Càstano Primo (Càstan in dialetto milanese, e semplicemente Castano fino al 1864) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Milano in Lombardia. I suoi abitanti sono detti castanesi.

Geografia fisica Castano sorge all'estremità nord-occidentale della città metropolitana di Milano. Il territorio è lambito, per un breve tratto, dal fiume Ticino. Al confine con Nosate e Lonate Pozzolo si trovano le vasche di laminazione del torrente Arno, che proprio in territorio di Castano immette la sua portata in eccesso nel Ticino. Castano è inoltre bagnato da due canali derivati dal Ticino: il Canale Industriale e il Canale Villoresi. Quest'ultimo lambisce il centro del paese. Il territorio comunale confina con comuni di Robecchetto con Induno, Magnago, Cuggiono, Buscate, Vanzaghello, Lonate Pozzolo, Nosate e Turbigo.

Dal punto di vista sismico Castano Primo presenta un rischio molto basso ed è stato classificato come un comune zona 4 (bassa sismicità) dalla protezione civile nazionale.

Il clima è quello caratteristico della Pianura Padana, con inverni freddi ed estati calde e afose. Appartiene alla zona climatica E. Origini del nome Il nome "Castano" deriva, molto probabilmente, dall'esistenza in antico di "Silvae Castanae" ossia di boschi di castagno: il toponimo differisce infatti dalla specie arborea per il solo accento, che si trova sulla prima sillaba nel nome della città (pronunciandosi quindi "Càstano", anziché "castàno"). Altre notizie dicono che in origine il suo nome era "Castro Casteno", il che fa supporre che il paese sorse attorno ad un castello. Si ha notizia di un antico stemma del borgo che recava un castello color rosso, dalle cui fondazioni usciva una pianta di castagno verdeggiante, stemma raffigurato tutt'oggi sul gonfalone del comune di Castano Primo. Nella mappa del 1581 che nella Galleria delle carte geografiche dei Palazzi Vaticani riguarda il Ducato di Milano, il toponimo compare nella forma Caſteno.

L'aggettivo "Primo" fu aggiunto in seguito al decreto in data 10 dicembre 1863, dall'allora Re d'Italia Vittorio Emanuele II, per distinguere Castano dal quasi omonimo e meno popoloso centro in provincia di Pavia.

Storia L'abitato di Castano ebbe probabilmente origine da un accampamento (castrum) romano. Il più antico documento in cui compaia il nome di “Casteno” è un atto del 712 riferito a una donazione del Re longobardo Liutprando in favore del monastero di San Pietro in Ciel d'Oro di Pavia che aveva qui delle proprietà. Nel Medioevo esisteva un castello, eretto sull'area dell'attuale chiesa prepositurale di cui è rimasta memoria nello stemma del Comune, raffigurante appunto un castello con un albero di castagno e un corso d'acqua. Nel X secolo era incluso nel contado di Burgaria, poi nel corso dei secoli appartenne ai Conti di Biandrate, ai Visconti, agli Sforza, che infeudarono signori a loro fedeli. Proprio per la presenza di questo castello, già nel 1300 Castano aveva il titolo di “borgo”, e questo attesta la sua discreta importanza nel territorio.

Nel 1482 divenne feudo dei Visconti di Brignano, che vi rimasero fino al 1717. Un membro di questa famiglia, Francesco Bernardino, che aveva una sua casa anche in Castano, sarebbe da identificarsi con l'Innominato de I promessi sposi.

Nel Cinquecento il paese subì le vicende delle lotte tra francesi e spagnoli, rimanendo però feudo del ramo visconteo dei Brignano, fino al 1717. Nel 1604 era abitata da circa 1500 persone. Il 22 giugno 1636 Castano fu quasi completamente distrutta dalla furia della battaglia tra spagnoli e austriaci alleati contro i francesi.

Estintisi i Visconti di Brignano, il feudo venne assegnato al nobile Antonio Nuño de Portugal e quindi ad altri signori, finché nel 1772, il regime feudale non ebbe fine passando infine sotto il dominio austriaco. Dal 1786 al 1791, il paese fu aggregato alla provincia di Gallarate. Dopo il periodo napoleonico, Castano tornò sotto gli austriaci.

Nel secolo XIX le vicende del Risorgimento non lasciarono grandi tracce nella storia di Castano. Gli eventi del 1848 spinsero molti castanesi a rifugiarsi nel vicino Piemonte per sottrarsi alla dura legislazione repressiva attuata dagli Asburgo. Nel giugno 1859, all'epoca della famosa Battaglia di Magenta, Castano rischiò di diventare teatro di uno scontro tra Austriaci e Franco-piemontesi, ma fortunatamente tale eventualità non si verificò ed i Castanesi attribuirono il fatto all'intercessione del Santo Crocifisso.

Dopo l'Unità d'Italia, nel 1863, Castano aggiunse al proprio nome l'aggettivo "Primo", per decreto del re Vittorio Emanuele II, al fine di distinguersi da altri centri omonimi di minori dimensioni. Negli anni '80 del secolo XIX si realizzarono grandi opere che interessarono anche il territorio castanese: nel 1880 entrò in funzione la linea tranviaria che collegava Castano a Milano, nel 1885 venne ultimato lo scavo del Canale Villoresi e nel 1887 venne attivata la linea ferroviaria Novara-Saronno-Seregno.

Tra il 1800 e il 1900 Castano passò da un'economia prevalentemente agricola ad una industriale. Ai primi del Novecento i settori più sviluppati erano quelli della filatura della seta e della tessitura seguiti dalla meccanica.La filanda di seta di Francesco Sormani, che segnalava attività per soli 180 giorni l'anno, mentre la filanda di Antonio Perani per la trattura dei cascami aveva addirittura attività di soli 90 giorni

Tra gli eventi più drammatici del XX secolo a Castano ricordiamo le vicende della seconda guerra mondiale e della Resistenza, ed in particolare il sacrificio dei Tre Martiri Patrioti (Franco Griffanti, Antonio Noè e Franco Noè), fucilati dagli occupanti tedeschi il 26 febbraio 1945.

A partire dal secondo dopoguerra, Castano andò incontro ad un sempre più accentuato sviluppo tanto urbanistico quanto produttivo, soprattutto dalla fine degli anni '50. Negli anni del “boom” economico si ebbe, inoltre, un sempre più consistente afflusso di immigrati dall'Italia meridionale i quali principalmente si stabilirono nel quartiere composto essenzialmente da case popolari. Per arrivare a tempi più recenti, l'11 ottobre 1984, con decreto del Presidente della Repubblica, a Castano è stato riconosciuto il titolo di Città. Da alcuni anni si assiste ad un progressivo aumento della popolazione dovuto anche al fenomeno di immigrazione che sta interessando tutta l'area Castanese e nel marzo 2001 si è superata per la prima volta la soglia dei abitanti.

Simboli Lo stemma e il gonfalone di Castano primo sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 13 marzo 1957.

Il gonfalone è un drappo di azzurro.

Onorificenze

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose

Chiesa prepositurale di San Zenone

L'attuale chiesa prepositurale di San Zenone è il frutto di un ingrandimento dell'antica chiesetta dedicata allo stesso Santo che sorgeva, già nell'anno 974, nell'area dell'antico castello di Castano. Il precedente santuario fu rifatto nel 1345, sull'area del castello ormai distrutto. Una lapide, murata all'esterno della chiesa presso l'ingresso di corso Martiri Patrioti, ne ricorda i lavori di restauro e di ampliamento. La lapide, che sino al 1678 era all'interno della chiesa, recita: "MCCCXLV, Indictione decime tertia die Veneris quinto Februiarii. D. presbiter Marchisius de Cantono de burgo Casteno fecit fieri hanc Ecclesiam et benefitium istuum et benefitium S. Mariae in Prato ad honorem et reverentiam B.V. et Sti Joannis Evengeliste in remedium animae suae et defunctorum." Esso originariamente, però, aveva un altro stile: l'area, infatti, era quella della chiesa attuale, ma la sua struttura venne modificata nel secolo XVIII. Come fosse originariamente, lo si può dedurre da alcune descrizioni dei resoconti delle visite pastorali dei secolo XVI e XVII. La chiesa all'epoca era lunga 50 metri, larga 15 ed alta 21, sulla facciata c'era una sola finestra circolare (oculus) ed una porta. La facciata era inoltre ornata da semicolonne di pietra che partivano dalla base ed arrivavano alla sommità dell'edificio. Il campanile era, come adesso, sulla parete meridionale ed aveva due porte: una che dava nella chiesa ed una che dava all'esterno. Proprio la sua forma quadrata e la sua posizione inducono a pensare che in origine fosse stata una torre dell'antico castello. La chiesa era divisa in tre navate da dieci colonne di mattoni, il soffitto era a capriate e il pavimento di laterizio. Il presbiterio era alzato dal piano delle navate mediante una gradinata di sasso di cinque gradini. Sullo sfondo c'erano solo due finestre con dei vetri rotondi. Qui è custodito un prezioso Crocifisso, oggetto di venerazione da diversi secoli, che sarebbe stato portato da Gerusalemme dal nobile castanese e crociato fra' Rodolfo della Croce. Citato durante le visite pastorali di San Carlo, venne considerato miracoloso a partire dal 1630, quando fu invocato per proteggere dall'epidemia di peste e innalzato ogni volta che la sofferenza colpiva gli abitanti di Castano. Per devozione a questo Crocifisso si tengono solenni festeggiamenti ogni 25 anni. Attualmente è posto nella nicchia sull'altare maggiore. L'aspetto attuale risale all'ultimo rifacimento datato 1759. La parrocchia fa parte dell'arcidiocesi di Milano, zona pastorale IV di Rho, decanato di Castano Primo. Il vetusto campanile alto 46 metri, possiede un concerto di 5 campane in Reb3 realizzate nel 1777 a Malnate dalla fonderia Antonio Maria Comerio, la campana minore rifusa a seguito di una crepa nel 1929 dalla fonderia Fratelli Ottolina di Seregno.

Chiesa di San Gerolamo La prima notizia della chiesa di San Gerolamo risale all'anno 1475 ed essa era inizialmente dedicata a san Bartolomeo. A poco a poco, però, verrà chiamata chiesa di San Gerolamo. Da una piantina del secolo XVI, essa risulta di forma rettangolare, senza abside, e con cinque pilastri esterni di contrafforto che fanno pensare ad una chiesa di stile gotico lombardo. La facciata era senza finestre ed aveva una porta centrale. I lati settentrionale ed orientale erano senza porte né finestre e confinavano con case appoggiate. Nel 1566, era ancora coperta di tegole seppur senza pavimento e con il campanile sopra il tetto, ma senza campana. A valle di alcune ricerche compiute, si può concludere che nel 1398 la chiesa non esisteva ancora e, dunque, potrebbe essere datata come edificio della prima metà del Quattrocento. Le 3 campane poste sul campanile in Si3 sono state realizzate nel 1936 dalla Fonderia Fratelli Ottolina di Seregno.

Chiesa di San Rocco Nel 1566 l'attuale bella chiesetta dedicata a san Rocco recentemente ristrutturata risulta abbandonata, aperta, con due finestrelle presso la porta. Viene restaurata solo vent'anni dopo ed imbiancata. Il soffitto, però, non c'è ancora e l'altare è spoglio. Nel 1605, sopra l'altare, esiste un gradino di mattoni, su cui appoggia l'icona della Madonna con san Rocco e san Sebastiano. A sud ci sono due finestre e ad ovest una porta chiusa con catenaccio a chiave. Solo nel 1838 il pittore Cozzi fa la bronzatura dei pulpiti e dipinge due statue all'esterno della chiesa. In disuso la campanella ottocentesca posta sul campanile.

Chiesa Madonna dei Poveri thumb|La chiesa Madonna dei Poveri