabision».
Numerosi sono poi i riferimenti nellHistoria Langobardorum di Paolo Diacono: «Tribicium seu Tarbision», «apud Tarvisium» ecc. L'ipotesi più probabile è che Tarvisium, scomponibile in Tarv-is-ium, sia di origine celtica: si riconoscono infatti tarvos "toro" (), animale ampiamente presente nel totemismo celtico, e la formante -is- tipica dei toponimi gallici.
Una paretimologia popolare collegherebbe il toponimo alla combinazione di due termini latini Ter- e -visi in relazione ai tre colli (in latino, appunto, visi), corrispondenti agli attuali Piazza Duomo, Piazza dei Signori e Piazza Sant'Andrea, su cui sarebbe stata edificata la città.
Storia
Le origini e l'epoca romana
Villaggio paleoveneto sorto in epoca pre-romana su tre alture poste nei pressi di un'ansa del Sile, in un territorio ricchissimo di risorse idriche, l'antica Tarvisium divenne municipio all'indomani della sottomissione della Gallia Cisalpina da parte dei Romani.. La vicinanza ad alcune importanti arterie, come la strada Postumia, e le stesse vie d'acqua, ne fecero sin dai tempi più antichi un vivace centro commerciale della Venetia et Histria...
L'età barbarica e l'alto Medioevo Con l’inizio dell’alto Medioevo, a partire dal VI secolo, la città di Treviso attraversò una fase di profonda trasformazione. Le vie fluviali, in particolare il Sile e i suoi affluenti, assunsero un ruolo centrale nella vita economica e strategica del territorio. Il nucleo urbano si consolidò attorno all’isola naturale formata dal Cagnan, dalla Roggia e dal Sile, dove la conformazione idrografica permetteva l’approdo di imbarcazioni e favoriva i traffici locali.
Dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente nel 476, Treviso fu contesa tra Ostrogoti e Bizantini, e secondo la tradizione locale, proprio nei pressi della città nacque Totila, condottiero ostrogoto che sconfisse i Bizantini. Con l’arrivo dei Longobardi, Treviso venne elevata a sede di uno dei trentasei ducati del regno, e fu dotata di una zecca che rimase attiva per secoli, coniando monete anche sotto i Carolingi e successivamente durante il dominio veneziano.
Nel corso del IX secolo, sotto l’influenza carolingia, il vescovo di Treviso assunse anche il titolo di conte, consolidando il potere ecclesiastico sulla città. La struttura urbana si sviluppò attorno al cardo e al decumano massimo, identificabili oggi con l’asse via Calmaggiore–via Indipendenza e via Martiri della Libertà, rispettivamente. L’umbilicus agri, centro della centuriazione romana, si trovava nei pressi dell’attuale Postioma, ai confini fra Paese e il territorio comunale del capoluogo, a testimonianza della continuità territoriale tra epoca romana e medievale.
L'età comunale Fu tuttavia con la rinascita dell'Anno Mille che Treviso, datasi statuti comunali e vinto l'imperatore Federico Barbarossa accanto alle città delle leghe Veronese e Lombarda, conobbe un notevole sviluppo, ampliandosi nelle dimensioni ed arricchendosi di monumenti e palazzi, che le valsero il soprannome di urbs picta. Il vivere trevigiano divenne sinonimo di vita gaudente e la città si animava di feste e celebrazioni, quali quella del Castello d'Amore. Citata da Dante Alighieri che vi trascorse parte del suo esilio e da Fazio degli Uberti nel suo Dittamondo, la città crebbe ulteriormente in ricchezza e fasto per tutto il XII e XIII secolo dotandosi di una delle prime Università (1321) e contendendo alle limitrofe Padova e Verona il ruolo di città principe di quella che, al tempo, veniva chiamata Marca Trivigiana intendendo con l'espressione buona parte dell'attuale VenetoAdriano Augusto Michiel, Storia di Treviso, pp. 73-103..
Dalla Signoria alla Repubblica Veneta
In modo analogo alle principali città del Nord Italia, anche Treviso assistette alla crisi del governo comunale ed il successivo passaggio alla signoria. Bisogna tener conto, comunque, che sin dagli inizi il potere era di fatto in mano ad una ristretta oligarchia aristocratica, tra cui spiccavano alcune famiglie quali i Tempesta.
La prima casata ad impossessarsi di Treviso fu quella degli Ezzelini, che signoreggiarono tra il 1237 ed il 1260 con le figure di Ezzelino III e Alberico. La città fu quindi preda di nuove lotte intestine tra i Guelfi filopapali ed i Ghibellini, sostenitori di un riavvicinamento all'Impero, tanto che solo nel 1283, a seguito della vittoria dei primi, si assistette ad una decisa ripresa economica e culturale che durò fino al 1312..
Della tormentata situazione politica trevigiana di inizio Trecento, dominata dai Collalto e dai Da Camino, si interessò anche Dante Alighieri, il quale dedicò a Treviso il celebre verso n. 47 del canto IX del Paradiso: "e dove Sile e Cagnan s'accompagna / tal signoreggia e va con la testa alta, / che già per lui carpir si fa la ragna". Con queste parole Dante allude a Rizzardo II da Camino, subentrato nel 1306 al padre Gherardo da Camino nella carica di capitano generale di Treviso, e ritenuto di atteggiamento borioso dal sommo poeta. Quest'ultimo venne assassinato nel 1312 mentre giocava a scacchi in verandaLa Divina Commedia, Paradiso a cura di Vittorio Sermonti, Edizioni Scolastiche Bruno Mondador, 2001, pag. 130.
Seguì per la Marca un periodo di guerre e saccheggi che iniziarono nel 1329 e continuarono fino al 1388.. La città venne infatti occupata per circa un decennio anche dagli Scaligeri (1329-1339), e nel 1339 si diede spontaneamente alla Serenissima, andandone a costituire il primo possedimento in terraferma. Treviso fu tuttavia coinvolta nelle guerre per il primato sulla penisola italiana: la città fu quindi retta per un breve periodo dall'arciduca d'Austria tra il 1381 ed il 1384 per passare, nel 1384 e fino al 1388, ai da Carrara. Solo da allora la città tornò definitivamente alla Repubblica di Venezia, seguendone per i successivi quattro secoli le sorti e i voleri..
Giovanni Aliprandi, genero del Duca Bernabò Visconti ed esiliato da Filippo Maria Visconti, si rifugiò a Treviso. In tal luogo, dopo il 1420, diede origine alla sua discendenza. Il medesimo, per ringraziarsi Filippo Maria Visconti e per ritornare nel Ducato di Milano, tentò di uccidere, prima con le armi e poi con il veleno, il potente nemico dei Visconti, il conte Francesco Bussone, detto il Carmagnola. Scoperta la congiura Giovanni Aliprandi fu decapitato e i suoi complici impiccati.
Il periodo veneziano Sotto Venezia, Treviso poté godere di un lungo periodo di stabilità e relativo benessere, salvo la parentesi della Guerra della Lega di Cambrai, che vide la costruzione delle attuali fortificazioni (1509), e l'assedio imperiale e francese, tolto nel 1511.. Il territorio trevigiano fu tra le province venete quello più direttamente controllato dalla Serenissima (insieme al Padovano): fu l'unico territorio in cui non vennero mai creati dei vicariati, estromettendo così la consorteria nobiliare cittadina dal controllo diretto del territorio. Al loro posto vennero create una serie di podesterie affidate a rettori veneziani.
Il periodo postunitario e le due guerre