Letà vittoriana () è il periodo della storia del Regno Unito della regina Vittoria, dal 20 giugno 1837 fino al suo decesso, avvenuto il 22 gennaio 1901.
Quest'epoca seguì l'età georgiana e precedette l'età edoardiana e la sua seconda metà coincide con la prima parte dell'era della Belle Époque dell'Europa continentale. Definita in base alle sensibilità e alle preoccupazioni politiche, talvolta si considera l'approvazione del Reform Act 1832 come l'inizio dell'epoca vittoriana. Questi decenni furono caratterizzati da una situazione di relativa pace tra le grandi potenze (sulla base di quanto stabilito dal Congresso di Vienna), da un incremento delle attività economiche, da una "raffinata sensibilità" e da una forte fiducia nazionale nel Regno Unito.
Ideologicamente, l'epoca vittoriana fu testimone della resistenza al razionalismo che invece definì il periodo georgiano e di un crescente interesse verso il romanticismo, il misticismo, l'esoterismo per i valori sociali e alle arti. Nelle relazioni internazionali, la supremazia della Royal Navy contribuì a mantenere un periodo di relativa pace tra le grandi potenze (Pax Britannica) così come a favorire il consolidamento e l'espansione economica, coloniale e industriale. Una notevole eccezione a questo fu la guerra di Crimea (1853-1856). In questo periodo la Gran Bretagna intraprese un'espansione globale, in particolare in Asia e in Africa, che rese l'Impero britannico il più grande impero della storia.
A livello nazionale, l'agenda politica fu sempre più indirizzata verso il liberalismo, con una serie di cambiamenti verso la strada di una graduale riforma politica, industriale e dell'ampliamento del suffragio elettorale. Inoltre si assistette a cambiamenti demografici senza precedenti: la popolazione di Inghilterra e Galles quasi raddoppiò passando dai 16,8 milioni del 1851 ai 30,5 milioni nel 1901;The UK and future, statistics.gov.uk anche la popolazione scozzese aumentò rapidamente, passando dai 2,8 milioni del 1851 ai 4,4 milioni nel 1901. Tuttavia, la popolazione irlandese subì un forte calo, scendendo dagli 8,2 milioni del 1841 a meno di 4,5 milioni di abitanti registrati nel 1901, ciò principalmente a causa della Grande carestia. Tra il 1837 e il 1901, circa 15 milioni di persone emigrarono dalla Gran Bretagna, la maggior parte di essi con destinazione Stati Uniti, Canada, Sudafrica, Nuova Zelanda e Australia.Exiles and Emigrants . National Museum of Australia
La società al momento dell'ascesa della regina Vittoria
La regina Vittoria salì al trono a soli 18 anni, nel 1837. Durante il suo lungo regno (durato fino al 1901) l'Inghilterra attraversò un periodo di stabilità, floridità economica ed espansione commerciale e coloniale; la società, però, presentava lacerazioni sociali, psicologiche e culturali che vennero risolte con faticosi compromessi e precari equilibri tra ipocrisia e realtà dello sfruttamento, fede e scienza. In quegli anni si evidenziò fortemente anche il divario tra classi ricche e povere. Nei primi anni del suo regno il suo mentore fu Lord Melbourne, primo ministro whig, e anche le amicizie personali della sovrana erano nel partito liberale.
L'età vittoriana divenne nota per l'impiego di minori (lavoro minorile) in fabbriche, miniere e come spazzacamini. Il lavoro minorile, spesso nato a causa di ristrettezze economiche, giocò un ruolo importante fin dall'inizio della seconda rivoluzione industriale: lo scrittore Charles Dickens, per esempio, lavorò all'età di 12 anni in una fabbrica di lucidi da scarpe, essendo suo padre in prigione per debiti. Nel 1840 soltanto il 20% dei bambini di Londra frequentava scuole. Intorno al 1860 circa la metà dei bambini d'età compresa tra 5 e 15 anni frequentava la scuola (compresa la scuola domenicale) e i bambini dei poveri dovevano aiutare nel sostegno del bilancio familiare, spesso lavorando molte ore in attività pericolose per paghe molto basse.
Bambini agili venivano impiegati come spazzacamini; i più piccoli venivano impiegati per scivolare sotto i macchinari per recuperare i rocchetti di cotone; e ancora i bambini venivano impiegati per lavorare nelle miniere di carbone, strisciando attraverso tunnel troppo stretti e bassi per gli adulti. I bambini lavoravano inoltre come fattorini, spazzini, lustrascarpe, fiammiferai, venditori di fiori o altri beni economici. Alcuni intraprendevano il lavoro come apprendisti di rispettabili attività, come l'edilizia, o come collaboratori domestici (a metà del XVIII secolo c'erano circa 220.000 domestici a Londra). Le ore di lavoro erano molte: i muratori potevano lavorare anche 64 ore a settimana in estate e 52 in inverno, mentre i domestici lavoravano 80 ore a settimana. La prostituzione, soprattutto di giovani donne (la maggior parte delle prostitute a Londra aveva tra i 12 e i 22 anni d'età), emerse come un serio problema sociale.
Nel 1840 Vittoria sposò Alberto, principe di Sassonia-Coburgo-Gotha, suo cugino. Le posizioni conservatrici del principe Alberto influenzarono le idee politiche della regina; dopo il 1841, quando il governo Melbourne cadde, Vittoria divenne una sostenitrice e alleata del partito conservatore. Negli ultimi vent'anni di regno la popolarità di Vittoria presso tutte le classi sociali raggiunse i massimi livelli. Considerata un esempio di onestà, moralità, patriottismo e dedizione alla famiglia, Vittoria fu il simbolo vivente della solidità dell'Impero britannico. Durante il suo regno, durato sessantatré anni, il Paese conobbe un periodo di prosperità senza precedenti, di cui trasse beneficio la classe media. Vittoria morì nel 1901.
Storia politica ed economica Da Peel a Palmerston
La situazione economica che Vittoria ereditò alla sua ascesa non è semplice e negli anni precedenti i liberali non erano stati capaci di rimediare ai problemi economici nati da un deficit crescente, dal ristagno dei traffici, e da alcune pesanti carestie: se si considera il forte incremento demografico, si comprende che la situazione in Inghilterra era molto grave. Dopo i primi dissensi, la regina ammirò e sostenne fermamente la politica liberista di Sir Robert Peel.
In politica economica cercò di aumentare i traffici commerciali abolendo definitivamente i dazi interni, e recuperando le mancate entrate introducendo un'imposta sul reddito, che era già stata applicata in tempo di guerra. Molto lunga e complessa fu la questione delle leggi del grano: introdotte nel 1815, grazie all'influenza dei proprietari terrieri, erano sostenute dai protezionisti che capeggiavano Peel, ma fortemente osteggiate dalla Lega contro le Leggi del Grano, che esprimeva le esigenze della maggior parte degli inglesi. Lo stesso primo ministro si convinse della necessità del liberismo nel commercio dei cereali, anche per l'incombente carestia in Irlanda, che non poteva essere colmata dal raccolto inglese. Tuttavia, sicuro dell'appoggio del popolo, dimenticò su quale classe sociale si basasse il suo potere.
Nel giugno 1846 abolì di fatto questa legge, ma ciò spezzò il partito conservatore, i cui membri trovarono nei discorsi di un giovane di origine ebree, Benjamin Disraeli, una nuova guida che rispondeva ai loro interessi e che aveva intenzione di tutelare le grandi famiglie agricole. Lo stesso giorno in cui l'abolizione della legge passava alla Camera dei lord, il 25 giugno, ai Comuni Peel veniva sconfitto da una coalizione di Whigs e Tories. Il partito conservatore non tornò al potere che vent'anni più tardi. Peel morì per una caduta da cavallo nel 1850. Tra il 1846 e il 1886 il potere fu ricoperto quasi ininterrottamente da governi liberali. Il primo ministro a salire al potere fu Lord John Russell, fino al 1852, seguito, dopo una breve parentesi del Conte di Derby, dal Governo di Aberdeen, che fu coinvolto nella guerra di Crimea contro la sua volontà: di fatto il suo pacifismo gli fece perdere la sua posizione a vantaggio di Henry John Temple, terzo visconte Palmerston.
Lord Palmerston non fu mai escluso in verità dal governo dal 1808 al 1865, soprattutto come ministro degli esteri. Egli era difficilmente inquadrabile in un partito e non aderiva ad alcuna dottrina: entrato in politica come tory, manteneva un comportamento da aristocratico whig; la sua politica si basava sulla fiducia che riponeva nel popolo britannico, che lo appoggiava per la sua franchezza. Era invece inviso quasi a tutti i politici, per i suoi metodi avventati, poco diplomatici e indipendenti che usava abitualmente: egli tendeva a difendere qualsiasi suddito della corona, dovunque esso si trovasse e qualsiasi cosa avesse fatto. Anche i suoi rapporti con la corte non furono semplici: egli dichiarava apertamente il suo antagonismo nei confronti del dispotismo austriaco, russo e pontificio, in contrasto con le idee della regina, e in particolare del suo consorte, che consideravano il potere austriaco assolutamente legittimo. Forte assertore della guerra di Crimea, fu costretto a firmare il trattato di Parigi nel 1856. due anni più tardi dovette affrontare i moti indiani del 1857: molte truppe indiane si ribellarono alla potenza inglese e compirono rappresaglie sui colonizzatori e le loro famiglie.
La situazione per Palmerston volse al peggio a causa di una guerra in Cina, causata da un banale incidente diplomatico: l'inutilità del conflitto fece infuriare i suoi nemici, che infine vinsero le elezioni. Tuttavia Disraeli non riuscì a trovare la maggioranza assoluta, e dal 1859 al 1865 il potere fu nelle mani del "triumvirato", capitanato da Palmerstone, John Russell e William Ewart Gladstone. La mediazione di questi ultimi due statisti evitò che il bellicoso Primo ministro attaccasse la Francia, a causa dell'odio che montava per l'atteggiamento francese nei confronti dell'Italia, fortemente sostenuta dal triumvirato. Nello stesso periodo l'Inghilterra evitò di essere coinvolta nella Guerra di secessione americana (1861-1865): questo fatto avrebbe potuto essere disastroso, anche perché le classi più agiate e più in vista parteggiavano per i Sudisti, (pur avendo più chiara la situazione italiana, che la politica americana) nonostante il fatto che cercassero di evitare l'argomento dello schiavismo, che in verità non difendevano.
Palmerston muore nel 1865; viene sostituito alla carica di Primo Ministro da John Russell e, dopo un paio d'anni, da Edward Smith-Stanley, duca di Derby.
Le riforme di Gladstone
Nel 1832 una contestata riforma elettorale aveva ampiamente cambiato il Parlamento, dividendo il potere tra i proprietari terrieri e il ceto medio, dando il diritto di voto ai fittavoli e alla media borghesia, ma lasciando esclusa la borghesia minore e gli operai.